google ads guida

Guida Google Ads 2021: le strategie per rendere efficaci le tue campagne

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

“È stato l’errore più bello che abbia mai fatto.”

Questo, per mia fortuna e non solo, è ciò che penso oggi rispetto a quello che mi è successo alcuni anni fa. Nonostante quello che mi dicevano coloro che mi stavano intorno.

Avevo deciso di lasciare la classica agenzia di marketing dove facevo tutto: siti web, social, advertising.

Un giorno, contro tutto e tutti, dico quello che voglio fare al mio capo di allora: voglio diventare esperto di Google Ads.

Apro la partita IVA.

Non dimenticherò mai quello che mi dice e come mi guarda:

“Stai facendo un grosso errore! Nessuno ti pagherà come me e tornerai qui strisciando.”

Avevo circa ventiquattro anni ed ero arrivato ad un bivio.

La classica scelta che, spesso, nel mondo del marketing molti devono fare:

Lavorare ancora da tuttofare nella classica agenzia, anche se ben pagato o provare a fare quello che mi piace, fare un salto nel vuoto e provare a diventare qualcuno in quel campo?

Mi rimisi a studiare come un forsennato tutto quello che riguarda il mondo di Google Adwords (il vecchio nome di Google Ads).

Cominciai a ingranare. La svolta arrivò nel 2017…

Ero a un evento di marketing. Lì conobbi Valerio Celletti, allora eravamo due perfetti sconosciuti.

A guardarmi indietro oggi, quel singolo incontro cambiò tanto.

Presto Valerio e io cominciammo a lavorare insieme, anche su alcuni clienti americani. Sono stati anni entusiasmanti, in cui abbiamo sbagliato, testato e raggiunto risultati che mai avremmo immaginato.

Tutto quello che abbiamo imparato l’abbiamo raccontato in Google Advanced, il corso Marketers per diventare un pro delle Google Ads.

Ora, invece, voglio spiegarti come cominciare a fare pubblicità su Google.

Ah, se non mi conosci, lascia che mi presenti…

Sono Massimiliano Contessotto, un advertiser specializzato in Google Ads e da freelance nel 2020 ho gestito oltre 500k euro di budget per numerose aziende mie clienti.
budget google ads 2020

Ecco quello che faremo nel corso di questa guida:

  • Imparerai come lanciare una campagna Google Ads profittevole
  • Ti darò vari consigli su cosa fare e cosa non fare per arrivare a ROAS
  • Vedremo quello che ti serve sapere per partire con la tua prima campagna pubblicitaria Google Ads.

Per farlo ti svelerò parte delle strategie che sia io che Valerio usiamo nel nostro lavoro.

(Se poi vorrai fare subito e velocemente uno step in avanti, ti consiglio di dare un’occhiata a Google Start).

Sei pronto?

Partiamo.

Risorse Marketers
Google Ads 101

Scarica la guida PDF completa per iniziare a fare Google Ads, senza commettere gli errori più comuni e sprecare soldi

Tabella dei Contenuti mostra

Parlare di Google Ads, passa dal capire prima cosa sia Google, come motore di ricerca. Google è, infatti, il motore di ricerca più diffuso ed utilizzato in Italia.

Un italiano su due fa ricerche su Google prima di effettuare un acquisto.

Questa semplice frase, oltre a farci capire il motivo per cui è nato Google Ads, ci dà un’informazione molto importante: se siamo un’azienda che vende un prodotto/servizio bisogna essere presenti su Google, quindi su Internet.

Rispondendo alla domanda principale.

Google Ads è lo strumento per creare e pianificare campagne di advertising su Google, sia sui siti partner, sia per campagne sulla rete di ricerca.

Capisci bene come chiunque abbia un sito web e vuole vendere, dovrebbe sfruttare al massimo Google Ads.

Google Ads è, quindi, una piattaforma pubblicitaria a tutti gli effetti. Uno strumento che sfrutta  il posizionamento non organico, per fare promozione ad un sito web.

Hai presente tutti quei risultati che compaiono ai primi posti di una qualsiasi ricerca su Google e riportano la scritta Annuncio prima del nome del sito?

Google Ads annuncio base

Proprio loro. Questi sono annunci Google Ads.
Per dirla in parole ancora più povere, Google Ads permette di crearli e li posiziona dove meglio crede, sfruttando la logica delle keywords.

In che modo?

Da inserzionista devi individuare delle parole chiave inerenti la tua attività o il tuo sito web e offrire una cifra per essere visibile ad un dato target di persone (filtrato da determinati parametri).

La logica è proprio quella dell’asta!

In questo modo, è fondamentale puntare su keywords giuste ma non troppo banali, per le quali il prezzo sarà molto alto perché, nella maggior parte dei casi, ci si trova a competere con grosse aziende inserzioniste.

Se vendi scarpe sportive, per esempio, anche se posizionarti per la keyword scarpe sportive può sembrare automatico, non sarebbe una buona idea.

Perché?

Perché è ovvio che aziende come Nike o Adidas o altre grandi aziende possiedano un budget illimitato per posizionarsi per quelle keywords

Pertanto, se vuoi essere competitivo nel vendere scarpe sportive bisogna puntare su keywords ugualmente efficaci ma meno ovvie.

Sono le parole chiave e le frasi di ricerca che ti mettono in condizione di trovare potenziali clienti.

Anche se può sembrare scontato dirlo, la campagna Google Ads si imposta sulla ricerca di keyword correlate al search intent (intento di ricerca) del potenziale cliente.

Queste keywords vengono, spesso, individuate in base all’esperienza e tramite tool appositi per scovare parole chiave interessanti.

Utilizzando le parole chiave negli annunci creati,  quando l’utente ricercherà termini simili o visiterà siti web correlati alla tua attività, potrebbe vedere il tuo annuncio.

Potrebbe, esatto.
Ricordi che si tratta di un’asta? Ecco come avviene.

L’asta su Google Ads si apre e si chiude in tempi rapidissimi. E’ una vera gara tra annunci che vogliono posizionarsi per una data keyword. Il tutto si svolge nel tempo che intercorre tra la ricerca dell’utente e la visualizzazione della SERP (la lista di risultati che Google ti mostra).

Google Ads calcola il ranking di ogni annuncio che partecipa all’asta e che intercetta l’intento di ricerca. Più alto è il ranking, più è probabile che quell’annuncio sia pubblicato al primo posto, rispetto agli altri concorrenti.

E così via per gli altri in base al ranking.

Ok, bene Massimiliano, dirai, ma come si determina questo ranking?

Ci sono diversi fattori che incidono sul ranking degli annunci Google Ads.
Vediamo quali:

  1. Offerta: Oltre a scegliere la parola chiave, come vedremo dopo, nella creazione dell’annuncio, devi definire un budget massimo per ottenere un clic sul tuo annuncio (campagna PPC). Google Ads non potrà andare oltre quell’importo, puoi anche modificare la cifra o sospendere l’annuncio.
  2. Qualità annunci e pagina destinazione: Google Ads tiene molto ai suoi utenti, ecco perché dà maggiore rilevanza a siti web o landing page pertinenti e con contenuti utili alla ricerca utente. Non temere: è’ un parametro monitorabile ed ottimizzabile.
  3. Soglie minime di ranking: Se il tuo annuncio, per i motivi sopra, non raggiunge un certo range di ranking, non viene preso in considerazione da Google Ads per la pubblicazione.
  4. Contesto di ricerca: Questo parametro, anch’esso importante, fa riferimento alla posizione geografica dell’utente che fa la ricerca, il dispositivo da cui la sta compiendo (PC o altro), altri risultati di ricerca organica.
  5. Impatto delle estensioni annuncio: Nel creare un annuncio Google Ads, puoi mettere informazioni di contatto o link specifici. Queste, definite estensioni annuncio, sono valutate da Google Ads in base all’impatto che hanno sull’utente. Più sono prese in considerazione, quindi l’utente interagisce, più questo influisce sul ranking dell’annuncio.

Una campagna Google Ads che funziona, quindi, si fonda su parole chiave specifiche, frutto di studi e prove sul campo, per raggiungere il massimo del profitto.

Ricorda che stai facendo pubblicità. Quello che guadagni deve essere maggiore di ciò che spendi.

Nelle prossime righe ti mostrerò come creare una campagna Google Ads profittevole e vincente.

Proseguendo nella lettura vedremo perchè investire nell’advertising di Google può essere davvero importante per qualsiasi business.

Continua a leggere!

Ricerca organica VS ricerche PPC

Come abbiamo detto poco sopra, le parole chiave sono alla base della ricerca su Google e di qualunque altro motore di ricerca.

Quando parliamo di ricerche su Google, dobbiamo fare una netta distinzione tra i risultati della ricerca organica e i risultati degli annunci PPC (pay per click).

Ci sono delle differenze importanti che, sicuramente, in parte conosci ma è bene ribadire per comprendere l’efficacia delle campagne Google Ads.

Per quanto riguarda il posizionamento organico, per risultati organici si intendono tutti i risultati, non a pagamento, di una ricerca. Tali risultati dipendono da vari fattori e ci sono discipline, come la SEO, che servono ad ottimizzare il posizionamento di siti web e pagine.

Il posizionamento organico ha diversi vantaggi.

  • è gratis: non bisogna investire in campagne per essere ai primi posti della SERP, ma bisogna fare un gran lavoro di SEO per intercettare l’intento di ricerca con parole chiave profittevoli.
  • i risultati sono duraturi: la visibilità ottenuta, di solito, si mantiene nel medio-lungo periodo, a patto che si lavori sempre con la SEO. La concorrenza è sempre in agguato.
  • Utenti in target: un altro vantaggio non indifferente è legato al pubblico che si ottiene dal posizionamento organico. E’ altamente profilato, in linea con ciò che vendi o promuovi, se hai fatto un buon lavoro con le keywords da far intercettare. Target in linea significa maggior probabilità di convertire e quindi di guadagnare.

E’ ovvio che a fronte del risparmio in termini di budget, il posizionamento organico richiede uno sforzo a medio-lungo termine per vedere i frutti di questa scelta.

Inoltre, il posizionamento o la visibilità non è mai assicurata, poiché dipende da molti fattori, alcuni dei quali indipendenti dalle pratiche SEO (come la concorrenza).

Se vuoi approfondire l’argomento SEO, puoi iniziare leggendo la nostra guida SEO.

Il PAY PER CLICK, invece, è tutta un’altra storia. Stiamo parlando del posizionamento a pagamento.

Gli inserzionisti che pagano per stare ai primi posti della SERP. La rete di ricerca di Google permette ai tuoi annunci a pagamento di posizionarsi, spesso, sopra gli stessi risultati organici.

Con PPC il tuo annuncio raggiunge la vetta (se ha un buon ranking e rimanda ad un buon sito web) e ti viene addebitato il costo, solo se riceve l’effettivo click.

Quindi, paghi la pubblicità a Google solo nel caso l’ads ha prodotto il risultato per cui è nata: far cliccare l’utente. Questo è uno dei vantaggi del PPC.

Eccone altri:

Google Ads annunci sopra SERP
  • Risultato immediato: Se la campagna rispetta i criteri, la vedrai subito sopra tutti i risultati della ricerca organica, attinente alla keyword in questione.
  • Scegli la keyword: Lo strumento di Google Ads ti permette di scegliere le parole chiave per la quale mostrare i tuoi annunci. Puoi decidere (pagando) che sia solo tu a competere per quella data keywords.
  • Scegli il budget: Nei prossimi paragrafi, vedrai come sia importante impostare il budget. Se metti un limite di spesa troppo basso (in base al mercato di riferimento), non vedrai mai i tuoi annunci pubblicati.

E’ ovvio che, come altre tipologie di advertising, Google Ads abbia dei difetti.
Il fatto che la visibilità sia legata solo al budget e che, in alcuni casi, il costo delle campagne può essere alto.

Tuttavia, questa breve analisi, non deve far propendere in modo definitivo per la ricerca organica (e quindi un lavoro di SEO) o per il PPC. Si può, anzi, è consigliato utilizzare entrambi i metodi per raggiungere risultati.

Un’idea è quella di lavorare sulla SEO con contenuti di qualità e pertinenti (utili per far salire il ranking del tuo sito), impostando, allo stesso tempo, una campagna PPC per acquisire visibilità.

Quindi, come vedi, le due soluzioni sono complementari e valide, in modo diverso.

Google offre sempre nuove opportunità per fare business, sta a noi saperle sfruttare al meglio!

A questo proposito…

Non bisogna trascurare il motivo per cui Google Ads ha più potere di tantissime altre tipologie di advertising: la domanda consapevole.

Continua nella lettura e capirai come sia fondamentale, qualunque sia la tua attività, considerare l’idea di promuoversi con Google Ads.

Vantaggi dell’Advertising in Google

Quando parliamo di Google Ads, bisogna tenere a mente che il tuo annuncio risponde ad una domanda consapevole.

L’utente sta effettivamente cercando informazioni su quel prodotto o servizio, in modo consapevole. Ha già deciso di ascoltare informazioni sul prodotto o servizio che stai pubblicizzando, se non addirittura ad acquistarlo.

Questo fa tutta la differenza del mondo.
E’ un’opportunità incredibile per gli e-commerce, le attività locali e non solo.

Rifletti.

E’ un’arma potentissima che piazza Google in una posizione inarrivabile.

Anche altri motori di ricerca, come Yahoo! e Bing, utilizzano la stessa logica legata alle keywords nei loro programmi di advertising.

Il problema (per loro) è che Google è il top search tool.
La maggior parte degli utenti mondiali passa dal motore di ricerca di Google per le loro ricerche, lasciando le briciole agli altri competitors. 

Ovviamente, in base ai risultati della ricerca, ognuno di noi basa i propri acquisti o le proprie scelte.

Prova a cercare su Google Dove mangiare la pizza a …..?  mettendo il nome della tua città.

Probabilmente, ti verranno fuori una decina di risultati, magari anche delle ads ai primi posti. Forse leggerai il nome di una pizzeria che conosci, in cui hai mangiato bene, ma a cui non avevi pensato fino a quel momento.

Bene.
Hai appena fatto una scelta, ed un probabile acquisto, grazie a Google.

Capisci perché avere un sito web che sfrutti adeguatamente Google Ads è fondamentale nell’era di internet e in un mercato sempre più affollato?

Questo vale ancora di più se la tua attività si svolge prevalentemente online o è un e-commerce.

Sempre nell’ottica di sfruttare al massimo Google e le sue risorse, prova ad incrociare Google Ads ad Analytics, monitorando i dati delle tue campagne.

Resterai sbalordito dalle mole e dalla varietà di informazioni che potrai ricavare.
Se vuoi saperne di più, leggi questa guida su Google Analytics.

Ricapitolando.

Con Google Ads hai diversi vantaggi:

  1. Maggior traffico sul tuo sito, le inserzioni portano traffico sul sito e ti permettono di farti conoscere.
  2. Pieno controllo delle campagne, le tue inserzioni possono essere migliorate e modificate in ogni momento. Puoi decidere il tuo target di riferimento e avere il budget sotto controllo. Il massimo per qualsiasi advertiser!
  3. Dati misurabili e incrociabili con altri strumenti Google e non solo. Saprai se l’utente clicca sull’annuncio, quali pagine ha visitato e quali azioni ha compiuto.

Ok, tutto bello!

Google Ads è fantastico,ma è l’unico modo di fare advertising sul web?

Continua a leggere.

Vediamo come Google Ads regge il confronto con un altro titano del web: Facebook Ads.

Un altro metodo, molto efficace, di fare advertising sul web è Facebook Ads.

La logica è diversa da quella di Google poiché, in questo caso, la domanda dell’utente è latente.

Non vi è, infatti, una ricerca di informazioni o un’intenzione di acquisto, quando navighiamo su Facebook.

Solo che Facebook (e tutto il suo universo fatto di Instagram, Messenger, Whatsapp, siti ed applicazioni partner) conosce molte cose, quasi tutto, sul nostro conto.

A parte i classici dati demografici, conosce quali video guardiamo, cosa ci fa ridere, cosa provoca in noi una reaction, quali Fanpage seguiamo ecc…

Queste informazioni sono tutte utilizzate per targettizarci e utilizzarci come pubblico per le inserzioni di Facebook Ads, cioè i post sponsorizzati delle aziende dentro Facebook.

Quindi, mentre su Google siamo noi che cerchiamo informazioni, parole chiavi finalizzate o correlate ad un acquisto, su Facebook si punta sulle nostre preferenze e anche sulle nostre ricerche recenti (ebbene sì, Google e Facebook sparlano di noi) per indurci a compiere una data azione: acquisto o richiesta contatto.

Con gli annunci Google Ads la risposta dell’utente ad un dato annuncio  è più immediata, perché è lui che sta cercando quell’informazione. Sulle inserzioni Facebook Ads,  il feedback è meno immediato

Si mira a portare l’utente a compiere un percorso (funnel), facendo leva su suoi desideri, obiettivi e problemi manifestati su Facebook e il suo universo.

In questa guida sul funnel di vendita, Dario Vignali approfondisce il tema.

Ecco un esempio.

Se ti iscrivi ad un gruppo Facebook sul running, avrai dato una preziosa informazione su di te. Da quel momento in poi, è quasi sicuro che comincerai a vedere inserzioni di prodotti o pagine Facebook inerenti il running.

Facebook sa che ti interessa quell’argomento e quindi sfrutta quell’informazione perché sarà utile a tutte quelle aziende che hanno a che fare con running e pratiche simili. Supponendo, quindi, che ti possa interessare acquistare qualcosa al riguardo.

Comincerai a vedere ads su Facebook o su applicazioni che fanno parte della sua audience.

Magari vedrai la promozione di un corso gratuito o un Ad che ti invita a scaricare GRATIS un manuale sul running o su qualcosa che riguardi il correre e il benessere che puoi trarne.

Scarichi il manuale, lasciando i tuoi dati e la mail. Sei entrato nel funnel di chi ti ha donato il manuale. In genere, dopo una serie di email concepite ad hoc ti verrà proposto un corso o un prodotto a pagamento, in tema.

Questa è, a grandi linee, il classico funnel che conduce alla conversione (acquisto del corso, in questo caso) e che si può trovare su Facebook, in base ad un semplice Mi piace o ad una iscrizione alla community.

Ecco perché si parla di domanda latente. Facebook fornisce (stimolandola) la risposta ad un’esigenza legata ai tuoi interessi, preferenze o bisogni.

Per Google, come abbiamo visto sopra, si parla di domanda consapevole. Sei tu che chiedi informazioni o cerchi qualcosa.

Anche in questo caso non possiamo dire se vogliamo più bene a mamma o papà.
Facebook Ads non è migliore di Google Ads e viceversa.

Sono diversi, ma efficaci in egual modo.

Sia Google Ads, che Facebook Ads sono due strumenti molto validi per fare advertising, che puoi utilizzare assieme, in base agli obiettivi del tuo business.
Se vuoi approfondire il discorso, leggi la nostra guida su Facebook Ads.

In definitiva.

Con Facebook Ads intercetti utenti che hanno interessi inerenti al tuo business, ma non sanno ancora di volere il tuo prodotto/servizio (domanda latente).

Utilizzando Google Ads, punti a chi conosce già la categoria merceologica del tuo prodotto/servizio e lo cerca consapevolmente (domanda consapevole).

E’ ovvio che, potendo, sarebbe ideale integrare le due piattaforme per fare advertising e intercettare le due tipologie di pubblico differenti.

Fatta questa doverosa distinzione, entra nel vivo della nostra guida Google Ads e scopri le tipologie di annunci che puoi creare.

Continua a leggere!

Tipologie di annunci in Google ADS: i posizionamenti

Entrando nel vivo della nostra guida, parliamo delle varie tipologie di annunci Google Ads, in base ai posizionamenti.

Approfondiremo più avanti il discorso, ma è bene che prima di iniziare la configurazione di un account Google Ads, tu sappia qualche informazione iniziale.

Le campagne Google Ads si differenziano tra loro per il funzionamento e il target cui mirano.

Ecco le principali tipologie in base al loro posizionamento:

  • Annunci su rete di ricerca sono i più famosi. Sono quegli annunci che compaiono quando facciamo una classica ricerca su Google, ma che possiamo trovare anche su altri siti partner. L’annuncio è testuale ed è utile per sfruttare le domande che gli utenti fanno a Google.
Google Ads annuncio rete
  • Annunci su rete display sfrutta lo spazio che Google ha affittato su siti web, applicazioni o blog esterni per posizionare gli annunci degli inserzionisti.
    Sono annunci testuali, ma spesso anche banner animati. Si usano spesso per far consolidare un brand nella mente dell’utente (awareness) o fare remarketing, sottoponendolo ad utenti che hanno già interagito con il sito dell’inserzionista. Sono i tipici annunci che hanno pertinenza con i contenuti della destinazione su cui sono inseriti.
Google Ads rete display
  • Annunci video: sono annunci che vengono trasmessi negli spazi display di cui abbiamo detto sopra, o su Youtube. Essendo molto invasivi, sono di solito annunci di pochissimi secondi e hanno un basso tasso di clic (CTR). Possono essere di diverso formato, come vedremo più avanti nella guida.
  • Google Shopping: Sono annunci generati in automatico da Google Ads, che mette in relazione più versioni dello stesso prodotto, facendo da comparatore di prezzi e modelli, prendendo l’informazione da siti diversi se presenti su Google Merchant Center. E’ molto efficace perché rimanda direttamente alla pagina prodotto del sito ecommerce. E’ un annuncio molto diretto, con l’immagine prodotto, che si basa sull’intento di ricerca dell’utente.
Google Ads annunci shopping
  • Annunci per App: Questa tipologia promuove l’acquisto o l’installazione di applicazioni. Anche questi annunci vengono generati automaticamente da Google Ads. Vengono pubblicati su rete ricerca, display e Youtube su dispositivi mobile.
Google Ads annunci per app

Ovviamente scegliere la tipologia di annuncio è molto importante, ma non ce n’è una migliore di altre.

Su Google Ads, tutto dipende da cosa vuoi ottenere, sbagliare meno possibile e avere sempre in mente lo scopo del tuo advertising: ottenere il maggior numero di conversioni possibili, spendendo meno possibile.

Fatta questa rapida panoramica sui vari posizionamenti degli annunci Google Ads, sei pronto per configurare il tuo primo account pubblicitario Google.

Partiamo!

Creazione  Account Google Ads

Oltre al nome, passato da Google AdWords a Google Ads nel 2018, l’interfaccia utente del pannello di controllo è stata più volte modificata, per rendere tutto più facile ed intuitivo. Anche se, per alcuni mesi, vi è stata la possibilità di usare la precedente versione.

Per accedere bisogna andare su:

ads.google.com

Google-Ads-pagina start

Da questa schermata si accede alla registrazione in cui inserire la mail.

Fatti i doverosi controlli, ti ritroverai in questa schermata.
Google ads schermata inizialeAnche se Google ti chiede qual è il tuo obiettivo pubblicitario, ignora la domanda e fai sulla scritta blu sotto Hai esperienza con Google Ads?
In questo modo avrai maggiore autonomia nella configurazione del tuo account.

Qui Google ti dà subito la possibilità di creare una campagna, ma bisogna andare invece su Crea account senza una campagna
Google-Ads-creazione accountDa qui ci saranno delle pagine di rapida configurazione relative al Paese di fatturazione, fuso orario e valuta.

Una volta configurato queste formalità, ci sarà la pagina di conclusione della configurazione e il tasto Esplora il tuo account.

Da qui, accedi al pannello di controllo di Google Ads che si presenterà in questo modo.

Sulla destra abbiamo due barre verticali.

Una in grigio scuro che riguarda tutte le tipologie di campagne attive e gli account su cui possiamo operare, nostri se abbiamo più siti web o e-commerce,
Google ads pannello di controlloe di altri se siamo degli advertiser e gestiamo campagne conto terzi.

Questa barra, che si può nascondere, permette di filtrare le campagne per tipologia, aiutati anche da delle icone che le distinguono.

Google-Ads menuL’altra barra, in grigio chiaro, invece identifica la campagna su cui stiamo operando in quel dato momento.

La barra superiore, invece, presenta delle icone importanti.

Google-Ads barra strumenti

Abbiamo l’istogramma che rimanda ai report da analizzare, un tasto cerca e l’importantissimo tasto strumenti, il tasto impostazioni e fatturazione e il link alla guida e il tasto notifiche.

Seguimi nella lettura!

Impara ad ottimizzare le performance del tuo nuovo account Google Ads.

Impostazioni Generali

Le impostazioni generali o strumenti, come detto, si trovano in alto contrassegnate dall’icona a forma di chiave inglese.

Da qui è possibile configurare i vari strumenti della piattaforma, in modo da avere per tutte le campagne e per tutti gli account gestiti le stesse impostazioni iniziali.

Vedremo nel dettaglio queste configurazioni.

Adesso, lascia che ti faccia una rapida panoramica.

  • Pianificazione: da qui è possibile pianificare il rendimento delle tue campagne ponendosi dei rapporti budget/profitto da raggiungere, oltre alla pianificazione delle parole chiave e della copertura delle inserzioni.
  • Libreria condivisa: qui si può controllare la fetta di pubblico comune alle varie campagne o account, le parole chiave e i posizionamenti da escludere, oltre ai budget condivisi.
  • Azioni collettive: da qui puoi impostare script da utilizzare in varie campagne, regole comuni e caricamenti di dati.
  • Misurazione: una parte molto importante dalla quale possiamo analizzare le conversioni e vedere il rapporto con il sito web, utilizzando Google Analytics.
  • Altri strumenti: qui il più interessante e funzionale è Google Merchant Center, lo strumento che permette di inserire i tuoi prodotti nelle inserzioni comparative di Google Shopping, di cui abbiamo accennato sopra.

Vediamo adesso altri strumenti fondamentali per amministrare il tuo account Google Ads nel migliore dei modi, prima di passare alla pratica delle inserzioni.

Seguimi!

Gestione Utenti

E’ sempre molto importante valutare bene a chi dare accesso ai propri dati di fatturazione e gestione delle campagne.

Dal tab in alto Impostazioni e Fatturazione si accede ad Accesso e sicurezza da cui è possibile invitare utenti dando loro le varie abilitazioni, come mostrato in figura.

Google-ADS accesso

Da qui è possibile, cliccando sul pallino corrispondente, dare le varie abilitazioni (da solo email ad Amministratore) ad utenti che gestiranno le tue campagne Google Ads.

Qui tutti avranno più o meno potere di gestire il tuo account!
Fai un uso sapiente di questa funzionalità, soprattutto se ci sono diverse persone che fanno gli advertiser dei tuoi affari.

Consiglio di non avere più di due amministratori e magari un utente con profilo Standard che può gestire in autonomia tutto.

Account Collegati

Sempre da Impostazioni e fatturazione, c’è un’interessante funzione che è quella degli Account collegati.
Google Account collegati
In questa sezione, come vedi dall’immagine sopra, è possibile collegare al tuo account Google Ads altre piattaforme e siti.

Da Google Analytics al canale Youtube, all’account Google Play Store ecc…

Questi account servono ad accrescere le possibilità di trovare pubblico e puntare anche ad utenti che ti conoscono già, ma che hanno bisogno di un promemoria, come succede col remarketing.

Capisci bene come sia determinante, in termini di pubblico profilato, avere tutte le piattaforme che utilizzi per il tuo business collegati all’account pubblicitario di Google.

Tra qualche riga comincerai a capire come creare degli annunci Google Ads e a renderli profittevoli con qualche trucco del mestiere che ti svelerò.

Se vuoi approfondire senza indugi, guarda il nostro corso Google Start ed impara a subito creare inserzioni per la tua attività.

Adesso parliamo di fatturazione e costi della tua pubblicità.

Fatturazione

Sempre da Impostazioni e fatturazione troviamo il tab relativo ai pagamenti e alle fatture.

Da qui bisogna impostare le modalità e i tempi del pagamento della tua pubblicità.

Google Ads dispone di due impostazioni di pagamento principali:

Pagamenti automatici: Dopo che le tue inserzioni vengono pubblicate, Google Ads addebita automaticamente sul metodo di pagamento inserito.

Fatturazione mensile: Con queste modalità, Google Ads fattura mensilmente le tue spese pubblicitarie, inviando la fattura da pagare.

Sempre in questa sezione, si può modificare il metodo di pagamento (carta di credito o debito), dal tab Riepilogo, si cambia indirizzo di fatturazione ed eseguire un pagamento, usufruendo di codici sconto se ne hai a disposizione.

Dal tab transazioni si possono vedere i pagamenti effettuati.

Bene.
Una volta chiarite le faccende amministrative, possiamo passare a parlare di advertising vero e proprio.

Vediamo insieme quali obiettivi pubblicitari puoi raggiungere e con quali tipologie di campagne Google Ads.

Continua a leggere

Che tipologie di campagne puoi creare in Google Ads?

Abbiamo già detto che non esiste una struttura di campagna ideale che sia valida per ogni settore ed obiettivo.

Bisogna cercare, invece, di avere una strategia migliore, bene definita e con più alternative.

Rendi la struttura delle tue campagne e dei gruppi di annunci più mirata, in modo che questi rispondano in modo specifico alle ricerche degli utenti, per ottenere più clic possibili.

Non puoi impostare un’unica campagna tenendo conto di centinaia di parole chiave e che punti ad una sola landing page.

Ecco perché da qui in poi ci occuperemo di come strutturare le campagne e i gruppi di annunci.

Facciamo un breve passo indietro.

Un account Google Ads può contenere diverse campagne che, a loro volta, hanno vari gruppi di annunci.

Dentro lo stesso account coesistono, quindi, varie campagne segmentate in base a diversi fattori: area geografica, lingua, tipo di campagna e rete, budget.

L’immagine qui sotto rende l’idea di come siano le campagne, e il modo in cui si ottimizzano, il fulcro di tutto l’advertising di Google Ads.

E’ qui che, ancor prima di pensare al singolo annuncio, devi agire per rendere performanti le tue inserzioni pubblicitarie.

Google Ads struttura 3 livelli

Ogni campagna Google Ads è formata da vari gruppi di annunci che possono avere diverse impostazioni comuni: budget e località, tra i più frequenti.

I gruppi di annunci sono importanti perché permettono di associare i singoli annunci in base a vari criteri: keywords, argomento, intenzioni di ricerca ecc…
in modo da tenere tutto sotto controllo e trovare subito gli annunci che vuoi modificare e monitorare.

Partiamo dalla struttura delle campagne, poi analizzeremo i gruppi di annunci e poi il singolo annuncio.

Sei pronto?
Sarà una strada che ti porterà a lanciare la tua prima campagna.
E’ un percorso che gli advertiser come me fanno ogni giorno, decine di volte.

La prima volta potrà sembrarti complicato, ma in realtà basta prenderci la mano.
Quando comincerai a vedere i primi risultati positivi, proverai una grande soddisfazione.

Partiamo!

Ogni campagna poi va personalizzata in base a questi fattori fondamentali:

  • Obiettivi della campagna
  • Rete da utilizzare (search, display ecc…)
  • Area geografica e lingua di riferimento
  • Strategia di offerta
  • Budget giornaliero
  • Estensioni e impostazioni aggiuntive

Faremo un focus su questi aspetti nel prosieguo della guida.

Impostare bene tutte queste variabili, ti aiuterà a definire i gruppi di annunci, in cui sceglierai le parole chiave da inserire e creerai la tua inserzione vera e propria.

Per iniziare da Panoramica dobbiamo cliccare su Nuova Campagna
Google Ads interfaccia campagnaDa qui in poi comincerai a strutturare la tua campagna, a cominciare dagli obiettivi.

Vediamo come.
Continua a leggere!

Definizione Obiettivi

L’obiettivo delle campagne è molto importante, poiché Google Ads in base a quello ti propone quale tipologia di campagna attuare (display o rete ricerca ecc…)
Google-Ads obietivi campagnaGli obiettivi sono:

  • Vendita: campagne per incentivare le vendite online o in negozio
  • Ottenere lead: campagne di remarketing per chi è già stato sul tuo sito
  • Traffico sul web: campagne per trovare pubblico ideale per il tuo sito
  • Considerazione del prodotto e del brand: far conoscere il tuo prodotto/servizio
  • Brand Awareness (notorietà del brand e copertura): consolidare il tuo brand
  • Promozione di app: aumentare download e vendite della tua app
  • Promozione e incentivo a visitare negozio: proponi sconti e coupon in negozio
  • Obiettivo libero: Questo tab ti permette di ottimizzare al meglio la tua campagna. Avrai carta bianca e il massimo controllo su tutto. Consigliata a chi ha molta esperienza sulla piattaforma.

Passando il cursore su ogni tab, vedrai quali sono le tipologie di campagne che puoi attuare per i vari obiettivi, come puoi vedere in figura.

Google Ads campagna vendita

In quanto agli obiettivi, essendo alle prime armi, il mio consiglio è quello di scegliere obiettivi che prevedono conversioni sul sito.

In questo modo avrai la possibilità di valutare l’efficacia delle inserzioni, puntando poi ad impostare azioni di conversione specifiche.

Rimandare al tuo sito web, anche se non si tratta di un e-commerce, è la cosa più indicata da fare. Le varie metriche di Google Analytics ti aiuteranno poi a vedere la permanenza e le pagine più visitate, in modo da attuare una campagna ad hoc per chi ha già visitato il sito web, per esempio.

Vedremo questi dettagli nei paragrafi successivi in cui parleremo dell’ottimizzazione delle campagne Google Ads.

Continua a seguirmi nella guida!

Tipologie di Campagna

Analizziamo adesso tutte le tipologie di campagna Google Ads che sono previste in base ai vari obiettivi che ti ho spiegato poco sopra.

Campagne Search

La campagna Search in Google Ads è la più comune, legata alle ricerche su Google. Tramite le parole chiave che l’inserzionista seleziona, si intercettano utenti a cui viene sottoposto l’annuncio pubblicitario o il risultato di ricerca sponsorizzato.

L’inserzionista paga affinché il suo annuncio sia in cima ai risultati organici della SERP, in base al sistema di asta spiegato sopra e se l’annuncio rispetta i parametri di ranking qualitativo.

Google Ads annuncio rete

I tuoi annunci, quindi, verranno visualizzati:

  • Nei risultati di ricerca di Google, ma anche su altri siti della rete di ricerca, quando le keywords che hai scelto sono pertinenti alla ricerca degli utenti. Google Immagini, Google Maps, Google Play sono tutti dentro la rete di ricerca.
  • Sui siti partner di ricerca di Google. Questi sono per lo più siti esterni che pubblicano annunci di Google Ads, estendendone la copertura.

Per quanto riguarda la tipologia di annunci su rete di ricerca, possiamo distinguere:

  • Annunci di testo, annunci dinamici della rete di ricerca e annunci di sola chiamata: Parliamo dei tipici annunci che vengono visualizzati in SERP (in cima od a fondo pagina) con l’etichetta Annuncio o Annunci. Sui siti dei partner presentano l’etichetta Annunci Google. In particolare, vengono mostrati con le estensioni annuncio, di cui parleremo dopo, che offrono agli inserzionisti di includere negli dettagli come il numero di telefono o l’indirizzo dell’attività.
  • Annunci Shopping: gli annunci Shopping, cui abbiamo già accennato, mostrano una sorta di carosello di prodotti in vendita, con tanto di link.
    Sono contrassegnati come “Sponsorizzati” oppure con l’etichetta “Annuncio” o “Annunci” nella SERP. Esiste anche un formato da visualizzare sui siti partner.
  • Annunci illustrati e video: Destinati solo ai siti partner di ricerca, vi sono gli annunci illustrati e annunci video.

Fatte queste premesse possiamo vedere come impostare una campagna su rete di ricerca.

Iniziamo!

N.B.: Quando creiamo una campagna è molto importante il nome da darle, anche per identificarla quando magari ce ne saranno decine nella barra degli strumenti.

Consiglio, normalmente, di mettere la lingua o l’area geografica della campagna e la sua tipologia, anche se Google Ads distingue tramite delle icone le varie tipologie di campagne.

Esempio:

ITA SEARCH CORSO DI PILATES

Per rimanere ad un esempio caro all’inizio della guida.

In questo caso, abbiamo 3 elementi della campagna (lingua/luogo, tipologia, prodotto/servizio). Capirai bene che più specifico sei, più sarà facile individuare la campagna.

Una volta scelto il nome ti troverai in questa schermata.
Google-Ads nuova campagnaOvviamente, bisogna escludere la Rete Display perché stiamo configurando una campagna su rete Search. Più avanti ti spiegherò quando è il caso di fare una campagna che le prevede entrambe.

La spunta blu su Includi partner di ricerca di Google si riferisce ai siti che fanno parte dell’ecosistema Google (Maps, Gmail, Youtube). Il consiglio è quello di includerlo, per sfruttare al massimo tutte le potenzialità di Google stesso.

Subito sotto abbiamo la parte che riguarda località e lingua.
Google-Ads rete search zoneQui, oltre a includere banalmente il Paese che prendiamo in considerazione, si può fare molto più mirata e circoscrivere la campagna ad un località o città specifica o la provincia.

Inoltre si può inserire una località sia come target sia come parametro da escludere.

Esempio

Il mio corso online di pilates voglio che venga mostrato agli utenti del Lazio, escludendo la provincia di Roma.

Questa è una funzionalità molto interessante, se pensiamo a tutte le aziende locali che stanno, solo adesso, avvicinandosi al web marketing.  

Più avanti nella guida parleremo delle sezioni comuni a tutte le tipologie di campagne, ovvero segmenti di pubblico, budget ed estensioni.

Passiamo ora a vedere le altri tipologie di campagna e le loro particolarità.

Seguimi nella lettura!

Campagne Rete Display

Come per le campagne Search, in fase di impostazione campagna Display presta attenzione alla nomenclatura delle tue campagne.

Mettendo un nome pertinente, con le principali caratteristiche della campagna, sarà più facile individuarle quando saranno tante.

Le impostazioni iniziali sono simili a tutte le tipologie di campagne, ciò che devi avere ben chiaro è chi vuoi raggiungere e cosa vuoi ottenere dalla campagna Display.

A differenziare le campagne, infatti, sono  principalmente gli obiettivi e il targeting utilizzati. La rete Display offre tante possibilità e, pertanto, è bene preventivare diverse campagne.

Ciò in cui è molto utile la Rete Display di Google è permetterti di raggiungere utenti sui siti web che visitano abitualmente, mostrando loro un annuncio video su YouTube, mentre controllano la posta su Gmail o usano dispositivi mobili e app.

Un modo per differenziare o accomunare campagne è quello di seguire alcuni criteri, molto semplici:

  • Area geografica e lingua
  • Dati demografici
  • Situazione familiare
  • Conoscono già il tuo sito?

Tutte le informazioni che possono essere utili al tuo business, sono criteri per differenziare le campagne. Approfondiremo l’argomento più avanti nella guida.

Per ora, mi limiterò a dire che la cosa più efficace della Rete Display di Google è proprio la facilità nel differenziare il pubblico a cui rivolgersi.

Targettizzando in modo efficace potrai mostrare l’annuncio giusto, nel posto giusto e agli utenti giusti. Ecco alcuni esempi di targetizzazione della rete Display:

  • Nuovi clienti o coinvolgi già clienti con i segmenti di pubblico. Uno strumento utile nell’advertising, che approfondiremo più avanti, è quello dei segmenti di pubblico simili. In pratica, tramite elenchi database con dati di chi è già tuo cliente, ti permettono di trovare altri utenti, con le stesse caratteristiche e quindi potenzialmente interessati al tuo prodotto. Puoi anche utilizzare gli stessi dati per il remarketing, coinvolgendo gli utenti che conoscono già il tuo sito o prodotto.
  • Utilizza l’automazione di Google Ads. La funzione di targeting automatico ti consente di avere campagne più profittevoli, con più conversioni e maggior risparmio. Google Ads individua per te il pubblico ad alta conversione, ottimizzando continuamente le performance. Le offerte automatiche modificano l’offerta senza che tu faccia nulla e ti aiutano a raggiungere i tuoi obiettivi. E’ una pratica utile all’inizio, ma è sempre meglio avere il controllo delle campagne.

Anche il formato degli annunci rete Display è interessante. Infatti, rispetto a quelli della rete Search sono più accattivanti e si fanno notare più facilmente, oltre ad essere adattabili a vari formati.

Qui come si presenta la schermata di creazione, con l’anteprima del tuo annuncio sia su smartphone, sia versione Desktop.
Google-Ads display adattabiliEcco alcune tipologie di annunci su rete Display:

  • Annunci display adattabili: In questa sezione basta inserire il testo dell’annuncio, immagine e logo per far sì che Google Ads adatti il formato e ottimizzi il rendimento dell’inserzione. Gli annunci, come detto, vengono visualizzati come annunci nativi adattandosi allo stile del sito che li pubblica.
  • Annunci illustrati caricati: Google Ads ti dà la possibilità di creare un annuncio esternamente e caricarlo sulla piattaforma come immagine o con codice HTML5.
  • Annunci coinvolgenti: Annunci video e con banner sono più coinvolgenti, anche se di più difficile realizzazione. Vengono visualizzati su Youtube e siti partner.
  • Annunci su Gmail: Sono annunci pubblicati nelle caselle di posta, con l’etichetta in verde

Delle campagne Display, altri aspetti da considerare sono:

  • La pianificazione. Deve sempre essere 1-2 giorni prima del lancio effettivo, poiché Google Ads non aggiorna le campagne in tempo reale. Eventuali modifiche sono visualizzate con 12-24 ore di ritardo.
  • Misura i tuoi risultati. Puoi verificare su quali siti web vengono pubblicati i tuoi annunci Display e, nel caso, verificarne le performance. Se vi sono siti che generano maggiori conversioni rispetto ad altri e a che costi, per esempio.

Gli annunci Display sono, senza dubbio, quelli che ti danno maggiore flessibilità ed autonomia in termini di obiettivi, targeting e formati.

Quando parlerò dell’ottimizzazione e del targeting, vedrai meglio molti aspetti e imparerai molto su come segmentare il tuo pubblico.

Padroneggiare questi argomenti è quasi obbligatorio, se vuoi fare advertising seriamente.

Passiamo agli altri tipi di campagna.

Seguimi!

Campagne Local

Una tipologia di campagna un po’ diversa dalle altre è la campagna Local.
Quando decidi nella sezione Obiettivi questo tab, dai una chiara indicazione a Google Ads sullo scopo della tua attività di promozione.
Google Ads campagna localLe campagne Locali, infatti, sono state ideate pubblicizzare negozi fisici ed incentivare l’afflusso al punto vendita.

Le campagne Locali aiutano in questo, promuovendo la tua attività sia sulla rete di ricerca di Google, Maps, YouTube e la Rete Display.

Un’inserzione ben congeniata, con un buon copy, un’offerta o scontistica allettante e Google Ads ottimizza il tutto per farti trovare dai potenziali clienti.

N.B.: Un particolare non di poco conto, specialmente per le attività che puntano sul local è Google My Business. Un tool gratuito che ti permette di avere un canale informativo relativo al tuo business che possa aumentare la tua reputazione online.

Ecco una guida su come configurare Google My Business al meglio.

Questo tool è importante perché, nelle campagne Local, bisogna collegare l’account pubblicitario a quello di Google My Business per avere il massimo profitto.

Ricorda che le campagne Local puntano a farti avere un ritorno misurabile nell’offline. Una campagna con coupon scaricabili online o simili sarà facilmente misurabile.

E’ fondamentale per attività che, per natura, non possono erogare prodotti o servizi online. La ristorazione o il mercato del massaggi, per esempio.
Google-Ads campagna localLe campagne Local sono abbastanza semplici da configurare. Oltre alle impostazioni comuni a tutte le altre tipologie, presentano un’ottimizzazione interessante.

Da inserzionista hai, infatti, la possibilità di definire un costo per delle micro conversioni, come la ricezione di una chiamata dopo aver visto la sponsorizzazione.

C’è un tasto Chiama quando un’attività viene trovata su Google Search o su Maps, se l’utente clicca sul tasto, la conversione è ottenuta.

Google-Ads campagna local ottimizzazione

Ovviamente, la conversione più importante avviene quando si riesce a portare gente al punto vendita fisico.

Google Ads una volta impostata la campagna, ottimizza le offerte, i posizionamenti degli annunci e tutti gli asset di budget e distanza, che nelle campagne Local è fondamentale.

Ricordi? Hai la possibilità di includere o escludere dalla tua pubblicità determinate località.

L’obiettivo è aumentare le visite in negozio, inutile puntare a chi è troppo lontano dalla tua realtà locale.

Come detto, gli annunci Local hanno grande versatilità, poiché vengono pubblicati sia su rete di ricerca, sia su rete Display ma anche su Maps e Youtube.

Ecco alcuni esempi.

Google-Ads local maps

Annuncio local su Google Maps

Google-Ads local youtube

Annuncio local su YouTube

Google-Ads local search

Annuncio local su rete Search

Continua nella lettura per trovare spunti e nuovi formati di annuncio.
Nel prossimo paragrafo parliamo di campagne Shopping e Google Merchant Center.

Se hai un e-commerce sono argomenti da non perdere!

Campagne Google Shopping

Le campagne Shopping sono finalizzate a promuovere i prodotti locali e online, incentivare il traffico sul tuo sito web o presso lo shop locale e trovare utenti più profilati per le tue lead.

Molto interessanti se sei hai un e-commerce, le campagne Shopping si distinguono da tutte le altre poiché dipendono da un aggregatore di prodotti, il Google Merchant Center. Bisogna collegare l’account Merchant, caricare i prodotti prima di far partire una campagna che mandi al tuo ecommerce.

Su Google Ads potrai creare la tua campagna e vederla in posizionamenti strategici, utili per i potenziali clienti.

Gli annunci Shopping hanno un formato più visivo e comparano prodotti della stessa tipologia o modello. Inoltre, non mostrano solo testo, ma una foto del prodotto con titolo, prezzo e nome del negozio.

Google Ads search shopping

Essendo molto descrittivi e puntando sul visual, questi annunci, sono molto utili perché permettono di ottenere conversioni e lead molto qualificati. Gli utenti che li visualizzano, vanno dritti a comprare o a chiedere informazioni.

Altri vantaggi delle campagne Shopping?

  • Gestione delle campagne per la vendita al dettaglio: oltre alle parole chiave, gli annunci Shopping utilizzano le descrizioni dei prodotti inserite nel Merchant Center. In questo modo, gli annunci vengono visualizzati per le ricerche pertinenti. Inoltre, direttamente da Google Ads puoi avere il tuo catalogo di prodotti e creare gruppi di prodotti per gli articoli per cui vuoi fare offerte. La facilità di catalogazione è un ottimo vantaggio.
  • Rapporti e dati sulla concorrenza: Potrai avere il rendimento dei tuoi prodotti a qualsiasi livello. Inoltre, puoi anche avere un report sulla concorrenza. Vedremo più avanti come ottimizzare e leggere i dati degli annunci Shopping.

Riguardo al funzionamento degli annunci Shopping, come detto, vengono utilizzati i dati di prodotto presenti nel Merchant Center. Oltre ad intercettare le ricerche pertinenti, questi dati servono per stabilire i posizionamenti degli annunci stessi.

Per pubblicizzare i tuoi prodotti, puoi utilizzare tre tipologia di annunci Shopping:

  • Annunci Shopping prodotto. Questi vengono creati in base ai dati di prodotto caricati nel Merchant Center. Oltre al prezzo, il sito web puoi prevedere di incentivare l’utente con dei miglioramenti: valutazione dei prodotti (le classiche stelline), recensioni dei clienti, offerte speciali promozionali.
Google Ads shopping con Value
  • Annunci Shopping vetrina. Forse i più comuni come annunci. Sono creati da Google Ads raggruppando prodotti correlati da diversi ecommerce. Gli utenti possono, così, comparare i vari prodotti e cliccare su quello che ritengono migliore.
  • Annunci di prodotti disponibili localmente. Ti consentono di mostrare i tuoi prodotti e i dati del tuo negozio, agli utenti nelle vicinanze che effettuano ricerche su Google. Al clic sull’annuncio vengono rimandati ad una pagina del tuo negozio, chiamata vetrina locale. Qui possono visualizzare la disponibilità prodotti, conoscere gli orari di apertura, l’indirizzo fisico dello shop. ù

Interessante fare anche una panoramica sui costi degli annunci Shopping.

La logica dell’asta, spiegata ad inizio guida, vale anche per questa tipologia ma vi è una differenza sull’addebito all’inserzionista. Ecco i due tipi di annunci:

  • Il costo degli annunci Shopping prodotto è determinato dal classico CPC (COSTO PER CLIC), che si basa sui scclic effettuati sul tuo annuncio. L’addebito avviene solo quando l’utente fa clic su un annuncio
  • Sull’offerta CPE (cost per engagement) massimo, invece, imposti l’importo massimo da pagare per un’interazione da parte dell’utente. Il costo ti verrà addebitato solo se un utente fa clic su un prodotto.

Gli annunci Shopping vengono pubblicati su:

  • Scheda Shopping della Ricerca Google.
  • Sempre su Ricerca Google, accanto ai risultati di ricerca (separati dagli annunci di testo) e Google Immagini.
  • Siti web dei partner di ricerca di Google
  • La Rete Display di Google, con YouTube e Gmail.
Google Ads shopping

Nel prossimo paragrafo parleremo del secondo motore di ricerca più usato al mondo.

Sai qual è? Youtube.

Parleremo di campagne video, infatti.

Seguimi!

Campagne Video

Le campagne video di Google Ads permettono di sponsorizzare un video nello stesso modo in cui, sulla rete di ricerca, sponsorizzi un annuncio solo testo.

Nel primo caso vai a mostrare il tuo annuncio video a utenti targettizzati, forzando l’algoritmo di Youtube, nel secondo caso, su rete search, aggiri le regole SEO per piazzare il tuo annuncio in cima alla SERP.

Quello più diffuso è l’annuncio video in-stream, il classico video di pochi secondi che parte prima del contenuto video che abbia ricercato. Sulla destra appare Salta annuncio per riprendere la visione richiesta.

Google Ads video in stream

Molto simile alle campagne Display, le campagne video sono più complesse per la natura stessa della destinazione, Youtube appunto.

Innanzitutto, consentono di mostrare due tipi di annunci: annunci video indipendenti o annunci video all’interno dei contenuti in streaming YouTube e su Rete Display, all’interno di siti partner.

I formati sono:

  • Annunci in-stream ignorabili
  • Annunci in-stream non ignorabili
  • Annunci video discovery
  • Annunci outstream
  • Annunci video bumper

Approfondiremo singolarmente questi formati più avanti, quando parleremo degli annunci.

Il consiglio, in questo caso, è di utilizzare video che riguardano la propria azienda e non spezzoni di video altrui.

In base al formato scelto, ricorda che sono veri e propri spot ed è bene siano professionali al massimo, anche perché Google ne analizza la qualità e penalizza quelli troppo amatoriali.

Prima di avviare una campagna video, assicurati di aver collegato dal tab Account collegati, che trovi su Impostazioni e fatturazione, il tuo account Youtube.  

Le campagne video hanno tre tipologie di costo diverso, rispetto alle campagne Display e su rete di ricerca:

  • Costo per Visualizzazione (CPV). Questo costo viene addebitato se l’utente guarda il video per tutta la sua durata o almeno 30 secondi, o ha interagito con elementi dell’annuncio (banner o CTA finali).
  • Costo per mille impression (CPM). Qui l’inserzionista paga quando ha raggiunto le 1000 visualizzazioni dell’annuncio video o della copertina.
  • Costo per acquisizione (CPA). Questo annuncio è collegato alle azioni di conversione tracciate sul sito web o la landing page a cui rimanda l’annuncio video. Qui bisogna aver collegato il proprio account Google Analytics per i tracciamenti.

Il collegamento di Adwords al canale Youtube ti permetterà di inserire i banner e il testo dell’annuncio, oltre ad un piccolo logo (banner in overlay).

In questo modo, il banner rimane per tutta la durata dell’annuncio video permettendo all’utente di cliccarci in qualsiasi momento. Il testo, invece, scompare dopo un po’ di secondi, salvo ricomparire se si clicca sul video.

Google Ads overlay

L’efficacia di una campagna video, in termini di conversione, è da verificare passo passo, tentando varie alternative di targeting. Creare più gruppi di annunci in contemporanea e verificare quale funzioni meglio via via. Se possibile con video diversi e con target sempre diversi.

Le campagne di brand awareness e di copertura sono quelle che funzionano meglio con i video.

Continua nella lettura per scoprire tutte le migliori strategie di Google Ads per il tuo business.

Campagne Intelligenti

Sfruttando le impostazioni di Google Ads, hai la possibilità di scegliere l’obiettivo della tua campagna e affidarti alle campagne intelligenti.

Questa funzionalità è stata introdotta negli ultimi tempi da Google per dare a tutti la possibilità di approcciare la piattaforma, senza far decidere impostazioni troppo complesse.

Le campagne intelligenti puntano ad ottenere il massimo e sono auto configurate da Google Ads.

Sono basate sulla migliore automazione pubblicitaria di Google Ads: ottieni risultati in base all’obiettivo della campagna, sia che si tratti di chiamate dei clienti, visite al tuo negozio o azioni sul tuo sito web.

Google-Ads campagne interlligenti

Le campagne intelligenti si configurano in pochi minuti e migliorano costantemente il tuo annuncio in base al tuo obiettivo. Le metriche di rendimento sono semplificate e visualizzabili in modo chiaro e comprensibile.

Le campagne intelligenti ti permettono di gestire la tua attività, cogliendo risultati tangibili in termini di ritorno pubblicitario.

Puoi subito scrivere un annuncio che presenti la tua attività o che proponga il tuo prodotto/servizio, le parole chiave che il tuo target ricerca sono generate da Google, avrai una dashboard semplificata per le metriche più importanti.

Infine dovrai scegliere il budget della tua campagna, con degli indicatori che ti consiglieranno una soglia minima per essere competitivo per quelle determinate parole chiave e l’area geografica cui vuoi riferirti.

L’annuncio verrà mostrato su rete ricerca di Google, siti web partner, Youtube, Google Maps.

Ecco i principali vantaggi di una campagna intelligente:

  • L’inserzionista paga solo quando l’utente clicca sull’annuncio
  • Non ci sono molte attività di gestione ed ottimizzazione da fare
  • Google di default pubblica il tuo annuncio su Rete, Maps, Youtube e siti partner
  • Raggiungi potenziali clienti in qualsiasi area geografica

Qui una scheda riepilogativa delle differenze tra campagne intelligenti e campagne su rete di ricerca, direttamente dal sito di supporto a Google Ads:

Le osservazioni che possiamo fare, in base a questa tabella, sono relative alle ottimizzazioni e alla flessibilità che un annuncio non automatizzato ti consente.

Innanzitutto, nelle campagne classiche le parole chiave, il fulcro su cui si fonda Google Ads, sono decise da te, così come la strategia di offerta. Non vi è il solo PPC riservato alle campagne intelligenti.

Inoltre, avere dei report molto dettagliati è molto importante per differenziare il target e poter gestire diverse campagne, su più siti web di destinazione.

Le campagne intelligenti consentono delle funzionalità base per chi non vuole restare escluso dall’advertising su Google. 

Non è male iniziare da lì!

Scegliere la strada delle campagne intelligenti ha senso nel caso in cui sei davvero alla prime armi.

Resta, ovviamente, una soluzione valida fino ad un certo punto, poiché non avrai il controllo totale sulle ottimizzazioni da fare.

Scegliere di avere il massimo controllo sulle tue campagne è sempre la migliore scelta. Per ottimizzare il tuo investimento pubblicitario devi decidere in autonomia i parametri fondamentali.

Nel prosieguo della guida avrai accesso a molte strategie per ottimizzare le tue prime campagne Google Ads ed ottenere risultati.

Continua a leggere!

Campagne Discovery

Le campagne discovery sono delle particolari campagne che permettono di condividere la storia del tuo brand o prodotto, sui vari canali messi a disposizione da Google.

Si rivolgono ad utenti disposti a scoprire nuovi prodotti/servizi e brand.

La particolarità di queste campagne è il loro impatto. Sono delle campagne che puntano alla massima copertura e ad attirare l’attenzione, per trovare più utenti in target disposti a scoprire aziende e prodotti nuovi.

Ecco i vantaggi di una campagna discovery:

  • Notevole copertura. Gli annunci discovery raggiungono, potenzialmente, fino a tre miliardi di utenti. Sfruttano molti strumenti di Google, come i feed della home page di YouTube e di Che cosa guardare dopo. Su Gmail, invece, i tab Promozioni e Social. Questo con una singola campagna.
  • Ads creative e pertinenti. Grazie alla native advertising, gli annunci discovery si fondono con il contenuto della piattaforma su cui si trovano e riescono ad intrattenere ed ispirare. Catturano l’attenzione dell’utente, mentre mostri il tuo marchio o i tuoi prodotti, utilizzando immagini di notevole qualità.
  • Call to action al pubblico giusto. Abbinando le capacità di Google nell’individuare l’intento di ricerca dell’utente, inducilo all’azione per generare risultati.

Insomma, con annunci che coniugano testo e immagini accattivanti puoi raggiungere più persone per l’ampia copertura che Google Ads ti garantisce per questa tipologia di annunci.

Ti sembra poco?

Raggiungi potenziali clienti su ampia scala con una sola campagna.

Inserisci gli elementi principali per un buon annuncio: titolo e immagine che attirino, logo di alta qualità e Google Ads mostrerà i tuoi annunci agli utenti più interessati.

Utilizzerai una tipologia di offerta basata sul costo per azione (CPA), che approfondiremo tra qualche paragrafo quando parleremo di budget e strategie di offerta.

Google Ads discovery

Le campagne discovery presentano alcune caratteristiche interessanti.

  • Un’unica campagna pubblicitaria per raggiungere tutti gli utenti Google. Sfrutta tutta la popolarità di Google e delle sue piattaforme. Hai un potenziale di quasi 3 miliardi di persone.
  • Asset accattivanti per annunci nativi di alta qualità visiva. La differenza è nella grande versatilità degli asset di questi annunci. Sono progettati per essere visualizzati, in modo nativo, mentre gli utenti navigano tra i contenuti che preferiscono. I diversi formati dell’annuncio saranno più efficaci su tutti i device e risulterà più facile indurre all’azione chi sta guardando l’annuncio.
  • Strategie di offerta automatica per raggiungere gli obiettivi su larga scala e su diversi media. La particolare copertura delle campagne discovery (su diversi media e per molti utenti) richiede di utilizzare tipologie di offerta diverse dalle solite. Per esempio, Massimizza le conversioni o CPA target per ottimizzare le offerte delle campagne ed arrivare all’obiettivo.

Ok, bene.
Quando utilizzarle?

  • Quando vuoi generare conversioni su larga scala come incrementare le vendite, le iscrizioni alle newsletter o le visite al sito web.
  • Raggiungere nuovi clienti grazie a degli annunci creativi e stimolanti per utenti propensi a conoscere nuovi brand.
  • Riprendere i contatti con clienti che ti conoscono (remarketing). Le campagne discovery ti danno grandi opportunità di indurre all’azione utenti che conoscono già il tuo brand (anche se non hanno già comprato) e sono più propensi a interagire con la tua attività.

In definitiva, anche le campagne discovery presentano degli ottimi spunti.

Sei pronto ad essere protagonista del tuo advertising online?

Nei prossimi paragrafi entreremo nel vivo delle strategie da utilizzare per ottimizzare il target e il budget delle tue campagne, come scrivere un annuncio ed altri consigli pratici per lanciare la tua prima campagna Google Ads.

Continua a leggere.

Definiti Obiettivi e tipologia di campagna puoi passare alla creazione vera e propria della campagna, definendo le impostazioni generali.

Per una campagna con obiettivo Lead e tipologia di campagna Ricerca, per esempio, devi decidere quali conversioni raggiungere, in questo caso telefonate.

Google-Ads impostazioni generali

Clicca su Continua.

Ti ritroverai davanti a questa schermata di configurazione delle impostazioni generali:

Google-Ads interfaccia impostazioni

Abbiamo già detto dell’importanza del Nome Campagna.

Da qui, invece, approfondiremo tutte le impostazioni relative alle configurazioni e alle ottimizzazioni presenti nella maggior parte delle campagne,  Rete Google e Display, in particolare.

Sei pronto?

Questo è il primo passo per imparare a creare una campagna Google Ads che converta.

Andiamo per ordine.

Reti di pubblicazione

Ho già accennato, all’inizio della guida, della distinzione tra rete di ricerca e rete display. Queste rappresentano le due anime di Google Ads, pur essendo tra loro molto diverse.

Gli annunci della rete di ricerca appaiono, ovviamente, su Google e su altri motori di ricerca, quando l’utente inserisce un termine collegato o la parola chiave scelta dagli inserzionisti.

In questo caso, vediamo come ci sono dei risultati sponsorizzati sopra quelli organici e, a volte, a destra o sempre tra i risultati organici vi sono degli annunci Shopping.

Google Ads annunci esempi

Sulla rete Display, invece, troviamo annunci con il formato testuale o banner grafico su siti che fanno parte del circuito Adsense, cioè che hanno affittato a Google degli spazi pubblicitari.

Fanno parte della rete Display, anche quegli annunci che troviamo su siti di proprietà di Google, come Youtube o Gmail.

Google Ads gmail

Qui vediamo un annuncio sulla casella di posta che ha lo stesso formato delle mail che riceviamo solitamente.

Quello del native advertising, in cui gli annunci si adattano per forma ai contenuti della piattaforma in cui si trovano, è una pratica adottata già da molti siti che fanno advertiser (vedi Facebook o Instagram).

Google Ads annuncio display YT

Questi annunci su rete Display, ospitati da siti esterni a Google, sono spesso utilizzati per il remarketing.

Il browser dell’utente, tracciato dai file cookie, ha individuato che, con lo stesso browser, l’utente ha già visitato il sito dell’inserzionista.

A quel punto, tramite un annuncio Display mirato su chi ha già visitato il sito, si può riportare l’utente a finalizzare un acquisto o a richiedere un preventivo. Avrai ottenuto una conversione.

Riepilogando.

Quando usare la rete di ricerca e quando la rete Display?

La rete di ricerca è consigliata per campagne a risposta diretta, quindi con un ritorno immediato in termini di vendita o lead (contatto da parte dell’utente), per prodotti/servizi spesso ricercati, in un’area ben definita geograficamente.

La rete Display, invece, è ideale per campagne in cui si stimola la domanda e si vuol consolidare o far conoscere il brand e aumentarne la visibilità.

Gli utenti, ovviamente, non cercano qualcosa che non sanno sia sul mercato o di cui non conoscono il brand.

Ecco perché, per alcune nicchie, è preferibile optare anche per inserzioni su rete Display.

Sarà meno dura, infatti, convincere gli utenti a cliccare su una pubblicità che si trova su un sito web specifico, anziché sperare che cerchino su Google un prodotto/servizio molto specifico.

In definitiva, non è consigliato fare campagne miste Search + Display. Infatti, le due reti hanno criteri di targeting differenti e quindi consiglio, se si ha budget, di creare due campagne separate.

Ricorda, come detto all’inizio, che essere più specifici possibili creando campagne mirate è l’arma segreta dell’advertising che si fa online.

Pensa se i pubblicitari degli anni ‘90 avessero avuto uno strumento che targettizzasse così per gli spot televisivi?!

L’utilizzo di entrambe le reti di pubblicazione nella stessa campagne, invece, si può pensare quando non si ha molto budget per attuare una campagna Display separata. In questo modo avrai modo di testare che tipo di risultato si ottiene da quella rete.

Differenzia e utilizzale entrambe.
Sono complementari e se ben ottimizzate ti sapranno dare ottimi riscontri.

Tra poco parleremo dell’importanza del targeting.
Sapere come segmentare il proprio pubblico è fondamentale per tutte le tipologie di advertising.

Vediamo come farlo su Google Ads.

Targeting

Argomento molto importante quando si parla di advertising, è proprio il targeting.

La segmentazione del pubblico su Google Ads funziona per tutte le tipologie di campagna e di rete, in base a diversi criteri. Inoltre, si può utilizzare sia in positivo che in negativo.

In pratica, puoi stabilire fattori o criteri sia per individuare utenti in linea con il tuo target, sia per escluderli dal pubblico che visualizzerà la tua inserzione.

Nei prossimi paragrafi parleremo di tre criteri base, comuni a tutte le tipologie di campagne:

  • Dati demografici
  • Località
  • Dispositivi di utilizzo

Scendiamo nei dettagli e analizziamoli singolarmente.

Continua a seguirmi per capire quanto è importante targettizzare in un certo modo la tua audience, in modo da trovare i giusti utenti per il tuo business.

Dati Demografici

Il criterio del targeting per dati demografici è comune a tutti i tipi di campagna.

In questi criteri sono comprese informazioni come il sesso, l’età, la situazione familiare e una stima reddituale.

Google-Ads display demografiche

Ok, ma come fa Google a sapere tutte queste informazioni?

Sono dati molto importanti che Google, come altri colossi dell’Hi-tech, ricavano dalla navigazione, dai siti in cui ci registriamo e da tutte le policy privacy cui diamo il nostro consenso (spesso senza quasi guardarle).

Ovviamente, tutto si basa sul fatto che l’utente, quando naviga, sia loggato sul browser con il suo account. Supponendo che venga cambiato, nel caso di browser utilizzato da diverse persone.

Ad ogni modo, la precisione di questo modo di targetizzare non è sempre precisa ed è relativa. Ciononostante, la targetizzazione per dati demografici è importante per indirizzare campagne di prodotti che fanno di questi dati un prezioso alleato per convertire.

E-commerce che vendono prodotti sia per uomo che per donna, per esempio.

Anche in questo caso le basi del marketing possono esserti d’aiuto. Costituirsi un utente ideale, la cosiddetta buyer persona, che possa acquistare o essere interessato al tuo prodotto è sempre un ottimo consiglio.

Dargli un’età, un sesso, una situazione lavorativa, familiare ed una rete di interessi ti aiuterà anche a creare diverse campagne.

Modifica questi parametri, se il tuo prodotto/servizio non è di uso comune o adatto ad una nicchia più o meno definita di pubblico.

Nel prossimo paragrafo parleremo di area geografica e località.

Località

Abbiamo già accennato come la località o area geografica può essere un parametro importante per definire l’area di pertinenza della tua attività pubblicitaria.

In questo tipo di targetizzazione, si possono includere o escludere intere regioni, località, Paesi e città. Inoltre, si può definire il raggio (in km) d’azione della tua campagna, partendo dall’indirizzo della tua attività.

Una particolarità da non sottovalutare è il sistema utilizzato per localizzare l’utente che compie la ricerca e intercetta le parole chiave che hai scelto. E’ un sistema che tiene conto sia della geolocalizzazione dell’utente (tramite l’individuazione dell’IP), sia del suo intento di ricerca.

Quindi, se mi trovo a Bolzano e cerco pizzeria Trieste vedrò gli annunci degli inserzionisti di Trieste che avranno scelto pizzeria come parola chiave per posizionare i loro annunci.  

Altro parametro è la lingua. La lingua degli utenti che vedranno i tuoi annunci è quella settata nel browser. A meno di casi particolari e specifici, in cui si può optare per mettere più lingue, nelle impostazioni della tua campagna il più delle volte inserirai una lingua compatibile con l’area geografica impostata poco prima.

Adesso vedremo come possa essere molto interessante fare delle campagne dedicate esclusivamente agli utenti dei dispositivi mobile.

Dispositivi

Il boom dei device mobili ha fatto sì che si facesse un’adeguata distinzione tra l’advertising che gira su questi dispositivi e quello destinato ai desktop.

E’ anche vero che molte ricerche cominciano in mobilità, da smartphone per esempio, e portino poi a conversione su PC o tablet, questo dipende da età dell’utente e dal tipo di prodotto/servizio.

Gli under 30, per esempio, sono più facilmente portati a lasciare dati su landing page (nel caso di campagne di lead generation) o ad effettuare acquisti da siti e-commerce affidabili e con app ottimizzate (Amazon), direttamente dal telefono.

Un target più maturo, invece, è portato a fare determinate azioni da computer, soprattutto se si tratta di acquisti con cifre ingenti o che richiedano invio di email e dati bancari.

Lo stesso si può dire per il target business (professionisti o aziende) che acquistano da altre aziende prodotti/servizi, la tendenza è quella di fare tutto da PC, lasciando agli smartphone le briciole in quanto a conversioni.

Certamente è un parametro da monitorare ed ottimizzare all’occorrenza, anche perché le variabili sono tanti e dipendono da età dell’utente, ma anche dalla natura della conversione (acquisto o lead).

Nel prossimo paragrafo vedremo uno dei criteri di targetizzazione più importanti per la fase di remarketing.

Continua a seguire la guida e impara tutto su Google Ads

Segmenti di Pubblico

Un criterio di targeting molto interessante è costituito dai segmenti di pubblico.

Google-Ads segmenti di pubblico

Questo strumento è molto potente, soprattutto se punti alle campagne di remarketing, cioè quelle campagne che puntano ad utenti che hanno già visitato il tuo sito o che hanno caratteristiche simili ai visitatori del tuo sito (segmenti di pubblico simile).

Ovviamente, anche in questo caso, entra in gioco Google Analytics.

Devi, infatti, aver collegato il tuo account pubblicitario a quello di Analytics per il tracciamento degli utenti sul tuo sito e avvisato loro, tramite le policy privacy, che sul tuo sito vi è una profilazione dei dati.

Questo serve a Google per tracciare i loro comportamenti e sottoporgli annunci in linea con le loro preferenze e abitudini.

Ok,bene ma come funzionano i segmenti di pubblico simile?

In pratica, diamo a Google Ads una lista di utenti da cui copiare abitudini di navigazione, siti web e comportamenti sul browser, in modo che ci procuri un pubblico simile per le nostre campagne pubblicitarie.

Quindi, tramite il comportamento di ricerca degli utenti del tuo elenco, Google Ads esamina le attività di ricerca di altri utenti e gli aggiunge all’audience delle tue inserzioni.

Le liste di segmenti di pubblico simili, infatti, sono aggiornate automaticamente, man mano che l’elenco originale cambia comportamento di ricerca. Una volta creato il primo elenco, quindi, non è necessario aggiornarlo.

Esempio.

Torniamo al nostro Corso di Pilates Online.

Ho un elenco, preso grazie a Google Analytics, di utenti che hanno acquistato dal sito il corso di Pilates online.

Voglio fare una campagna di remarketing e grazie allo strumento segmento di pubblico simile, rifacendosi alla lista dei miei già clienti, Google Ads individuerà altri utenti simili che avranno fatto ricerche sul Pilates, abbigliamento da pilates, tappetini per pilates come hanno fatto i miei clienti prima di acquistare il mio corso.

Google Ads farà una cernita dei miei elenchi utili per il remarketing. Cercherà, tra milioni di utenti che usano Google per le loro ricerche, i segmenti di pubblico più simile a quello dell’elenco in questione.

L’elenco originale dovrebbe contenere almeno 1000 profilazioni da cui creare un elenco di segmenti di pubblico simile.

Oltre alle liste che provengono dalle visite sul tuo sito, puoi creare liste di segmenti di pubblico in altri modi:

  • Utenti del canale Youtube. Collegando il canale Youtube con l’account Google Ads è possibile ricavare le informazioni relative a chi ha visualizzato un tuo video e chi è iscritto al canale. Inserendo in lista questi utenti, puoi creare un elenco con utenti simili.
  • Elenchi clienti (Customer Match). Caricando una lista di indirizzi email di utenti (come gli iscritti alla newsletter), Google farà un controllo con gli iscritti alle proprie piattaforme (Gmail, account Android) e li aggiungerà all’elenco dei segmenti di pubblico simile. Notificandoti se il tutto è disponibile per il tuo account.

Quando utilizzare i segmenti di pubblico simile?

Il targeting per segmenti di pubblico simili è disponibile sia per la Rete Display, sia per rete Ricerca, sia per campagne video su YouTube, su Gmail e le app.

Ovviamente, più è profilato bene ed è corposo l’elenco sorgente, più sarà valido l’elenco degli utenti che genererà Google Ads.

Nelle campagne di remarketing, come abbiamo detto, è uno strumento utilissimo. Approfondiremo più avanti l’argomento.

I motivi per utilizzare lo strumento segmento di pubblico simile sono diversi.

  • Raggiungi maggiore copertura. Riesci ad estendere la portata delle campagne, coinvolgendo nuovi utenti simili a quelli già acquisiti.
  • Aumenti il tasso di conversione. Puoi ottenere il 40% in più di conversioni utilizzando lo strumento Segmenti di pubblico simili, alle campagne remarketing Display.
  • Elenchi aggiornati automaticamente. Grazie al machine learning, non dovrai mettere mano alle liste, dopo aver creato la prima. Le liste dei segmenti di pubblico simili vengono aggiornate in tempo reale.

I segmenti di pubblico possono essere usati anche in negativo, ovvero per esclusione. Partendo da una lista definita, escludi tutti gli utenti simili a quelli della lista dalla visualizzazione delle tue campagne.

Utile per evitare di colpire il medesimo utente che ha già magari fatto, recentemente, un acquisto sul tuo sito e che, per la natura stessa del prodotto, non può averne bisogno di un altro in così breve tempo.

Capisci bene come questo strumento possa farti risparmiare tempo e possa farti ottenere conversioni in modo molto più performante.

Nel prossimo paragrafo parleremo di budget e offerta.

Due aspetti fondamentali dell’advertising.

Continua a leggere e scopri come ottimizzare il budget e scegliere le strategie di offerta più performanti per il tuo business.

Budget e offerte

Procedendo nella schermata delle Impostazioni generali della campagna, arriviamo al budget.

Google Ads, come qualsiasi altra piattaforma di advertising, impone la definizione di un budget, strettamente collegate alle strategie di offerta, che vedremo dopo.

Il budget, che scegli in questa sezione, determinerà il limite di spesa massimo di una singola campagna. Normalmente, le campagne sono su base mensile, salvo che tu le interrompa prima.

Bisogna, quindi, corrispondere l’importo che sei disposto a spendere al giorno o che verserai a fine mese.

In molti casi, Google Ads ti dà già una stima dell’importo massimo mensile che spenderai, avvisandoti che ci saranno giorni in cui verrà investito meno della cifra giornaliera che hai impostato, altri giorni invece di più.

I costi effettivi, alla fine del mese, non supereranno però la cifra preventivata.

Nel caso succedesse, Google Ads ti fornirà un credito pari all’eccedenza, fatturando solo i costi giornalieri moltiplicati per 30,4 (giorni effettivi nel mese).

Esempio.

Se allochi 10 euro al giorno, avrai una spesa mensile di 304 euro totali. Se Google Ads va in sovra pubblicazione, le tue inserzioni quindi vengono pubblicate più del dovuto, i 6 euro in eccedenza sono un credito a tuo favore. 

L’offerta che puoi impostare è chiamata costo per clic massimo (offerta CPC max) ed è la cifra massima da pagare per un clic sul tuo annuncio.

Ricorda che il Ritorno sugli investimenti (ROI) è l’obiettivo finale, da raggiungere con il giusto equilibrio tra offerta e risultati in termini di traffico e conversione.

Con offerte troppo elevate, aumenti la probabilità di ricevere più traffico/conversioni, ma spendendo maggiormente. Con offerte basse, probabilmente la tua campagna riceverà meno conversioni.

Il sistema ti permette di impostare un budget giornaliero, come abbiamo detto sopra, o un budget condiviso per più campagne dello stesso cliente/account. Queste Ultime sono utili quando vi è un obiettivo unico per più campagne dello stesso cliente.

N.B.: Il consiglio, soprattutto se sei agli inizi, è quello di mettere delle cifre basse (tra le 10 e le 50 euro) controllando quotidianamente l’andamento. Poi lì potrai decidere di aumentare o diminuire il budget.

Inoltre, Google Ads mette a disposizione un indicatore, abbastanza preciso, che consiglia un budget in base al mercato e al rendimento della tua campagna.

Rimani in quel range se vuoi avere delle performance buone.

Se sei ancora incollato alla pagina vuol dire che sei parecchio interessato all’argomento Google Ads.

Bene! E’ arrivato il momento di parlare delle strategie di offerte e tramutare tutto quello di cui ti ho parlato in fatti concreti.

Are you ready?

Guida Google Ads 2021: le strategie per rendere efficaci le tue campagne 1

Seguimi nella lettura.

Strategie di Bidding

Google Ads ti offre diverse strategie di offerta, basate sui vari obiettivi che abbiamo visto inizialmente (vendita, lead, copertura, notorietà brand ecc…) e pensate per i diversi tipi di campagne.

Quindi, in base alle reti che hai scelto per trovare utenti e del risultato che ti interessa più ricevere (click, impressioni, conversioni o visualizzazioni), puoi optare per diverse strategie.

In generale, però, la maggior parte delle ads si basano sulle aste istantanee di Google, impostate sulle parole chiave.

E’ vero che le aste, così come le immaginiamo, aggiudicano un articolo all’offerta più alta ma, su Google Ads, non conta solo l’offerta.

Per determinare la posizione del tuo annuncio, infatti, Google valuta anche la qualità dell’annuncio stesso e della pagina web a cui rimanda.

Pertanto, anche se la tua offerta non è la più alta, potresti posizionarti prima degli altri inserzionisti.

I diversi modi per configurare le offerte si basano su 4 obiettivi.

Obiettivo conversioni. Utilizzando il monitoraggio delle conversioni, puoi applicare una strategia con lo strumento Smart Bidding, ovvero offerte ottimizzate dal machine learning di Google, per convertire al massimo.

Denominate anche offerte al momento dell’asta, ecco le strategie di Smart Bidding:

  • Costo per azione (CPA) target. Ottimizza in base al monitoraggio delle conversioni, per aumentarle scegliendo come target un CPA. Google Ads fa offerte, per ogni asta, ad un costo pari o inferiore a quello da te impostato.
  • Ritorno sulla spesa pubblicitaria (ROAS) target. Qui l’obiettivo, cioè quello che andremo ad impostare, è il guadagno in base alla spesa pubblicitaria, non più il CPC. Per ottimizzare in base al valore di conversione, bisogna considerare azioni di conversione che portino un risultato misurabile (come gli acquisti). Ecco perché è un sistema consigliato per gli e-commerce. Il sistema di Google Ads imposterà automaticamente, quindi, i CPC (costo per clic) in base al ROI che avremo impostato noi. Diciamo al sistema la cifra minima che vogliamo guadagnare e lui imposterà i CPC per ottenerla.
  • Massimizza le conversioni. puoi utilizzare questa strategia se vuoi massimizzare in base alle conversioni.
  • Massimizza il valore di conversione. se vuoi ottimizzare il valore totale di conversione della tua campagna, rimanendo nei limiti del tuo budget.
  • Costo per clic ottimizzato (CPCO). E’ una strategia da utilizzare quando vuoi che Google Ads modifichi automaticamente le offerte manuali CPC. Il sistema aumenterà, quindi, i CPC delle keyword più profittevoli, limitando quelli per le keywords meno performanti, basandosi sullo storico delle conversioni.

Le strategie di Smart Bidding possono essere applicate alla singola campagna o a gruppi di campagne (strategia di portafoglio).

Obiettivo aumentare il traffico sul sito.  Ottieni più click sul tuo sito, applicando queste due strategie basate sul CPC:

  • Massimizza i clic: questa strategia si basa su offerte automatiche. E’ il modo più facile per fare offerte CPC. Definisci un budget giornaliero medio e Google Ads ti porterà, automaticamente, il maggior numero possibile di clic. Ideale per chi non è troppo esperto e non ha tempo di monitorare i vari report.
  • Offerta manuale basata su CPC: questa strategia ti consente di gestire le offerte CPC in autonomia. Puoi impostare offerte diverse per campagna o gruppo di annunci. Hai il controllo del budget, allocandolo su posizionamenti o parole chiave più performanti.

Obiettivo visibilità. Ecco le strategie di Google Ads per aumentare la visibilità del tuo brand e del tuo prodotto:

  • Quota impressioni target. Questa impostazione automatica, configura le offerte in modo da far visualizzare il tuo annuncio o nella parte superiore della SERP o in qualsiasi altro punto della prima pagina della SERP.
  • CPM (Costo Per Mille impression). Questa è una delle strategia di offerta classiche dell’advertising. Da inserzionista pagherai un costo ogni 1000 visualizzazioni dei tuoi annunci. Sia su YouTube, sia su Rete Display.
  • In questa strategia di offerta, bisogna impostare un costo medio che intendi pagare ogni mille impressioni. Migliora via via le offerte per ottimizzare la copertura della campagna.
  • Una strategia di offerta che non punta necessariamente su clic o traffico, ma solo su l’awareness. Puoi impostare l’importo massimo da pagare per ogni 1000 impressioni dell’annuncio su Rete Display.

Obiettivo visualizzazioni e interazioni (annunci video). Esclusivamente per annunci video.

Esiste una sola strategia di offerta per i tuoi annunci video: l’offerta CPV.

L’offerta CPV (costo per views) prevede il pagamento solo per le visualizzazioni di video e/o interazioni (clic sulle CTA, sulle schede e sui banner).

Bisogna inserire il prezzo più alto che vuoi pagare per una visualizzazione, durante la configurazione della campagna.

Seguendo le Impostazioni generali di una campagna, arriviamo alle Estensioni di annuncio.

Continua a leggere per scoprire come aumentare clic e conversioni con le estensioni annuncio di Google Ads.

Estensioni Annuncio

Uno strumento che contribuisce ad aumentare l’efficacia dei tuoi annunci è, senza dubbio, la configurazione delle estensioni annuncio.

Oltre al testo, con titoli e descrizioni che stabilisci tu, puoi integrare varie informazioni con questo tool di Google Ads. Si riesce ad aumentare del 15% il tasso di conversione, rispetto ad un annuncio che non utilizza le estensioni.

Le informazioni contenute nelle estensioni annuncio riguardano l’indirizzo dell’attività, il numero di telefono o un link ad altre pagine internet.

Le estensioni possono avere vari formati: pulsanti di chiamata, mappe, link a pagine specifiche di un sito web o form contatti.

Google Ads, in ottica ottimizzazione, seleziona quali estensioni utilizzare in base alla singola ricerca dell’utente su Google. E’, quindi, necessario e saggio conoscere ed utilizzare tutte le estensioni utili al business.

Capirai bene che le estensioni daranno al tuo annuncio maggiore visibilità ed evidenza nella SERP.

Inoltre, le estensioni aumentano il numero totale di interazione dell’utente, grazie a metodi intuitivi e veloci: come le mappe o un pulsante per chiamare direttamente l’inserzionista.

Esistono estensioni annuncio manuali, che devono essere impostate da te, mentre altre sono estensioni automatiche, aggiunte da Google Ads, se il sistema le ritiene utili alle performance dell’annuncio.

Queste ultime sfruttano le informazioni di cui Google Ads dispone e non sono, quindi, configurabili, né appaiono nelle impostazioni.

Quando vengono visualizzate le estensioni?

Non sempre.

Le estensioni vengono aggiunte all’inserzione quando Google prevede possano migliorare le performance del rendimento e se il ranking dell’annuncio, di cui abbiamo parlato ad inizio guida, è abbastanza alto.

Inoltre, tra i fattori che determinano la pubblicazione delle estensioni vi è la posizione dell’annuncio. Se è in alto nella pagina dei risultati di Google, è molto probabile che vedremo anche le estensioni di quell’inserzione.

Quando e quali estensioni annuncio utilizzare?

Dopo anni di advertising su Google Ads (ex Adwords) e con centinaia di migliaia di euro investiti con profitto, il nostro consiglio è quello di basarsi sempre sull’obiettivo della nostra campagna.

Di seguito, le estensioni annuncio più utilizzate e l’indicazione per utilizzarle nelle tue strategie.

Seguimi nella lettura per scoprire come raggiungere risultati profittevoli nelle tue prime campagne Google Ads.

Estensioni Sitelink

Le estensioni sitelink sono le più utilizzate per ottenere conversioni specifiche sul tuo sito web. Infatti, puoi aggiungere una pagina web specifica e convogliare il traffico lì.

Puoi linkare una pagina prodotto, se stai pubblicizzando una promozione per quel dato articolo del tuo e-commerce.

Le estensioni Sitelink, come molte altre, sono impostabili sia a livello di campagna, sia a livello di account o gruppo di annunci. Aggiungi un testo che spiega dove porta il link e monitora le conversioni su quella data pagina.

Potrai ottimizzare strada facendo, raggiungendo ottimi risultati.

Google Ads estensione sitelink

Estensioni Callout

Nell’ottica di aumentare le conversioni del tuo sito, le estensioni callout permettono di aggiungere ulteriore testo alla tua inserzione.
Puoi impiegarlo per proporre offerte esclusive o servizi aggiuntivi come consegna a domicilio, assistenza h24. Informazioni che, spesso, possono fare la differenza.

Il consiglio è quello di aggiungere l’estensione callout a livello di account, specialmente per servizi costanti della tua attività.

Sono 25 caratteri che puoi utilizzare per rendere più performante il copy del tuo annuncio. Utilizza frasi brevi e dati precisi, con numeri esatti se necessario.

Google Ads estensione callout

Estensioni di chiamata

Se il tuo obiettivo, invece, è quello di avere un contatto diretto con l’utente, l’estensione chiamata è quella più adatta al tuo annuncio.

Aggiungendo un pulsante per la chiamata diretta o indicando il numero per SMS o simili avrai, probabilmente, la possibilità di intercettare un cliente caldo che ha bisogno del tuo prodotto/servizio.

E’ una delle estensioni che Google Ads aggiunge in automatico se la tua attività ha impostato il numero di telefono e l’opzione ricevi chiamate dagli utenti.

N.B.: Quando l’utente clicca sul numero scatta il CPC, il costo per clic.

Google Ads estensione chiamata

Estensioni Snippet Strutturato

L’estensione snippet strutturato è incentrata sull’ottenere conversioni da sito web, come la tipologia callout o sitelink.

In questo caso però, vengono mostrate le informazioni di un’intestazione predefinita e di un elenco.

Google Ads estensione snippet strutturato

Esempio.

Un esempio banale può essere quello di un annuncio di un’agenzia di viaggi che ha come intestazione destinazioni e come elenco le varie destinazioni Parigi, Londra, Grecia.

E’ un ottimo modo per dare più informazioni e stimolare il clic dell’utente circa qualcosa che gli interessa. Modelli, Corsi, Stili ecc… le intestazioni possono essere molteplici inerenti a varie tipologie di business.

E’ un modo per scendere nel dettaglio e destare interesse. Anche queste estensioni possono essere inserite a livello di account, di campagna e gruppo di annunci.

Estensioni per app

Per spingere gli utenti a fare il download della tua app, esiste questa estensione per app. E’, ovviamente, disponibile ed ottimizzata per tutti i dispositivi mobile.

In pratica, colleghi gli annunci alla tua applicazione permettendo agli utenti che  cliccano sull’annuncio di accedere al tuo sito o al link dello store per app in questione.

Google Ads estensione per app

Estensione modulo per lead

Questa interessante estensione modulo per lead permette agli utenti che visualizzano il tuo annuncio di inviarti preziose informazioni di contatto: email, numero di telefono ecc…

L’annuncio ha proprio l’intento di rimandare a lasciare questi dati. All’interno dello stesso annuncio, l’utente ha la possibilità di compilare il form e inviarlo.

Inutile ribadire come queste lead siano fondamentali in advertising.

Le estensioni modulo per lead si distinguono nell’aspetto in base alla tipologia di campagna scelta: ricerca, video, display.

Google Ads modulo lead

Estensioni di promozione

Le Estensioni di promozione si utilizzano negli annunci di testo della rete ricerca per aggiungere offerte, promozioni e saldi relativi ai tuoi prodotti/servizi.

Ideali per essere utilizzati nei periodi cloud di sconti o particolari festività (Black Friday, Natale ecc…) Sono utilizzabili anche per proporre coupon o codici sconto.

Configurabili a livello account, campagna e gruppo di annunci, le estensioni di promozione sono fortemente influenzate dalla periodicità.

Google Ads estensione promozione

Estensioni di prezzo

Simili alle precedenti, le estensioni di prezzo danno l’informazione decisiva sui tuoi prodotti/servizi negli annunci su rete ricerca, puntando alla conversione. In questo modo dai risalto ai contenuti del sito più interessanti.

In pratica, puoi mostrare le categorie di prodotti e servizi con relativi prezzi di acquisto, permettendo di sfogliare il catalogo prodotti dallo stessa inserzione.

Uno strumento facile da usare per l’inserzionista ed immediato nell’utilizzo per il potenziale cliente.

Google Ads estensione prezzo

Estensioni di località

Una delle estensioni annuncio più utilizzata è questa estensione di località. L’obiettivo, in questo caso, è quello di spingere gli utenti a visitare il negozio fisico.
Inserendo una mappa, una scheda con orari e giorni di apertura.

Direttamente dall’annuncio è possibile visualizzare la posizione del negozio e la distanza real time dell’utente. In molti casi, viene incluso anche il pulsante chiamata  per richiedere informazioni in caso di necessità.

Visualizzabili sia su rete ricerca che su rete Display, gli annunci con estensione di località risultano essere molto efficaci per ristoranti, strutture ricettive e negozi fisici che, per loro stessa natura, puntano alle conversioni offline.

Google Ads estensione località

Chiudiamo questa rapida panoramica sulle estensioni di annuncio ed entriamo nel dettaglio delle parole chiave, della creazione degli annunci e delle ottimizzazioni.

Continua a leggere la guida Google Ads per lanciare la tua prima campagna,

Gruppi di annunci

Analizzata la configurazione a livello di campagna, parliamo dei gruppi di annunci e le loro tipologie.

Un gruppo di annunci è contraddistinto da più annunci che hanno obiettivi simili. Ogni campagna è composta da uno o più gruppi di annunci.

Il consiglio è quello di scegliere un argomento comune o un obiettivo e organizzare gli annunci intorno a quel contesto.

Un esempio può essere organizzare gruppi di annunci diversificati per ogni tipologia di prodotti o servizi che offre la tua attività. Un metodo abbastanza logico e pratico è quello di organizzare gruppi di annuncio.

Se hai un negozio di elettronica sarà logico e naturale considerare le categorie fotocamere, stampanti, Audio ecc… per impostare le tue campagne e i tuoi gruppi di annunci.

Dalle categorie o dai prodotti/servizi che vendi il passo verso le parole chiave è breve. Sono loro che attivano le tue campagne!

Abbiamo già parlato dell’importanza delle parole chiave all’interno dell’intero paradigma di Google, non solo per la Ads.

Come abbiamo già visto sopra, puoi stabilire un’offerta o un prezzo che scatterà quando le parole chiave del tuo gruppo di annunci attiveranno la pubblicazione dell’annuncio. Questo valore viene chiamato offerta costo per clic (CPC).

Nei prossimi paragrafi ti spiegherò come scovare e utilizzare al meglio le parole chiave per attivare la pubblicazione dei tuoi annunci.

Seguimi nella lettura!

Ricerca di Parole Chiave da URL sito o prodotto/servizio

Nelle recenti versioni di Google Ads, molte impostazioni hanno una versione automatica e una manuale.

Quando crei dei gruppi di annunci, infatti, viene già impostata la versione degli annunci dinamici di ricerca.  Questi strumenti automatici fanno una selezione delle parole chiave e scrivono, in parte, il testo dell’annuncio basandosi sulla pagina di atterraggio a cui rimanda il link.

Google-Ads gruppo di annunci

Gli annunci, in genere, lavorano con le corrispondenze tra le ricerche su Google e le pagine/categorie del tuo sito internet, quando le ricerche intercettano le parole chiave da te scelte.

Gli annunci dinamici della rete di ricerca, invece, creano queste corrispondenze per aumentare la copertura senza l’ausilio di parole chiave.
Parleremo dopo delle campagne di ricerche dinamiche.

Tornando all’esempio del negozio di elettronica, se volessi procedere con la procedura STANDARD di ricerca delle parole chiave mi baserei sulle categorie/prodotti che abbiamo già e che, probabilmente, corrispondono ai gruppi di annunci che ho creato.

La scelta delle parole chiave dovrebbe venire più facile in questo modo.

Per i gruppi di annuncio della rete Search, specialmente, bisogna partire da parole chiave molto dettagliate (long tail keyword) o di coda lunga, cioè formate da 2-3 parole. Ovviamente, bisogna anche aggiungere quelle più generali e banali.

Perché utilizzare parole chiave così specifiche?

Perché più specifico sei nella scelta di parole chiave, più è facile intercettare utenti che sono in una fase avanzata di scelta, quindi pronti ad acquistare o chiedere un preventivo.

Il pericolo è di incappare in parole chiave con basso contenuto di ricerca che è l’errore che Google Ads restituisce se siamo scesi troppo nel dettaglio con parole chiave che nessuno cerca.

Niente paura, però!
Google Ads viene in tuo soccorso generando delle parole chiave in linea con il sito di atterraggio e dai competitor.

Attenzione però a non lasciare carta bianca al sistema, in maniera totale. Alcune volte Google può andare fuori strada. Fare un mix tra parole chiave suggerite e altre scelte da te è sempre la migliore soluzione.

N.B: Il suggerimento potrebbe essere quello di utilizzare almeno una parola ricorrente in tutte le keyword scelte, che poi sarebbe quella che dà il nome al tuo gruppo di annunci.   

In linea di massima non esagerare nella scelta e nella ridondanza delle parole chiave, ricorda sempre che gli aggiustamenti fanno parte del gioco.

Potrai sempre aggiungere keywords o aggiustarle in corsa.

Adesso vediamo come funziona la scelta di queste keywords, presentando lo strumento che permette di farlo.

Continua a leggere la guida.

Strumento di pianificazione delle parole chiave

Entrando nel cuore della modalità esperto del tuo account, avrai modo di utilizzare lo Strumento di pianificazione delle parole chiave.

Google-Ads Strumento-di-pianificazione-delle-parole-chiave-

Lo Strumento di pianificazione delle parole chiave è lo strumento che si occupa della ricerca delle keywords per le campagne sulla rete Search. Utile per trovare nuove parole chiave correlate al tuo business e visualizzare le previsioni delle ricerche relative ad una data parola chiave.

Le opzioni per creare il tuo piano per le parole chiave sono, quindi, due:

  1. Cercando nuove parole chiave e correlate dal tab Individua nuove parole chiave.
    Google Ads individuazione keywords

    Inserendo delle parole chiave, stabilendo anche la posizione geografica o inserendo l’URL di un sito web, da cui ricavare le parole chiave.

  2. Scegliendo tra le parole chiave già esistenti in base ai dati analitici del tab Ottieni volume di ricerca e previsioni.Google-Ads Previsione keywordPuoi, infatti, avere dei dati sul rendimento potenziale delle parole chiave. Google Ads utilizza delle metriche passate per stimare i possibili risultati di un insieme di parole chiave.

Le previsioni sono molto utili per capire come utilizzare al meglio le parole chiave,  come raggrupparle e su quali di esse impostare le offerte.

Nell’immagine sopra, come vedi, fa una stima della spesa da sostenere giornalmente per quella data parola chiave, dandoti una panoramica per Regione geografica e per dispositivo di utilizzo.

La previsione del piano parole chiave ti mostra le conversioni, i clic o le impressioni potenziali, che le tue parole chiave potrebbero ricevere, in base alla spesa.

Come scegliere le parole chiave?

Ecco qualche rapido consiglio per impostare le giuste parole chiave ed intercettare gli utenti che stanno cercando prodotti/servizi inerenti la tua attività:

  • Pensa come i clienti. Non scrivere la query (parola) di ricerca ma, come farebbe un utente medio, limitati alla categoria del prodotto/servizio.
  • Evita parole troppo specifiche o troppo generiche. Anche in questo caso calati nella mente di utente che ha un problema che la tua attività può risolvere.
  • Utilizza parole chiave o frasi chiave con lo stesso elemento. Avere una keyword di riferimento per più parole chiave è importante.

Ci sei ancora?
Tra poco ci saranno delle informazioni preziose per ottimizzare le campagne Google Ads.

Nel prossimo paragrafo parleremo delle corrispondenze.

Continua a leggere!

Le tipologie di corrispondenza

Abbiamo già accennato all’asta che parte tra gli annunci degli inserzionisti ogni qualvolta un utente fa una richiesta sul motore di ricerca.

Quello che avviene è un’associazione o corrispondenza che Google Ads fa, in pochissimi attimi, tra la parola chiave scelta dall’inserzionista e quella usata dall’utente.

E’ la corrispondenza tra la parola chiave dell’annuncio e i termini di ricerca usati dall’utente a determinare la pubblicazione o meno dell’annuncio stesso.

In base a questo presupposto, possiamo scegliere tra tre tipi di corrispondenza diversi:

  • Corrispondenza generica. E’ un tipo di corrispondenza approssimativa, perché gli annunci è probabile che vengano pubblicati anche quando la query è correlata alla parola chiave. Questo porta più traffico sul sito di atterraggio.E’ la tipologia di corrispondenza impostata di default e il sistema, per fornire corrispondenze pertinenti, incrocia le informazioni delle ricerche precedenti, il testo delle pagine di atterraggio dell’annuncio, altre keywords facenti parte del gruppo di annunci.

Questa modalità è ottimizzata per le offerte automatiche (Smart Bidding) di cui abbiamo già parlato sopra. Il sistema alza o abbassa l’offerta all’asta automaticamente.

  • Corrispondenza a frase. Questa tipologia di corrispondenza è detta moderata, poiché gli annunci possono essere visualizzati anche quando vi sono ricerche che prevedono il significato della tua keyword.Molto più accurata della precedente, la corrispondenza a frase porta un traffico sul sito, alzando la percentuale di utenti che, molto probabilmente, sono interessati al tuo prodotto/servizio.

Se vuoi utilizzare questo tipo di corrispondenza bisogna mettere la keywords tra virgolette.

Esempio “fotocamera digitale”,  includerà le ricerche che danno un significato della stessa parola chiave.

  • Corrispondenza esatta. Per questo tipo di corrispondenza, gli annunci possono essere visualizzati nelle ricerche che includono termini o frasi aventi lo stesso significato o intento della keyword scelta.Viene anche detta corrispondenza stretta, e deve prevede che la parola chiave sia racchiusa tra parentesi quadra.Esempio: [fotocamera digitale]. L’annuncio sarà, quindi, attivo se la query comprenderà lo stesso significato o intento della parola chiave.

Un discorso a parte è da fare per le parole chiave escluse.

Infatti, oltre alle corrispondenze positive vi è anche la possibilità di escludere parole chiave (e quindi categorie di prodotti/servizi) che non sono previste dal tuo annuncio o che non hanno a che fare con la tua attività.

Quindi avremo le 3 corrispondenze negative:

  • Corrispondenza generica esclusa. L’annuncio non verrà mostrato se la query contiene tutti i termini della parola chiave esclusa.

Nel caso la query fosse fotocamera digitale, non verrebbero pubblicati annunci che contengano queste parole anche in altro ordine.

  • Corrispondenza a frase esclusa. In questo caso l’annuncio non viene pubblicato se la query contiene i termini esatti della parola chiave nel medesimo ordine, anche con termini aggiuntivi. Bisogna sempre mettere la keyword tra virgolette.

Nel caso di query “fotocamera digitale”, i termini dovrebbero essere in quest’ordine esatto, affinché l’annuncio non sia pubblicato. Nel caso di  “fotocamera digitale rossa” verrebbe invece pubblicato.

  • Corrispondenza esatta inversa. Simile alla precedente, anche per questa casistica l’annuncio non viene mostrato se i termini della query sono quelli esatti della parola chiave, nello stesso ordine, ma solo senza parole aggiuntive. La parola chiave da escludere deve essere compresa tra parentesi quadra.

Nel caso di [fotocamera digitale rossa] l’annuncio verrebbe pubblicato, poiché il termine rossa farebbe da discriminante.

N.B.: Consiglio di utilizzare anche le parole escluse, senza escludere però utenti dalla ricerca. Biosgna essere equilibrati. 

Campagne di ricerche dinamiche

Google Ads ha l’obiettivo di diffondere la sua piattaforma di advertising a quante più persone, rendendo loro le cose più facili possibili nel fare pubblicità a pagamento.

Questo lo si evince dal crescente potere che, negli anni, ha acquisito la machine learning della piattaforma Ads di Big G.

Dare potere al sistema automatico, infatti, significa rendere accessibile l’advertising a tutti, tramite degli strumenti di pubblicazione automatizzati.

Gli annunci dinamici della rete di ricerca, per esempio, sfruttano contenuti ottimizzati del tuo sito web, colmano le lacune delle campagne fondate su parole chiave e i problemi di corrispondenza.

In pratica, gli annunci dinamici generano automaticamente i titoli degli annunci e scelgono le pagine di destinazione, prendendo spunto dai contenuti del tuo sito web.

Questo permette di avere annunci pertinenti, senza farti perdere troppo tempo.
Ti basterà aggiungere la descrizione dell’annuncio, la titolazione sarà dinamica e ottimizzata di volta in volta dal sistema.

Un espediente molto utile che, sfruttando l’ottimizzazione SEO del sito web di destinazione, permette anche gli account Google Ads più performanti di avere sempre ricerche pertinenti.

Esempio. Il tuo shop di elettronica di cui sopra.
L’utente cerca fotocamere digitali e vede il tuo annuncio che si intitola Fotocamere Digitali Compatte. L’utente clicca sul titolo e viene portato alla pagina corrispondente del tuo sito.

Gli annunci dinamici della rete Search possono, quindi, portare immediatamente alle pagine desiderate che, si spera, convertano.

Tutto questo dipende dal sito di atterraggio, se ben strutturato, con le parole chiave nelle categorie del sito, nei titoli delle pagine, nel loro contenuto o negli URL.

Siamo arrivati al momento in cui parlare degli annunci e della loro creazione.
Continua a leggere per scoprire quali pratiche usare per scrivere annunci Google Ads efficaci e che convertano.

Gli annunci

Arrivati a questo punto, vorrei soffermarmi sulla base per creare degli annunci e sulla loro tipologia.

Gli annunci sono, ovviamente, il mattone fondamentale di ogni strategia di advertising e anche l’unica cosa che verrà mostrata ai nostri potenziali clienti.

Abbiamo già parlato delle tipologie di campagna e, in parte, abbiamo già fatto una distinzione tra annunci video, di testo e display. Quello di cui vorrei parlare è invece della loro efficacia.

Innanzitutto partiamo dal presupposto che su Google Ads non si possono pubblicizzare prodotti contraffatti, servizi o prodotti pericolosi o dannosi (armi, tabacco), gli annunci non devono avere contenuti ingannevoli o incitanti all’odio e al razzismo. Vi sono, anche, limitazioni per i contenuti per adulti, gioco d’azzardo, farmaci ed è limitata la pubblicità sugli alcolici.

Inoltre, bisogna curare molto bene i contenuti, testi ed immagini, di ogni singolo annuncio, assicurandosi che sia pertinente con le query degli utenti.

Fatte queste premesse, possiamo analizzare le tipologie di annuncio più utilizzate.

Iniziamo!

Continua a leggere

Annunci di testo

Dal tab Campagne vai sul simbolo “+” e ti comparirà la schermata per scrivere un annuncio, con tanto di anteprima.

Google-Ads annunci interfaccia

In questa schermata, molto intuitiva e facile da usare, Google Ads ti permette di inserire 3 titoli, 2 descrizioni, inoltre compare anche il tasto chiama per rimandare al numero telefonico e la posizione esatta.

Un annuncio di testo, come abbiamo visto nei numerosi esempi di questa guida, vengono visualizzati in cima alla SERP (pagina dei risultati di Google) con l’etichetta Annuncio.

Google Ads annuncio testo

Poi titolo, URL del sito e descrizione.

Il titolo (formato da 3 titoli da 30 caratteri ciascuno) è quello che si nota di più per il carattere e per il colore (blu). Ecco perché deve contenere la parola chiave che incontra la query degli utenti.

URL di visualizzazione è in verde, sotto i titoli. Serve per far capire all’utente dove atterrerà una volta cliccato sull’annuncio.

La Descrizione deve chiarire meglio possibile quale sia il prodotto/servizio che promuovi e le sue caratteristiche distintive. Cosa hai in più della concorrenza?

Inoltre, deve concludersi invitando l’utente a compiere una singola azione nell’immediato, sfruttando il principio di scarsità e urgenza. Prenota subito, Edizione limitata o altri termini che inducano a cliccare subito l’utente.

Tra qualche paragrafo farò un focus su come scrivere annunci Google Ads efficaci.

Continua nella lettura!

Annunci display

Abbiamo già parlato delle campagne display e di quanto possano essere interessanti avendo, nella maggior parte dei casi, un formato diverso dagli annunci su rete Search.

Questi annunci contengono, infatti, loghi ed immagini che attirano l’attenzione degli utenti, i quali visualizzano gli annunci display su siti per loro abituali.

Accedendo da Campagne hai la possibilità di creare un annuncio display, in una schermata come questa.

Google-Ads display adattabili

L’impatto degli annunci display, in termini di pubblicità, è notevole. Questi annunci vengono pubblicati su oltre 3 milioni di siti web, oltre 600 mila applicazioni e piattaforme Google come Gmail e Youtube.

Il mio consiglio è quello di prestare molta cura alle creatività, al testo e ai loghi ed affidarsi agli annunci display adattabili. Insomma, per questioni di tempo, ottimizzazione e raggiungimento della copertura massima, gli annunci adattabili sono consigliati (quasi) sempre.

Google Ads in automatico combinerà titoli, descrizioni, immagini, loghi adattandoli alle varie destinazioni che ti ho elencato sopra. 

L’accortezza che devi mantenere riguarda la qualità di tutte le componenti, poiché ti stai affidando ad un sistema automatizzato che nessuna persona controlla.

Se metti un’immagine rovesciata, per esempio, verrà pubblicata in quella maniera.

Alcuni consigli per creare annunci display adattabili efficaci sono:

  • Utilizza immagini di alta qualità
  • Non sovrapporre loghi, pulsanti o banner alle immagini
  • Poni sempre Il prodotto/servizio al centro dell’immagine
  • Utilizza immagini singole, evitare immagini frutto di collage.
  • Utilizza immagini con ambientazioni reali, evitare immagini con sfondi digitali

Se gli annunci display adattabili non sono quello che fa per te in termini di creatività e controllo, puoi creare annunci personalizzati con Google web designer.

Un’ottima soluzione per creare annunci illustrati HTML5, caricabili su Google Ads.

Annunci video

Abbiamo già accennato alle campagne video e alla tipologia di formato degli annunci video. Mi limiterò a ricordarli e a mettere in chiaro quali siano le prerogative da rispettare affinché un annuncio video sia accettato da Google Ads.

  • Qualità video
  • Pertinenza poco chiara all’attività da promuovere
  • Contenuti non chiari

Oltre a questi aspetti legati più alla qualità e agli standard degli annunci, vi sono delle limitazioni riguardanti la morale e il buon senso. Vengono, pertanto, rimossi o non pubblicati annunci video che contengono:

  • Contenuti per adulti (con lievi concessioni)
  • Protezione copyright (il contenuto deve essere autorizzato all’utilizzo o di proprietà dell’inserzionista)
  • Contenuti scioccanti

I formati degli annunci video sono:

  • Annunci in-stream ignorabili. Annunci che possono essere saltati dopo pochi secondi di riproduzione, per tornare al contenuto richiesto.
  • Annunci in-stream non ignorabili. Annunci simili ai precedenti ma non possono essere ignorati. La durata è di 15 secondi e sono ideali per far conoscere il brand.
  • Annunci video discovery. Sono mostrati solo su Youtube e si trovano, spesso, tra i contenuti video sulla destra in native advertising. Contengono anche testo.
  • Annunci outstream. Disponibili su siti esterni e su dispositivi mobili. Formato ideale per il mobile, sono spesso usati per campagne di copertura e di brand awareness.
  • Annunci video bumper. Video brevissimi di circa 6 secondi e ad ampia copertura, non ignorabili. Sono incisivi e diretti, puntano ad accrescere la notorietà del brand.

In ultima analisi, i contenuti video sono una grande risorsa molto sfruttata sui social e sul web, in generale, pertanto evitare di coprire quella fetta di pubblico, che guarda i video su Youtube, non sarebbe saggio.

Capirai bene che, per la natura stessa del video, le conversioni non sono spesso l’obiettivo di queste campagne, le quali mirano quasi sempre a notorietà, copertura e brand awareness.

Nel prossimo paragrafo parleremo di consigli e trucchi per scrivere annunci Google Ads davvero efficaci.

Continua a seguirmi nella lettura.

Scrivere gli annunci: tips and tricks

Qualsiasi tipologia di annuncio si regge sul messaggio che deve persuadere l’utente a cliccare.

In particolare, il testo degli annunci Google Ads è molto importante. Ecco perché vorrei fare un focus sull’argomento e lasciarti qualche consiglio sulla scrittura degli annunci Google Ads.

Ovviamente questo vale sia per gli annunci su rete Search, ma in generale molti spunti sono utili per tutte le tipologie di annunci.

Consigli preliminari

Oltre a conoscere bene il tuo target (la creazione delle buyer personas aiuta), bisogna sapere com’è percepito il tuo prodotto/servizio.

Se è un prodotto/servizio di uso comune, non servirà istruire gli utenti sul suo utilizzo, ma basterà far leva sui pregi e sulla USP (unique selling proposition), cioè il differenziale rispetto alla concorrenza. Una proprietà intrinseca del tuo prodotto/servizio che gli altri competitors non hanno.

Bada però, non può essere il prezzo.

Inoltre, bisogna considerare i benefici che il tuo prodotto/servizio dà agli utenti.

Quale problema risolve? Dopo quanto tempo si vedono i risultati?

Indicare benefici misurabili in termini numerici e nel tempo è un’arma potente da inserire in tutti gli annunci.

Es. Risparmi il 20% sulla tua polizza…

Es. Dopo 3 utilizzi…

Sono delle formule che funzionano sempre.

Utilizza le formule elimina barriera, cioè quelle frasi che prevengono obiezioni, dubbi e paure dell’utente.

Es. La tua polizza auto in tre semplici clic.

Indicare la semplicità, la possibilità di raggiungere l’obiettivo senza particolari difficoltà è una leva molto importante nell’advertising.

Inserisci elementi di trust, ovvero elementi che aumentino la considerazione del prodotto/servizio che promuovi e ispirino fiducia nell’utente che visualizza l’inserzione.

Es. Oltre 2000 clienti soddisfatti.

Utilizza i principi di scarsità e urgenza per dare all’utente la sensazione che potrebbe restare escluso da qualcosa di interessante, a meno che non compia l’azione richiesta.

Es. Solo 10 posti disponibili

Invita all’azione dando un senso di immediato beneficio, conseguente al clic sull’annuncio. Questa è sicuramente un elemento che non può mancare.

Valuta quali elementi o leve inserire nell’annuncio e comincia a scrivere.

Consigli pratici

Ecco come scrivere titoli e descrizioni efficaci per le tue campagne Google Ads

TItoli. Per sfruttare al massimo i 3 titoli dell’annuncio dovresti inserire:

  • Nome prodotto/servizio se è noto
  • Evidenzia il beneficio e la tua USP
  • Elimina dubbi ed obiezioni primarie
  • Geolocalizza se è necessario

Mentre queste indicazioni possono essere espresse nei primi due titoli, nel terzo sarebbe bene indicare il brand dell’azienda o del prodotto quando non è molto conosciuto.

Google-Ads TESTI ANNUNCI

Descrizioni. Per sfruttare le due descrizioni è importante usare parole d’impatto nella prima descrizione e alla fine dell’ultima, con:

  • Indicare benefici misurabili e quantificabili nel tempo
  • Eliminare le barriere secondarie
  • Inserire scarsità e urgenza per far scattare l’azione
  • Aumentare il trust per dare notorietà al tuo prodotto/servizio
  • CTA, invito all’azione. Semplice, chiara ed univoca

URL pagina di atterraggio. Anche se può sembrare inutile, prevedere una pagina di atterraggio specifica per il prodotto/servizio è fondamentale.

Se hai un e-commerce, inevitabilmente, il link di atterraggio dell’inserzione sarà quello del prodotto/servizio che stai promuovendo, in modo che la conversione sia diretta.

Se proponi un servizio unico, invece, questo URL è spesso rappresentato dalla home del sito web. Non è sbagliato, se la tua home è ben strutturata.

Il consiglio, invece, è quello di prevedere una pagina in cui l’utente, incappato sul tuo annuncio da una query, si aspetta di arrivare.

Se la query è architetto a milano, l’URL dovrebbe essere: www.nomesito.it/architetto/Milano 

In cui prevedere il servizio promosso nelle Ads e un form contatti.
Insomma, una landing page che porti a conversione o lead qualificati.   

Inoltre, fai attenzione a:

Parole chiave. Ricorda sempre che gli annunci sono letti da persone, non solo dal sistema di Google Ads che ne monitora la qualità, quindi è importante essere persuasivo e poi inserire la parola chiave, almeno una.

Creazione di diverse alternative. Sperimentare cambiando più copy nei titoli e nella descrizione è indicato. L’ottimizzazione passa per i vari test che si fanno. Crea 4-5 annunci per ogni gruppo di annunci e monitorane il rendimento.

Estensioni. Abbiamo già visto che metterne tante non ha molto senso, ma se 1 o 2 sono pertinenti al tuo business, potrebbero fare la differenza.

Nei prossimi paragrafi parleremo proprio di ottimizzazione e monitoraggio.

Continua a leggere per carpire ulteriori best practice sull’utilizzo di Google Ads.

Inizia ora a fare advertising su Google Ads!

Guida Google Ads 2021: le strategie per rendere efficaci le tue campagne 2

Ottimizzazione delle campagne in Google Ads

Questa guida vuole essere d’aiuto per partire con Google Ads nel modo giusto, seguendo certe impostazioni e strategie che, nel tempo, hanno prodotto dei risultati.

Ogni campagna che riesce a performare è frutto di un duro lavoro che ogni advertiser, esperto o meno, fa su ogni singolo annuncio.

La chiave di tutto, in questa tipologia di pubblicità, è proprio nel saper leggere i dati e cambiare in corsa per ottenere un risultato migliore.

Ecco perché Google Ads ha previsto un punteggio di ottimizzazione account che stima, in qualche modo, l’efficacia del tuo account pubblicitario. E’ un valore che va da 0 a 100% e rappresenta la potenziale efficacia di ogni account.

Google Ads ti mostrerà dei consigli, con relativo valore, per migliorare questo punteggio.

In base alla tua reazione ai consigli, seguiti o ignorati, ci sarà un impatto sul punteggio di ottimizzazione.

Ovviamente puoi seguire o ignorare gli annunci, ti basti sapere che il risultato di questo punteggio non dipende esclusivamente dai consigli che ignori o segui, ma anche dal rendimento delle tue campagne, dal mercato in cui ti muovi e da fattori contingenti.

Vorrei soffermarmi, adesso, su alcuni consigli per creare annunci Google Ads che convertano mettendo sempre la pertinenza tra query e annuncio come priorità:

  • Fatti un’idea sui tuoi utenti ideali. Crea le buyer personas interessate al tuo prodotto/servizio e pensa come loro
  • Crea annunci molto specifici. Impara a differenziare, crea un annuncio per ogni prodotto/servizio che proponi.
  • Scegli bene le parole chiave ed usale nell’annuncio. Prediligi parole chiave di 2-3 termini e utilizzale nel titolo della tua inserzione. Aumenterai notevolmente la pertinenza.
  • Sii semplice ma accattivante. Valorizza il tuo prodotto/servizio e cita tutte le caratteristiche in modo chiaro e sincero.
  • Utilizza una CTA semplice ed efficace. Nessuna ama le complicazioni, in poche righe invita a fare solo una cosa. Sii chiaro e diretto nell’invitare all’azione. Acquista, Richiedi un preventivo, Iscriviti.
  • Fai diverse prove e monitora i risultati. Raggiungere l’optimum non è facile, ma se crei varie alternative e combinazioni tra creatività, copy e strategia di offerta troverai quale inserzione converte meglio. Il monitoraggio, proprio per questo, è fondamentale per non sprecare budget.

Bene. Siamo arrivati a parlare di argomenti relativi all’ottimizzazione delle campagne.

Spero tu abbia già cominciato a capire, magari usandola, la piattaforma e ad aver creato un primo annuncio.

Se lo hai fatto, nei prossimi paragrafi ti illustrerò alcuni parametri fondamentali per le tue campagne: quality score, CTR e importanza della landing page (pagina di atterraggio dell’inserzione).

Elementi fondamentali per ottimizzare le tue campagne Google Ads.

Seguimi nella lettura!

Punteggio di Qualità (Quality Score)

All’inizio della guida abbiamo parlato di come funziona il meccanismo dell’asta che avviene ad ogni ricerca che l’utente fa su Google.

In base a determinati parametri, tra cui il prezzo massimo che l’inserzionista paga, l’annuncio avrà un posizionamento più o meno alto nella pagina della SERP.

Tra questi parametri, avevo accennato ad un punteggio di qualità dell’annuncio (detto quality score), che va da 1 a 10 ed è attribuito da Google Ads stesso.

Rappresenta una stima della qualità dei tuoi annunci e delle pagine web a cui rimandano.

Capisci bene che, a prescindere dalla spesa pubblicitaria, questo punteggio di qualità può fare la differenza.

Più alto è il punteggio di qualità dei tuoi annunci, più è facile che abbiano un posizionamento migliore rispetto alla concorrenza e,quindi, che ricevano click.

Ok, bene. Da cosa dipende questo punteggio di qualità?

E’ presto detto. Dipende da 3 fattori che abbiamo, in qualche modo, toccato nella guida e che adesso è bene chiarire ed ordinare:

  • Percentuale di click (click through rate)
  • Pertinenza annunci e account
  • Qualità della pagina di destinazione

Procediamo con ordine.

Il click through rate (CTR)

Definirei il CTR, click through rate, come la percentuale che indica la frequenza con cui gli utenti cliccano sull’annuncio, in base alle visualizzazioni dello stesso.

La percentuale di clic (CTR) è un indicatore dell’efficacia della campagna, oltre che del rendimento delle parole chiave.

Come si calcola?

Dividendo il numero di click ricevuti per le impression (le visualizzazioni).

Es. 20 impression ricevono 5 click. Il tuo CTR sarà del 25% (5/20=0,25 x 100)

Questo parametro è assegnato ai tuoi annunci ed alle parole chiave del tuo account, tiene conto del pregresso ed è visibile in qualsiasi momento.

Capirai bene che il CTR è un parametro che misura l’efficacia del tuo lavoro di advertising. In particolare, dimostra che gli utenti trovano i tuoi annunci utili e pertinenti. Questo per Google Ads è fondamentale.

Infatti, come detto, il CTR contribuisce al punteggio di qualità e quindi a valutare positivamente gli annunci provenienti dal tuo account e che rimandano al tuo dominio.

Inoltre, il CTR è un parametro utile per l’ottimizzazione.

E’ un ottimo termine di valutazione per gli annunci. Quelli che hanno un basso CTR evidentemente non funzionano, non sono utili per gli utenti o sono scritti male.

Controlla sempre il CTR degli annunci, ma anche quello delle parole chiave dell’account.

Pertinenza struttura account

Un parametro molto importante per il punteggio qualità degli annunci e, quindi, per aumentare le possibilità di pubblicazione rispetto ai competitors, è la pertinenza degli annunci.

In pratica, si misura il grado di attinenza o correlazione tra la parola chiave scelta e il tuo annuncio.

Le parole chiave del tuo account sono coerenti con il contesto del tuo annuncio?

Ci sono tre stati che classificano questa pertinenza:

  • sopra la media
  • nella media
  • sotto la media

I primi due stati sono considerati buoni ed accettabili come risultato. Significa che non ci saranno eccessivi problemi di contestualizzazione tra la parola chiave e il messaggio della tua inserzione.

Diverso è il discorso per lo stato sotto la media. Potrebbe significare che la parola chiave o il tuo annuncio non siano troppo accurati, quindi poco pertinenti e troppo generici.

Il consiglio è sempre quello di creare gruppi di annunci più targettizzati. Creare diversi annunci tematici, in modo che siano strettamente attinenti a un micro gruppo di parole chiave.

Inoltre, non farti ingannare da un punteggio di qualità alto, ma osserva i diversi parametri che lo compongono: CTR, pertinenza annunci e qualità della pagina web.

Potresti benissimo avere un punteggio di qualità alto ma una pertinenza annunci bassa. Utilizza, pertanto, questo indicatore per identificare le parole chiave che non sono pertinenti con i tuoi annunci e punta a migliorarne il rendimento.

Lo stato della pertinenza delle tue parole chiave con l’annuncio, si visualizza dalla scheda Parole chiave nella pagina Campagne.

Google Ads pertinenza parola chiave

Qualità pagina di atterraggio

Terzo parametro, che influisce sul punteggio di qualità, è la pagina di atterraggio.
La pagina web a cui si accede dopo aver cliccato sulla tua inserzione.

E’ una valutazione che Google Ads fa in base all’utilità della pagina, all’esperienza degli utenti sulla stessa ed alla pertinenza dei contenuti.

Avere una pagina web ben organizzata, strutturata e soprattutto con contenuto pertinente alla tua parola chiave di riferimento, sarà positivo per il punteggio di qualità.

Inoltre, influiscono il tempo di permanenza dell’utente sulla pagina stessa, facilità di navigazione ed il numero di link presenti al suo interno.

Sono tutti fattori che favoriranno la tua landing page o la tua pagina web.

Capisci bene che i tuoi annunci non verranno quasi mai visualizzati se portano ad una pagina che non offre all’utente quello che cerca.  

Bisogna rendere la pagina web o il tuo sito il migliore possibile:

  • Includi contenuti pertinenti e specifici
  • Mostrati affidabile e trasparente nel parlare del tuo prodotto/servizio
  • Rendi facile la navigazione da PC e mobile
  • Rendi la pagina web veloce e leggera per facilitare il caricamento

Dopo aver parlato di fattori che influenzano il punteggio di qualità dei tuoi annunci, possiamo passare alla fase di analisi ed ottimizzazione delle campagne.

Tutto passa dalle conversioni ottenute!

Seguimi ed impariamo a leggere questo parametro…

Tracciamento delle conversioni

Google Ads mette a nostra disposizione uno strumento prezioso: il monitoraggio delle conversioni. In poche parole, Google traccia le azioni che l’utente compie dopo aver cliccato su un annuncio.

Potrebbe aver acquistato, lasciato dati ed email, chiamato il negozio o fatto un download. Tutte queste azioni rappresentano una conversione, perché di fatto il semplice utente ha effettuato un’azione che tu hai impostato come importante o remunerativa.

Il monitoraggio delle conversioni è il primo passo verso il processo di ottimizzazione, che avviene dopo aver lanciato la campagna ed atteso un determinato periodo di tempo per valutarne i frutti.

E’ certamente fondamentale per migliorare gli annunci, le parole chiave e le impostazioni delle tue campagne. Inoltre, proprio le conversioni possono farci misurare il ROI, il ritorno sull’investimento pubblicitario fatto.

Dall’account Google Ads è possibile creare delle azioni di conversione specifiche:

  • Azioni sul sito web (acquisti, registrazioni, download)
  • Chiamate telefoniche direttamente dall’annuncio
  • Installazione di app e azioni sulle app
  • Importazione (azioni che iniziano online e si finalizzano offline in negozio)
  • Azioni locali (interazione con annunci che promuovono negozi fisici locali)

Il sistema con cui Google monitora le azioni degli utenti sui vari siti web lo abbiamo affrontato all’inizio della guida, parlando dei cookies e dell’importanza delle informazioni che tutti noi diamo quando navighiamo in rete.

Un metodo molto più specifico è quello di installare un tag di tracciamento con Google Tag Manager dentro il nostro sito, per spiare, di fatto, cosa fanno i nostri clienti o potenziali tali.

Siamo arrivati al punto in cui, lanciata la tua campagna, hai bisogno di ottimizzarla e renderla più performante possibile.

Se vuoi scoprire tutti i segreti per lanciare la tua prima campagna Google Ads, dai un’occhiata al corso.

Guida Google Ads 2021: le strategie per rendere efficaci le tue campagne 3

Ottimizzazione Strategia di offerta

L’ottimizzazione della strategia di offerta è alla base di ogni campagna Google Ads di successo.

In base ai tuoi obiettivi, ci sono delle considerazioni da fare per rendere davvero profittevole il tuo advertising.

Quali parole chiave hanno un maggior CTR (percentuale di click in base alla visualizzazioni)?

Il tuo target proviene da una particolare area geografica e da quali dispositivi avvengono le ricerche?

Ci sono dei giorni ed orari particolari in cui ottieni maggiori conversioni?

A queste domande si può rispondere solo con l’analisi dei dati e le opportune modifiche al fine di raggiungere un rendimento migliore.

Per far questo, dobbiamo metter mano sulle strategie di offerta, di cui abbiamo già parlato nel paragrafo relativo.

Un primo passo da fare è valutare il CTR e le conversioni. Si possono ordinare le parole chiave per percentuale di click ricevuti, in modo da verificare le più cliccate e vedere quante e quali conversioni hanno portato. Il tracciamento delle conversioni sarà utile in questo.

Il tuo obiettivo dovrebbe essere quello di avere un account Google Ads efficiente ed efficace.

Efficiente lo è, quando spendi meno possibile per ottenere un click.

Ti spiego subito.

Osserva il punteggio di qualità delle parole chiave che ti creano maggiore traffico.

Se quelle che hanno un Punteggio di qualità medio-alto sono quelle dalle quali ottieni maggiori visite/conversioni allora sei sulla strada giusta.

Se invece le parole chiave che producono più click hanno punteggi di qualità medio-bassi, stai spendendo troppo.

Bisogna rimboccarsi le maniche, rivedere le parole chiave e la segmentazione fatta nei gruppi di annunci e nelle categorie: magari non sei stato molto dettagliato nel creare annunci ad hoc per prodotti/servizi specifici.

Un consiglio sulla strategia di offerta.

Quando parto con una nuova campagna, di solito, imposto una strategia di CPC manuale o Massimizza i click. Questo perché, se ricordi quanto detto nel paragrafo sulle strategie di bidding, mi garantisce un ottimo traffico sul sito.

Una volta ottenuto un numero di conversioni interessante, in un tempo ragionevole (10 giorni), passo a massimizzare le conversioni, fino ad arrivare a strategie di offerta più stabili.

Il CPA target, una smart bidding che mi permette di ottenere il massimo con un buon controllo del budget, oppure ROAS Target, che ottimizza le campagne in base alla costo dell’offerta e al valore della conversione. Utile in caso di conversioni misurabili (acquisti).

Ricordi?
Imposti un budget giornaliero e Google Ads modifica le offerte CPC in modo da ottenere il massimo numero di click, non superando il limite di spesa che hai impostato. 

Se invece hai già una buona dimestichezza con la piattaforma e vuoi avere il pieno controllo delle tue inserzioni, punta alle ottimizzazioni manuali.

Nei prossimi paragrafi ti svelerò come ottimizzare in base a 3 ambiti fondamentali: località, tipo di dispositivo, ora e giorno di pubblicazione.

Continua a leggere!

Ottimizzazione Località

Abbiamo già accennato, in fase di impostazione campagna, quanto sia importante l’area geografica in cui viene pubblicato il tuo annuncio.

Qui, però, voglio soffermarmi su come la località può essere un ottimo fattore di ottimizzazione per aumentare il ROI della tua pubblicità.

Infatti capire da quale area geografica arrivano maggiormente i click che ricevi, potrebbe far nascere nuove campagne e ti permette di investire accuratamente il tuo budget, magari puntando sulle aree più proficue.

Come?

  • Utilizza testi degli annunci che privilegiano un’area geografica specifica
  • Utilizza pagine di atterraggio specifiche e suddivise per località se il sito le prevede
  • Utilizza estensioni località per farti raggiungere al negozio fisico
  • Escludi o limita le località con cattivo rendimento pubblicitario

Considera anche il fattore linguistico, correlato alla località in cui vuoi che si visualizzi il tuo annuncio.

Capisci bene come analizzare i dati relativi all’area geografica da cui provengono i tuoi click è un ottimo metodo per raggiungere risultati migliori per le tue ads.

Ottimizzazione Dispositivi

Fare una distinzione dei dispositivi da cui gli utenti, che visualizzano il tuo annuncio, si collegano è un altro modo per ottimizzare.

L’ottimizzazione per dispositivi, infatti, ti permette di agire oltre che sulle campagne o gli annunci, ma anche sulla strategia di offerta per la tua pubblicità.

Visualizzare un annuncio da PC o smartphone non è sempre la stessa cosa, anche perché negli ultimi anni la navigazione da mobile è aumentata esponenzialmente.

N.B.: Capita molto spesso che ci siano differenze di performance tra campagne Desktop e smartphone.  Il mio consiglio è quello di osservare, come sempre, ed intervenire in percentuale, per non abbassare troppo la copertura.

Es. Posso abbassare del 30% l’offerta per gli annunci smartphone perché vedo un calo di performance, rispetto alle campagne Desktop.

Alcuni consigli per ottenere il massimo anche da device diversi dal desktop.

  • Utilizza estensioni annunci utili per smartphone. Le migliori sono estensione sitelink che rimanda a link specifici, estensione chiamata da cui l’utente può subito chiamare l’inserzionista telefonicamente.
  • Sii conciso e accattivante nei copy per gli annunci. Questo permetterà all’inserzione di attirare attenzione anche per gli utilizzi da mobile, a volte fugaci, annoiati o frenetici.
  • Sfrutta le alternative di titolo e copy. Diversifica gli annunci e pensali anche per device diversi. Crea gruppi di annunci specifici per dispositivi mobili.

Tra poco ti mostrerò quanto sia importante targettizzare anche in base ad orari e giorni.

Parleremo di pianificazione degli annunci.

Seguimi!

Pianificazione Annunci

Prima di parlare di pianificazione degli annunci, lo strumento che ti permette di impostare quando far vedere le tue inserzioni, facciamo un rapido passo indietro e parliamo di metodi di pubblicazione degli annunci Google Ads.

L’impostazione classica, che ho spiegato nei paragrafi iniziali, si basa sul budget medio giornaliero.

Google Ads pianificazione budget

Quel limite non è invalicabile. Nel senso che Google Ads in alcuni giorni sarà al di sotto del budget medio giornaliero e altri invece lo sforerà.

Il metodo di pubblicazione regola la velocità con cui vogliamo che sia utilizzato il budget. VI son due metodi di pubblicazione annunci Google Ads:

  • Pubblicazione standard. Quella impostata di default che ottimizza il budget, distribuendo la spesa durante tutto il giorno. Utile se vuoi una diffusione uniforme nell’arco dell’intera giornata.
  • Pubblicazione accelerata. Non è molto consigliata ed è anche poco utilizzata, specialmente se il budget è limitato. Utile se vuoi che l’inserzione venga visualizzata nelle ore mattutine. Una volta esaurito il budget, per quella giornata l’annuncio non sarà più visualizzato.

Fatta questa rapida premessa, possiamo parlare di quanto sia importante pianificare gli annunci Google Ads.

Perché dovresti voler pianificare gli annunci?

Perché magari vuoi pubblicare il tuo annuncio in orari in cui il tuo negozio è aperto.

La pianificazione annunci è utile per poter impostare una condizione temporale che regoli la visualizzazione dei tuoi annunci. In due modi:

  • Specificando esattamente orari e giorni di pubblicazione
  • Impostando le offerte in base ad orari e giorni specifici

Questo vuol dire che, oltre a influire sugli orari di pubblicazione, la pianificazione è utilissima nello spendere meglio il tuo budget.

Es. Se hai un’attività che è aperta solo la mattina, potresti voler impostare un budget solo negli orari mattutini. E’ il caos di molti ristoranti che, in alcuni periodi dell’anno, sono aperti solo nei weekend.

Potrebbe essere utile impostare la pubblicazione degli annunci solo dal venerdì alla domenica, in modo da intercettare utenti che cercano un posto in cui andare a mangiare nei fine settimana.

Fai un buon uso di questo strumento, poiché se imposti giorni ed orari specifici in cui pubblicare e nessuna ricerca intercetta la tua parola chiave, l’annuncio non verrà pubblicato.

Nei prossimi paragrafi affronteremo un argomento cui abbiamo accennato inizialmente, parlando di segmentazione del pubblico: il remarketing.

Quindi continua a leggere la guida per scoprire quali potenzialità ti offre Google Ads per convertire clienti che conoscono già la tua attività. 

Seguimi…

Remarketing

Il remarketing è uno dei sistemi più efficaci per interagire con utenti che hanno già avuto a che fare con la tua attività o con il tuo sito web.

In pratica, si parte da una lista utenti che ha una o più di queste peculiarità:

  • ha compiuto azioni specifiche all’interno del tuo sito web
  • è pertinente per criteri di segmentazione demografica e/o geografica
  • è confacente a criteri di segmentazione relativi ad interessi specifici

Questa tipologia di utenti ti permette di posizionare i tuoi annunci in modo strategico, rendendoli visibili sia su rete Search, che su siti web partner.

Lo scopo è sempre quello di convertire: vendendo, acquisendo contatti o puntando ad accrescere la notorietà del brand.

Inoltre, se vendi servizi o prodotti complessi, che hanno bisogno di diversi passaggi per arrivare fino all’acquisto, il remarketing è una scelta ottima. Riuscirai a portare a compimento la conversione in più momenti di contatto.

Lo stesso vale anche per l’up-selling, quando promuovi l’acquisto di un prodotto dal valore più alto di quello precedentemente acquistato dallo stesso utente.

Normalmente, con il remarketing si arriva facilmente a conversione, perché più l’utente ti conosce o è arrivato vicino all’acquisto, più sarà facile convertire.

Pensa all’esempio del carrello abbandonato.
Un classico del remarketing.
Un utente che arriva a mettere un articolo nel carrello vuol dire che è deciso ad acquistare, poi però succede qualcosa.
Non c’è un metodo di pagamento che lo convince?
Non gli è chiara una condizione di vendita o spedizione?
Era in metropolitana, dallo smartphone ed è arrivata la sua fermata?

Potrei continuare  all’infinito.
Il punto è che lascia l’acquisto in sospeso.

Una campagna di remarketing su Google Ads, incentrata su tutti i clienti che hanno visitato la pagina carrello, per esempio, potrebbe ricordare loro di completare l’acquisto.

Ti ricordo come i segmenti di pubblico utilizzati per le liste remarketing possono avere origine diverse: utenti del tuo sito, mailing list, contatti vari.

Sono tanti i vantaggi di prevedere, tra le tue campagne, quelle dedicate al remarketing:

  • Pubblicità a pubblico mirato
  • Copertura su larga scala in base a liste profilate
  • Possibilità di creare annunci automatici dedicati

Ok,bene ma come posso fare remarketing su Google Ads?

Esistono diversi modi.

  • Remarketing standard. Mostri gli annunci solo agli utenti che hanno già visitato il tuo sito web. Visualizzeranno inserzioni mentre si trovano su altri siti e app.
  • Remarketing dinamico. Una forma più specifica del precedente. Il remarketing dinamico consente di ottimizzare: gli annunci sono mostrati ad utenti che hanno mostrato interesse per prodotti o servizi specifici visti sul tuo sito web.
  • Remarketing per gli annunci della rete di ricerca. Mostrano annunci a utenti che hanno già visitato il tuo sito web mentre continuano a cercare su altri siti.
  • Remarketing video. Ti permette di mostrare annunci ad utenti che hanno interagito con i tuoi video o con il tuo canale YouTube.
  • Remarketing da elenchi clienti. Qui, utilizzando Customer Match, puoi formare elenchi partendo da informazioni di contatto dei tuoi clienti. Google Ads li incrocerà con gli account Google che utilizzano questi utenti. Quando accederanno al browser con la login, verranno mostrati i tuoi annunci.

La prima cosa da fare per utilizzare il remarketing è il tag di remarketing, degli script di codice che vanno aggiunti al tuo sito web, ad esempio tramite Google Tag Manager utilizzando attivatori specifici in base all’evento tracciato.

Questo servirà al tracciamento degli utenti e alle azioni che compiono sul tuo sito.

Da questi dati potrai ricavare elenchi utili al remarketing.

Nel prosieguo della guida parleremo di altre ottimizzazioni e dei vari test da fare per rendere sempre più profittevoli le campagne.

Continua a leggere!

Esperimenti in Google ADS

Restando in ottica ottimizzazioni, su Google Ads hai la possibilità di creare bozze e fare esperimenti prima di lanciare la tua campagna.

Cosa sono gli esperimenti su Google Ads?

Creando una bozza di annuncio puoi testare l’efficacia dei tuoi annunci, misurando i risultati dell’annuncio che hai modificato o creato.

Potrai sapere in anteprima qual è l’impatto delle modifiche compiute e, quindi, saprai se migliora o peggiora le performance dell’annuncio.

Gli esperimenti in Google Ads sono delle vere e proprie campagne sperimentali che permettono di applicare o meno le modifiche alle campagne già in essere.

Google Ads esperimenti

Partendo da una campagna esistente, in pratica, potrai creare una bozza con delle modifiche. A quel punto, puoi subito applicare le modifiche alla campagna oppure far partire un esperimento, una vera simulazione per un periodo di tempo, che verifichi il rendimento di quell’annuncio modificato

Deciderai durata dell’esperimento, quantità di traffico da raggiungere e budget (simulato) che vuoi impostare. Un ottimo modo di testare senza rischiare di perdere del denaro.

Una volta lanciata la campagna simulata (esperimento) potrai confrontarla con l’originale e vedere quale delle due funziona meglio.

Certamente Uno degli strumenti più interessanti messi a disposizione da Big G per fare advertising.

Continua a leggere per scoprire altri modi di sperimentazione e test delle tue campagne Google Ads.

Guida Google Ads 2021: le strategie per rendere efficaci le tue campagne 3

A/B Test sulle pagine di atterraggio

Prima di entrare nel vivo degli A/B test delle pagine di atterraggio degli annunci, vorrei parlarti della velocità della pagine web.

Un parametro a cui Google tiene molto è la velocità delle pagine web. Questo accade perché qualsiasi persona, se una pagina web impiega oltre 3 secondi ad aprirsi, si spazientisce ed abbandona.

Sui dispositivi mobile la tolleranza è ancora minore, considerando che si sfiorano i 20 secondi, in media, per l’apertura.

E’ ovvio che Google non vuole che si abbandoni una pagina web.
Inoltre, la velocità di caricamento delle pagine di destinazione degli annunci influisce sul Punteggio di qualità e anche sul ranking dell’annuncio.

Capisci bene che avere una pagina web o un sito performante, in termini di velocità e fluidità, è doppiamente utile: sia per gli utenti, che per Google. Quindi, è un aspetto da attenzionare per non rendere inutili gli sforzi fatti in campo advertising.

Per questo, puoi utilizzare Google Optimize che permette di creare diverse versioni della tua pagina di atterraggio, per verificarne il rendimento.

In pratica, Google Optimize fa una simulazione delle varie alternative di pagina web, indicandoti quella con i risultati migliori.

Per utilizzarlo, bisogna andare sul Google Optimize e creare un account da collegare al tuo Google Analytics.

Google Optimize permette di modificare tutte le componenti della pagina web di atterraggio: layout, testo, colori e CTA.

L’A/B Test prevede proprio che si parta da un annuncio tipo (A) e, in base alle varianti (B) che hanno almeno un elemento diverso rispetto all’originale, si stabilisca quale performi meglio.

N.B.: Prima di stravolgere una pagine web di destinazione, inizia col cambiare cose semplici: l’invito all’azione (CTA), provare due colori del pulsante, mettendo il modulo di contatto in basso o in alto.

Oltre agli A/B Test vi sono i Test Multivariati. Questi variano più elementi della pagina web in modo simultaneo (a differenza di ciò che accade negli A/b Test dove l’elemento che varia è solo uno).

Lo scopo è sempre quello di trovare la combinazione tra layout, testi, colori ed immagini, che funzioni meglio in termini di conversioni.

Affinché l’A/b Test sia considerato significativo, assicurati che le due pagine messe a confronto abbiano lo stesso intento.

Continua a leggere per scoprire come ottimizzare la copertura dei tuoi annunci.

Ottimizzazione Copertura

Ottimizzare la copertura delle tue campagne è uno dei passi fondamentali per non sprecare budget e ottenere conversioni costanti.

Prima di tutto la copertura serve a  stimare la quantità di utenti che possono visualizzare i tuoi annunci in un dato luogo.

Queste stime sono utili per sapere se la tua pubblicità è indirizzate nelle aree geografiche giuste, se hai un buon numero di impression, se il tuo CTR è calante, se stai includendo nel tuo target il giusto pubblico, demograficamente, parlando.

Ecco perché si parla di copertura. E’ una di quelle metriche da cui dipende un po’ tutto il successo di una campagna, poiché se la copertura cala o non va a colpire il giusto target è ovvio che le conversioni ne risentiranno.

Come si ottimizza la copertura?

Le metriche principali per stimare la copertura, e che quindi è bene tenere d’occhio, sono la quota impressioni per la rete Display e la rete Search.

La quota impressioni è un dato che indica le impressioni ricevute divise il numero di impressioni potenziali che l’annuncio era idoneo a ricevere.

Quando questa quota impression è bassa, e questo vale sia su rete display che su rete search, la causa può essere o lo scarso budget o un ranking scadente (rispetto ai concorrenti all’asta).

In pratica, nel primo caso, si ottiene un valore di quota impression negativo perché il budget è finito prima che gli annunci potessero essere mostrate ad altri utenti.

Per ottimizzare, bisogna aumentare il budget della campagna o diminuire il target.

Nel secondo caso, il valore indica la percentuale di tempo in cui gli annunci, a causa del loro ranking troppo basso, non sono stati mostrati agli utenti.

Qui, per ottimizzare bisogna ottimizzare il quality score, di cui abbiamo parlato qualche paragrafo sopra.

N.B.: Un consiglio che posso darti, riguardo alla copertura, è quello di aumentare la frequenza di annunci e variare i posizionamenti. Nel caso di campagne automatizzate, che vedremo dopo, potrebbe essere utile programmare questi parametri a priori.

Questa e altre tematiche sono approfondite anche da me nel corso Google Advanced. Dai un’occhiata ai contenuti del corso.

Guida Google Ads 2021: le strategie per rendere efficaci le tue campagne 1

Strumenti e Risorse utili

In quest’ultima sessione voglio segnalarti alcune risorse e tool utili prima di salutarti.

Innanzitutto, oltre a segnalarti nuovamente il supporto Google Ads che trovi qui.
Tutti gli argomenti sono trattati in modo schematico e vanno ad approfondire, con un approccio da tutorial, tutte le tematiche che abbiamo trattato qui.

Inoltre, Marketers aggiornerà periodicamente questa guida per rimanere sempre al passo con le tante innovazioni che Google Ads introduce.

Per quanto riguarda i libri, sempre utili in campo formativo, ti consiglio quello di Gianpaolo Lorusso Google Ads Agile, che puoi trovare a questo link.

Infine, ti rimando al corso da cui questa guida ha preso spunto, il corso di Marketers con tanto di certificazione, chiamato Google Start.

Adatto per iniziare a fare seriamente campagne su Google Ads per sé e per altre aziende.

Per approfondire e diventare un vero esperto, abbiamo pensato anche ad un percorso più avanzato, Google Advanced.

Bene.
Tra poco parleremo di alcuni strumenti utili presenti già su Google Ads che ti daranno una grande mano nella gestione delle campagne e ti faranno risparmiare tempo e budget.

A questo proposito vorrei parlarti dell’account manager.

Account Manager

L’account manager (o amministratore) è un account Google Ads che ti dà la facoltà di gestire più account pubblicitari da un unico profilo.

Crearlo ti permetterà di gestire un massimo di 20 account pubblicitari Google Ads, con facilità e senza perdersi in password e login continue.

Google-Ads-più-account-cliente-

Come si crea?

  • Andando nell’home page riproposta nella figura sopra, a questo e clicca sul pulsante indicato.
  • Inserisci i dati richiesti, una mail valida e, nel caso tu abbia già un account Google Ads, utilizza quella.
  • Inserisci un nome riconoscibile anche agli utenti che operano sui diversi account amministratore
  • Dovrai indicare quali account gestire, se tuoi o anche di altri utenti (20 totali)
  • Usa fuso orario e paese in cui lavori, ti faciliterà per l’impostazione e la fatturazione.
  • Scegli la valuta con cui vuoi operare, il sistema terrà conto del costo di cambio se altri account sotto di te operano in valuta diversa.

Esplorando l’account ti imbatterai nelle 4 sezioni principali:

  1. Panoramica. Da qui potrai osservare l’andamento delle campagne dei vari account
  2. Consigli. In questa sezione, potrai accettare o rifiutare i consigli che il sistema ti suggerisce per i vari account.
  3. Account. Da qui potrai gestire budget, impostazioni account e rendimento di tutte le campagne che dipendono dal tuo account amministratore. Tra le altre cose puoi modificare nome degli amministratori, controllare la fatturazione e condividere liste per il remarketing.
  4. Campagne. Da qui puoi gestire, direttamente, le campagne degli account sotto il tuo controllo. Gestire,quindi, parole chiave, annunci, segmenti di pubblico ecc..

Anche se può sembrare scontato, avere il controllo su quello che concerne la tua pubblicità online è  molto importante, specialmente se hai diversi account da gestire e diverse persone a farlo.

Approfondisci questo ed altri argomenti nel corso Google Ads avanzato.

Guida Google Ads 2021: le strategie per rendere efficaci le tue campagne 1

Certificazione Google Partner

Dopo un accurato esame, Google concede la certificazione delle tue competenze in Google Ads. Le certificazioni comprovano l’esperienza e la dimestichezza con le funzioni base ed avanzate di Google Ads.

Esistono sei certificazioni Google Ads, corrispondenti ad aspetti della piattaforma: certificazione su rete Search, su rete Display, su pubblicità video, su annunci Shopping, le campagne app e le misurazioni.

Capirai bene come la certificazione è un biglietto da visita importante per un professionista dell’advertising che vuole gestire la pubblicità di clienti.

Skillshop è la piattaforma da cui si può ottenere la certificazione, è gestita da Google e offre un programma di formazione.

Avere la certificazione, oltre ad accreditarti come esperto in advertising, permette di avere il badge Google Partner, un riconoscimento che viene concesso, di solito, alle aziende che lavorano nell’advertising e che ottengono risultati profittevoli.

Quali requisiti occorrono per avere il badge Google Partner?

  • L’account amministratore Google Ads aziendale deve avere un punteggio di ottimizzazione del 70% (ricordi i consigli che il sistema fornisce per le ottimizzazioni? Questo punteggio dipende dal seguire o meno quelle indicazioni).
  • Per ottenere il badge, l’azienda deve gestire un totale di 10 mila dollari in 90 giorni, sommando tutti gli account gestiti.
  • In base alla grandezza dell’azienda, l’account amministratore deve avere un numero di advertiser con almeno una certificazione tra quelle che generano spesa (rete Search, Display, video, Shopping e app)

Se lavori in un’agenzia, avere la certificazione Google Ads è senza dubbio importante, sia per poter avere un credito agli occhi degli altri, sia per trovare nuovi clienti.

E’ ugualmente importante, anche se non sei un addetto ai lavori e magari fai advertising per la tua impresa.

Tra poco vedremo alcuni tool automatici per semplificarti la vita su Google Ads.

Automatizzazione Account

Una funzionalità di cui si parla poco è quella relativa all’automatizzazione dell’account.

Infatti, impostando una sorta di regola puoi configurare l’account pubblicitario Google Ads affinché si comporti in modo a te congeniale per ottimizzare annunci e campagne.

Per esempio, puoi:

  • pianificare la visualizzazione dei tuoi annunci in determinati orari
  • modificare le offerte in base all’ora del giorno, a periodi dell’anno particolari o altre variabili
  • controllare budget e costi pubblicando annunci in certi orari predeterminati.
  • aggiungere parole chiave

Alcuni utilizzano dei codici preimpostati in JavaScript. Alcuni puoi trovarli in questa lista. Il problema è che bisogna aggiornarli se, per qualche motivo, la piattaforma cambia qualcosa.

Non bisogna essere dei programmatori, ma probabilmente non è un metodo adatto a tutti.

N.B.: Il mio consiglio è quello di utilizzare le regole automatizzate sull’account amministratore, così da rispecchiare il tuo modus operandi in fatto di ottimizzazione tutti gli account. Annota tutte le operazioni che fai quando crei un annuncio e poi cerca di automatizzare il tutto.

Bisogna considerare che lo script è un comando che viene eseguito, senza che ci sia un controllo da parte del sistema, potenzialmente potrebbe creare degli errori.

Se utilizzare i codici JavaScript non fa per te o pensi sia rischioso,
non aver paura, esistono un paio di tool utili che possono fare questo lavoro per te.

Opteo. Questo strumento nasce per ottimizzare monitoraggio e rendimento dei dati.

E’ a pagamento e prevede oltre 40 diverse ottimizzazioni automatizzate: gestione offerte per keywords, controllo budget, ecc…

Optmyzr. E’ abbastanza simile al precedente, ma adatto a realtà pubblicitarie più grandi. Anche qui hai la possibilità di automatizzare tutto in un solo click.

Inoltre, puoi controllare gli account, automatizzando tutti i report.

Automatizzare l’account Google Ads può davvero essere una soluzione importante per chi ha diversi account da gestire e possiede già un metodo di lavoro ben delineato, è comunque una soluzione da conoscere nel caso possa essere utile in futuro.

Nelle prossime righe come fare advertising per organizzazioni no profit o che fanno beneficenza.

Google Grants

Una particolare sezione di Google Ads è Google Ad Grants. Un programma di pubblicità gratuita per organizzazioni no-profit o che fanno beneficenza.

Progettato per aiutare questi enti a veicolare i loro messaggi e informare gli utenti sulle loro iniziative. Google mette a disposizione un budget di 10 mila dollari da utilizzare in campagne PPC su rete Search.

Per iscriversi al programma, vi è una rigida selezione e bisogna soddisfare alcuni criteri per accedere a questa interessante opportunità di pubblicità gratuita.

Ci sono, ovviamente, dei paletti che limitano Google Ad Grant, seppur sia molto simile a Google Ads.

  • Offerta per le parole chiave non può superare i 2 dollari
  • Posizionamento annunci è esclusivamente su rete ricerca e nessun’altra
  • Non puoi utilizzare Google Ad Grant per scopi di lucro e/o commerciali

Google Ad Grants è uno strumento efficace anche per piccole e medie associazioni No-profit. Per la natura delle inserzioni, comunque, non è adatto a raggiungere obiettivi a breve termine.

Inserito in una strategia di comunicazione più ampia, invece, potrebbe essere efficace per trovare donatori o volontari per il progetto no-profit che sponsorizzi.

Nel prossimo paragrafo parleremo dei tool interni di Google Ads e di come puoi sfruttarli per risparmiare tempo ed avviare campagne profittevoli.

I tool interni di Google ADS

Abbiamo già visto, nei vari paragrafi, l’utilità di tool molto interessanti per gestire le campagne in modo efficace e con grande risparmio di tempo.

Questi strumenti sono utilizzati in modalità Esperto dal tab strumenti (icona chiave inglese).

Google-Ads strumenti pianificazione

Ecco i più importanti.

Strumento di pianificazione del rendimento. Questo tool permette di pianificare la tua spesa pubblicitaria su attività legate alla variazione dei mercati.

Alcuni prodotti/servizi sono soggetti alla variazione dei mercati azionari, questo può influenzare le metriche e il rendimento delle tue campagne.

Lo strumento di pianificazione del rendimento ti permette di:

  • controllare le previsioni delle tue campagne,
  • cambiare le impostazioni della campagna in base ai risultati delle previsioni,
  • approfittare delle opportunità legate alla stagionalità di prodotti o servizi
  • gestire i budget di più account

Il mio consiglio è quello di utilizzare una pianificazione settimanale, in modo da non risentire troppo delle variazioni ed avere sempre un’idea chiara di come sta andando il tuo mercato di riferimento.

Google-Ads strumento rendimento

Tranquillo!
Non devi essere un broker di Wall Street per utilizzare questo strumento.

Infatti, lo strumento ti aiuta anche con degli interessanti suggerimenti,in modo da ottimizzare la tua spesa pubblicitaria.

Lo strumento funziona tenendo conto di un numero elevato di query di ricerca (nell’ordine dei miliardi) e simula delle aste tra gli annunci, includendo variabili come il periodo, la concorrenza e la pagina di destinazione.

Le simulazioni daranno dei dati che vengono confrontati con il rendimento effettivo delle campagne e poi ottimizzate dal sistema.

N.B. Per utilizzare questo strumento devi avere uno storico di conversioni ottenute significativo (almeno 100) e le tue campagne devono essere attive da almeno 72 ore. Le campagne idonee al suo utilizzo sono quelle su rete Search e le campagne Shopping.

Strumento pianificazione delle parole chiave. Abbiamo già parlato di questo tool molto utile.

Oltre ad aiutarti nella ricerca delle keywords per campagne su rete Search, permette di visualizzare previsioni delle ricerche ed il costo relativo ad una data parola chiave.

Abbiamo già detto che per cercare parole chiave profittevoli puoi inserire parole correlate al tuo business o partendo dal tuo sito internet.

Vorrei soffermarmi sulla parte che riguarda la previsione delle parole chiave.
Questa particolarità del tool ti permette di:

  • prevedere il rendimento delle parole chiave in base alla spesa, alle conversioni o ai click.
  • avere delle stime per ogni parola chiave in base al CPC max
  • Aggiungere Le parole chiave a gruppi di annunci

Opzioni che possono davvero indicarti la strada giusta, avendo chiari i tuoi obiettivi.

Ecco perché è uno degli strumenti più usati su Google Ads.

Strumento di pianificazione della copertura. Un altro strumento molto interessante, soprattutto per le campagne video, è quello di pianificazione della copertura.

Google-Ads strumento copertura

Lo strumento di pianificazione della copertura è utile a programmare campagne video in base alla copertura su YouTube, siti di partner video e app.

Lo strumento si basa sulla creazione di un piano media, che permette di gestire tutto quello che riguarda le campagne video.

Avendo questa particolare applicazione, puoi:

  • pianificare copertura, frequenza e spesa degli annunci su YouTube, oltre al formato e al budget per ogni campagna.
  • confrontare e pianificare le diverse tipologie campagne
  • visualizzare informazioni molto accurate su copertura degli annunci: dispositivi da cui si collegano gli utenti e i dati demografici.

Questo strumento di pianificazione, come gli altri sopra, si basa su una previsione del rendimento del piano Media che prevede annunci video. Le previsioni si basano sul pubblico preferito, budget, formato e posizione geografica.

Alcuni consigli in merito.

  • Per quanto riguarda la targetizzazione del pubblico, in questo caso, meglio scegliere solo un livello di impostazione tra quelli proposti (località, età e sesso, affinità, segmenti in-market, comportamento dei consumatori, stato parentale) in modo da non limitare troppo la copertura.
  • Utilizza un piano media consigliato, anziché crearne uno. In questo modo, dai allo Strumento di pianificazione della copertura carta bianca nello stimare il mix di formati adatti a raggiungere il tuo obiettivo di marketing.

Passiamo ad un altro interessante strumento.

Strumento Anteprima e diagnosi annunci. Un altro strumento del tuo account pubblicitario molto utile. Ti aiuterà a identificare i problemi che impediscono al tuo annuncio di essere visualizzato.

Innanzitutto, lo strumento ti fa una panoramica, in anteprima, di una pagina di risultati di ricerca di Google, in modo da capire quali estensioni e quali parole chiave sono comuni alla concorrenza.

Come cercare il proprio annuncio su Google?

Ricorda che gli annunci che questo strumento trova sono quelli relativi alla rete Search e non altre tipologie.

A questo punto, inserisci:

  • un termine di ricerca
  • lingua
  • località

lo strumento Anteprima e diagnosi annunci ti indicherà se il tuo annuncio è idoneo o no a essere pubblicato.

Inoltre, potrai scoprire come viene visualizzato il tuo annuncio nei risultati di ricerca, senza dover per forza effettuare una ricerca e visualizzare il tuo annuncio, alterando i risultati delle tue impression.

Google-Ads diagnosi annunci

Inserendo il termine di ricerca, potrai visualizzare come gli altri vedranno il tuo annuncio, insieme a quelli della concorrenza. Inoltre, potrai capire perché non vengono pubblicate le tue estensioni e migliorare anche questo aspetto, oltre alla formattazione, per esempio.

A seguire, alcuni siti su cui tenerti aggiornato sul mondo dell’advertising di Google.

Siti per tenersi aggiornati

Uno dei siti che ti consiglio di seguire, legato all’evento di formazione sul PPC più importante in Europa, è AdWorld Experience, dove tutti i più grandi esperti di advertising, Google Ads e non solo, partecipano per una grande conferenza su spunti, ottimizzazioni e novità del mondo dell’advertising.

Se vuoi fare davvero il salto di qualità, però, non puoi fare a meno di seguire siti e blog specifici che trattano dell’advertising di Google.

Ovviamente, sono tutti siti in lingua inglese che ti suggerisco di leggere, di tanto in tanto, perché le novità è sempre bene saperle in anticipo, dalla fonte.

Sono tutti blog e siti di settore che fanno dei focus specifici su argomenti molto interessanti, come budget per piccole aziende e come ottimizzare le varie campagne.

Siamo alla fine di questa nostra guida su come creare una campagna Google ads.

Prima di lasciarti ti ricordo i nostri corsi.

Google Start per iniziare con le prime piccole grandi campagne e Google Advanced, per chi ha già esperienza e vuole fare advertising ad un livello superiore.

Al loro interno troverai delle lezioni curate anche da me, molto pratiche su come fare per lanciare e ottimizzare campagne Google Ads di vario tipo.

Quello che abbiamo visto fin qui spero ti abbia appassionato se sei un neofita dell’advertising su Google, mentre se sei un esperto spero ti permetterà di approfondire determinati argomenti.

Puntare alle opportunità di business, che un pilastro del web come Google ti offre, è una scelta che oggi dovrebbe venire naturale. Un bacino di utenza che miliardi di persone utilizzano quotidianamente, non può essere trascurato.

Se pensi possa essere la strada giusta per te, seguila. Di certo è quella giusta per (quasi) ogni business.

Alla prossima,

Massimiliano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CONDIVIDI IL POST:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
wam.png

Iscriviti alla nostra community!

Image from iOS (2)_iphone12black_portrait

Siamo più di 40.000 imprenditori, freelance, creators e influencer.

Siamo la più grande community di Marketers Italiani.  Eventi offline, corsi, professionisti ed esperti della rete. Marketers nasce con l’obiettivo di fornire know-how e strumenti a tutti coloro che voglio creare il proprio business digitale.

Image from iOS (2)_iphone12black_portrait

Utilizziamo cookie, anche di terze parti, per fini tecnici, statistici e di profilazione.

Cliccando su "Accetto", acconsenti all’uso dei cookie. Per ulteriori informazioni sui cookie e su come gestirli, consulta la nostra Cookie Policy

Stai per accedere gratis al nostro gruppo privato.

Al suo interno troverai tips, strategie e consigli avanzati per lanciare il tuo Business Online.

Inserisci i tuoi dati per ottenere l’accesso immediato.

Riccardo Zefelippo

Leggi la storia di Riccardo

Ho una tribù di Gorilla e non potrei esserne più fiero.

Fermi tutti: non vivo in Congo e non lavoro in uno zoo.

Per capire esattamente di cosa sto parlando, meglio riavvolgere il nastro a qualche anno fa:

Dopo la maturità partii per l’Inghilterra, affamato di esperienze e di indipendenza.

Sognavo di imparare diverse lingue, fare volontariato, salvare tartarughe o costruire scuole in Africa.

La vita pensò bene di darmi subito uno schiaffo in faccia, il più brutto della mia vita:

A poco tempo dalla pensione e dal suo sogno di passarla in barca, papà ci lasciò, per sempre.

Da ragazzino pieno di sogni a uomo di casa. Tutto in ventiquattr’ore.

Tornai in Italia e accettai il primo lavoro che mi capitò. Mi ritrovai in un ufficio senza finestre, davanti a una scrivania, con qualcuno che mi diceva esattamente come vestirmi e come comportarmi. Ogni singolo giorno.

Diventò presto il mio incubo peggiore.

In una delle tante notti insonni di quel periodo, a inizio 2014, qualcosa catturò la mia attenzione: il blog di Dario Vignali.

Mentre leggevo le parole di Dario, oltre a imparare strategie di marketing, vedevo una via di fuga dallo stile di vita in cui ero intrappolato.

Da lì iniziarono le vere e proprie montagne russe…

Provai a lanciare un business per mia sorella, fallendo.

Diedi le dimissioni e iniziai a saltare da un lavoro all’altro, senza meta.

Iniziai a uscire di meno con gli amici, a lanciare progetti online, a investire tutti i miei soldi e il mio tempo libero nella formazione:

Facebook Ads
Funnel
Copywriting
Social Media Management…

Dopo qualche anno le cose iniziarono a funzionare alla grande e mi ritrovai a gestire lanci da centinaia di migliaia di euro.

“Sto andando nella direzione giusta”, pensavo.

Eppure poco dopo…

Avete presente quella brutta sensazione di vuoto, ansia e demotivazione?

Sì, quella che ti colpisce dal nulla, che ti fa capire che stai sbagliando traiettoria. Di nuovo.

Scavai in profondità e iniziai a capire due cose:

Non mi piaceva avere un capo o lavorare alle idee degli altri (così accolsi il mio animo da imprenditore).

Non volevo collaborare con aziende che non condividevano i miei valori (così ritrovai il mio animo da attivista hippie).

Sono vegano, ho sempre amato gli animali e lotto ogni giorno per la sostenibilità ambientale (in ogni sua forma). Volevo ritrovare le stesse idee nei miei clienti.

Fast forward: Marketers Meetup di Roma. Siamo nel 2019.

C’è la maggior parte della Family. Il locale è stracolmo.

Evito accuratamente la folla e incontro altri due introversi: Giulia e Valerio.

Come me, sono studenti di Marketers. Tra una chiacchiera e l’altra, la serata vola via e ci salutiamo. Nessuna epifania (per ora).

I mesi corrono veloci e arriva il Marketers World di Rimini.

“Dai, venite anche voi stasera!”

Una ragazza conosciuta al World invita me e la mia ragazza a cenare al Flower Burger, insieme ad altri ragazzi (che ancora non conoscevamo). Esitiamo un po’, ma alla fine ci andiamo.

A tavola, mentre cerco di associare tutti i nuovi nomi a un volto, ne riconosco due: Giulia e Valerio.

Scopriamo di essere tutti e tre vegani, di voler essere imprenditori e di sognare di salpare con Sea Shepherd per salvare le balene dalle navi giapponesi.

Ora, tutti a questo punto avrebbero iniziato a intravedere delle chiare coincidenze.

A noi serviva ancora un segnale per decidere che era il momento di iniziare a collaborare insieme.

Il segnale in questione era il mio post di presentazione sul gruppo studenti di Business Genetics, scritto qualche mese dopo il World.

Tra i vari commenti (stavolta il destino voleva essere esplicito) c’era anche quello di Valerio.

Da quel giorno io, Valerio e Giulia abbiamo iniziato a conoscerci meglio, a fare lunghe chiamate notturne e a coltivare un nuovo progetto che è germogliato ad aprile dell’anno scorso:

Gorilla Tribe.

Un’agenzia di marketing (odiamo ancora chiamarla così) con un unico scopo: aiutare aziende e personal brand che hanno un impatto positivo sul Pianeta.

Le nostre parole d’ordine sono etica e sostenibilità.

In poco tempo lanciamo il sito e iniziamo a fare delle cold call ai primi clienti.

Boom.

La risposta è incredibile, con un magnitudo più grande di quanto ci aspettassimo:

Tanti imprenditori vogliono lavorare con noi perché si rispecchiano perfettamente nei nostri valori.

Diamo così vita a un nuovo approccio al marketing, che chiamiamo “per gli Eroi del Pianeta”.

Ah, se un’azienda ci contatta per “seguire il trend del momento”, rifiutiamo categoricamente.

È difficile farlo, specialmente all’inizio, ma sappiamo che la nostra vision è troppo importante per essere compromessa.

Perché “Gorilla Tribe”?

La risposta è semplice:

I gorilla sono animali forti, pacifici, si raggruppano in grandi tribù e vivono in armonia con madre natura.

Noi gli assomigliamo (e non potremmo esserne più fieri).

Finalmente ritrovo me stesso in quello che faccio, al 100%.

Ho avuto tanti momenti difficili nella vita, ma la cosa più importante è che non ho mai smesso di credere che esistesse una via migliore.

Ora ho la mia amata tribù di Gorilla, e non potrei esserne più fiero. E in più…

So che tutto questo è solo l’inizio.

Da un insolito imprenditore attivista hippie è tutto,

Riccardo

Giorgia Colavita

Leggi la storia di Giorgia

Mi prendo la responsabilità di ciò che sto per dire.

Sarà impopolare e molti mi odieranno. Ma sarà anche profondamente vero.

Credo che il marketing digitale non dovrebbe essere di tutti.

Prima di inca***rvi, pensateci:

Abbiamo trattato l’ecosistema online come l’ambiente più democratico della storia.

Il luogo dove ognuno può farcela e dar vita al proprio sogno. Vendere qualsiasi cosa e vivere una vita meravigliosa.

Qual è il risultato?

Da un lato ci sono tantissime persone creative che si sono inventate vite e lavori, e ciò è fantastico.

Dall’altro, l’online si è riempito di gente che scimmiotta strategie altrui per promuovere roba scadente.

Gente che vede un ad e la copia. Vede un funnel e lo copia. Questo perché per replicare un prodotto servono anni di lavoro, per replicare una strategia di marketing le barriere sono inesistenti.

Per questo credo che sia il momento di stringere la tenaglia. Il momento di non fare entrare in questo mondo chi non ha un codice etico. Chi usa in modo improprio ciò che viene insegnato in ambienti come Marketers, e che ha un valore così elevato.

Parlando di valore, credo non esista nessun percorso in Italia che ne ha così tanto come Business Genetics.

Ma lasciatemi fare un passo indietro.

Lavoro nel mondo del marketing da una decina d’anni, gestendo diversi team in diverse aziende.

Parliamoci chiaro, non mi sono mai sentita una dipendente. Quando i progetti nascono da te, diventi una sorta di imprenditore dentro l’azienda.

E io sono sempre stata una persona ambiziosa. Ho sempre creduto che il desiderio di eccellere fosse un’inquietudine positiva, una “fame di vita” necessaria.

Ma per quanto me la raccontassi, quella che facevo anni fa non era una vita sana. I ritmi folli mi assorbivano e dormivo due ore a notte.

Finché un giorno non mi hanno ricoverata. Avevo 190 battiti a riposo, i medici temevano che avessi un aneurisma e rimasi in ospedale per 10 giorni.

Quella fame mi stavano uccidendo.

Uscita dall’ospedale mi licenziai.

Decisi di cambiare vita e iniziai a lavorare in una copisteria di Reggio Emilia. Un’azienda ferma agli anni ’80.

Una tela bianca dove potevo sbizzarrirmi e ripartire da zero.

Creai il sito, la veste grafica, il marketing. All’epoca avevo già fatto Instadvanced, Copymastery e Facebook Advanced.

E dopo?

Il (buon) lavoro paga sempre.

La copisteria inizia quindi a crescere e tutto va alla grande. Ma quando arrivo all’obiettivo che mi sono posta, capisco che ho bisogno di nutrirmi di altro.

Un giorno mi contatta un noto brand. Sono una S.p.a., io la ragazza della copisteria di Reggio Emilia. Facciamo un paio di incontri, in cui mi dicono che stanno cercando una nuova agenzia di marketing.

Mi fanno una proposta da 10k al mese. I miei capi si spaventano. Troppo fatturato, troppe tasse. Troppa crescita troppo velocemente.

Realizzo che ho trasformato quella piccola copisteria in un’agenzia di marketing capace di riscuotere l’interesse di brand enormi.

Io e la mia collega Antonella ci guardiamo in faccia: non possiamo dire di no a un contratto del genere. Che fare?

La prima cosa che faccio è comprare Business Genetics. La seconda è licenziarmi (insieme alla mia collega e ora mia socia). La terza è partire in viaggio per San Francisco.

2 settimane dopo, al mio ritorno in Italia, la mia fame aveva divorato il corso da cima a fondo.

Prima avevo un’idea di business, che mi avrebbe portato a fare molti errori. Errori che Business Genetics mi ha impedito di commettere.

Non so come avrei iniziato da zero. Sarei stata una dipendente con molte qualità, non un’imprenditrice.

Quello che è successo è che un giorno dopo essermi licenziata sono passata da 30k l’anno come dipendente a un giro d’affari di 140k.

E la cosa divertente è che ho anche detto di no a quel grosso cliente.

L’ho fatto per salvaguardare la mia salute. Non volevo rimanere incastrata nelle dinamiche da agenzia. Avrei finito per lavorare solo per loro e non sarei stata libera.

Ho aperto un’agenzia (Arketing Studio), perché è ciò che so fare bene. Ma so anche che non è ciò che vorrò fare per sempre.

È il mio 20/80 capace di darmi la vita e le soddisfazioni che voglio, per poter lavorare su ciò che già mi ronza in testa.

Oggi in Arketing non siamo più in 2, ma in 7. È ormai una realtà solida, strutturata e in crescita.

E questo dopo neanche 12 mesi.

Licenziandomi ho fatto all in, ho messo tutto sul piatto. E ora mi trovo spesso a pensare:

“perché non l’ho fatto 10 anni prima?”

La qualità della mia vita è esplosa, oltre ogni immaginazione. Posso dire sì e no quando voglio. E dico molti più no che sì.

E ora?

Sto cercando di creare un prodotto che abbia dei forti valori etici al centro.

Non voglio far parte della schiera di persone che si lamentano, ma essere tra quelle che fanno qualcosa per migliorare il nostro pianeta.

Voglio unire business, etica e scalabilità in un progetto che continui ad emozionarmi e che sia in costante crescita.

Pur continuando a prendermi cura della realtà che ho creato e di cui sono estremamente fiera.

Realtà che è come un bambino, che ho accudito e che ora è quasi pronto a camminare con le proprie gambe.

La verità è che ho voglia di dedicarmi a qualcosa che non tocchi solo me.

Ho l’esigenza di restituire qualcosa indietro, perché sento di aver avuto tanto dalla vita. Ho fatto tante esperienze, e anche ciò che mi è successo di negativo è stato un grande regalo.

Ora se non restituisco tutto ciò esplodo. Sento questa gratitudine immensa che se ci penso mi fa commuovere.

Ho fame, da sempre. Ma questa fame finalmente ha smesso di logorarmi, e ha iniziato a nutrirmi.

Nonna Licia

Leggi la storia di Licia

Questo sarà un post diverso dagli altri.

Diverso perché la protagonista della storia è una giovane donna di 90 anni.

Diverso perché, fino a due anni fa, questa donna non aveva profili social di alcun tipo, e ora è un’influencer con quasi 100.000 follower.

Quella di Nonna Licia è una storia tanto incredibile quanto vera. Abbiamo avuto il privilegio di fare una chiacchierata con lei nei giorni scorsi, e pensiamo che le sue parole possano essere di profonda ispirazione per tutti.

Soprattutto per chi pensa che ormai il meglio sia alle nostre spalle, come il momento giusto per iniziare un progetto, per dare vita a un sogno, per riprendere in mano la nostra vita e darle quel tocco di colore in più.

Oggi riportiamo testualmente ciò che ci ha detto Licia (anche perché non c’è una virgola che cambieremmo).

——

“È una cosa molto interessante. Prima ero una persona tranquilla, che pensava esclusivamente alla famiglia e al marito malato da tanti anni.

Poi la situazione si è rovesciata.

Ho ripreso in mano la mia vita, come quando ero giovane (certo, con qualche piccola differenza) e non mi sono mai arresa. Sono sempre in movimento, pronta a qualsiasi cosa che arriverà.

Mi ha fatto tanto piacere tutto ciò che è successo durante questa avventura online.

Prima ero più scorbutica, non capivo che senso potesse avere mostrare la mia vita agli altri.

Ora vedo il progresso, l’importanza di proseguire. Mi rendo conto che è bello andare sempre avanti, in qualsiasi momento e qualsiasi cosa ci capiti.

Sfidarsi sempre e non disperare mai, anche quando ci tocca stringere i denti.

Questo progetto per me ha cambiato tutto. Mi ha fatto ritrovare la vita, che dalla depressione dopo la morte di mio marito stentavo a riprendermi.

Ho capito che la vita è bella, che non bisogna mai abbattersi e che c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. È importante non fermarsi mai.

Certo, soltanto adesso sono un “pochetto ferma” a causa del coronavirus, ma passerà anche questa. Ne ho passate tante altre.

Così come è venuto, se ne andrà.

A chi vuole fare il mio mestiere di influencer direi di essere prima di tutto spontanei, di dire la verità e non prendere in giro nessuno.

Non siate ipocriti, perché la gente oggi capisce chi è sincero e chi no. Basta guardare le persone in faccia, si capisce.

Andate avanti, sfidatevi. Mettetevi in discussione e siate sempre sinceri. Sempre voi stessi.

Pronti per la prossima meravigliosa avventura”.

Licia

Enrico Florentino

Leggi la storia di Enrico

Ho 50 anni e mi sento lo zio di Marketers.

Ho vissuto una vita intensa, mossa dalla curiosità.

Sono nato in banca, almeno dal punto di vista professionale.

Dopo 7 anni ho cambiato lavoro e ho imparato il mestiere del consulente finanziario.

Dopo altri 7 anni (un numero che ricorre spesso nella mia vita) sono diventato manager di altri consulenti.

Li aiutavo a raggiungere i loro obiettivi aziendali, guadagnavo bene e mi ero iscritto a un master in business administration.

Bella vita, bello stipendio.

Ma una mattina è cambiato tutto.

Mi sveglio, mi guardo allo specchio e mi dico:

“Enrico, sei felice?”

Ogni giorno tutto si faceva più pesante e difficile.

La risposta:

Se non lo faccio ora (a 45 anni) non lo farò più.

Nonostante avessi un lavoro sicuro, quel giorno ho deciso di cambiare vita. Rinunciando ai tanti agi conquistati, per puntare unicamente su me stesso.

Volevo creare una mia academy, una scuola che potesse formare migliaia di consulenti finanziari e cambiare la loro vita. Volevo farlo a modo mio.

Come al solito (quando mi metto nei casini da solo) mi sono detto:

“Flore, e mo’ so’ ca**i tuoi”.

Ora ho imparato che quando ti bruci le navi dietro, puoi solo andare avanti.

Subentra l’istinto di sopravvivenza. E non dormi la notte finché non ci riesci.

Allora però non lo sapevo, è una consapevolezza che va allenata col tempo.

Sapevo solo che rimanere dov’ero mi avrebbe portato a raccontarmi solamente delle grandi balle, a credere di non potercela fare.

La doccia fredda ti sveglia.

Tornando a noi, all’inizio (per andare avanti senza bruciarmi i risparmi) ho iniziato a tenere giornate di formazione a rappresentanti di… materassi.

Parallelamente bussavo alle porte dei miei possibili clienti, con la classica overconfidence dell’imprenditore veneto stampata in faccia.

Faccia che riceveva porte sbattute, una dopo l’altra.

Mi presentavo come un outsider, uno con idee innovative da realizzare, uno che desiderava fare la differenza per i consulenti finanziari.

Peccato che, come per tutti gli outsider, di spazio ce ne fosse poco.

Tutto veniva affidato alle solite noiose, ma affidabili, società di formazione già presenti sul mercato.

Io ero meglio, avevo di più da offrire, eppure… niente.

Mi sono detto: “vuoi vedere che è la prima volta che fai una scelta così importante (con la tua famiglia da mantenere) e hai fatto fiasco?”

Dovevo aumentare la mia autorevolezza. Ma come?

Decisi di scrivere un libro.

Invece però che iniziare scrivendolo, andai sul sito di 3 case editrici importanti e proposi a tutte e 3 di pubblicare un libro che non avevo ancora scritto (omettendo saggiamente l’ultima parte).

Mi presentai quindi davanti agli editori con una cartellina contenente tutta la strategia di promozione del libro (in quello ero bravo), ma arrivò finalmente il momento della fatidica domanda:

“Ma il libro è pronto, vero?”

E la mia risposta: “certo, è QUASI pronto”.

Ho venduto il libro allo scoperto (come si dice nell’ambiente della Borsa). Ossia prima ancora di averlo scritto.

E firmando il contratto arrivai a ripetermi di nuovo:

“Flore, e mo’ so’ ca**i tuoi”.

Un’altra doccia fredda.

Iniziai a svegliarmi alle 5 ogni mattina per scrivere il libro. Ogni singolo giorno, dalle 5 alle 7, scrivevo.

In 3 mesi era pronto, e una volta pubblicato divenne un caso editoriale nel mondo dei consulenti finanziari.

Ci sono 30.000 consulenti finanziari in Italia, e “L’Imprendipromotore” ha venduto 3.500 copie.

Che poi (sono un amante della musica classica) la mossa di vendere allo scoperto la faceva anche Rossini.

Si faceva dare un grande anticipo per le sue opere senza averle ancora scritte. Poi univa nuove creazioni a materiale vecchio e remixava il tutto.

2 secoli prima dei dj.

Comunque, ricordo quando ho aperto per la prima volta le vendite della mia academy. Era mezzanotte, e a mezzanotte e 3 minuti arrivò il primo iscritto.

Una gioia indescrivibile.

Dai 30 partecipanti di quella edizione siamo arrivati ora a 240 consulenti nell’ultimo anno.

Io voglio cambiare questo mondo. Voglio aiutare i consulenti finanziari ad essere consapevoli di rappresentare l’anello più importante della catena del valore nel settore finanziario.

Oggi tutti i miei collaboratori hanno 20-30 anni in meno di me e circondarmi di ragazzi giovani è incredibile.

Quanti anni posso avere davanti, professionalmente? 15? 20? Un ragazzo ha ancora 3 vite da vivere, con degli strumenti in mano che non si sono mai visti nella storia.

Business Genetics in tutto questo è stata una ventata di aria fresca. Ho imparato tantissime cose nuove, nonostante le mie 50 primavere alle spalle.

La lezione sulla mappa del potere e quella sulla decostruzione dell’impero mi hanno aperto la mente.

Ho compreso il valore dell’impatto che un imprenditore è in grado di generare nella società e nel mondo.

Ossia ciò che, più di tutto, ogni giorno mi sprona ad alzarmi dal letto e fare del mio meglio.

Dovete sapere che ho una moneta sempre in tasca, con scritto “memento mori”, ossia “ricordati che devi morire”.

Può sembrare triste, ma abbiamo una vita sola, ognuno di noi.

E questa moneta mi ricorda di fare ogni sera un bilancio e chiedermi se ho fatto qualcosa per rendere il nuovo giorno migliore di quello precedente.

Per concludere questa storia, voglio dirvi che non esistono le linee rette.

Non vai mai dal punto A al punto B.

La vita è fatta di tanti segmenti e l’importante è proseguire, sempre.

Come diceva Paolo Conte: “era un mondo adulto e si sbagliava da professionisti”.

O come dico io: “Flore, e mo’ so’ cazzi tuoi”.

UP Marketing

Leggi la storia di Tony

“Tony, le estetiste sono ignoranti! Si fanno vendere di tutto”.

Ho passato l’infanzia al Sud, in una casa con quattro donne, tra cui una parrucchiera e un’estetista.

Immaginate la mia rabbia quando anni dopo il mio capo continuava a sminuire quei lavori.

Ogni volta mi prudevano le mani.

Cosa mi tratteneva in quella preistorica agenzia di comunicazione? Me lo chiedevo spesso, ma l’affitto a Roma non si paga da solo e buttavo giù bocconi amari.

Ero destinato a esplodere. Puntualmente avvenne, dopo l’ennesima richiesta assurda. Me ne andai sbattendo la porta.

Non ve lo nascondo, avevo paura.

Avrei trovato lavoro? Come sarei andato avanti? E se fossi dovuto tornare a casa mia?

Ero disoccupato in una delle città più care d’Italia.

Un giorno feci ciò che dovevo, da tempo. Chiamai le vecchie clienti dell’agenzia, raccontai loro cosa fosse successo.

Molte mi confessarono di sentirsi limoni da spremere in mano al mio ex capo.

Ve la faccio breve, diverse estetiste apprezzarono la mia sincerità e mi invitarono a curare il loro marketing. Così ricominciai.

Non potevo immaginare che quello sarebbe stato l’inizio di un percorso che mi ha portato a realizzare fatturati a sei zeri per decine di centri estetici.

All’epoca sapevo solo di aver fatto la scelta giusta.

Conoscere Marketers mi aveva aperto un nuovo mondo, dove ho incontrato persone simili a me, alla ricerca di una strada più etica per fare marketing e business.

Senza bisogno di raggirare i clienti in ogni modo.

Negli anni ho studiato, assorbito e fatto mio il Metodo Marketers. La svolta arrivò nel 2018, quando a un evento in cui ero stato speaker mi fermò una delle estetiste che mi aveva ascoltato.

Allora era la proprietaria di un grosso centro di bellezza, oggi è una delle imprenditrici estetiche più famose in Italia.

Mi chiese se con l’agenzia che intanto avevo aperto avessimo potuto seguirla. Beh, il traguardo che tagliammo insieme mi aprì gli occhi.

Si poteva fare. In appena 12 mesi abbiamo portato il fatturato del suo centro da 500k a 1 milione, trasformandola in una star per il suo pubblico.

Avevamo declinato il Metodo nel mercato dell’estetica e ben presto è diventato il marchio di fabbrica di Up, la mia agenzia.

In poco più di 2 anni siamo diventati un punto di riferimento nel settore, aiutando decine di imprenditrici a moltiplicare i loro fatturati e migliorare le proprie vite.

Proprio grazie a questi successi, nel 2019, sono salito sul palco del World per essere premiato con il Marketers Award.

Sarò sempre grato a Dario, oggi mio amico e mentore, e alla Family per avermi aperto una strada quando vedevo solo ostacoli.
Viceversa non sarei qui, fiero e felice di aiutare migliaia di estetiste-imprenditrici – oggi membri di UMA, la nostra community, dove condividiamo strategie, consigli e tips di marketing.

Voglio chiudere con una riflessione per chi è ancora indeciso e non sa che strada prendere.

Sporcatevi le mani, non temete di andare nella direzione che sentite vostra. L’etica, coniugata alla competenza e all’esecuzione, è l’antidoto più potente alla paura.

Gli occhi saranno spesso stanchi, ma il sorriso sarà sempre leggero.

Daje!

Tony

Filosofia e Caffeina

Leggi la storia di Benedetta

Questa storia sarà piena di digressioni, non avrà un inizio né una fine.

Ad essere sincera non volevo neanche raccontarla, perché a pensarci non sono arrivata da nessuna parte.

Non sono famosa (anche se mia madre lo pensa) e non sono ricca. Forse però sono un po’ più felice e realizzata. Quindi, visto che insistete, eccola qua.

Lavoravo come cassiera in un centro commerciale. Ma prima ancora facevo la psicologa coi ragazzi in difficoltà. Guadagnavo una miseria, avevo un capo che mi trattava come una pezza e che mi rendeva impossibile lavorare.

Un giorno, durante una notte insonne a Milano, mi resi conto che volevo uscirne. Mi chiesi: cosa farei se fossi totalmente libera di decidere che vita vivere?

Mi trovavo in una camera d’albergo e sul letto di fianco a me c’era “Così parlò Zarathustra” di Nietzsche. Ogni volta che mi allontano dalla mia città (Brescia) porto sempre un libro di filosofia con me.

La risposta che cercavo era lì sul letto, nell’amore di tutta una vita. In quel momento pensai a Socrate, che preferì farsi uccidere piuttosto che rinunciare alla filosofia.
Neanche io volevo rinunciarvi.

Tornai a Brescia e affrontai il mio capo, dicendogli che avrei lasciato quel lavoro e sarei tornata a studiare, mi sarei iscritta a filosofia.

Lui rispose alle mie dimissioni con queste esatte parole:

“Benedetta, dove pensi di andare? Tornerai strisciando”.

Molti pensarono che mi sarei trovata sotto a un ponte, e iniziai a temerlo anche io.

Andai a lavorare come cassiera: 10 ore in piedi a servire i clienti.

Facevo anche 190 scontrini al giorno e il mio incubo era incontrare gli ex colleghi o i vecchi compagni di università e leggere l’espressione sul loro volto.

Ovviamente successe: un giorno arrivò un ex collega, che mi guardò in faccia e disse: “che tristezza ridursi così”.

Quello stesso giorno il mio superiore aveva detto a tutto lo staff: “Mi raccomando, sorridete e proponete la borsina a 1 euro e 50”.
E quindi la mia unica risposta fu (tentando di sorridere): “vuoi la borsina?”

Ricordo che la sera rimasi da sola qualche minuto nel parcheggio del centro commerciale, tentando di scrollarmi di dosso l’identità da studentessa di filosofia (con già una laurea, un master e un tirocinio in tasca), che passava le giornate a lavorare come cassiera.

Per fortuna la filosofia mi ha sempre nutrito. Non è qualcosa che ti dà risultati immediati, ma che ti fa fiorire giorno dopo giorno.

E ora? Ora sono entrata nel meraviglioso mondo dell’insegnamento precario, in cui mi dicono anno per anno cosa insegnare. Quest’anno ho fatto educazione fisica e alternativa a religione, quindi in pratica ho insegnato filosofia alle elementari, anche ai bambini con problemi.

Se vi aspettavate quindi un viaggio dell’eroe, rimarrete delusi.

Non è una storia che parte dal basso e arriva in alto.

La vita è fatta di alti e bassi, di montagne russe che non finiscono mai. Non arrivi alla vittoria finale, semplicemente procedi verso la tua direzione.

Sì, ho ottenuto risultati impensabili, e li devo soprattutto a Marketers. Avevo già studiato Copymastery e Instadvanced. Ma sedermi in prima fila al Marketers World è stato il vero spartiacque.

Mi sono detta: “Benny, ti sei giocata le vacanze per essere qui, ora devi combinare qualcosa”.

E a distanza di mesi posso dire che qualcosa l’ho combinata.

Parlo di filosofia sui social, davanti a decine di migliaia di persone (non l’avrei mai creduto possibile), e ho avuto anche qualche grande soddisfazione (tra cui una richiesta di collaborazione da parte di Mondadori).

Ma ciò che conta davvero sono le relazioni.

Sono le persone che seguivo e che ora vogliono collaborare con me. I ragazzi che mi dicono che stanno amando la filosofia per la prima volta in vita loro, che si confidano in dm, che mi mandano storie bellissime.

Mi toglie il respiro pensare che ero la ragazzina che passava i pomeriggi chiusa in casa sulla “Fenomenologia dello spirito” di Hegel, convinta che nessuno avrebbe mai capito quanto fosse meravigliosa.

Credo che ognuno di noi abbia un filo rosso da individuare e da seguire.

Io da piccola giocavo con un libro di filosofia, non sapevo ancora leggere ma mi piaceva da impazzire la copertina. Ai miei occhi era una sorta di libro magico.

Quest’estate l’ho ritrovato, l’ho aperto e ne ho letto il titolo:

“Storia della filosofia occidentale”, di Bertrand Russell.

Tutta la mia vita successiva era già in quel libro che sfogliavo da bambina, senza che sapessi ancora leggere.

Il prossimo video di Filosofia e Caffeina (il mio profilo Tik Tok)? Lo farò su Leopardi.

Leopardi passò la vita a Recanati, finché non organizzò una fuga in gran segreto, che molti studiosi oggi ritengono “patetica”.

Ebbene, voglio invitare le persone a essere patetiche. Perché patetico deriva da pathos, ossia passione. E una vita senza passione non merita di essere vissuta.

Leopardi morì mangiando un gelato, che non poteva mangiare per le proprie fragili condizioni di salute.

Dopo anni di privazioni, fece ciò che gli andava di fare, prendendosene anche i rischi.

C’è tanta bellezza da comunicare nelle vite e nelle parole di chi ha vissuto migliaia di anni fa. Mettere tutto ciò in un video di un minuto sui social è una sfida, ma credo che ne valga la pena.

Mi torna in mente il mio prof di greco che si metteva a piangere leggendo testi di 2000 anni fa. Il fatto che 2000 anni dopo quelle parole facciano ancora piangere le persone è meraviglioso.

Dimostra la connessione eterna tra esseri umani. Che parte da Socrate e arriva (perché no?) fino a un video su Tik Tok.

L'Altra Riabilitazione

Leggi la storia di Marcello

Volevo uscire da quelle 4 mura.

Ho sempre fatto il fisioterapista classico: aprivo lo studio alle 8 di mattina e lo chiudevo alle 8 di sera.

Era la mia vita? No.

Come ne sarei uscito? Bella domanda.

Sentivo l’inquietudine crescere, ma non ambivo a stravolgere tutto.

Non sognavo auto di lusso o una vita dall’altra parte del mondo. Volevo semplicemente uscire dai limiti fisici del mio paesino e arrivare ovunque, anche solo con le parole.

Ho iniziato agendo, senza un vero e proprio piano in mano.

All’inizio aprii un sito web in cui parlavo di riabilitazione. Facevo un migliaio di visitatori al giorno, ma non avevo idea di come monetizzare il traffico.

Poi mi imbattei in Dario e Andrea Giuliodori (che considero i miei mentori), e cambiò tutto.

Articoli, ebook, videocorsi: capii che il digitale mi permetteva di comunicare ciò che sapevo fare non più solo davanti a un singolo paziente, ma a decine di migliaia di persone alla volta.

A distanza di qualche anno, oggi il mio canale Youtube ha 200.000 iscritti e il sito genera circa 20.000 visitatori al giorno.

Ma soprattutto, l’anno scorso ho raggiunto i 100.000 euro di fatturato online, superando le entrate che facevo (e che continuo a fare) col mio studio.

Quando anni fa leggevo questi casi studio sul blog di Dario mi sembravano irrealizzabili, mentre ora sono la normalità.

Come ho fatto? Se dovessi trovare una formula direi:

Arrivare prima + comunicare bene + avere costanza.

Sono stato il primo a fare il fisioterapista online e il primo a metterci la faccia. E questo ha reso fondamentale saper comunicare ciò che amavo e sapevo fare.

Qui Copymastery è stata la fulminazione sulla via di Damasco. Il copy mi ha insegnato come arrivare al cuore e alla mente delle persone, online e offline.

Tutto questo però senza la costanza non sarebbe bastato. Io nel digitale ho visto la vita: arrivavo in studio alle 8 del mattino con già un paio di ore di lavoro sul mio sito alle spalle.

Non mi pesava affatto, mi svegliavo entusiasta.

Ci sono stati momenti difficili, certo. Forse è sempre un momento difficile se hai il coraggio di metterti in discussione.

Quando non stai seguendo una via tracciata, ma ti stai inventando la tua professione giorno per giorno, è normale avere paura.

Io poi vengo da una famiglia di imprenditori e fin da piccolo ho assistito a riunioni di famiglia in cui si parlava solo di problemi e di banche.

Involontariamente associavo l’attività imprenditoriale a tutto quello.

Ho scoperto però che online le barriere sono diverse. Un tempo ci volevano generazioni per scalare un’azienda, oggi può andare tutto molto velocemente. E dipende da te farlo durare nel tempo.

Sembra strano, ma ci vuole coraggio per ammettere che puoi creare un business dirompente in pochissimo tempo. L’assenza di limiti a volte è disorientante.

Soprattutto quando non sei circondato da persone che fanno già quella vita, come nel mio caso.

Ho iniziato a lavorare online a 33 anni, con già un figlio e vivendo in un paesino in provincia di Piacenza.

Intorno a me nessuno capiva cosa stavo facendo e perché.

Oltre ai Meetup e al Marketers World (da cui ho tratto un grande beneficio), ricordo quindi molto bene quando ho incontrato Dario e la Marketers Family a Barcellona.

Quel giorno ho finalmente realizzato di essere circondato da persone che non solo mi capivano, ma che erano ancora più avanti di me.

Poi sono sincero: per me oggi la libertà dell’online non ha prezzo.

Se avessi avuto solo il mio studio avrei passato il lockdown con le mani tra i capelli. Invece ho potuto godermi lunghi momenti di relax nel giardino di casa, ho avuto la libertà di riflettere sulla mia vita serenamente.

Senza l’ansia di capire come andare avanti e anzi, vedendo il mio fatturato aumentare invece che diminuire.

Progetti per il futuro?

Sognare ciò che verrà dopo non è sempre facile.

5 anni fa avrei pensato che questo fosse il massimo pensabile. Poi ci sono arrivato e ho capito di non essere alla fine, ma all’inizio.

Ora sto per pubblicare un libro con una grande casa editrice, e questa cosa mi riempie di soddisfazione. Sto anche cercando il coraggio di reinventarmi di nuovo. Di andare di nuovo dove gli altri non si sono ancora avventurati.

A questo proposito ricordo Dario sul palco del Marketers World 2018, quando parlando di Musical.ly (allora non era ancora diventato Tik Tok), disse: “se pensi che sia una cosa da bambini, significa che stai già diventando vecchio”.

Ecco, mi auguro metaforicamente di non diventare mai vecchio. Se non dal punto di vista biologico, almeno dal punto di vista imprenditoriale.

Malìa Vibes

Leggi la storia di Marta e Giulia

Siamo un po’ lo yin e lo yang.
Giulia – romana, advertiser in Marketers Company – timida e introversa, Marta – da Milano, media content specialist in Shift – un vulcano di parole e risate. In pochi mesi le nostre vite si sono mescolate in maniera del tutto imprevista e imprevedibile.

Tutto è nato durante l’ultimo Team Party con la Family. Amiamo quei momenti, siamo un’azienda totalmente da remoto e perciò il condividere momenti si trasforma in una gioia pura.

È come ritrovarsi con amici che non vedi da tanto tempo.

L’ultima volta, prima della pandemia, abbiamo affittato un intero agriturismo nelle campagne toscane. È stato proprio lì che, per la prima volta, ci siamo incontrate offline.

“Marta mi raccontò di aver programmato un bel tour del Sud Italia. Io ascolto, prendo e porto a casa. Allora eravamo due semplici colleghe, poi durante la quarantena abbiamo iniziato a sentirci spesso.

In pieno lockdown le ho girato una proposta: mi avevano invitato a passare qualche mese a Palermo in estate. Neanche 24 ore dopo abbiamo prenotato una casa per 35 notti, da quasi sconosciute”.

“In Sicilia abbiamo scoperto che io e Giulia siamo opposte ma complementari. Io amo stare al centro dell’attenzione, lei cerca di evitarlo; lei che programma e pianifica, io che vivo nel mio caos”.

Dopo le prime settimane di Vucciria, Taverna Azzurra e serate “ritmo e atmosfera” abbiamo deciso di iniziare a raccontare la nostra avventura su Instagram.

Abbiamo notato che ci scriveva in privato tanta gente, magari persone che non sentivamo da anni o a cui pensavamo non interessasse. Invece si ricordavano cose che avevamo detto o fatto settimane prima.

Così abbiamo aperto un profilo dedicato dove stiamo continuando questo racconto. Già, perché intanto abbiamo preso una decisione… di cuore.

Man mano che si avvicinava il giorno della partenza sentivamo il “mal di Sicilia”. Non volevamo andarcene.

Abbiamo incontrato la persona giusta al momento giusto: una ragazza, durante una serata, ci racconta che cercava casa e inquiline. Noi, che ci eravamo già ripromesse di tornare a Palermo, non ce lo siamo fatte ripetere due volte e siamo andate a vedere degli appartamenti con lei.

Il finale? Abbiamo affittato un appartamento per i prossimi 12 mesi.

Molti potrebbero chiedersi il motivo di questa scelta improvvisa. Beh, un vero motivo non c’è. Lo abbiamo detto, è stata una decisione dettata dal cuore e dalle emozioni.

Abbiamo la fortuna di lavorare in realtà aziendali che abbracciano il remote working. Ecosistemi dove ciascuno ti spinge, anche inconsapevolmente, a vivere davvero la vita che si desidera.

Non è scontato. Molto spesso ci raccontiamo storielle per evitare di prendere scelte coraggiose e, perché no, un po’ pazze. Sono quelle però che ti fanno imboccare la strada di un’esistenza piena.

Ecco, il bello del lavoro che facciamo è che ci dà continue opportunità per dimostrare – in primis a noi stesse – di essere libere, autonome e indipendenti nel fare ciò che ci piace quando ci piace farlo.

Per noi il lavoro da remoto è questo. Non lavorare in pigiama tutto il giorno (a volte anche quello), ma lasciare ogni zavorra alle spalle e liberarsi da ogni sciocco vincolo che ci creiamo.

A volte basta lanciarsi e godersi il viaggio…

Quando guardiamo fuori dalla finestra della nostra ormai nuova casa ringraziamo di averlo fatto. E lo rifaremmo ancora.

P.S.: Ah, e abbiamo un terrazzo super-figo. Se passate di qui, scriveteci, da noi non manca mai ospitalità e un bicchiere di rosso.

Un abbraccio dalla Sicilia,
Marta e Giulia (Malia)

Debora Carofiglio

Leggi la storia di Debora

COLPISCI PIÙ FORTE

La grande crisi del 2008 si è portata via l’azienda di famiglia. Un anno prima era venuto a mancare mio padre.

Ho sentito la terra venir meno sotto ai piedi.

In azienda mi ero sempre occupata di organizzazione e logistica. Parallelamente però mi affascinava il mondo di internet.

Allora era tutto così rudimentale. Nel 1998 avevo creato il mio primo sito web, da lì non ho mai smesso di buttare un occhio a quel nuovo mondo.

La passione è rimasta. Così come la voglia di mettermi in gioco…

Quando però la vita ci si mette, sa colpire forte.

Nel 2012 ho affrontato un divorzio. Da lì i soldi hanno iniziato a scarseggiare sul serio.

Intanto avevo trovato un nuovo lavoro, ma lo stipendio mi durava poco più di una settimana: metà se ne andava per l’affitto, in più avevo un figlio di 10 anni da mantenere.

È stata dura.

Potrebbe sembrare esagerato, ma un post mi ha svoltato la vita.

La passione per la rete non se n’era mai andata e mi ha tirato fuori da quell’incubo. In un angolo di me stessa, coltivavo il sogno di avere un mio business digitale.

Non perché volessi guadagnare chissà quanto o avere il macchinone e la villa a Dubai.

Semplicemente volevo poter lavorare senza vincoli di orario e luogo per poter stare quanto più possibile vicina a mio figlio.

Ecco perché quando per la prima volta ho sentito parlare di Business Genetics mi si è accesa una lampadina (il mio istinto aveva ragione).

Prima però c’era qualche altro ostacolo da affrontare a testa alta.

Ho sempre studiato quando potevo, spesso di notte. Leggevo il blog di Dario e seguivo anche Marcello Marchese.

Era ormai il 2016 e la mia vita, per il resto, continuava a essere un mare in tempesta. Proprio un annuncio di Marcello arrivò nel momento giusto, quando ero disoccupata ormai da un po’:

Cercava una persona per il customer service di un suo progetto.

Mandai la mia candidatura, pochi giorni dopo ero già a colloquio. Finalmente da remoto.

Finalmente avevo trovato qualcuno che non mi dicesse che ero “troppo qualificata per il ruolo” (sì, mi è capitato più volte e ogni volta mi veniva sbattuta la porta in faccia).

Anzi, nel giro di una settimana mi trovai a gestire l’e-commerce nonché l’intero customer service.

La faccio breve.

La mia nuova avventura andava a gonfie vele. Dopo tante difficoltà, una boccata d’aria.

Negli anni seguenti mi sono guadagnata sempre più spazio, fino a diventare manager.

Nel 2019 però qualcosa s’è rotto. Mi sono resa conto che i miei ideali non combaciavano più con quelli dell’azienda e sentivo forte la voglia di costruire qualcosa di mio.

Presi una decisione, insieme al mio nuovo compagno, senza immaginare minimamente dove ci avrebbe portati in pochissimo tempo.

Era una sfida, ma nessuna sfida ormai poteva essere più ostica di quelle che avevo combattuto fin lì.

L’idea che mi frullava per la testa era questa: costruire una società di logistica diversa, che desse supporto totale a e-commerce e network di affiliazione.

Non si sarebbe occupata solo di spedizioni, ma anche di assistenza dei clienti, gestione delle giacenze e dei reclami e conferma dell’ordine telefonica.

Da questo sogno è nata Momoka. C’era però un “piccolo” problema.

Vi ho detto che si trattava di una sfida…

Durante la mia precedente esperienza avevo stretto rapporti con tanti proprietari di e-commerce e affiliate marketer.

Appena seppero della mia nuova azienda, vollero lavorare con me.

Bello, no? Sì, senza considerare però che volevano partire subito.

Era marzo 2019 e, in un solo mese, avremmo dovuto costituire legalmente l’azienda, fare un business plan, pensare a un tariffario, stendere i contratti, trovare i collaboratori, un gestionale, un VOIP, un magazzino e i corrieri.

Non vi nascondo che è stato un mese di poche ore dormite, tanta preoccupazione. E una tonnellata di voglia di farcela.

Fatto sta che il 2 maggio 2019 abbiamo fatto le nostre prime 200 spedizioni. Niente rispetto a quello che sarebbe successo esattamente 1 anno dopo…

Durante lo scorso lockdown abbiamo dovuto cambiare magazzino. Era troppo piccolo per gestire il boom di richieste.

Ne abbiamo preso uno da 800 mq.

Per fortuna nel mezzo avevo trovato un alleato. Un alleato blu.

Come ho detto, ho sempre studiato quando potevo. E volevo continuare a farlo. Cercavo però qualcosa di diverso dai soliti infoprodotti che promettono guadagni mirabolanti.

Così, in occasione del suo primo lancio, ho acquistato Business Genetics.

Business Genetics è stata una scoperta. Prima di tutto, di me stessa.

Ha stravolto la mia crescita personale e ancora oggi sto lavorando per mettere in pratica tutto ciò che ho imparato al suo interno.

Era proprio ciò che cercavo.

Oltre all’enorme carica di crescita personale, questo corso mi ha trasmesso il super-potere dell’imprenditore: la delega.

Probabilmente senza non sarei mai riuscita a scalare Momoka nel giro di qualche settimana.

Le 200 spedizioni iniziali sono diventate 40,000 in appena 2 mesi (marzo e aprile).

E di certo senza Business Genetics non riuscirei a sognare il futuro che ora immagino per la mia creatura.

Oggi manteniamo ancora la media di circa 20,000 spedizioni al mese e a fine ottobre siamo arrivati a 1 milione di euro di fatturato (uno dei miei grandi obiettivi quando ho preso BG).

Siamo ancora all’inizio. Sono sicura che ne vedremo delle belle. E ve le racconterò…

Sono una persona abbastanza timida, ma ho deciso di uscire dalla mia comfort zone. Per un motivo molto semplice.

In tutta questa negatività abbiamo bisogno di fermarci, guardare dentro di noi e trovare la forza di fare qualcosa di bello.

Spero che le mie parole possano aiutarvi anche solo un po’ a riuscirci.

Ricordate:

“Quando la vita ci si mette, colpisce forte. Ma tu, beh, colpisci più forte”.

Un bacio,
Debora.

Ricevi una notifica quando tornerà disponibile il Bundle Metodo Marketers

Francesco Delle Femmine

Leggi la storia di Francesco

BREVE DIARIO DI UN MARKETER NICHILISTA

Sarebbe stata una traversata da 11 ore e 40 minuti.

Salendo sul Flixbus per Milano Lampugnano non sapevo cosa aspettarmi. Avrei passato la notte lì, seduto al mio posto pagato 1€, per arrivare a destinazione alle 8 della mattina dopo.

E poi? Tutto questo per un aperitivo? In quanti mi avrebbero capito?

Era il 2015, trascinavo la mia vita tra l’università e la prospettiva di una carriera che mi soffocava al solo pensiero.

Sono un nichilista convinto, ma da un po’ avevo scoperto un gruppo di ragazzi che sognavano e mi facevano sognare in grande.

Quando sentii parlare di un aperitivo a Milano, dove per la prima volta si sarebbero ritrovati tutti i Marketers, decisi di andarci. A ogni costo.

Il problema?

Abitavo (e abito) in provincia di Caserta, a circa 748km da Milano. E all’epoca avevo poche decine di euro da parte…

Dopo essermi formato online, anche grazie al blog di Dario, avevo trovato il mio spazio per sperimentare.

Un amico aveva un’agenzia di marketing offline e, con lui, iniziammo a proporre i primi servizi digitali.

I budget erano risicatissimi, ma è stata una palestra formidabile. Me ne dovevo inventare di ogni per raggiungere gli obiettivi…

Ricordo che, nel periodo di quel primo aperitivo Marketers, Instagram aveva introdotto la localizzazione dei post.

Io ci avevo costruito una strategia per un piccolo ristorante (segno del destino?).

Oggi aggiungere la localizzazione è la cosa più naturale del mondo, allora ci portò una copertura pazzesca e altri buoni risultati.

Quel piccolo successo mi aveva fatto capire che c’era un futuro per quello che facevo…

Mi serviva però sentirmelo dire da persone simili. Allora, giù da me, non avevo l’approvazione di nessuno.

Quell’1€ speso per il Flixbus (l’unico mezzo di trasporto che mi potevo permettere) fu il miglior investimento che potessi fare.

Arrivato a Milano, mi fiondai nella stanza che avevo preso. Diciamo che non era per niente di lusso.

Anche il mio budget personale era risicatissimo.

Passai la serata chiacchierando con Dario, Luca, Vittorio e tutti gli altri. Mi aprirono la testa con le loro storie e i loro consigli.

Appena ci salutammo, mi precipitai di nuovo a Lampugnano. Nuovo bus, nuova traversata, ma dentro di me era scattato qualcosa.

A casa mi aspettavano la vita di sempre e l’università. 5 anni fa non era così “mainstream” lasciarla.

Non potevo rimandare più: Dovevo prendere la mia vita in mano. In fondo lo sapevo già:

Avrai abbandonato l’università per sempre. Volevo dedicarmi al digital marketing.

Quando mi decisi definitivamente i miei non la presero benissimo, ma ormai non si poteva tornare indietro.

A Milano tutti mi avevano dato un consiglio, riassumibile così:

“Trovati un co-working dove esprimere le tue potenzialità e conoscere gente”.

Quando tornai a Caserta fu la prima cosa che feci con i pochi spicci che mi rimanevano…

Fu la scelta migliore che potessi fare, dopo quell’investimento di 1€ per il Flixbus per Milano.

In quel co-working sono cresciuto, ho conosciuto persone pazzesche e trovato clienti incredibili. Proprio lì nacque Alfonsino, un progetto di food delivery focalizzato su piccole città.

Erano passati anni da quell’aperitivo, ma mi imbarcai in questo viaggio con lo stesso spirito. Dove mi avrebbe portato?

Ve la faccio breve.

Dopo 3 anni dalla fondazione, Alfonsino è in oltre 400 centri in Italia e stiamo progettando una nuova espansione.

Per 2 anni mi sono occupato del customer service. Poi mi sono spostato sempre più sul marketing e tutt’ora me ne occupo per Alfonsino e altri clienti (di cui magari vi racconterò in futuro).

Marketers è stato un compagno di percorso immancabile. Ho comprato e divorato praticamente ogni corso.

Al di là delle singole strategie, ciò che mi è rimasto è una mentalità che applico ogni giorno nel mio lavoro.

Proprio qualche settimana fa, insieme a tutto il team di Alfonsino, abbiamo chiuso un crowdfunding da 350,000€.

Era il secondo per noi (il primo era da 150,000€).

Eravamo indecisi se provarci o no. Alla fine ci siamo lanciati, applicando il puro Metodo Marketers:

Abbiamo aperto una community, l’abbiamo popolata di potenziali investitori e dato valore a ciascuno di loro (in base alle diverse esigenze).

In pochissimo tempo siamo arrivati al goal. Così, ora è ufficiale, nei prossimi 24 mesi apriremo in 24 nuove città.

Questo è stato uno dei miei traguardi personali, che mi ha insegnato tanto in questo anno così complesso.

Un anno che, nonostante io rimanga un nichilista convinto, mi ha insegnato una cosa:

Non importa quanto duro e lungo sembri il viaggio, il cammino spesso ti porterà dove non ti aspetti e ti lascerà più ricco di esperienza e conoscenza.

A presto. Un abbraccio,
Francesco

Ida Dalicante

Leggi la storia di Ida

LA TRAPPOLA DELLA NORMALITA’

C’è sempre stata una domanda a cui non sapevo rispondere:

Cosa vorresti fare da grande?

Può sembrare sciocco ora, ma non avere una risposta mi faceva pensare che ci fosse qualcosa di sbagliato in me.

Mi ero ormai rassegnata a portare termine ciò che avevo iniziato (la laurea in Economia) e poi chissà…

Sin da piccola, per i miei parenti e conoscenti, ero sempre stata “quella che sa cantare”.

Nel 2009 avevo anche iniziato a pubblicare su YouTube le mie cover di canzoni famose. Fecero qualche migliaia di views, non poche per l’epoca.

Però quella definizione mi stava stretta.

Ero “quella che sa cantare”, ma le mie ambizioni mi portavano altrove.

Avete presente quei programmi televisivi sugli imprenditori americani?

Ecco, non so bene perché, ma avevano fatto nascere in me il fascino dell’imprenditoria.

L’idea di organizzare un gruppo di persone intorno a un’idea per trasformarla in realtà mi attraeva.

Anche per questo motivo, nel 2012, mi ero iscritta a Economia.

Presto mi resi conto che volevo fare, non solo riempirmi il cervello di teoria. Continuavo a non capire cosa cavolo volessi combinare nella vita…

L’esame di marketing mi illuminò o, almeno, così mi sembrava allora. A me piaceva (e piace) il business della moda. La mia mente pensò:

“Perché non aprire un blog dove parlare di marketing e moda?”

Ecco come nacque “Pistacchio e Liquirizia”.

La storia di questo nome? Beh, dietro c’è stata una lunga ricerca di mercato, brainstorming infiniti…

In gelateria. Sì, in realtà l’ho pensato in gelateria, mentre ero in preda all’indecisione tra un cono pistacchio e cocco o pistacchio e liquirizia.

Potete immaginare, con questi presupposti, che fine abbia fatto il mio primo blog.

Al di là di questo però, quell’esperienza mi fece conoscere – virtualmente – prima Dario e poi Luca.

A dirla tutta, testarda come sono, ho letto le guide di Dario e poi ho deciso di fare di testa mia. Diciamo che non è andata benissimo.

Luca, invece, all’epoca aveva un podcast. Era circa il 2015.

Loro due comunque mi fecero buttare l’occhio su un nuovo mondo.

Era un mondo diverso da quello – teorico e astratto – dove mi ero rassegnata a rimanere. Un mondo fatto di cose concrete, progetti entusiasmanti…

E poi? Beh, di motivi ce ne sarebbero tanti, ma dopo quella scoperta caddi in un blocco totale.

Nonostante tutto mi rintanai in quella che mi sembrava la normalità.

Dal 2015 al 2018 mi sono trascinata dietro una vita che non mi soddisfaceva, andando verso un futuro che non mi entusiasmava.

Questo fino al 6 febbraio 2018.

Probabilmente stavo cazzeggiando su Facebook, in una “pausa” dallo studio per l’esame di Diritto privato.

Ero iscritta a WE ARE MARKETERS da tempo. Scorrendo il feed, lessi un post dove si annunciava la ricerca di nuovi Jedi.

Ora, voglio essere onesta: non sapevo neanche che cosa fossero i Jedi.

Tuttavia quella mi sembrò l’occasione per dare una sterzata alle cose. Mi dissi “ma sì, proviamoci”…

Per la vostra gioia, ho recuperato la mia candidatura. L’avevo chiusa così:

“Male che vada, mi candido come donna delle pulizie visto che siete dei casinisti fenomenali. Posso anche cucinare”.

Sì, mi sono candidata come donna delle pulizie di un’azienda senza uffici. Un vero genio, eh?

Al di là di questo, rileggere quella candidatura mi ha fatta sorridere e riflettere. Queste parole in particolare le sento ancora mie, a distanza di anni:

“La normalità, la monotonia non fa per me. Voi siete un concentrato di ciò che vorrei vivere. E poi, ho tanta voglia di mettere in pratica ciò che ho imparato, così come ho voglia di continuare a imparare e darvi fastidio”.

Non so perché, ma la mia candidatura fu accettata.

Dopo 2 anni sono ancora qui a dare fastidio e ho raggiunto un traguardo di cui sono fiera…

Oggi sono Community Manager in Marketers e dirigo la squadra dei miei fantastici, pazzi Jedi.

Finalmente posso rispondere:

Cosa voglio fare da grande?

Prima di tutto, non voglio smettere di sorprendermi e scoprire nuovi mondi.

E sì, voglio continuare ad aiutare i miei Jedi, ragazze e ragazzi da tutta Italia che moderano i gruppi Marketers, a trovare la propria strada. Magari lontana da quella che per gli altri è la “normalità”.

Perché, se c’è una cosa che ho imparato negli ultimi anni, è proprio questa:

La vita è troppo breve per lasciarsi dire cosa farne da una persona diversa da sé.

Un abbraccio,
Ida

Francesco Grisoni

Francesco Grisoni

Leggi la storia di Francesco

La mia storia inizia più di un quarto di secolo fa in una gelida mattinata di marzo a quanto dicono i miei genitori.

Ma a volte penso che la vera avventura sia iniziata consapevolmente e con una sua precisa direzione solo nel mio 24esimo anno di età.

Al tempo ero terribilmente frustrato.

Mi guardavo intorno e sentivo di non appartenere alla realtà che mi ricordava.

Mi resi conto che avevo inserito il pilota automatico, imboccando una strada universitaria tra le tante senza convinzione e vocazione solo per seguire l’esempio di amici e famigliari.

Accadde che la frustrazione raggiunse un livello tale che il dolore fu troppo grande e decisi di voler cambiare. Decisi di iniziare dalle basi dell’appagamento: la crescita personale.

Mi scaraventati fuori dalla mia comfort zone iniziando a prendere lezioni di canto. Fu proprio la terapia adatta di cui la mia anima inespressa aveva bisogno.

Non sapevo che da lì a poco salire su un palco di teatro di fronte a più di cento di persone per cantare mi avrebbe sconvolto l’esistenza.

Ma così fu.

Oggi guardandomi allo specchio vedo una persona completamente diversa a tratti irriconoscibile.

Da quel momento la mia vita ha iniziato a prendere la piega giusta. Anche la fortuna ebbe il suo ruolo.

Più o meno a inizio 2018 fui incuriosito da un’inserzione su Instagram che avevo installato da poco.

All’ora non potevo sapere che il 2018 sarebbe stato l’anno della rinascita della fenice dalle proprie ceneri: la mia rinascita.

Benedetto/a chi gestiva le ads di Dario a quel tempo. Mi si aprì un mondo nuovo.

Marketing, digital entrepreneurs, visioni di vita alternative.

Iniziai a studiare, ritrovai l’interesse per la lettura (leaders are readers :) ) e riscoprii la passione per la psicologia che avevo accantonato con l’inizio di Ingegneria.

Man mano mi isolai nella mia bolla di crescita per dedicare tutta la mia concentrazione a capire cosa fossero i funnel e il copy, le tecniche e gli strumenti del marketing tradizionale e odierno grazie ai contenuti infiniti che la community proponeva.

Ma la presa di coscienza arrivò dall’offline.

Fu il Marketers World a definire il mio avvenire.

L’evento fu una cosa pazzesca. Memorabile come Woodstock, un piccolo grande passo per me.

Non dimenticherò mai le emozioni e le sensazioni che mi accompagnarono al Palariccione quei giorni di settembre.

Soprattutto all’aperitivo quando vidi in carne ed ossa Vitto, Dario e tutti gli altri membri della Family e potei interagire con loro finalmente come persone reali senza filtri da schermo blu.

Ero partito da solo, ma ero tornato a casa con un sacco di amicizie preziose e di nuove conoscenze.

Ma soprattutto con più consapevolezza di chi volevo essere e dove volevo andare.

Tornato a casa la carica dell’evento mi permise di buttare giù alcune credenze limitanti nella mia mente e iniziare ad agire nel mondo esterno.

Oltre che investire tempo nella mia formazione con corsi marketers e offline, iniziai anche a investire soldi che avevo risparmiato grazie al mio lavoretto universitario da portapizze.

Non c’era tempo da perdere mi cercai anche i primi lavori per mettere finalmente in pratica ciò che sapevo e per sperimentare ciò che conoscevo solo teoricamente in modo da crearmi il mio bagaglio di competenze T-shaped.

Sono proprio queste competenze che mi hanno condotto dove sono oggi.

Ingenuamente quando scelsi la carriera ingegneristica (che sto pianificando di portare a termine – never give up!) fui condizionato nella scelta dai discorsi sulla sicurezza economica della mia famiglia.

Però io pensavo più in grande. E penso in grande tutt’ora.

Non so se hai mai letto “Padre ricco, padre povero”, ma ho imparato che non mi farò più guidare dalla mentalità “lavoro per i soldi”.

Con Marketers ho compreso che rincorrendo i propri obiettivi si diventa qualcosa di più grande di quello che si aveva immaginato e che il coraggio e i legami speciali con altre persone arricchiscono veramente la vita.

Il mio desiderio è fare parte di qualcosa che si regga in piedi su queste fondamenta.

Qualcosa che si elevi al di sopra di un’azienda e diventi un movimento di appartenenza proprio come ha fatto e sta facendo Marketers.

Questa è una vittoria senza tempo.

Una vittoria che avrà sempre valore perché impatta positivamente la vita di chiunque entri nell’ecosistema virtuoso di Marketers.

Credo che sono proprio questo genere di vittorie che ci fanno sentire meno in balia del caos e soprattutto, anche se solo per un momento, ci fanno sentire immortali.

Elo Usai

Leggi la storia di Elo

“È così facile che anche mia nonna potrebbe farlo”.

Sulla carta era tutto perfetto. Ero il marketing manager di un’azienda internazionale. Una casa editrice oltretutto (seppure a tema medico), con quella parvenza di lavoro creativo.

Quando però il primo giorno entrai in ufficio con la borsa della palestra in spalla, la capa mi accolse così:

“Si vede che sei all’inizio, vedrai tra qualche mese come ti passerà la voglia”.

Non aveva torto. Capii presto che scrivere newsletter per aziende dentali e medicali non faceva per me. E più crebbe questa consapevolezza, più mi allontanai fisicamente ed emotivamente dall’ufficio.

Iniziai (come tanti) chiedendo di lavorare da casa.

Vivevo e vivo con mia nonna, come molti ora sanno. Ho perso mia madre quando ero piccolo, mio nonno allora era gravemente malato e mi sentivo di dover fare di più per loro.

In quei giorni sentivo nonna in cucina che si annoiava, mentre io stavo al computer a fare cose che non mi rendevano felice.

Eravamo vicini ma distanti. Qualcosa con cui oggi molti di noi possono relazionarsi.

Successe poi un giorno che mi trovai impegnato nel “sensazionale” compito di dover promuovere tubi ricondizionati per colonscopie, e lì sentii il campanello suonare: non potevo continuare a perdere tempo con quelle cose.

Iniziò quasi per gioco. Seguivo i podcast di Dario, avevo già divorato Copymastery e iniziai a studiare anche Instadvanced. Un mese dopo l’acquisto del corso aprii un profilo Instagram.

Ora, la cosa buffa è che non lo aprii per me, ma per mia nonna Licia, di quasi 90 anni.

Lo feci per distrarla dalla depressione in cui era caduta. Parliamoci chiaro, chi l’avrebbe seguita?

E invece (contro ogni previsione) ora mia nonna è un’influencer, con quasi 100.000 follower.

Il profilo è cresciuto velocemente e sono arrivate le prime proposte di collaborazione. Poi da quando è stata chiamata come modella per un brand di gioielli polacco, è finita su tutti i giornali e in tv a Le Iene.

36 mila follower in 4 ore.

Il segreto? Nessuno pensava che si potesse fare. Che una donna novantenne potesse crearsi un seguito sui social. Questo unito a un rapporto incredibilmente forte con la nostra audience, che abbiamo costruito col tempo.

Per quanto possa sembrare folle, un giorno decidemmo infatti non solo di rispondere a tutti i dm, ma di creare un video di risposta per ogni singolo messaggio che nonna riceveva.

Immaginate di scrivere a una persona che seguite sui social, e di ricevere una risposta attraverso un video apposta per voi, in cui vi ringrazia personalmente.

Il confronto con Renato Gioia in tutto questo è stato fondamentale, è stato il mio mentore a tutti gli effetti. E lo stesso vale per Marketers, sia a livello di strategie, che di community, di aiuto e confronto continuo. Al Marketers World poi ho conosciuto persone stupende con cui sono ancora in contatto e che è stato meraviglioso incontrare anche “nella vita offline”.

La cosa curiosa è che inseguendo un sogno sono arrivato a risultati professionali che non avrei mai raggiunto se fossi rimasto nell’ambiente standard in cui mi trovavo prima.

Ora vengo citato in articoli ovunque come esperto di digital marketing, sono docente allo IED e al Gambero Rosso, sia io che nonna veniamo contattati per iniziative stupende e sto realizzando tanti altri sogni che avevo da tutta la vita nel cassetto (alcuni ancora top secret). Se prima ero io a dover cercare arrancando le opportunità, ora sono loro a bussare alla porta.

Può sembrare un cliché, ma credo che la strada incerta sia quella che può dare più gratificazioni.

Se penso al senso di sofferenza che provavo allora e alla solitudine di mia nonna, che aveva perso il marito dopo una brutta malattia, capisco che questa storia ha cambiato due vite, non una. E anzi, forse molte di più.

E ora? Il passo successivo è creare un blog di invecchiamento positivo, rivolto agli over 70 e a chi ha il compito di prendersi cura di loro. Un progetto che spero avrà un impatto positivo sulla vita di tante altre persone.

Si parlerà di temi spesso trascurati, come alimentazione per anziani, sicurezza domestica e domotica, così come di argomenti più leggeri, quali moda e viaggi per over 70.

I feedback che già mi danno più soddisfazione sono quelli di persone giovani che, ispirate da noi, ci scrivono che hanno compreso l’importanza di passare più tempo con i propri nonni. A questo proposito abbiamo anche partecipato da poco a un’iniziativa chiamata “adotta un nonno”, con l’obiettivo di connettere maggiormente anziani e nipoti.

La scoperta più straordinaria è poi che, facendo un’analisi dei nostri follower, abbiamo scoperto che ci sono tante persone anziane, che molto raramente sono su Instagram.

E questo non ci fa mai mancare il divertimento.

Ci sono settantenni che scrivono alla nonna per consigli sui rossetti. Nonna recentemente è stata anche invitata da Barbara D’Urso su Canale 5 e presentata come “la regina di Tik Tok” (piattaforma dove abbiamo video che superano il milione di views).

Credo che, al di là dei singoli risultati che abbiamo ottenuto, dare vita a un progetto insieme a una persona cara sia meraviglioso.

E la cosa più importante è sempre iniziare. Ho postato la prima foto di nonna su Instagram un mese dopo l’acquisto di Instadvanced. E le cose sono andate molto più velocemente di quanto potessi pensare.

Se posso dare un messaggio positivo per concludere questa storia, è quello di non limitarvi alla “strada sicura”.

Se posso darne un secondo: ricordatevi dei nostri nonni, non lasciateli da soli.

Ma soprattutto: se li andate a trovare, cercate di non limitarvi a scattarvi un selfie con loro, per poi passare il tempo davanti al telefono. Ascoltateli, trascorrete davvero momenti di qualità insieme alle persone a voi care.

Vi stupirete di quanta saggezza e vitalità possono darvi, anche alla tenera età di 90 anni.

Spero che questa storia possa ispirarvi. Non c’è tempo per essere tristi.

Elo

Irene Bosi

Leggi la storia di Irene

Carriera vs Vita.

Perché dovremmo scegliere?

Già dall’università di economia ti insegnano a competere con gli altri.

La curva gaussiana dei voti dice che se aiuterai il tuo vicino di banco sarai tu a rimetterci.

Il mondo del lavoro tradizionale poi è spesso il proseguimento di tutto ciò, soprattutto in Italia.

È un mondo in cui se vuoi avere successo devi dedicare al lavoro il 110% della tua vita.

Stare in ufficio fino alle 9 anche se non hai niente da fare.

Avere un atteggiamento freddo e formale con colleghi e superiori.

Rendere il tuo capo felice prima ancora di pensare a come portare risultati.

Io da un lato ho sempre amato moltissimo il mio lavoro.

Ma dall’altro queste dinamiche mi hanno sempre fatto sentire inquieta dietro a una scrivania.

Per tanto tempo ho vissuto in una città che non faceva per me.

Ho avuto poco tempo per tutte le mie passioni.

Ho timbrato cartellini su cartellini.

Chiedendomi perché dobbiamo rinunciare alla libertà di viaggiare quando vogliamo, ai nostri interessi e alla nostra personalità per poter fare carriera.

Un giorno ho deciso di cambiare vita.

Mi seguivo su Instagram con Luca Cresi Ferrari.

Lui mi vedeva uscire dall’ufficio in skate, io lo vedevo condividere contenuti di business, lavorare dalla barca, mentre era a sciare o in viaggio.

Mi sono detta: vuoi vedere che questa vita esiste davvero?

Gli ho scritto facendogli una semplice domanda:

“Come fai?”

Qualche giorno dopo ci siamo sentiti al telefono. Ricordo che mentre mi parlava di Marketers e Yoga Academy mi brillavano gli occhi.

All’epoca ero brand manager in una multinazionale e stavo per cambiare lavoro: una posizione importante e una bella carriera davanti.

Quel giorno ho deciso di pancia. Sapevo poco di Marketers, ma ho rinunciato a una scelta sicura per abbracciare l’ambiente e le persone giuste.

Oggi ciò che non mi manca del mondo corporate è che nel momento in cui entri in ufficio smetti di essere una persona.

Cambi modo di parlare, di agire, di pensare.

Per questo non potrei essere più felice della scelta di diventare brand manager di Yoga Academy.

Oggi posso viaggiare, fare sport e allo stesso tempo lavorare ottenendo risultati e gestendo progetti complessi.

Posso spingere sempre più in su l’asticella della carriera, senza rinunciare alla mia vita, ma anzi: godendomela a pieno.

Progetti per il futuro?

Continuare a far crescere Yoga Academy e parallelamente dedicarmi a ciò che ho dovuto trascurare negli ultimi anni.

Da 5 anni ogni estate mi ritaglio a fatica un po’ di tempo per andare in Sud America e fare volontariato, applicando il marketing in contesti completamente diversi dal nostro.

Sono attività che mi aiutano a diventare una persona migliore e più creativa: mi mettono alla prova come essere umano.

Concludere questa storia è difficile, perché sento che è ancora tutta da scrivere. Ma voglio invitare tutti voi a rimanere persone anche nel contesto lavorativo.

Il mondo è cambiato molto nel 2020.

Con il covid tante persone hanno messo in dubbio il modo in cui gestivano la propria vita, rendendosi conto che è bello avere tempo per se stessi.

Mentre altre si sono annoiate ad avere più tempo libero. E probabilmente torneranno a lavorare in ufficio fino alle 10, inseguendo la chimera della carriera.

Penso che sia bello ritagliarsi spazio e tempo per vivere a pieno la propria vita, secondo le proprie regole.

Per questo spero che sempre più persone decidano di farlo.

Una cosa è certa: è di queste persone che amo circondarmi.

Paolo Nenci

Leggi la storia di Paolo

“L’ombra del noce è come quella del padrone: non è buona per nulla”.

Nonno Franco lo ripete da quando sono bambino. Per anni non ho capito davvero cosa volesse dire.

Nel dopoguerra nonno aveva fondato la sua piccola azienda agricola.

Lo presero per pazzo, perché per farlo rifiutò 3 bei lavori. Non per spirito imprenditoriale o altro:

Nonno voleva vivere la vita a modo suo, con le sue galline, le sue uova, i suoi conigli…

Io sono cresciuto guardandolo come esempio e appena diplomato in agricoltura mi sono fiondato a lavorare con lui.

Era il 2010 e prestissimo ho scoperto alcune cose:

La prima? Vivere di sola agricoltura è un bel sogno, ma oggi è impossibile.

Sì, hai sempre da mangiare, però rimangono bollette da pagare e spese da sostenere.

L’altra era che in azienda non avrei potuto innovare come volevo.

Mio nonno era giustamente affezionato a quello che aveva costruito con le sue mani.

Ancora però non sapevo tutta la verità…

In ogni caso, dopo un po’, decisi di andare a lavorare da dipendente per altre aziende agricole, arrivando a guadagnare un buono stipendio.

Nonostante ciò nel 2017 ho preso una decisione inaspettata.

Mio babbo e mia mamma lavorano in altri settori, mai avrebbero potuto portare avanti l’attività di famiglia.

Così lasciai stipendio assicurato, ferie e zero responsabilità per affiancare di nuovo nonno Franco.

Ero folle?

No, adesso capivo cosa aveva sempre voluto dirmi:

Così come sotto l’ombra del noce è impossibile coltivare qualcosa, “sotto il padrone” è complicato liberare la propria natura e costruire i propri sogni…

Io sognavo in grande, ma la vita si mise di traverso.

Prima di tutto scoprii che l’azienda era in rosso.

Ogni anno nonno ci rimetteva migliaia di euro dalla sua pensione. Non potevo immaginarlo.

Vi lascio pensare come ci rimasi.

Oltre a questo, proprio a inizio 2017, venni a sapere che la mia ragazza di allora mi tradiva.

Stavamo insieme da 8 anni e convivevamo da 5.

Per mesi non uscii di casa e persi 10 chili. Non dimenticherò mai cosa mi disse suo padre:

“Paolo, devi capirla. State insieme da quando avete finito le superiori e ancora non si sa cosa vuoi fare da grande.

Vuoi fare il contadino? Ma che futuro le può dare un contadino?”.

Questa fu la scossa interiore che mi serviva ad affrontare paure e dubbi.

Soldi non ce n’erano, quindi mi rimboccai le maniche.

Con passione, dedizione e tanta umiltà andavo a curare i terreni di altri per investire qualcosina nell’ormai mia azienda agricola.

Intanto ebbi un’illuminazione…

Nei mesi passati chiuso in casa avevo scoperto diversi lifecoach italiani e, forse con una sponsorizzata, anche un ragazzotto della mia età.

Vedevo le cose che faceva questo Dario Vignali e pensavo: “Che bello!”.

All’epoca non potevo certo comprare corsi o altro.

Allora divorai letteralmente ogni suo contenuto gratuito: articoli del blog, post sui social, gruppi Facebook, video…

A una certa mi si accese una lampadina:

Ogni volta che su Facebook pubblicavo una mia foto ottenevo pochi like. Quando invece parlavo del mio lavoro in campagna c’era tanto più interesse.

Feci una piccola ricerca di mercato.

Mi resi conto che nessuno raccontava il lavoro dietro i prodotti che ogni giorno arrivano sulla nostra tavola.

Pensai quindi un format molto semplice: delle dirette Facebook mentre potavo, facevo la vendemmia e quant’altro.

Chi veniva in live mi teneva compagnia mentre scopriva qualcosa di nuovo.

Le cose iniziarono a girare.

Quei piccoli risultati mi diedero la benzina per mettermi davvero sotto nel 2018.

Feci il grande passo, comprando Instadvanced.

La notte studiavo, la mattina lavoravo in campagna e applicavo ciò che imparavo.

Per un intero anno ho fatto almeno 1 live e 1 post al giorno su Instagram.

In 12 mesi arrivai a 15,000 follower.

Certo, all’epoca si potevano ancora applicare strategie per crescere più fretta. Ma quelle strategie da sole non bastavano per costruirsi un vero seguito.

Invece io notavo che le persone si stavano affezionando a me e a quello che facevo.

Dopo poco cominciai anche a ricevere tante richieste per acquistare i miei prodotti.

Continuando a studiare e applicare, costruii il mio primo, artigianale e-commerce.

Gli altri imprenditori mi prendevano anche un po’ in giro.

In home non c’era la classica foto della campagna toscana, ma un mio primo piano e qualche riga dove raccontavo chi sono.

Era quanto di più diverso dai classici e-commerce di vini e prodotti agricoli.

La verità?

Grazie a Marketers ero riuscito a vedere dove loro ancora non guardavano.

Pur commettendo tanti errori, com’è normale che sia, ho tagliato traguardi impensabili per me:

Nel 2018, in soli 3 mesi, sono riuscito a vendere le stesse bottiglie di vino che prima vendevamo in più di un anno. Non solo: nel 2019 Gambero Rosso mi ha nominato “il primo contadino digitale italiano”.

Sono riuscito a ottenere più di quanto mai mi sarei aspettato, più di quanto avessi mai ottenuto.

Stringendo i denti, lontano dall’ombra del noce, ma a modo mio. Con la soddisfazione di star costruendo il mio sogno.

Fiero di essere un umile contadino,
Paolo.

Ricevi una notifica quando tornerà disponibile il Metodo Marketers

Federica Mutti

Leggi la storia di Federica

Al primo giorno in ufficio ho avuto un pugno nello stomaco.
Chi me l’ha dato?

Tutto quello che non avevo mai avuto il coraggio di ammettere, nemmeno a me stessa.

Dal giorno in cui sono venuta al mondo fino a pochi mesi fa la mia strada sembrava delineata:

Studia, laureati, trovati un buon lavoro, restaci finché puoi. Possibilmente a tempo indeterminato.

I miei genitori, entrambi impiegati nell’industria assicurativa, me l’avranno ripetuto migliaia di volte.


Ho finito per crederci.


Così quel giorno di circa 4 anni fa, quando ho preso la metro per andare all’ufficio di quella grossa agenzia di comunicazione per il mio stage, mi sembrava di star compiendo un percorso.
Asettico.


Quell’ufficio però mi sembrò asettico, appena ci misi piede.


Ricordo ancora le pareti tutte bianche, le grosse scrivanie e le persone chine sui loro computer a lavorare come se il mondo fuori non esistesse.


Ora, vi anticipo che nella mia storia non c’è nessun momento magico e nessun colpo di scena.


All’epoca pensai che semplicemente quell’azienda non facesse per me.


Non poteva che essere così, no?


Così mi misi alla ricerca e cominciai a lavorare per alcune startup.


Nel frattempo però mi si era riaccesa una vecchia scintilla.


Dovete sapere che, sin da quando avevo circa 13 anni, mi ero innamorata di Internet.

Passavo il tempo a costruire pagine in HTML e poi piccole community su Facebook.


Il digitale non era pop come oggi, la mia famiglia – molto “tradizionale” quando si parlava di lavoro – non poteva capire perché lo facessi.


Quelle ore al computer, per tutti, erano un gioco e poco più.


La voglia di fare e costruire cose mie è rimasta intrappolata in un cassetto.


Poi un giorno mi si presentò un’occasione.


Duranti gli anni del liceo mi ero immersa nel mondo digitale. Erano gli anni in cui Chiara Ferragni aveva appena aperto il suo blog…


Io intanto avevo scoperto anche quelli di Dario Vignali e di Andrea Giuliodori.


Erano ogni volta una scoperta.
Mi davano una carica incredibile e passavo da un progetto all’altro. Ovviamente senza portare mai granché a termine.


Tra le tante cose, nel 2018 – il mio ultimo anno di studi – finalmente aprii un canale YouTube…


L’estate dopo la mia laurea capitò che trovai un annuncio su Facebook: Marketers cercava Jedi.


Ora, da una parte ero incuriosita e dall’altra volevo dare qualcosa indietro a Dario e tutta la community che mi aveva ispirato così tanto.


Marketers mi aveva finalmente fatto sentire meno sola.


Per anni avevo pensato fossi quella strana, perché nessuno intorno a me era così entusiasta del digitale.


Dentro questo movimento, invece, avevo trovato tanti simili e anche tanto coraggio.
Beh, ve la faccio breve.


Quello era un periodo un po’ incasinato della mia vita, ma l’esperienza da Jedi fu indimenticabile. Soprattutto per due motivi…


Il primo, quello più evidente, è stata la possibilità di sbirciare nel dietro le quinte di Marketers.


Vedere con i miei occhi come nascevano progetti, venivano curati e portati a termine.


L’altro, che non mi aspettavo minimamente, fu il Marketers World.


Quell’anno – era il 2018 – ci sarebbe stata la prima edizione. Io fui invitata, come Jedi.


Avevo un po’ paura, paura di uscire dalla mia zona di comfort. Alla fine però ci andai.
Non trovo ancora le parole per descriverlo. Fu illuminante:
Nei mesi avevo accantonato il mio canale YouTube. Ero impegnata tanto in startup e pensavo che quello fosse un semplice passatempo.


Non era mai stata un’opzione che diventasse una cosa seria e tantomeno un lavoro.


Al World vidi persone in carne e ossa, invece, che ci avevano creduto e ora si svegliavano la mattina potendo costruire qualcosa di completamente proprio.


Quello che, cominciai timidamente ad ammettere, volevo fare anch’io.
Se andate a vedere gli analytics del mio canale, dopo quell’evento c’è un chiaro picco.


Un anno dopo ero di nuovo lì, ma completamente cambiata.
Al World 2019 avevo un canale YouTube ben avviato e probabilmente lì ho trovato una spinta inconscia a fare ciò che sarebbe successo qualche mese dopo.


Ho iniziato il 2020 scrivendo i miei obiettivi in agenda. Il primo?


Lavorare di più e meglio nella startup.


In fondo non mi ci trovavo male, anche se avevo sempre quell’idea rumorosa in testa.

Sotto sotto sapevo che un giorno avrei fatto il grande passo e sarei diventata freelance. Volevo farlo.
Aspettavo il momento giusto…
Non potevo sapere che il momento giusto sarebbe arrivato dopo una riunione con un collega, una mattina di febbraio.


Sì, proprio prima del lockdown.


Uscii da quella stanza con la consapevolezza che il momento era arrivato.


Diedi finalmente un senso a quel pugno nello stomaco del primo giorno in ufficio.


Era una spinta a saltare, lanciarmi verso ciò che mi faceva paura e che, come tutte le cose che fanno paura, nascondeva la meraviglia.


La meraviglia, ora posso dirlo, di fare il lavoro che davvero sognavo.


Il mio viaggio è appena iniziato. Non in ritardo, al mio tempo.


Quella di Federica Mutti è la nuova meravigliosa storia di Humans Of Marketers.