Lavorare da casa con Internet: Mega Guida al lavoro online

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Grazie a Internet crearsi un lavoro da casa è possibile. In questa guida puoi scoprire quali sono i metodi reali per lavorare da casa e avere uno stipendio che ti farà dire addio a capi e ufficio, e tutte le indicazioni che ti servono per iniziare a progettare la tua nuova carriera.

lavorare da casa

Se hai provato a cercare su Internet informazioni su come lavorare da casa, sicuramente hai trovato informazioni e consigli di ogni genere.

Anch’io quando ho cominciato a lavorare sul web ho fatto lo stesso, ma c’è voluto poco tempo per rendermi conto che la maggior parte di quello che stavo leggendo non mi avrebbe portato da nessuna parte.

Le notizie in rete erano così imprecise e varie, che dopo aver provato e testato diversi metodi mi ero quasi convinto che non esiste nessun modo per lavorare da casa seriamente e guadagnare soldi usando un pc.

Non stavo cercando nel posto giusto.

Lavorare da casa e guadagnare con Internet è possibile, il punto è non farsi fregare da false promesse di guadagno e concentrare i propri sforzi su attività concrete che portano guadagni reali.

In questa mega guida puoi trovare una panoramica dei principali modi per lavorare da casa con Internet, frutto sia della mia esperienza personale che di quella di altre persone che lavorano grazie al web e ricevono comodamente il proprio stipendio a casa.

La questione è abbastanza articolata e non basta un solo post per affrontare tutti gli argomenti nello specifico. Per questo, troverai una spiegazione dei vari modi per lavorare da casa e diversi link per approfondire le tematiche trattate.

La guida di oggi, con più di 7000 parole, è una vera e propria “mega-guida”, in cui farò una panoramica dalla A alla Z dei diversi modi reali e verificati per generare reddito da casa. Come potrai vedere, si tratta di modelli concreti che, se vuoi lavorare da casa, dovrai scegliere in base alla tua personalità e alle tue attitudini.

Ma andiamo subito al concreto.

Ecco quali sono i 4 argomenti principali di questa guida:

  • Lavorare da casa con un blog
  • Lavorare da casa con le affiliazioni
  • Lavorare da casa offrendo servizi
  • Lavorare da casa con Instagram

All’interno di queste categorie, troverai ulteriori sotto categorie che spiegano quali sono i diversi modi che ti permetteranno di generare reddito lavorando da casa. Per esempio, nel caso di “lavorare da casa con un blog”, vedrai che ci sono diversi tipi di blog e diversi modi per guadagnare.

Esistono altri modi per guadagnare da casa online oltre quelli che esamineremo in questa guida, come il trading online, la compravendita di domini, vendere prodotti su ebay o compilare sondaggi.

Ma entriamo più nello specifica partendo da 3 casi reali.

Prima di cominciare, un consiglio: leggi l’intera guida prima di iniziare a costruire il tuo nuovo lavoro. Questo ti consentirà di capire al meglio quale strada prendere e ti darà tutti gli strumenti per capire i passaggi da seguire e gli argomenti da approfondire.

Tabella dei Contenuti mostra

Lavorare da casa con un blog: esempi reali

lavorare da casa con internetPer riscaldare i motori iniziano con alcuni esempi che dimostrano tutte le potenzialità dello spettacolare mondo di Internet.

Ma non fraintendermi: come vedrai leggendo questa guida, nel mondo del lavoro da casa online non ci sono formule magiche o miracoli per fare soldi facilmente, e se ci sono alcuni casi di successo straordinario non sono altro che il risultato di tanta creatività, talento e impegno.

Inoltre, molte delle persone che hanno iniziato a lavorare da casa su Internet non hanno identificato prima una possibilità reale di business, ma hanno semplicemente cominciato a fare qualcosa, senza grandi progetti ma con impegno e amore, per poi ritrovarsi a gestire un business online da 5 mila euro o più.

Dall’analisi di questi esempi di successo, ti accorgerai che tutti hanno un elemento in comune: la qualità.

Creare un progetto di qualità è indispensabile, sia che si parli di lavorare da casa con un blog che di altri metodi.

Non c’è altra via.

Avere una grande idea può essere utile, ma il vero segreto per riuscire a ottenere risultati è la capacità di realizzare questa idea nel miglior modo possibile.

Se avessimo fatto tutte le cose di cui siamo capaci, ci saremmo sorpresi di noi stessi.
(Thomas Edison)

Questa qualità si traduce automaticamente in visite sul blog e quindi in guadagni.

Facciamo subito un piccolo appunto sul tema “visite”.

Una domanda che sento spesso fare a chi vuole lavorare con un blog è questa:

Quante visite ci vogliono per guadagnare con un sito web?

In realtà, la domanda non è ben posta perché le variabili sono tantissimi.

Per avere un’idea concreta, però, ti basta sapere che per parlare di guadagni ci muoviamo almeno sulle 500 visite al giorno, numero minimo per monetizzare i visitatori del tuo blog.

Ma torniamo su chi è riuscito a trasformare un blog in un vero e proprio lavoro.

Ecco tre esempi:

Caso 1: Dariovignali.net

esempio lavoro su internet dariovignali

Dariovignali.net è il blog di Dario Vignali, Internet marketer che da qualche anno ormai si è affermato tra gli esperti del settore. L’idea di Dario è semplice ma estremamente efficace: aiutare le persone a trasformare le proprie passioni in un business.

Così, nel 2013 Dario crea il suo blog e grazie a un lavoro di qualità è riuscito a costruire un business online davvero invidiabile.

Come guadagna Dario?

La sua fonte principale di guadagno sono le affiliazioni e gli infoprodotti. In poche parole, genera reddito vendendo corsi attraverso il suo blog e grazie ai programmi di affiliazione (più avanti approfondiremo questi due metodi di guadagno online), il tutto incentrato sul mondo dell’Internet marketing, la sua passione.

Caso2: Mammafelice.it

esempio lavoro da casa mammafelice

Mammafelice è un blog italiano creato da Barbara Damiani dove l’autrice racconta la sua esperienza di mamma con consigli, notizie, ricette, tutorial e tanti altri contenuti dedicati alla famiglia. Prima di diventare una blogger, Barbara lavorava come consulente di marketing. Poi, nel 2008, ha lanciato il suo blog e con un buon lavoro è riuscita a ottenere una grande quantità di traffico scrivendo i suoi articoli da casa o da dove preferisce.

Come guadagna Barbara?

Come ha dichiarato lei stessa in più interviste, la maggior parte dei suoi introiti derivano dai banner pubblicitari di Google Adsense (più avanti vedremo meglio cosa è e come funziona) e da collaborazioni di diverso tipo nate dopo che Mammafelice ha raggiunto una certa popolarità.

Caso3: Chiaramaci.com

esempio lavoro su internet chiaramaci

Quello di Chiara Maci è uno straordinari caso di successo di Food blogging. Anche qui l’idea è semplice: condividere con il mondo la sua passione per la cucina. Si sveglia la mattina e, dopo aver accompagnato il bimbo al nido, si dedica alla creazione di nuove ricette e alla pubblicazione sul blog.

Come guadagna Chiara?

Anche lei, come nei casi precedenti, ha fatto delle affiliazioni una delle fonti principali di guadagno. Poi le sue entrate si sono ampliate con le varie proposte di collaborazione arrivate dopo che il suo progetto online ha iniziato ad avere successo.

Cosa hanno in comune questi tre casi di successo? Uno dei segreti per creare una lavoro da casa con un blog è la passione.

Né Dario né Barbara o Chiara avrebbero potuto creare un lavoro online se non avessero scelto un argomento di cui non solo sono competenti, ma che amano e rappresenta la loro vera passione.

La passione, inoltre, deve essere accompagnata dalla scelta di una nicchia remunerativa.

Una nicchia non è altro che una parte del mercato caratterizzata da un interesse o un bisogno comune.

Per esempio, la nicchia di Dario è quella degli appassionati di Internet marketing.

La nicchia di Barbara sono le famiglie (e le mamma in particolare).

Quella di Chiara, gli appassionati della buona cucina.

Scegliere una nicchia e non puntare alla masse è un principio base di questo tipo di business.

Anche tu puoi creare il tuo blog e lavorare da casa.

Certo, nei tre casi che abbiamo visto il lavoro da casa si è spinto “oltre” diventando un vero e proprio business a 360 gradi.

Sta a te decidere fin dove vuoi spingerti.

Intanto, vediamo come fare dividendo il percorso in 8 step.

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8 step operativi da seguire per lavorare da casa con un blog

come lavorare da casa

Un po’ più avanti vedremo come identificare le nicchie redditizie, ma – diciamolo fin da subito – questo è inutile se non si conoscono le basi necessarie per capire se si può realmente trarre vantaggio da queste informazioni.

A volte, come nel caso di Mammafelice, si comincia per gioco e solo dopo qualche tempo ci si rende conto che ciò che si sta facendo ha un potenziale di business. Spesso non è possibile prevedere cosa funziona e cosa no, ma il caso di Barbara rimane una eccezione in cui la fortuna – almeno alla nascita – ha svolto il suo ruolo. Poi il tutto si è trasformato in un progetto ben definito e i guadagni si sono moltiplicati.

Se il tuo obiettivo è crearti un lavoro da casa attraverso un progetto online, non è il caso di affidarsi alla fortuna:

Devi creare un progetto.

Nulla di così eccezionale, ma ci sono dei passaggi da seguire.

Analizziamo i passaggi logici per la progettazione di un sito web con una capacità reale di guadagno:

1. Individua un bisogno

Se vuoi generare entrate da un sito web devi soddisfare una reale esigenza che accomuna più persone, in caso contrario, stai sprecando il tuo tempo.

Quindi il primo passo è quello di esplorare le esigenze e le prospettive del mercato (che d’ora in poi chiameremo nicchie) e individuare un bisogno da soddisfare.

Come ho già accennato, l’ideale è che il bisogno individuato corrisponda a un argomento di cui tu sei abbastanza competente e che ti appassiona.

Leggeresti il blog di cucina di una persona che non ha mai preparato un piatto?

2. Studia il potenziale delle nicchie

In genere in questa fase esplorerai diverse nicchie provvisorie che ti sembreranno interessanti, ma devi fare una selezione accurata e concentrare i tuoi sforzi su obiettivi ben precisi e delineati. Analizza le caratteristiche generali più importanti come la dimensione della nicchia (numero di ricerche), il profilo del potenziale pubblico, le tendenze (quali sono le parole più cercate, se la nicchia cresce o diminuisce nel tempo, ecc.), il livello di competizione e il lavoro competitor (capacità di altri siti di posizionarsi nelle ricerche di quella nicchia, strategie usate, ecc.).

Così puoi già fare un primo filtraggio di potenziali nicchie scartando quelle troppo piccole e con una concorrenza troppo altra.

Se vuoi una mano per identificare la tua nicchia, ti consiglio questo post (che puoi usare anche per il punto 3, “scegli una nicchia”):

Come capire se hai scelto la giusta nicchia di mercato.

3. Scegli una nicchia

Analizza le nicchie che sembrano avere un potenziale. Ad esempio, visualizza il CPC medio da prendere in considerazione per monetizzare con la pubblicità, vedi se ci sono programmi interessanti di affiliazione da sfruttare, immagina come potrai posizionarsi in questa nicchia e decidi dove vuoi arrivare. Calcola tutti questi fattori e scegli la tua nicchia su cui costruire il tuo business.

4. Seleziona la formula di monetizzazione più adatta alla tua nicchia

In base al tipo di nicchia che hai scelto, devi individuare il modo per monetizzare il traffico. In altre parole, devi trasformare i visitatori del tuo blog in guadagni!

NOTA: Secondo il tipo di nicchia, è possibile applicare una o più formule di monetizzazione. Trovi un capitolo dedicato più avanti dal titolo “Formule di monetizzazione per il tuo blog”.

5. Crea il tuo sito web

Ora che sei pronto per aggredire la tua nicchia, devi creare il tuo blog. Hai due opzioni:

  1. Affidarti a qualcuno che realizzi per te il tuo blog.
  2. Crearti da solo il tuo blog.

L’opzione 1 è più costosa ma più semplice. Il mio consiglio personale è di seguire la strada della creazione personale del proprio sito web.

Se vuoi lavorare da casa con questa strategia, il tuo blog diventerà il tuo compagno fedele.

Se lo crei da solo, avrai il vantaggio di conoscere lo strumento che usi, personalizzarlo e migliorarlo come preferisci.

Poi magari puoi chiedere aiuto per modifiche particolari.

Questa fase comprende più passaggi:

  • scelta del dominio e dell’hosting
  • installazione CMS (es. WordPress)
  • scelta e installazione del tema
  • strutturazione delle pagine

Per un guida dettagliata completa su come creare il tuo blog, ti consiglio di leggere questo post che ti guiderà passo passo:

Creare blog wordpress: la guida definitiva.

6. Crea i contenuti di base

Con il sito web hai creato il tuo strumento di base, ora devi lavorare sui contenuti.

In questa fase ti consiglio di essere flessibile e pratico. Devi creare articoli con informazioni utili per i tuoi lettori, creare valore gratuitamente offrendo guide, informazioni e consigli sull’argomento della tua nicchia.

7. Genera traffico

Quando hai caricato un buon numero di contenuti sul tuo blog, è il momento di lanciarlo: questo significa fare un grande sforzo per diversi mesi usando tutti i mezzi che hai a disposizione.

Il primo mezzo sei proprio tu, la tua presenza sui social network e le amicizie. Condivi il tuo progetto sfruttando i tuoi contatti personali sia su facebook che offline.

In un primo momento, puoi anche investire piccole somme di denaro (100 o 200 €) in pubblicità online. Google AdWords è l’opzione “classica”, ma di recente Facebook Ads sta dando ottimi risultati e spesso l’opzione social è quella che porta maggiore risultati . In ogni caso, è essenziale che questa pubblicità si rivolga a un pubblico ben preciso in modo da offrire il prodotto o il servizio alle persone giuste e quindi ottenere risultati (in gergo tecnico, in modo da “convertire”, ovvero trasformare il visitatore in cliente).

Per facilitarti nell’impostare la tua prima campagna su facebook, ho creato questa guida ad hoc:

Guida facebook Ads.

8. Continua a evolverti

Il tuo progetto online è solo all’inizio. Una volta lanciato, il tuo blog ha bisogno di un lavoro costante di manutenzione e deve evolversi continuamente. Il tutto, ovviamente, comodamente da casa. Dovrai creare nuovi contenuti, promuoverlo, misurare le performance e ottimizzare le conversioni.

La nostra unica sicurezza è l’abilità di riuscire a cambiare.

(John Lilly)

Ecco 2 risorse che possono esserti utili in questa fase:

Con questo schema di base in 8 step hai una panoramica di quello che significa creare e guadagnare con un blog lavorando da casa. Come in qualsiasi progetto serio, non è semplice, ma se lo fai nel modo giusto può essere molto redditizio. Tutti sono in grado di creare il proprio business online, bisogna cominciare, sperimentare, provare, fallire, ricominciare e i risultati arrivano.

Analizziamo adesso più nel dettaglio come trasformare un blog in una fonte di guadagno.

Formule di monetizzazione per il tuo blog: come trasformare il tuo blog in una fonte di guadagno

come lavorare da casa online

Se hai trovato una nicchia in cui vedi la possibilità di generare una buona quantità di traffico (che abbiamo definito con un minimo di 500 al giorno), adesso è il momento di analizzare quali sono le opzioni di monetizzazione più adatte per questa nicchia.

Ho scelto le 6 opzioni più importanti (almeno secondo il mio punto di vista). È possibile sceglierne una, anche se è normale che un sito web monetizzi combinando più elementi insieme.

1. La pubblicità online

Questa è la scelta più ovvia. Esistono diversi network che ti permettono di inserire i loro banner sul tuo blog e che ti pagano per il numero di click che ricevi sulle pubblicità. Tra questi, il più utilizzato (e quello che solitamente garantisce i guadagni più alti) è Google Adsense.

Si tratta di un programma di pubblicità creato da Google che lavora con la modalità del CPC (costo per click) e permette web o blogger editori (approvati da Google), di inserire degli annunci sui propri siti web tramite un codice che genera una pubblicità attinente al contenuto del sito.

2. Affiliate Marketing

Guadagnare con le affiliazioni significa inserire dei link sul proprio blog che indirizzano alla pagina di vendita di un prodotto o servizio. Quando un utente clicca sul link sul tuo blog, arriva sulla pagina e fa un acquisto, tu ricevi una commissione sul venduto.

Parliamo approfonditamente del tema affiliazione nel capitolo più avanti in questa pagina dal titolo “Lavorare da casa con le affiliazioni (e un blog)”.

3. Vendere prodotti propri o servizi

Questa opzione può portare guadagni con diversi zeri, ma senza la creazione di un brand personale meglio optare per altre vie. Per vendere un proprio prodotto online (per esempio un libro di ricette sul tuo blog di cucina, o un corso di bricolage sul tuo blog dedicato al fai da te) è molto importante creare fiducia e avere un pubblico fidelizzato.

Il vantaggio di questo tipo di monetizzazione è che puoi puntare sui prodotti digitali, come video corsi o ebook.

Questi sono facili da produrre anche da casa, possono essere distribuiti senza strumenti sofisticati e non necessitano di deposito o magazzino.

Inoltre, a differenza di un prodotto fisico, i prodotti digitali li crei una sola volta e poi le vendite continuano potenzialmente all’infinito senza alcuno sforzo (la vendita è automatica e non devi “fare” nuovi prodotti).

Se hai scelto di monetizzare il tuo blog vendendo infoprodotti, qui trovi un esempio di strategia per creare il tuo canale di vendita:

Come vendere un infoprodotto e ottenere risultati: guida pratica.

4. Sponsorizzazioni

Si tratta di un’opzione interessante per semplicità e convenienza. Dopo aver creato il tuo blog e acquisito popolarità, puoi farti pagare per pubblicare un post che sponsorizza un prodotto o un servizio.

È possibile avere sponsorizzazioni per diverse cose: un post, un podcast, un video, etc. Il punto è che fino a quando non raggiungi un buon numero di visite (migliaia al giorno) difficilmente attirai l’attenzione degli sponsor.

5. Ecommerce

Personalmente penso che questa sia una delle opzioni più complesse e meno adatte per chi non è già un professionista. Servono dei prodotti da vendere, delle competenze tecniche avanzate di programmazione e una conoscenza approfondita del pubblicità online (sì, in realtà ho inserito anche questa forma di guadagno da casa per scoraggiarti a utilizzarla 🙂 )

6. Dropshipping

Questa forma di monetizzazione funziona come l’ecommerce, ma elimina il problema della gestione della merce. In cambio, ovviamente, i guadagni sono più bassi. Con il dropshipping tu vendi un prodotto online, e l’azienda che crea il prodotto si occupa di tutto il resto (magazzino, spedizione, ecc.).

Lavorare da casa con le affiliazioni (e un blog)

lavorare da casa con le affiliazioni

Come anticipato, i programmi di affiliazione permettono ai proprietari di siti web e blog (e non solo, come vedremo più avanti) di guadagnare vendendo prodotti o servizi di terzi su Internet. Il tutto comodamente da casa.

Il vantaggio di questo tipo di lavoro è che ciascun venditore guadagna in base a quanto produce. Più prodotti o servizi vendi, maggiori saranno le commissioni.

Questa forma di lavoro a distanza è sicuramente uno dei lavori online più in crescita e per questo merita un approfondimento.

Negli ultimi anni in Italia è nato un vero e proprio “fenomeno affiliazioni”.

Perché tutto questo successo?

Il motivo è semplice.

Si lavora comodamente da casa e si possono guadagnare anche diverse centinaia di euro al giorno.

Prima era solo una questione extra-Italia, adesso anche nel bel paese ci sono centinaia di Marketers che guadagno da casa con le affiliazioni.

Ma entriamo più nel dettaglio in questo mondo straordinario.

Che cosa sono le affiliazioni? Radiografia del business

Se potessi fare una radiografia alle affiliazioni, queste apparirebbero composte da quattro parti fondamentali:

  1. L’azienda che produce il prodotto o il servizio
  2. I network di affiliazione (che gestiscono le offerte e ti pagano quando raggiungi risultati)
  3. L’affiliato(che saresti tu)
  4. I clienti (cioè gli utenti che acquistano il prodotto o servizio).

Volendo semplificare al massimo, il processo per guadagnare con le affiliazioni è questo:

  1. L’affiliato crea un blog su un particolare argomento
  2. L’affiliato si iscrive a un network di affiliazione e trova le offerte adatte per l’argomento
  3. L’affiliato preleva il link di affiliazione dal network e lo inserisce sul suo blog
  4. Gli utenti navigano sul blog, cliccano sul link affiliato e acquistano il prodotto o servizio
  5. L’affiliato riceve una commissione (o un prezzo fisso, o una percentuale sul venduto).

Il ruolo dell’affiliato, dunque, è quello di promuovere e vendere prodotti di altri. Tutte le azioni da intraprendere posso essere svolte da casa, bastano un pc e una connessione a Internet.

Il modo più sicuro e più semplice per iniziare è quello di unirsi a una rete di affiliazione seria e affidabile.

Un esempio? Amazon!

programma affiliazione amazon

Lo conoscono tutti. Stiamo parlando di uno dei più grandi ecommerce al mondo.

Lavorare da casa con le affiliazioni di Amazon ti consente di vendere i prodotti sul tuo blog e ricevere una commissione ogni volta che l’utente effettua l’acquisto.

Per esempio, se il tuo blog parla di caffè, puoi inserire le affiliazione delle macchinette del caffè e guadagnare ogni volta che un utente ne compra una passando per il tuo sito web.

In ogni caso, sia che sia Amazon o un altro network, lavorare con un intermediario ti proteggerà da tutti quei rischi che si possono incontrare trattando direttamente con i commercianti. Inoltre, questo rende più facile gestire la promozione dei vari prodotti, perché ti mettono a disposizione tutti i codici e le statistiche per rendere il lavoro semplice e non dover mettere mano ad astruse modifiche tecniche.

Il bello di lavorare da casa con le affiliazione è che non c’è bisogno di investire tempo e fatica nella creazione di un prodotto da vendere (in questo caso si tratta di vendita di infoprodotti).

Basta iscriversi a un network e iniziare a vendere prodotti di terzi.

Il passo successivo è quello di scoprire se ci sono potenziali clienti attraverso un’analisi di mercato.

Per esempio, dopo una ricerca potresti scoprire che le persone sono alla ricerca di prodotti per avere una pelle lucida e brillante.

Allora, entri in uno dei network di affiliazione e cerchi prodotti per la pelle.

Crei il tuo blog sull’argomento, dove parli di estetica e di bellezza del corpo.

Quindi inserisci il tuo link affiliato sul blog.

Il passo conclusivo consiste nel pubblicizzare il blog per ottenere il massimo delle visite e offrire articoli e contenuti di valore che convincano gli utenti a fare click sul link affiliato per acquistare il prodotto. Sarai pagato una commissione per ogni prodotto venduto.

Quanto è possibile guadagnare come affiliato?

Spesso sento dire che lavorare da casa e fare soldi veri non è possibile, sono solo truffe.

Beh, da quello che hai appena letto avrai capito che non è così.

Nel mondo delle affiliazioni ci sono già migliaia di persone che producono redditi a 6 cifre.

Si possono guadagnare 100 euro al mese come 1000 euro al giorno, dipende dal tempo impiegato e dalla capacità di migliorarsi e fare un lavoro di qualità.

Le possibilità di profitto sono infinite.

Come detto prima, con le affiliazioni si guadagna una percentuale su ogni vendita (commissione).

Per esempio, Clickbank – uno dei network di affiliazione più popolari al mondo – riconosce ai suoi affiliati una commissione che va 30% al 75%. Se vendi un prodotto ad un costo di 80 euro, per ogni vendita puoi guadagnare fino a 60 euro

Facendo i conti, vendendo 1 prodotto al giorno il guadagno è di 1800 euro al mese. Vendendo due prodotti al giorno il guadagno sale a 3600 euro mensili.

E pensa che con un impegno di 3-4 ore al giorno c’è chi riesce a vendere decine di prodotti ogni giorno (superando senza problemi i 30 mila euro al mese).

Conclusione?

E’ assolutamente possibile crearsi uno stipendio con i programmi di affiliazione. L’attività può essere fatto a tempo pieno o part time.

Solitamente si comincia dedicando alle affiliazioni solo qualche ora a settimana. Poi, con i primi guadagni, in molti decidono di trasformarlo in un lavoro a tempo pieno.

La chiave del successo con i programmi di affiliazione è quella di imparare le nozioni di base, quindi usare questa conoscenza per costruire un sito web ricco di informazioni utili intorno a un argomento specifico. Non basta gettare informazioni casuali su un sito o un blog e inserire centinaia di link di affiliazione in tutte le sue pagine. Si deve cominciare costruendo una credibilità. E il modo migliore è quello di scrivere su un argomento di cui si ha esperienza.

Cosa devo imparare per lavorare da casa con le affiliazioni?

Per lavorare nel mondo dell’affiliate marketing è necessario avere almeno una conoscenza di base di Internet, ma non credo che questo sia qualcosa di estremamente difficile, la verità è che ciò che dobbiamo imparare è molto semplice e qualsiasi persona comune può farlo.

Quando dico “comune” intendo la capacità di apprendimento.

Non serve essere un super esperto o un genio.

Chiunque può diventare un affiliato. La differenza sta tra un affiliato che guadagna lavorando da casa, e un affiliato che lavora da casa ma non produce reddito.

Ciò ce ti fa stare da una parte o dall’altra della barricata è la tua voglia di impegnarti, studiare e persistere.

“Dovete imparare le regole del gioco. E poi giocare meglio di chiunque altro”
Albert Einstein

Se sei un principiante e non hai mai fatto business su Internet, per iniziare a costruire il tuo lavoro da casa procedi passo dopo passo seguendo i consigli di chi già lavora in questo mondo.

Se decidi di fare tutto da solo potresti comunque raggiungere i tuoi obiettivi, ma ci vorrebbero anni. L’ideale è lasciarsi guidare da un sistema collaudato con cui acquisire le conoscenze base e non sprecare tempo in errori e tentativi inutili.

Anch’io quando ho iniziato ad avventurarmi nel business di Internet ho perso troppo tempo cercando di imparare tutto da solo.

Dopo numerosi tentativi ed errori ho capito quali erano le cose improduttive, e ho iniziato a concentrarmi su modelli di business realmente efficaci.

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Lavorare da casa con gli infoprodotti

lavorare da casa con gli infoprodotti

Si tratta di un business molto redditizio e senza troppe complicazioni. Analizziamolo più nel dettaglio.

Gli infoprodotti sono una forma di reddito passivo in quanto possono essere venduti in qualsiasi momento e ovunque, senza dover essere lì pronti a consegnare la merce.

L’utente entra sul sito, clicca sul link e immediatamente parte il download del prodotto.

Si tratta solitamente di prodotti come DVD, ebook, libri cartacei, video corsi o programmi accomunati da una caratteristica comune: fornire soluzioni pratiche a un problema.

Questo tipo di lavoro da casa ha una serie di vantaggi:

  • Costi di produzione bassi
  • Nessun servizio clienti
  • Non ci sono spese di spedizione
  • Nessuna produzione fisica
  • Possibilità di vendere a chiunque in qualunque parte del mondo

Salto dentro il mondo delle affiliazioni: modalità di pagamento, consegna e servizio clienti

Per vendere un infoprodotto esistono due opzioni.

La prima consiste nel creare tutti gli elementi sul proprio sito, come il sistema di pagamento, quello del download, le statistiche, ecc.

In alternativa è possibile affidarsi a un network di affiliazione.

Inserisci il tuo prodotto sul network e lui ti fornisce tutti gli strumenti necessari per integrarlo sul tuo sito web e iniziare a vendere, in cambio di una parte di guadagni.

Se per vendere il tuo infoprodotto scegli di utilizzare un network di affiliazione – cosa consigliata soprattutto per chi è alle prime armi, il sistema si occupa di tutti gli aspetti (pagamento, consegna, servizio clienti).

Il sistema di pagamento è sicuro al 100% ed è fatto in tempo reale tramite carta di credito o tramite PayPal.

E’ importante non confondere come i clienti effettuano i pagamenti e come tu vieni pagato.

Quando i clienti pagano per un prodotto utilizzando il software delle rete di affiliazione, anche se la gente compra con Paypal il pagamento va direttamente alla rete, poi questa distribuisce i guadagni agli affiliati.

Su Clickbank, uno dei network di affiliazione più popolari e affidabili, carichi il tuo infoprodotto e lui trattiene una percentuale per ogni vendita per il servizio (il 7,5% + €1).

E non solo. Clickbank ti permetterà anche di far vendere il tuo infoprodotto a tutti gli altri affiliati del network. In questo caso, offrendo una commissione (dal 1% al 75%).

Quanto si guadagna da casa con questo sistema?

Difficile fare un stima ma se, per esempio, con il tuo infoprodotto hai una commissione di 50 euro, se vendi un prodotto al giorno puoi generare 2000 euro al mese.

Il pagamento ti arriva direttamente dal network. Ci sono due forme: con assegno (inviato per posta) o bonifico bancario, ed è possibile ricevere il compenso ogni settimana, ogni due settimane o una volta al mese.

Tre chiavi per essere un affiliato di successo

Vendere prodotti come affiliato è uno dei modi più remunerativi che sfruttano gli imprenditori on-line. Si tratta di un modello di marketing a basso rischio vantaggioso sia per l’acquirente che per il venditore.

Ci sono 3 pilastri da seguire se si vuole avere successo con questo sistema per fare soldi online:

  • Creare un blog professionale

Per guadagnare una discreta quantità di denaro online è necessario creare un blog professionale, con un server performante e un tema grafico di qualità. Per farti un’idea di quali sono i siti che funzionano meglio per la tua nicchia visita quelli dei tuoi competitor. Oppure, puoi consultare questa guida, dove trovi anche altre 2 tecniche SEO per aumentare le visite del tuo sito:

Aumentare le visite del blog con questi 3 trucchi di SEO optimization [Guida Marketers].

  • Cercare di ottenere tanto traffico di qualità

Per guadagnare con le affiliazione hai bisogno di indirizzare traffico di qualità al tuo sito web. Maggiore è la qualità e la quantità del traffico, maggiore sarà la possibilità di vendere.

Il modo migliore per portare questo tipo di traffico al tuo blog è la scrittura di contenuti di qualità rilevanti per gli utenti.

  • Promuovere prodotti utili e testati

Promuovi solo prodotti che sono veramente utili per i tuoi utenti e assicurati di fornire più informazioni possibili concentrandoti sui vantaggi del prodotto. Questo renderà i tuoi utenti più predisposti all’acquisto.

Non mi stancherò mai di dire che la qualità è il vero segreto del successo su Internet.

Se il tuo obiettivo è crearti un lavoro stabile e duraturo da casa, punta tutto sulla creazione di un prodotto o servizio davvero utile e ben fatto. Solo offrendo il massimo i tuoi utenti risponderanno positivamente e riuscirai a protrarre i tuoi guadagni nel tempo.

Lavorare da casa offrendo servizi

lavorare da casa offrendo servizi con fiverr

Fiverr è un marketplace dedicato al lavoro freelance in cui è possibile offrire prodotti e servizi (chiamati Gig) da casa a un prezzo che varia da 5 a 500 dollari (da poco meno di 5 euro a poco meno di 500 euro).

Su Fiverr si possono offrire i più disparati tipi di servizi.

Ecco alcuni esempi di Gig:

  • Scrivere articoli o post di blog
  • Modifica degli articoli o post di blog
  • Scrivi curriculum e lettere di copertura
  • Scrivi descrizioni dei prodotti
  • Scrivi i titoli
  • Scrivere lettere / e-mail
  • Traduzione
  • Interpretazione
  • Trascrivere i file audio
  • E tanti altri… (si può offrire praticamente di tutto).

In pratica, si può offrire un servizio semplice per 5 dollari e farsi pagare un importo aggiuntivo per ogni Gig in più che si aggiunge all’offerta.

Iniziare a lavorare da casa con Fiverr è semplice. Ecco come procedere:

La prima cosa da fare è registrarsi. Si può fare questo usando Google o Facebook, o anche inserendo nome, e-mail e password nel modulo di registrazione.

Una volta registrati, è necessario convalidare l’account cliccando sul link dell’e-mail che ricevi sulla casella di posta.

Il passo successivo è quello di ottimizzare il profilo. Aggiungi la tua foto e una descrizione di chi sei e cosa fai.

Quindi puoi pubblicare la prima offerta (Gig) su Fiverr. Inserisci un titolo del tipo “Io voglio [fare questo] per 5 dollari” (tutti i titoli su Fiverr iniziano allo stesso modo) e scegli la categoria del tuo prodotto (marketing online, scrittura e traduzione, etc.)

Quindi, è necessario aggiungere un’immagine, un elemento fondamentale per attirare l’attenzione degli utenti.

Dopo aver completato questi passaggi, inserisci una descrizione del tuo prodotto o servizio

È inoltre possibile aggiungere tag, il tempo necessario per completare il lavoro e le istruzioni per l’acquirente (che deve fornirti per iniziare, come istruzioni, materiali, password, ecc.).

Dopo aver salvato queste informazioni, Fiverr ti suggerirà di caricare un video. Come appare nel messaggio, chi ha inserito un video ha ottenuto il 220% di vendite in più. Quindi, se ne hai uno, inseriscilo.

Dopo aver completato tutti questi passaggi, ora puoi pubblicare il Gig (finalmente: D). Se non sei soddisfatto del risultato, puoi tornare indietro e aggiungere ulteriori informazioni.

Il Gig entra dunque in fase di revisione, il che significa che gli editori di Fiverr lo esamineranno per assicurarsi che soddisfi i parametri della piattaforma. Ma non disperare, non ci vuole molto per l’approvazione.

Vantaggi di lavorare da casa freelance con Fiverr

Fiverr è una piattaforma ideale per chi vuole lavorare da casa senza un contratto per un tot di ore di lavore. Offri un servizio, e per quello vieni pagato.

Anche se spesso ho sentito dire…

Nessuno vuole lavorare per soli 5 dollari!

Ma cosa succede se lo vediamo da un altro punto di vista?

Ecco un breve elenco dei vantaggi di offrire i tuoi servizi su Fiverr:

  • Puoi guadagnare più di 5 dollari in una giornata se offri più servizi al giorno.
  • Se si dispone di un servizio abbastanza completo (con extra), puoi incassare più di $ 5 fin dall’inizio.
  • Ci sono persone che comprano lo stesso servizio più e più volte ($ 5 + 5 $ + 5 $ …)
  • Puoi offrire servizi diversi, in modo da avere diversi tipi di introiti.
  • Se non vuoi dedicare tutta la giornata a lavorare da casa, puoi sfruttare Fiverr per avere un reddito extra.

Un paio di consigli per cominciare al meglio la tua avventura su Fiverr:

Non essere scoraggiato se vedi che c’è già qualcuno che offre il tipo di servizio che tu vuoi offrire. Cerca di trarre la giusta motivazione dalla presenza di concorrenti e offri un servizio completo e personalizzato, sfruttando gli extra che possono essere utili per gli utenti.

Inoltre, cerca di mantenere nel tempo una buona comunicazione con il cliente.

Ricorda che gli utenti non sono solo coloro che ti pagano per un servizio, ma sono anche la tua prima fonte di pubblicità. Se il tuo lavoro piace, il cliente tornerà e consiglierà ad altri di sceglierti.

Allora, sei pronto per il tuo nuovo lavoro da casa con Fiverr?  Vai sul sito ufficiale che trovi a questo indirizzo: https://www.fiverr.com/  e inizia a costruire il tuo lavoro online da casa!

Lavorare da casa con Instagram

lavorare da casa con Instagram

Hai mai pensato che Instagram potrebbe diventare il tuo “datore di lavoro”?

Se stai cercando un modo per lavorare da casa e crearti uno stipendio, Instagram ti offre diverse possibilità reali e concrete.

Ci sono persone in tutto il mondo che incassano migliaia di euro al mese grazie a questo social network incentrato sulle foto.

E non sto parlando solo dell’inarrivabile Chiara Ferragni – che con il suo lavoro da fashion blogger che ruota anche intorno a Instagram incassa oltre 8 milioni di euro all’anno (ma non guadagna solo grazie a Instagram).

Ci sono migliaia di persone che grazie alla popolarità del proprio profilo si sono costruiti un ottimo stipendio da migliaia di euro al mese.

Ma cosa significa esattamente lavorare su Instagram?

Non si tratta, come pensano in molti, di fare soldi sulla base dei “like” sui post o sul numero di seguaci, ma di utilizzare Instagram per raggiungere potenziali clienti e vendere loro prodotti o servizi.

Il primo passo per costruire il proprio lavoro da casa su Instagram è creare un pubblico.

I tuoi seguaci saranno la tua fonte di reddito.

Per costruire la tua base di follower, ti consiglio di leggere le indicazioni contenute in questa guida:

Aumentare follower instagram: la guida definitiva alle tecniche avanzate.

Se invece disponi già di un buon numero di seguaci, sei pronto per passare alla fase di monetizzazione.

In pratica, devi trovare prodotti o servizi da promuovere.

Il primo sito che ti consiglio è SnapFluence, un portale che ti mette in contatto con le aziende che sono alla ricerca di pubblicità per un prodotto o per il brand. Per essere accettato è necessario essere un utente attivo di Instagram con un considerevole numero di seguaci e si viene pagati o in denaro o in prodotti gratuiti.

Un’altra network da provare è Instabrand. Questa società  100% made in Italy offre la possibilità di lavorare come influencer per diversi brand internazionali. Le condizioni di accesso sono leggermente restrittive, ma selezione significa qualità (e quindi guadagni più alti).

Funziona così: una società fa un’offerta per postare qualche foto su Instagram e se ti piace puoi accettarla e iniziare la pubblicazione. Tuttavia, queste aziende hanno determinati requisiti per poter lavorare con loro (come quello di avere un minimo di 500 seguaci).

Ma con Instagram puoi crearti il tuo lavoro da casa anche senza intermediari.
Hai un prodotto da vendere? È possibile utilizzare Instagram come canale di per vendere i tuoi prodotti (più avanti trovi due esempi).

Una delle cose che mi piace su Instagram è che è possibile scattare foto coinvolgenti utilizzando oggetti molto semplici e qualche ritocco.

Puoi raggiungere numerosi clienti e vendere loro il tuo prodotto semplicemente postando le tue immagini. La gente viene colpita dall’immagine prodotto, lo osserva e acquista.

Una buona idea per cominciare è quella di creare fin da subito il proprio hashtag personale. Dopo aver ottenuto migliaia di seguaci, molti utenti riconosceranno il tuo hashtag e potranno individuare con facilità i tuoi prodotti.

Questo tipo di lavoro da casa si combina perfettamente con il metodo del blog (che abbiamo visto sopra), in modo da sfruttare più canali per la vendita e aumentare le possibilità di guadagno.

Esempi di lavoro da casa con Instagram: dal fotografo al cuoco

lavorare da casa come cuoco

Sei un interprete? Un cuoco? Un designer o programmatore? Sei uno stilista? Uno scrittore? Puoi farti conoscere nella comunità di Instagram, dimostrare le tue abilità pubblicando alcuni esempi pratici del tuo lavoro e farti pagare per vendere i tuoi prodotti o offrire il tuo servizio.

Ad esempio, se vuoi lavorare da casa sfruttando la tua capacità di riparare i cellulari, puoi pubblicare le foto delle tue riparazioni . Questo ti permetterà di rimanere in contatto con i tuoi clienti, fidelizzarli e trovarne di nuovi.

Oppure, se vuoi lavorare come cuoco a domicilio, puoi usare Instagram per pubblicare le foto dei tuoi piatti e trovare nuovi clienti a cui offrire il servizio.

Un altro tipo di lavoro che si può fare da casa su Instagram è la vendita di foto.
Basta una connessione a Internet, una macchina fotografica professionale e tanta creatività.

Forse non lo sapevi, ma ci sono migliaia di persone che guadagnano quando i seguaci acquistano le loro foto utilizzando questi servizi:

Instaprints – la gente può comprare foto che hai postato su Instagram e ricevere la copia cartacea o altri tipi di oggetti (biglietti di auguri, regali, ecc)

Twenty20 – una società che permette di vendere le tue foto facilmente agli utenti Instagram in tutto il mondo.

Printstagram – un servizio di stampa per le tue foto Instagram che i tuoi seguaci possono utilizzare per acquistare le foto che hai postato.

Lavorare da casa con Instagram e le affiliazioni

Prima di leggere questo capitolo, se non lo hai già fatto, dai un’occhiata sopra a come lavorare da casa con le affiliazione e un blog. Il procedimento è simile e qui darò per scontati alcuni elementi.

L’idea è che puoi guadagnare su Instagram ogni volta che qualcuno fa un acquisto cliccando su un link di affiliazione che hai inserito come descrizione della foto.

L’utente fa click, acquista e tu ricevi la commissione.

Come per il blog, puoi trovare i link di affiliazione su Amazon o con altre società.

Hai un profilo Instagram dove pubblichi le tue ricette? Puoi inserire i link di affiliazione dei tuoi libri di ricette preferiti, e guadagnare ogni volta che un utente ne acquista uno passando per il tuo profilo.

Sei un appassionato di oggetti per la casa? Puoi fotografarli, mostrarli ai tuoi followers su Instagram e inserire il link affiliazione del prodotto per far si che venga acquistato.

Le idee possono essere tante.

Non ti resta che iniziare a far crescere i tuoi follower e costruire il tuo lavoro online!

Se cerchi una guida specifica che ti guidi nella creazione del tuo lavoro con Instagram, ti consiglio di seguire il corso InstagramOnFire, che trovi a questo link: https://instaonfire.com/

Con questo corso imparerai a raggiungere un buon numero di seguaci e come guadagnare, con esempi pratici e indicazioni passo passo per creare il tuo business online.

iniziare a lavorare da casa

Beh. Sei sei giunto alla fine di questa mega-guida, non posso che ringraziarti.

Adesso è il tuo turno. Qui ci sono “solo” parole. Ora devi passare alla pratica!

Lo so, a volte il mondo di Internet può apparire complesso, ma con impegno e voglia di fare arrivano i risultati.

Continua a studiare, a informarti e provare, senza dimenticare che la creatività è un ingrediente indispensabile di ogni progetto.

Qui su Marketers puoi trovare guide, articoli e notizie che ti permetteranno di continuare a crescere e trovare ispirazione per raggiungere nuovi obiettivi.

Una fantastica risorsa che abbiamo lanciato è il Metodo Marketers, dove puoi leggere le strategie applicate ogni giorno dal nostro team per garantire il successo della tua presenza online.

Dai un’occhiata anche alle varie sezioni del sito e scopri tu stesso le risorse che ti possono essere utili!

Nella sezione “web marketing” trovi le pillole di digital marketing pubblicate con cadenza quasi-giornaliera.

FALLO ORA

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Lavorare da casa con Internet: Mega Guida al lavoro online 1
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Per il resto… ti lascio il piacere della scoperta!

Spero di averti dato una mano e che presto mi scriverai un commento sul tuo nuovo lavoro da casa su Internet.

Intanto, se ti è piaciuta questa guida puoi ricambiare con un like o una condivisione. 🙂

20 risposte

  1. Confermo! La passione prima di tutto, ma individuare la nicchia é fondamentale! Ho conosciuto persone che sono riuscite a guadagnare anche con dei barbecue grazie ad ottimi articoli!

    1. C’è chi guadagna con dei barbecue (forse abbiamo qualche amico in comune 🙂 ), chi con il caffè, con il basket, con i viaggi, con il fai da te… Le nicchie da monetizzare sono infinite! Poi non devono mancare una buona strategia e la voglia matta di “disegnare” la propria vita seguendo una passione.

  2. Pingback: Business Online e Stalking
  3. Pingback: Trasforma il sogno in risultato
  4. Pingback: Lavorare in proprio può renderti indipendente?
  5. Pingback: Come creare un blog professionale con meno di 150 euro
  6. Pingback: Come trovare l’idea giusta | Marketers Idea
  7. Pingback: 10 modi per trovare nuove idee da scrivere sul tuo blog
  8. Pingback: Storytelling: l’arte di raccontare storie nel digital marketing  
  9. Pingback: Inventarsi un lavoro su Internet: La Guida per affrontare il cambiamento
  10. Io ho recentemente iniziato a pubblicare alcuni miei servizi su https://www.jobplaza.it una sorta di marketplace per offrire lavoro o realizzare servizi. e’ nuovo e per adesso non ha dato granchè come risultati. Ma nel nostro lavoro si sa che occorre perseverare ed insistere!

  11. ma di quale lavoro si parla ??? sul web solo miliardi di proposte fasulle ed inutili ho fatto una ricerca lunga alcuni anni niente di serio !!!

    1. Scusami, ma non sono d’accordo. Come accade normalmente occorre impegno costanza e soprattutto sbagliare molto per trovare il sentiero giusto. In qualunque attività in proprio occorre olio di gomito e costanza. E non dimentichiamo l’estro e la fantasia!!

  12. Confrontare le tue aspettative di carriera, scoprire specifiche esigenze di sviluppo professionale con avanzamenti di carriera adeguati alle tue esigenze. http://www.drogbaster.it/lavoro-esigenze-carriera/

  13. Sono tutte cose interessanti. Peccato, però, che non appena ti metti a incassare qualcosa, per lo stato italiano, devi necessariamente aprire una posizione fiscale che nei casi suddetti, dovrebbe essere una partita IVA, visto che non puoi certo essere pagato per ritenuta fiscale da Google, ad esempio. E nel momento che apri una partita IVA se ne vanno circa 3500 euro l’anno di INPS (contributi pensionistici) che anche se ti verranno restituiti tra 40 anni, ti creano problemi adesso…e non ci puoi nemmeno rinunciare. Inoltre, per gestire il casino di leggi e leggine, hai bisogno di un commercialista che minimo si becca quei 150/160 euro al mese. Poi, se passi il reddito complessivo di circa 7000 euro/anno, ci paghi il 30% di tasse circa (a spanne, minimo…). E poi ci sono gli studi di settore e il rischio, sempre presente, che la G.D.F. o l’INPS o qualche istituzione, ti consideri un evasore, per un errore loro e ti venga addosso con tutta la loro arroganza e indifferenza.
    Ecco, intanto che scrivo, mi è già andata via la voglia di provare a far qualcosa…

  14. Articolo molto chiaro e utile per chiunque abbia un blog. Consigli pratici. Complimenti Emanuele Mi permetto di segnalare anche per chi ha un blog una alternativa a Google Adsense come revenee.io che permette di generare ricavi ospitando pero’ native advertising. Ottimo anche per offrire alla propria audience un servizio migliore con meno ads invasive, per i risultati che sto ottenendo ora soluzione brillante e che funziona. Ti è mai capitato di testarlo?

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Riccardo Zefelippo

Leggi la storia di Riccardo

Ho una tribù di Gorilla e non potrei esserne più fiero.

Fermi tutti: non vivo in Congo e non lavoro in uno zoo.

Per capire esattamente di cosa sto parlando, meglio riavvolgere il nastro a qualche anno fa:

Dopo la maturità partii per l’Inghilterra, affamato di esperienze e di indipendenza.

Sognavo di imparare diverse lingue, fare volontariato, salvare tartarughe o costruire scuole in Africa.

La vita pensò bene di darmi subito uno schiaffo in faccia, il più brutto della mia vita:

A poco tempo dalla pensione e dal suo sogno di passarla in barca, papà ci lasciò, per sempre.

Da ragazzino pieno di sogni a uomo di casa. Tutto in ventiquattr’ore.

Tornai in Italia e accettai il primo lavoro che mi capitò. Mi ritrovai in un ufficio senza finestre, davanti a una scrivania, con qualcuno che mi diceva esattamente come vestirmi e come comportarmi. Ogni singolo giorno.

Diventò presto il mio incubo peggiore.

In una delle tante notti insonni di quel periodo, a inizio 2014, qualcosa catturò la mia attenzione: il blog di Dario Vignali.

Mentre leggevo le parole di Dario, oltre a imparare strategie di marketing, vedevo una via di fuga dallo stile di vita in cui ero intrappolato.

Da lì iniziarono le vere e proprie montagne russe…

Provai a lanciare un business per mia sorella, fallendo.

Diedi le dimissioni e iniziai a saltare da un lavoro all’altro, senza meta.

Iniziai a uscire di meno con gli amici, a lanciare progetti online, a investire tutti i miei soldi e il mio tempo libero nella formazione:

Facebook Ads
Funnel
Copywriting
Social Media Management…

Dopo qualche anno le cose iniziarono a funzionare alla grande e mi ritrovai a gestire lanci da centinaia di migliaia di euro.

“Sto andando nella direzione giusta”, pensavo.

Eppure poco dopo…

Avete presente quella brutta sensazione di vuoto, ansia e demotivazione?

Sì, quella che ti colpisce dal nulla, che ti fa capire che stai sbagliando traiettoria. Di nuovo.

Scavai in profondità e iniziai a capire due cose:

Non mi piaceva avere un capo o lavorare alle idee degli altri (così accolsi il mio animo da imprenditore).

Non volevo collaborare con aziende che non condividevano i miei valori (così ritrovai il mio animo da attivista hippie).

Sono vegano, ho sempre amato gli animali e lotto ogni giorno per la sostenibilità ambientale (in ogni sua forma). Volevo ritrovare le stesse idee nei miei clienti.

Fast forward: Marketers Meetup di Roma. Siamo nel 2019.

C’è la maggior parte della Family. Il locale è stracolmo.

Evito accuratamente la folla e incontro altri due introversi: Giulia e Valerio.

Come me, sono studenti di Marketers. Tra una chiacchiera e l’altra, la serata vola via e ci salutiamo. Nessuna epifania (per ora).

I mesi corrono veloci e arriva il Marketers World di Rimini.

“Dai, venite anche voi stasera!”

Una ragazza conosciuta al World invita me e la mia ragazza a cenare al Flower Burger, insieme ad altri ragazzi (che ancora non conoscevamo). Esitiamo un po’, ma alla fine ci andiamo.

A tavola, mentre cerco di associare tutti i nuovi nomi a un volto, ne riconosco due: Giulia e Valerio.

Scopriamo di essere tutti e tre vegani, di voler essere imprenditori e di sognare di salpare con Sea Shepherd per salvare le balene dalle navi giapponesi.

Ora, tutti a questo punto avrebbero iniziato a intravedere delle chiare coincidenze.

A noi serviva ancora un segnale per decidere che era il momento di iniziare a collaborare insieme.

Il segnale in questione era il mio post di presentazione sul gruppo studenti di Business Genetics, scritto qualche mese dopo il World.

Tra i vari commenti (stavolta il destino voleva essere esplicito) c’era anche quello di Valerio.

Da quel giorno io, Valerio e Giulia abbiamo iniziato a conoscerci meglio, a fare lunghe chiamate notturne e a coltivare un nuovo progetto che è germogliato ad aprile dell’anno scorso:

Gorilla Tribe.

Un’agenzia di marketing (odiamo ancora chiamarla così) con un unico scopo: aiutare aziende e personal brand che hanno un impatto positivo sul Pianeta.

Le nostre parole d’ordine sono etica e sostenibilità.

In poco tempo lanciamo il sito e iniziamo a fare delle cold call ai primi clienti.

Boom.

La risposta è incredibile, con un magnitudo più grande di quanto ci aspettassimo:

Tanti imprenditori vogliono lavorare con noi perché si rispecchiano perfettamente nei nostri valori.

Diamo così vita a un nuovo approccio al marketing, che chiamiamo “per gli Eroi del Pianeta”.

Ah, se un’azienda ci contatta per “seguire il trend del momento”, rifiutiamo categoricamente.

È difficile farlo, specialmente all’inizio, ma sappiamo che la nostra vision è troppo importante per essere compromessa.

Perché “Gorilla Tribe”?

La risposta è semplice:

I gorilla sono animali forti, pacifici, si raggruppano in grandi tribù e vivono in armonia con madre natura.

Noi gli assomigliamo (e non potremmo esserne più fieri).

Finalmente ritrovo me stesso in quello che faccio, al 100%.

Ho avuto tanti momenti difficili nella vita, ma la cosa più importante è che non ho mai smesso di credere che esistesse una via migliore.

Ora ho la mia amata tribù di Gorilla, e non potrei esserne più fiero. E in più…

So che tutto questo è solo l’inizio.

Da un insolito imprenditore attivista hippie è tutto,

Riccardo

Giorgia Colavita

Leggi la storia di Giorgia

Mi prendo la responsabilità di ciò che sto per dire.

Sarà impopolare e molti mi odieranno. Ma sarà anche profondamente vero.

Credo che il marketing digitale non dovrebbe essere di tutti.

Prima di inca***rvi, pensateci:

Abbiamo trattato l’ecosistema online come l’ambiente più democratico della storia.

Il luogo dove ognuno può farcela e dar vita al proprio sogno. Vendere qualsiasi cosa e vivere una vita meravigliosa.

Qual è il risultato?

Da un lato ci sono tantissime persone creative che si sono inventate vite e lavori, e ciò è fantastico.

Dall’altro, l’online si è riempito di gente che scimmiotta strategie altrui per promuovere roba scadente.

Gente che vede un ad e la copia. Vede un funnel e lo copia. Questo perché per replicare un prodotto servono anni di lavoro, per replicare una strategia di marketing le barriere sono inesistenti.

Per questo credo che sia il momento di stringere la tenaglia. Il momento di non fare entrare in questo mondo chi non ha un codice etico. Chi usa in modo improprio ciò che viene insegnato in ambienti come Marketers, e che ha un valore così elevato.

Parlando di valore, credo non esista nessun percorso in Italia che ne ha così tanto come Business Genetics.

Ma lasciatemi fare un passo indietro.

Lavoro nel mondo del marketing da una decina d’anni, gestendo diversi team in diverse aziende.

Parliamoci chiaro, non mi sono mai sentita una dipendente. Quando i progetti nascono da te, diventi una sorta di imprenditore dentro l’azienda.

E io sono sempre stata una persona ambiziosa. Ho sempre creduto che il desiderio di eccellere fosse un’inquietudine positiva, una “fame di vita” necessaria.

Ma per quanto me la raccontassi, quella che facevo anni fa non era una vita sana. I ritmi folli mi assorbivano e dormivo due ore a notte.

Finché un giorno non mi hanno ricoverata. Avevo 190 battiti a riposo, i medici temevano che avessi un aneurisma e rimasi in ospedale per 10 giorni.

Quella fame mi stavano uccidendo.

Uscita dall’ospedale mi licenziai.

Decisi di cambiare vita e iniziai a lavorare in una copisteria di Reggio Emilia. Un’azienda ferma agli anni ’80.

Una tela bianca dove potevo sbizzarrirmi e ripartire da zero.

Creai il sito, la veste grafica, il marketing. All’epoca avevo già fatto Instadvanced, Copymastery e Facebook Advanced.

E dopo?

Il (buon) lavoro paga sempre.

La copisteria inizia quindi a crescere e tutto va alla grande. Ma quando arrivo all’obiettivo che mi sono posta, capisco che ho bisogno di nutrirmi di altro.

Un giorno mi contatta un noto brand. Sono una S.p.a., io la ragazza della copisteria di Reggio Emilia. Facciamo un paio di incontri, in cui mi dicono che stanno cercando una nuova agenzia di marketing.

Mi fanno una proposta da 10k al mese. I miei capi si spaventano. Troppo fatturato, troppe tasse. Troppa crescita troppo velocemente.

Realizzo che ho trasformato quella piccola copisteria in un’agenzia di marketing capace di riscuotere l’interesse di brand enormi.

Io e la mia collega Antonella ci guardiamo in faccia: non possiamo dire di no a un contratto del genere. Che fare?

La prima cosa che faccio è comprare Business Genetics. La seconda è licenziarmi (insieme alla mia collega e ora mia socia). La terza è partire in viaggio per San Francisco.

2 settimane dopo, al mio ritorno in Italia, la mia fame aveva divorato il corso da cima a fondo.

Prima avevo un’idea di business, che mi avrebbe portato a fare molti errori. Errori che Business Genetics mi ha impedito di commettere.

Non so come avrei iniziato da zero. Sarei stata una dipendente con molte qualità, non un’imprenditrice.

Quello che è successo è che un giorno dopo essermi licenziata sono passata da 30k l’anno come dipendente a un giro d’affari di 140k.

E la cosa divertente è che ho anche detto di no a quel grosso cliente.

L’ho fatto per salvaguardare la mia salute. Non volevo rimanere incastrata nelle dinamiche da agenzia. Avrei finito per lavorare solo per loro e non sarei stata libera.

Ho aperto un’agenzia (Arketing Studio), perché è ciò che so fare bene. Ma so anche che non è ciò che vorrò fare per sempre.

È il mio 20/80 capace di darmi la vita e le soddisfazioni che voglio, per poter lavorare su ciò che già mi ronza in testa.

Oggi in Arketing non siamo più in 2, ma in 7. È ormai una realtà solida, strutturata e in crescita.

E questo dopo neanche 12 mesi.

Licenziandomi ho fatto all in, ho messo tutto sul piatto. E ora mi trovo spesso a pensare:

“perché non l’ho fatto 10 anni prima?”

La qualità della mia vita è esplosa, oltre ogni immaginazione. Posso dire sì e no quando voglio. E dico molti più no che sì.

E ora?

Sto cercando di creare un prodotto che abbia dei forti valori etici al centro.

Non voglio far parte della schiera di persone che si lamentano, ma essere tra quelle che fanno qualcosa per migliorare il nostro pianeta.

Voglio unire business, etica e scalabilità in un progetto che continui ad emozionarmi e che sia in costante crescita.

Pur continuando a prendermi cura della realtà che ho creato e di cui sono estremamente fiera.

Realtà che è come un bambino, che ho accudito e che ora è quasi pronto a camminare con le proprie gambe.

La verità è che ho voglia di dedicarmi a qualcosa che non tocchi solo me.

Ho l’esigenza di restituire qualcosa indietro, perché sento di aver avuto tanto dalla vita. Ho fatto tante esperienze, e anche ciò che mi è successo di negativo è stato un grande regalo.

Ora se non restituisco tutto ciò esplodo. Sento questa gratitudine immensa che se ci penso mi fa commuovere.

Ho fame, da sempre. Ma questa fame finalmente ha smesso di logorarmi, e ha iniziato a nutrirmi.

Nonna Licia

Leggi la storia di Licia

Questo sarà un post diverso dagli altri.

Diverso perché la protagonista della storia è una giovane donna di 90 anni.

Diverso perché, fino a due anni fa, questa donna non aveva profili social di alcun tipo, e ora è un’influencer con quasi 100.000 follower.

Quella di Nonna Licia è una storia tanto incredibile quanto vera. Abbiamo avuto il privilegio di fare una chiacchierata con lei nei giorni scorsi, e pensiamo che le sue parole possano essere di profonda ispirazione per tutti.

Soprattutto per chi pensa che ormai il meglio sia alle nostre spalle, come il momento giusto per iniziare un progetto, per dare vita a un sogno, per riprendere in mano la nostra vita e darle quel tocco di colore in più.

Oggi riportiamo testualmente ciò che ci ha detto Licia (anche perché non c’è una virgola che cambieremmo).

——

“È una cosa molto interessante. Prima ero una persona tranquilla, che pensava esclusivamente alla famiglia e al marito malato da tanti anni.

Poi la situazione si è rovesciata.

Ho ripreso in mano la mia vita, come quando ero giovane (certo, con qualche piccola differenza) e non mi sono mai arresa. Sono sempre in movimento, pronta a qualsiasi cosa che arriverà.

Mi ha fatto tanto piacere tutto ciò che è successo durante questa avventura online.

Prima ero più scorbutica, non capivo che senso potesse avere mostrare la mia vita agli altri.

Ora vedo il progresso, l’importanza di proseguire. Mi rendo conto che è bello andare sempre avanti, in qualsiasi momento e qualsiasi cosa ci capiti.

Sfidarsi sempre e non disperare mai, anche quando ci tocca stringere i denti.

Questo progetto per me ha cambiato tutto. Mi ha fatto ritrovare la vita, che dalla depressione dopo la morte di mio marito stentavo a riprendermi.

Ho capito che la vita è bella, che non bisogna mai abbattersi e che c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. È importante non fermarsi mai.

Certo, soltanto adesso sono un “pochetto ferma” a causa del coronavirus, ma passerà anche questa. Ne ho passate tante altre.

Così come è venuto, se ne andrà.

A chi vuole fare il mio mestiere di influencer direi di essere prima di tutto spontanei, di dire la verità e non prendere in giro nessuno.

Non siate ipocriti, perché la gente oggi capisce chi è sincero e chi no. Basta guardare le persone in faccia, si capisce.

Andate avanti, sfidatevi. Mettetevi in discussione e siate sempre sinceri. Sempre voi stessi.

Pronti per la prossima meravigliosa avventura”.

Licia

Enrico Florentino

Leggi la storia di Enrico

Ho 50 anni e mi sento lo zio di Marketers.

Ho vissuto una vita intensa, mossa dalla curiosità.

Sono nato in banca, almeno dal punto di vista professionale.

Dopo 7 anni ho cambiato lavoro e ho imparato il mestiere del consulente finanziario.

Dopo altri 7 anni (un numero che ricorre spesso nella mia vita) sono diventato manager di altri consulenti.

Li aiutavo a raggiungere i loro obiettivi aziendali, guadagnavo bene e mi ero iscritto a un master in business administration.

Bella vita, bello stipendio.

Ma una mattina è cambiato tutto.

Mi sveglio, mi guardo allo specchio e mi dico:

“Enrico, sei felice?”

Ogni giorno tutto si faceva più pesante e difficile.

La risposta:

Se non lo faccio ora (a 45 anni) non lo farò più.

Nonostante avessi un lavoro sicuro, quel giorno ho deciso di cambiare vita. Rinunciando ai tanti agi conquistati, per puntare unicamente su me stesso.

Volevo creare una mia academy, una scuola che potesse formare migliaia di consulenti finanziari e cambiare la loro vita. Volevo farlo a modo mio.

Come al solito (quando mi metto nei casini da solo) mi sono detto:

“Flore, e mo’ so’ ca**i tuoi”.

Ora ho imparato che quando ti bruci le navi dietro, puoi solo andare avanti.

Subentra l’istinto di sopravvivenza. E non dormi la notte finché non ci riesci.

Allora però non lo sapevo, è una consapevolezza che va allenata col tempo.

Sapevo solo che rimanere dov’ero mi avrebbe portato a raccontarmi solamente delle grandi balle, a credere di non potercela fare.

La doccia fredda ti sveglia.

Tornando a noi, all’inizio (per andare avanti senza bruciarmi i risparmi) ho iniziato a tenere giornate di formazione a rappresentanti di… materassi.

Parallelamente bussavo alle porte dei miei possibili clienti, con la classica overconfidence dell’imprenditore veneto stampata in faccia.

Faccia che riceveva porte sbattute, una dopo l’altra.

Mi presentavo come un outsider, uno con idee innovative da realizzare, uno che desiderava fare la differenza per i consulenti finanziari.

Peccato che, come per tutti gli outsider, di spazio ce ne fosse poco.

Tutto veniva affidato alle solite noiose, ma affidabili, società di formazione già presenti sul mercato.

Io ero meglio, avevo di più da offrire, eppure… niente.

Mi sono detto: “vuoi vedere che è la prima volta che fai una scelta così importante (con la tua famiglia da mantenere) e hai fatto fiasco?”

Dovevo aumentare la mia autorevolezza. Ma come?

Decisi di scrivere un libro.

Invece però che iniziare scrivendolo, andai sul sito di 3 case editrici importanti e proposi a tutte e 3 di pubblicare un libro che non avevo ancora scritto (omettendo saggiamente l’ultima parte).

Mi presentai quindi davanti agli editori con una cartellina contenente tutta la strategia di promozione del libro (in quello ero bravo), ma arrivò finalmente il momento della fatidica domanda:

“Ma il libro è pronto, vero?”

E la mia risposta: “certo, è QUASI pronto”.

Ho venduto il libro allo scoperto (come si dice nell’ambiente della Borsa). Ossia prima ancora di averlo scritto.

E firmando il contratto arrivai a ripetermi di nuovo:

“Flore, e mo’ so’ ca**i tuoi”.

Un’altra doccia fredda.

Iniziai a svegliarmi alle 5 ogni mattina per scrivere il libro. Ogni singolo giorno, dalle 5 alle 7, scrivevo.

In 3 mesi era pronto, e una volta pubblicato divenne un caso editoriale nel mondo dei consulenti finanziari.

Ci sono 30.000 consulenti finanziari in Italia, e “L’Imprendipromotore” ha venduto 3.500 copie.

Che poi (sono un amante della musica classica) la mossa di vendere allo scoperto la faceva anche Rossini.

Si faceva dare un grande anticipo per le sue opere senza averle ancora scritte. Poi univa nuove creazioni a materiale vecchio e remixava il tutto.

2 secoli prima dei dj.

Comunque, ricordo quando ho aperto per la prima volta le vendite della mia academy. Era mezzanotte, e a mezzanotte e 3 minuti arrivò il primo iscritto.

Una gioia indescrivibile.

Dai 30 partecipanti di quella edizione siamo arrivati ora a 240 consulenti nell’ultimo anno.

Io voglio cambiare questo mondo. Voglio aiutare i consulenti finanziari ad essere consapevoli di rappresentare l’anello più importante della catena del valore nel settore finanziario.

Oggi tutti i miei collaboratori hanno 20-30 anni in meno di me e circondarmi di ragazzi giovani è incredibile.

Quanti anni posso avere davanti, professionalmente? 15? 20? Un ragazzo ha ancora 3 vite da vivere, con degli strumenti in mano che non si sono mai visti nella storia.

Business Genetics in tutto questo è stata una ventata di aria fresca. Ho imparato tantissime cose nuove, nonostante le mie 50 primavere alle spalle.

La lezione sulla mappa del potere e quella sulla decostruzione dell’impero mi hanno aperto la mente.

Ho compreso il valore dell’impatto che un imprenditore è in grado di generare nella società e nel mondo.

Ossia ciò che, più di tutto, ogni giorno mi sprona ad alzarmi dal letto e fare del mio meglio.

Dovete sapere che ho una moneta sempre in tasca, con scritto “memento mori”, ossia “ricordati che devi morire”.

Può sembrare triste, ma abbiamo una vita sola, ognuno di noi.

E questa moneta mi ricorda di fare ogni sera un bilancio e chiedermi se ho fatto qualcosa per rendere il nuovo giorno migliore di quello precedente.

Per concludere questa storia, voglio dirvi che non esistono le linee rette.

Non vai mai dal punto A al punto B.

La vita è fatta di tanti segmenti e l’importante è proseguire, sempre.

Come diceva Paolo Conte: “era un mondo adulto e si sbagliava da professionisti”.

O come dico io: “Flore, e mo’ so’ cazzi tuoi”.

UP Marketing

Leggi la storia di Tony

“Tony, le estetiste sono ignoranti! Si fanno vendere di tutto”.

Ho passato l’infanzia al Sud, in una casa con quattro donne, tra cui una parrucchiera e un’estetista.

Immaginate la mia rabbia quando anni dopo il mio capo continuava a sminuire quei lavori.

Ogni volta mi prudevano le mani.

Cosa mi tratteneva in quella preistorica agenzia di comunicazione? Me lo chiedevo spesso, ma l’affitto a Roma non si paga da solo e buttavo giù bocconi amari.

Ero destinato a esplodere. Puntualmente avvenne, dopo l’ennesima richiesta assurda. Me ne andai sbattendo la porta.

Non ve lo nascondo, avevo paura.

Avrei trovato lavoro? Come sarei andato avanti? E se fossi dovuto tornare a casa mia?

Ero disoccupato in una delle città più care d’Italia.

Un giorno feci ciò che dovevo, da tempo. Chiamai le vecchie clienti dell’agenzia, raccontai loro cosa fosse successo.

Molte mi confessarono di sentirsi limoni da spremere in mano al mio ex capo.

Ve la faccio breve, diverse estetiste apprezzarono la mia sincerità e mi invitarono a curare il loro marketing. Così ricominciai.

Non potevo immaginare che quello sarebbe stato l’inizio di un percorso che mi ha portato a realizzare fatturati a sei zeri per decine di centri estetici.

All’epoca sapevo solo di aver fatto la scelta giusta.

Conoscere Marketers mi aveva aperto un nuovo mondo, dove ho incontrato persone simili a me, alla ricerca di una strada più etica per fare marketing e business.

Senza bisogno di raggirare i clienti in ogni modo.

Negli anni ho studiato, assorbito e fatto mio il Metodo Marketers. La svolta arrivò nel 2018, quando a un evento in cui ero stato speaker mi fermò una delle estetiste che mi aveva ascoltato.

Allora era la proprietaria di un grosso centro di bellezza, oggi è una delle imprenditrici estetiche più famose in Italia.

Mi chiese se con l’agenzia che intanto avevo aperto avessimo potuto seguirla. Beh, il traguardo che tagliammo insieme mi aprì gli occhi.

Si poteva fare. In appena 12 mesi abbiamo portato il fatturato del suo centro da 500k a 1 milione, trasformandola in una star per il suo pubblico.

Avevamo declinato il Metodo nel mercato dell’estetica e ben presto è diventato il marchio di fabbrica di Up, la mia agenzia.

In poco più di 2 anni siamo diventati un punto di riferimento nel settore, aiutando decine di imprenditrici a moltiplicare i loro fatturati e migliorare le proprie vite.

Proprio grazie a questi successi, nel 2019, sono salito sul palco del World per essere premiato con il Marketers Award.

Sarò sempre grato a Dario, oggi mio amico e mentore, e alla Family per avermi aperto una strada quando vedevo solo ostacoli.
Viceversa non sarei qui, fiero e felice di aiutare migliaia di estetiste-imprenditrici – oggi membri di UMA, la nostra community, dove condividiamo strategie, consigli e tips di marketing.

Voglio chiudere con una riflessione per chi è ancora indeciso e non sa che strada prendere.

Sporcatevi le mani, non temete di andare nella direzione che sentite vostra. L’etica, coniugata alla competenza e all’esecuzione, è l’antidoto più potente alla paura.

Gli occhi saranno spesso stanchi, ma il sorriso sarà sempre leggero.

Daje!

Tony

Filosofia e Caffeina

Leggi la storia di Benedetta

Questa storia sarà piena di digressioni, non avrà un inizio né una fine.

Ad essere sincera non volevo neanche raccontarla, perché a pensarci non sono arrivata da nessuna parte.

Non sono famosa (anche se mia madre lo pensa) e non sono ricca. Forse però sono un po’ più felice e realizzata. Quindi, visto che insistete, eccola qua.

Lavoravo come cassiera in un centro commerciale. Ma prima ancora facevo la psicologa coi ragazzi in difficoltà. Guadagnavo una miseria, avevo un capo che mi trattava come una pezza e che mi rendeva impossibile lavorare.

Un giorno, durante una notte insonne a Milano, mi resi conto che volevo uscirne. Mi chiesi: cosa farei se fossi totalmente libera di decidere che vita vivere?

Mi trovavo in una camera d’albergo e sul letto di fianco a me c’era “Così parlò Zarathustra” di Nietzsche. Ogni volta che mi allontano dalla mia città (Brescia) porto sempre un libro di filosofia con me.

La risposta che cercavo era lì sul letto, nell’amore di tutta una vita. In quel momento pensai a Socrate, che preferì farsi uccidere piuttosto che rinunciare alla filosofia.
Neanche io volevo rinunciarvi.

Tornai a Brescia e affrontai il mio capo, dicendogli che avrei lasciato quel lavoro e sarei tornata a studiare, mi sarei iscritta a filosofia.

Lui rispose alle mie dimissioni con queste esatte parole:

“Benedetta, dove pensi di andare? Tornerai strisciando”.

Molti pensarono che mi sarei trovata sotto a un ponte, e iniziai a temerlo anche io.

Andai a lavorare come cassiera: 10 ore in piedi a servire i clienti.

Facevo anche 190 scontrini al giorno e il mio incubo era incontrare gli ex colleghi o i vecchi compagni di università e leggere l’espressione sul loro volto.

Ovviamente successe: un giorno arrivò un ex collega, che mi guardò in faccia e disse: “che tristezza ridursi così”.

Quello stesso giorno il mio superiore aveva detto a tutto lo staff: “Mi raccomando, sorridete e proponete la borsina a 1 euro e 50”.
E quindi la mia unica risposta fu (tentando di sorridere): “vuoi la borsina?”

Ricordo che la sera rimasi da sola qualche minuto nel parcheggio del centro commerciale, tentando di scrollarmi di dosso l’identità da studentessa di filosofia (con già una laurea, un master e un tirocinio in tasca), che passava le giornate a lavorare come cassiera.

Per fortuna la filosofia mi ha sempre nutrito. Non è qualcosa che ti dà risultati immediati, ma che ti fa fiorire giorno dopo giorno.

E ora? Ora sono entrata nel meraviglioso mondo dell’insegnamento precario, in cui mi dicono anno per anno cosa insegnare. Quest’anno ho fatto educazione fisica e alternativa a religione, quindi in pratica ho insegnato filosofia alle elementari, anche ai bambini con problemi.

Se vi aspettavate quindi un viaggio dell’eroe, rimarrete delusi.

Non è una storia che parte dal basso e arriva in alto.

La vita è fatta di alti e bassi, di montagne russe che non finiscono mai. Non arrivi alla vittoria finale, semplicemente procedi verso la tua direzione.

Sì, ho ottenuto risultati impensabili, e li devo soprattutto a Marketers. Avevo già studiato Copymastery e Instadvanced. Ma sedermi in prima fila al Marketers World è stato il vero spartiacque.

Mi sono detta: “Benny, ti sei giocata le vacanze per essere qui, ora devi combinare qualcosa”.

E a distanza di mesi posso dire che qualcosa l’ho combinata.

Parlo di filosofia sui social, davanti a decine di migliaia di persone (non l’avrei mai creduto possibile), e ho avuto anche qualche grande soddisfazione (tra cui una richiesta di collaborazione da parte di Mondadori).

Ma ciò che conta davvero sono le relazioni.

Sono le persone che seguivo e che ora vogliono collaborare con me. I ragazzi che mi dicono che stanno amando la filosofia per la prima volta in vita loro, che si confidano in dm, che mi mandano storie bellissime.

Mi toglie il respiro pensare che ero la ragazzina che passava i pomeriggi chiusa in casa sulla “Fenomenologia dello spirito” di Hegel, convinta che nessuno avrebbe mai capito quanto fosse meravigliosa.

Credo che ognuno di noi abbia un filo rosso da individuare e da seguire.

Io da piccola giocavo con un libro di filosofia, non sapevo ancora leggere ma mi piaceva da impazzire la copertina. Ai miei occhi era una sorta di libro magico.

Quest’estate l’ho ritrovato, l’ho aperto e ne ho letto il titolo:

“Storia della filosofia occidentale”, di Bertrand Russell.

Tutta la mia vita successiva era già in quel libro che sfogliavo da bambina, senza che sapessi ancora leggere.

Il prossimo video di Filosofia e Caffeina (il mio profilo Tik Tok)? Lo farò su Leopardi.

Leopardi passò la vita a Recanati, finché non organizzò una fuga in gran segreto, che molti studiosi oggi ritengono “patetica”.

Ebbene, voglio invitare le persone a essere patetiche. Perché patetico deriva da pathos, ossia passione. E una vita senza passione non merita di essere vissuta.

Leopardi morì mangiando un gelato, che non poteva mangiare per le proprie fragili condizioni di salute.

Dopo anni di privazioni, fece ciò che gli andava di fare, prendendosene anche i rischi.

C’è tanta bellezza da comunicare nelle vite e nelle parole di chi ha vissuto migliaia di anni fa. Mettere tutto ciò in un video di un minuto sui social è una sfida, ma credo che ne valga la pena.

Mi torna in mente il mio prof di greco che si metteva a piangere leggendo testi di 2000 anni fa. Il fatto che 2000 anni dopo quelle parole facciano ancora piangere le persone è meraviglioso.

Dimostra la connessione eterna tra esseri umani. Che parte da Socrate e arriva (perché no?) fino a un video su Tik Tok.

L'Altra Riabilitazione

Leggi la storia di Marcello

Volevo uscire da quelle 4 mura.

Ho sempre fatto il fisioterapista classico: aprivo lo studio alle 8 di mattina e lo chiudevo alle 8 di sera.

Era la mia vita? No.

Come ne sarei uscito? Bella domanda.

Sentivo l’inquietudine crescere, ma non ambivo a stravolgere tutto.

Non sognavo auto di lusso o una vita dall’altra parte del mondo. Volevo semplicemente uscire dai limiti fisici del mio paesino e arrivare ovunque, anche solo con le parole.

Ho iniziato agendo, senza un vero e proprio piano in mano.

All’inizio aprii un sito web in cui parlavo di riabilitazione. Facevo un migliaio di visitatori al giorno, ma non avevo idea di come monetizzare il traffico.

Poi mi imbattei in Dario e Andrea Giuliodori (che considero i miei mentori), e cambiò tutto.

Articoli, ebook, videocorsi: capii che il digitale mi permetteva di comunicare ciò che sapevo fare non più solo davanti a un singolo paziente, ma a decine di migliaia di persone alla volta.

A distanza di qualche anno, oggi il mio canale Youtube ha 200.000 iscritti e il sito genera circa 20.000 visitatori al giorno.

Ma soprattutto, l’anno scorso ho raggiunto i 100.000 euro di fatturato online, superando le entrate che facevo (e che continuo a fare) col mio studio.

Quando anni fa leggevo questi casi studio sul blog di Dario mi sembravano irrealizzabili, mentre ora sono la normalità.

Come ho fatto? Se dovessi trovare una formula direi:

Arrivare prima + comunicare bene + avere costanza.

Sono stato il primo a fare il fisioterapista online e il primo a metterci la faccia. E questo ha reso fondamentale saper comunicare ciò che amavo e sapevo fare.

Qui Copymastery è stata la fulminazione sulla via di Damasco. Il copy mi ha insegnato come arrivare al cuore e alla mente delle persone, online e offline.

Tutto questo però senza la costanza non sarebbe bastato. Io nel digitale ho visto la vita: arrivavo in studio alle 8 del mattino con già un paio di ore di lavoro sul mio sito alle spalle.

Non mi pesava affatto, mi svegliavo entusiasta.

Ci sono stati momenti difficili, certo. Forse è sempre un momento difficile se hai il coraggio di metterti in discussione.

Quando non stai seguendo una via tracciata, ma ti stai inventando la tua professione giorno per giorno, è normale avere paura.

Io poi vengo da una famiglia di imprenditori e fin da piccolo ho assistito a riunioni di famiglia in cui si parlava solo di problemi e di banche.

Involontariamente associavo l’attività imprenditoriale a tutto quello.

Ho scoperto però che online le barriere sono diverse. Un tempo ci volevano generazioni per scalare un’azienda, oggi può andare tutto molto velocemente. E dipende da te farlo durare nel tempo.

Sembra strano, ma ci vuole coraggio per ammettere che puoi creare un business dirompente in pochissimo tempo. L’assenza di limiti a volte è disorientante.

Soprattutto quando non sei circondato da persone che fanno già quella vita, come nel mio caso.

Ho iniziato a lavorare online a 33 anni, con già un figlio e vivendo in un paesino in provincia di Piacenza.

Intorno a me nessuno capiva cosa stavo facendo e perché.

Oltre ai Meetup e al Marketers World (da cui ho tratto un grande beneficio), ricordo quindi molto bene quando ho incontrato Dario e la Marketers Family a Barcellona.

Quel giorno ho finalmente realizzato di essere circondato da persone che non solo mi capivano, ma che erano ancora più avanti di me.

Poi sono sincero: per me oggi la libertà dell’online non ha prezzo.

Se avessi avuto solo il mio studio avrei passato il lockdown con le mani tra i capelli. Invece ho potuto godermi lunghi momenti di relax nel giardino di casa, ho avuto la libertà di riflettere sulla mia vita serenamente.

Senza l’ansia di capire come andare avanti e anzi, vedendo il mio fatturato aumentare invece che diminuire.

Progetti per il futuro?

Sognare ciò che verrà dopo non è sempre facile.

5 anni fa avrei pensato che questo fosse il massimo pensabile. Poi ci sono arrivato e ho capito di non essere alla fine, ma all’inizio.

Ora sto per pubblicare un libro con una grande casa editrice, e questa cosa mi riempie di soddisfazione. Sto anche cercando il coraggio di reinventarmi di nuovo. Di andare di nuovo dove gli altri non si sono ancora avventurati.

A questo proposito ricordo Dario sul palco del Marketers World 2018, quando parlando di Musical.ly (allora non era ancora diventato Tik Tok), disse: “se pensi che sia una cosa da bambini, significa che stai già diventando vecchio”.

Ecco, mi auguro metaforicamente di non diventare mai vecchio. Se non dal punto di vista biologico, almeno dal punto di vista imprenditoriale.

Malìa Vibes

Leggi la storia di Marta e Giulia

Siamo un po’ lo yin e lo yang.
Giulia – romana, advertiser in Marketers Company – timida e introversa, Marta – da Milano, media content specialist in Shift – un vulcano di parole e risate. In pochi mesi le nostre vite si sono mescolate in maniera del tutto imprevista e imprevedibile.

Tutto è nato durante l’ultimo Team Party con la Family. Amiamo quei momenti, siamo un’azienda totalmente da remoto e perciò il condividere momenti si trasforma in una gioia pura.

È come ritrovarsi con amici che non vedi da tanto tempo.

L’ultima volta, prima della pandemia, abbiamo affittato un intero agriturismo nelle campagne toscane. È stato proprio lì che, per la prima volta, ci siamo incontrate offline.

“Marta mi raccontò di aver programmato un bel tour del Sud Italia. Io ascolto, prendo e porto a casa. Allora eravamo due semplici colleghe, poi durante la quarantena abbiamo iniziato a sentirci spesso.

In pieno lockdown le ho girato una proposta: mi avevano invitato a passare qualche mese a Palermo in estate. Neanche 24 ore dopo abbiamo prenotato una casa per 35 notti, da quasi sconosciute”.

“In Sicilia abbiamo scoperto che io e Giulia siamo opposte ma complementari. Io amo stare al centro dell’attenzione, lei cerca di evitarlo; lei che programma e pianifica, io che vivo nel mio caos”.

Dopo le prime settimane di Vucciria, Taverna Azzurra e serate “ritmo e atmosfera” abbiamo deciso di iniziare a raccontare la nostra avventura su Instagram.

Abbiamo notato che ci scriveva in privato tanta gente, magari persone che non sentivamo da anni o a cui pensavamo non interessasse. Invece si ricordavano cose che avevamo detto o fatto settimane prima.

Così abbiamo aperto un profilo dedicato dove stiamo continuando questo racconto. Già, perché intanto abbiamo preso una decisione… di cuore.

Man mano che si avvicinava il giorno della partenza sentivamo il “mal di Sicilia”. Non volevamo andarcene.

Abbiamo incontrato la persona giusta al momento giusto: una ragazza, durante una serata, ci racconta che cercava casa e inquiline. Noi, che ci eravamo già ripromesse di tornare a Palermo, non ce lo siamo fatte ripetere due volte e siamo andate a vedere degli appartamenti con lei.

Il finale? Abbiamo affittato un appartamento per i prossimi 12 mesi.

Molti potrebbero chiedersi il motivo di questa scelta improvvisa. Beh, un vero motivo non c’è. Lo abbiamo detto, è stata una decisione dettata dal cuore e dalle emozioni.

Abbiamo la fortuna di lavorare in realtà aziendali che abbracciano il remote working. Ecosistemi dove ciascuno ti spinge, anche inconsapevolmente, a vivere davvero la vita che si desidera.

Non è scontato. Molto spesso ci raccontiamo storielle per evitare di prendere scelte coraggiose e, perché no, un po’ pazze. Sono quelle però che ti fanno imboccare la strada di un’esistenza piena.

Ecco, il bello del lavoro che facciamo è che ci dà continue opportunità per dimostrare – in primis a noi stesse – di essere libere, autonome e indipendenti nel fare ciò che ci piace quando ci piace farlo.

Per noi il lavoro da remoto è questo. Non lavorare in pigiama tutto il giorno (a volte anche quello), ma lasciare ogni zavorra alle spalle e liberarsi da ogni sciocco vincolo che ci creiamo.

A volte basta lanciarsi e godersi il viaggio…

Quando guardiamo fuori dalla finestra della nostra ormai nuova casa ringraziamo di averlo fatto. E lo rifaremmo ancora.

P.S.: Ah, e abbiamo un terrazzo super-figo. Se passate di qui, scriveteci, da noi non manca mai ospitalità e un bicchiere di rosso.

Un abbraccio dalla Sicilia,
Marta e Giulia (Malia)

Debora Carofiglio

Leggi la storia di Debora

COLPISCI PIÙ FORTE

La grande crisi del 2008 si è portata via l’azienda di famiglia. Un anno prima era venuto a mancare mio padre.

Ho sentito la terra venir meno sotto ai piedi.

In azienda mi ero sempre occupata di organizzazione e logistica. Parallelamente però mi affascinava il mondo di internet.

Allora era tutto così rudimentale. Nel 1998 avevo creato il mio primo sito web, da lì non ho mai smesso di buttare un occhio a quel nuovo mondo.

La passione è rimasta. Così come la voglia di mettermi in gioco…

Quando però la vita ci si mette, sa colpire forte.

Nel 2012 ho affrontato un divorzio. Da lì i soldi hanno iniziato a scarseggiare sul serio.

Intanto avevo trovato un nuovo lavoro, ma lo stipendio mi durava poco più di una settimana: metà se ne andava per l’affitto, in più avevo un figlio di 10 anni da mantenere.

È stata dura.

Potrebbe sembrare esagerato, ma un post mi ha svoltato la vita.

La passione per la rete non se n’era mai andata e mi ha tirato fuori da quell’incubo. In un angolo di me stessa, coltivavo il sogno di avere un mio business digitale.

Non perché volessi guadagnare chissà quanto o avere il macchinone e la villa a Dubai.

Semplicemente volevo poter lavorare senza vincoli di orario e luogo per poter stare quanto più possibile vicina a mio figlio.

Ecco perché quando per la prima volta ho sentito parlare di Business Genetics mi si è accesa una lampadina (il mio istinto aveva ragione).

Prima però c’era qualche altro ostacolo da affrontare a testa alta.

Ho sempre studiato quando potevo, spesso di notte. Leggevo il blog di Dario e seguivo anche Marcello Marchese.

Era ormai il 2016 e la mia vita, per il resto, continuava a essere un mare in tempesta. Proprio un annuncio di Marcello arrivò nel momento giusto, quando ero disoccupata ormai da un po’:

Cercava una persona per il customer service di un suo progetto.

Mandai la mia candidatura, pochi giorni dopo ero già a colloquio. Finalmente da remoto.

Finalmente avevo trovato qualcuno che non mi dicesse che ero “troppo qualificata per il ruolo” (sì, mi è capitato più volte e ogni volta mi veniva sbattuta la porta in faccia).

Anzi, nel giro di una settimana mi trovai a gestire l’e-commerce nonché l’intero customer service.

La faccio breve.

La mia nuova avventura andava a gonfie vele. Dopo tante difficoltà, una boccata d’aria.

Negli anni seguenti mi sono guadagnata sempre più spazio, fino a diventare manager.

Nel 2019 però qualcosa s’è rotto. Mi sono resa conto che i miei ideali non combaciavano più con quelli dell’azienda e sentivo forte la voglia di costruire qualcosa di mio.

Presi una decisione, insieme al mio nuovo compagno, senza immaginare minimamente dove ci avrebbe portati in pochissimo tempo.

Era una sfida, ma nessuna sfida ormai poteva essere più ostica di quelle che avevo combattuto fin lì.

L’idea che mi frullava per la testa era questa: costruire una società di logistica diversa, che desse supporto totale a e-commerce e network di affiliazione.

Non si sarebbe occupata solo di spedizioni, ma anche di assistenza dei clienti, gestione delle giacenze e dei reclami e conferma dell’ordine telefonica.

Da questo sogno è nata Momoka. C’era però un “piccolo” problema.

Vi ho detto che si trattava di una sfida…

Durante la mia precedente esperienza avevo stretto rapporti con tanti proprietari di e-commerce e affiliate marketer.

Appena seppero della mia nuova azienda, vollero lavorare con me.

Bello, no? Sì, senza considerare però che volevano partire subito.

Era marzo 2019 e, in un solo mese, avremmo dovuto costituire legalmente l’azienda, fare un business plan, pensare a un tariffario, stendere i contratti, trovare i collaboratori, un gestionale, un VOIP, un magazzino e i corrieri.

Non vi nascondo che è stato un mese di poche ore dormite, tanta preoccupazione. E una tonnellata di voglia di farcela.

Fatto sta che il 2 maggio 2019 abbiamo fatto le nostre prime 200 spedizioni. Niente rispetto a quello che sarebbe successo esattamente 1 anno dopo…

Durante lo scorso lockdown abbiamo dovuto cambiare magazzino. Era troppo piccolo per gestire il boom di richieste.

Ne abbiamo preso uno da 800 mq.

Per fortuna nel mezzo avevo trovato un alleato. Un alleato blu.

Come ho detto, ho sempre studiato quando potevo. E volevo continuare a farlo. Cercavo però qualcosa di diverso dai soliti infoprodotti che promettono guadagni mirabolanti.

Così, in occasione del suo primo lancio, ho acquistato Business Genetics.

Business Genetics è stata una scoperta. Prima di tutto, di me stessa.

Ha stravolto la mia crescita personale e ancora oggi sto lavorando per mettere in pratica tutto ciò che ho imparato al suo interno.

Era proprio ciò che cercavo.

Oltre all’enorme carica di crescita personale, questo corso mi ha trasmesso il super-potere dell’imprenditore: la delega.

Probabilmente senza non sarei mai riuscita a scalare Momoka nel giro di qualche settimana.

Le 200 spedizioni iniziali sono diventate 40,000 in appena 2 mesi (marzo e aprile).

E di certo senza Business Genetics non riuscirei a sognare il futuro che ora immagino per la mia creatura.

Oggi manteniamo ancora la media di circa 20,000 spedizioni al mese e a fine ottobre siamo arrivati a 1 milione di euro di fatturato (uno dei miei grandi obiettivi quando ho preso BG).

Siamo ancora all’inizio. Sono sicura che ne vedremo delle belle. E ve le racconterò…

Sono una persona abbastanza timida, ma ho deciso di uscire dalla mia comfort zone. Per un motivo molto semplice.

In tutta questa negatività abbiamo bisogno di fermarci, guardare dentro di noi e trovare la forza di fare qualcosa di bello.

Spero che le mie parole possano aiutarvi anche solo un po’ a riuscirci.

Ricordate:

“Quando la vita ci si mette, colpisce forte. Ma tu, beh, colpisci più forte”.

Un bacio,
Debora.

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Francesco Delle Femmine

Leggi la storia di Francesco

BREVE DIARIO DI UN MARKETER NICHILISTA

Sarebbe stata una traversata da 11 ore e 40 minuti.

Salendo sul Flixbus per Milano Lampugnano non sapevo cosa aspettarmi. Avrei passato la notte lì, seduto al mio posto pagato 1€, per arrivare a destinazione alle 8 della mattina dopo.

E poi? Tutto questo per un aperitivo? In quanti mi avrebbero capito?

Era il 2015, trascinavo la mia vita tra l’università e la prospettiva di una carriera che mi soffocava al solo pensiero.

Sono un nichilista convinto, ma da un po’ avevo scoperto un gruppo di ragazzi che sognavano e mi facevano sognare in grande.

Quando sentii parlare di un aperitivo a Milano, dove per la prima volta si sarebbero ritrovati tutti i Marketers, decisi di andarci. A ogni costo.

Il problema?

Abitavo (e abito) in provincia di Caserta, a circa 748km da Milano. E all’epoca avevo poche decine di euro da parte…

Dopo essermi formato online, anche grazie al blog di Dario, avevo trovato il mio spazio per sperimentare.

Un amico aveva un’agenzia di marketing offline e, con lui, iniziammo a proporre i primi servizi digitali.

I budget erano risicatissimi, ma è stata una palestra formidabile. Me ne dovevo inventare di ogni per raggiungere gli obiettivi…

Ricordo che, nel periodo di quel primo aperitivo Marketers, Instagram aveva introdotto la localizzazione dei post.

Io ci avevo costruito una strategia per un piccolo ristorante (segno del destino?).

Oggi aggiungere la localizzazione è la cosa più naturale del mondo, allora ci portò una copertura pazzesca e altri buoni risultati.

Quel piccolo successo mi aveva fatto capire che c’era un futuro per quello che facevo…

Mi serviva però sentirmelo dire da persone simili. Allora, giù da me, non avevo l’approvazione di nessuno.

Quell’1€ speso per il Flixbus (l’unico mezzo di trasporto che mi potevo permettere) fu il miglior investimento che potessi fare.

Arrivato a Milano, mi fiondai nella stanza che avevo preso. Diciamo che non era per niente di lusso.

Anche il mio budget personale era risicatissimo.

Passai la serata chiacchierando con Dario, Luca, Vittorio e tutti gli altri. Mi aprirono la testa con le loro storie e i loro consigli.

Appena ci salutammo, mi precipitai di nuovo a Lampugnano. Nuovo bus, nuova traversata, ma dentro di me era scattato qualcosa.

A casa mi aspettavano la vita di sempre e l’università. 5 anni fa non era così “mainstream” lasciarla.

Non potevo rimandare più: Dovevo prendere la mia vita in mano. In fondo lo sapevo già:

Avrai abbandonato l’università per sempre. Volevo dedicarmi al digital marketing.

Quando mi decisi definitivamente i miei non la presero benissimo, ma ormai non si poteva tornare indietro.

A Milano tutti mi avevano dato un consiglio, riassumibile così:

“Trovati un co-working dove esprimere le tue potenzialità e conoscere gente”.

Quando tornai a Caserta fu la prima cosa che feci con i pochi spicci che mi rimanevano…

Fu la scelta migliore che potessi fare, dopo quell’investimento di 1€ per il Flixbus per Milano.

In quel co-working sono cresciuto, ho conosciuto persone pazzesche e trovato clienti incredibili. Proprio lì nacque Alfonsino, un progetto di food delivery focalizzato su piccole città.

Erano passati anni da quell’aperitivo, ma mi imbarcai in questo viaggio con lo stesso spirito. Dove mi avrebbe portato?

Ve la faccio breve.

Dopo 3 anni dalla fondazione, Alfonsino è in oltre 400 centri in Italia e stiamo progettando una nuova espansione.

Per 2 anni mi sono occupato del customer service. Poi mi sono spostato sempre più sul marketing e tutt’ora me ne occupo per Alfonsino e altri clienti (di cui magari vi racconterò in futuro).

Marketers è stato un compagno di percorso immancabile. Ho comprato e divorato praticamente ogni corso.

Al di là delle singole strategie, ciò che mi è rimasto è una mentalità che applico ogni giorno nel mio lavoro.

Proprio qualche settimana fa, insieme a tutto il team di Alfonsino, abbiamo chiuso un crowdfunding da 350,000€.

Era il secondo per noi (il primo era da 150,000€).

Eravamo indecisi se provarci o no. Alla fine ci siamo lanciati, applicando il puro Metodo Marketers:

Abbiamo aperto una community, l’abbiamo popolata di potenziali investitori e dato valore a ciascuno di loro (in base alle diverse esigenze).

In pochissimo tempo siamo arrivati al goal. Così, ora è ufficiale, nei prossimi 24 mesi apriremo in 24 nuove città.

Questo è stato uno dei miei traguardi personali, che mi ha insegnato tanto in questo anno così complesso.

Un anno che, nonostante io rimanga un nichilista convinto, mi ha insegnato una cosa:

Non importa quanto duro e lungo sembri il viaggio, il cammino spesso ti porterà dove non ti aspetti e ti lascerà più ricco di esperienza e conoscenza.

A presto. Un abbraccio,
Francesco

Ida Dalicante

Leggi la storia di Ida

LA TRAPPOLA DELLA NORMALITA’

C’è sempre stata una domanda a cui non sapevo rispondere:

Cosa vorresti fare da grande?

Può sembrare sciocco ora, ma non avere una risposta mi faceva pensare che ci fosse qualcosa di sbagliato in me.

Mi ero ormai rassegnata a portare termine ciò che avevo iniziato (la laurea in Economia) e poi chissà…

Sin da piccola, per i miei parenti e conoscenti, ero sempre stata “quella che sa cantare”.

Nel 2009 avevo anche iniziato a pubblicare su YouTube le mie cover di canzoni famose. Fecero qualche migliaia di views, non poche per l’epoca.

Però quella definizione mi stava stretta.

Ero “quella che sa cantare”, ma le mie ambizioni mi portavano altrove.

Avete presente quei programmi televisivi sugli imprenditori americani?

Ecco, non so bene perché, ma avevano fatto nascere in me il fascino dell’imprenditoria.

L’idea di organizzare un gruppo di persone intorno a un’idea per trasformarla in realtà mi attraeva.

Anche per questo motivo, nel 2012, mi ero iscritta a Economia.

Presto mi resi conto che volevo fare, non solo riempirmi il cervello di teoria. Continuavo a non capire cosa cavolo volessi combinare nella vita…

L’esame di marketing mi illuminò o, almeno, così mi sembrava allora. A me piaceva (e piace) il business della moda. La mia mente pensò:

“Perché non aprire un blog dove parlare di marketing e moda?”

Ecco come nacque “Pistacchio e Liquirizia”.

La storia di questo nome? Beh, dietro c’è stata una lunga ricerca di mercato, brainstorming infiniti…

In gelateria. Sì, in realtà l’ho pensato in gelateria, mentre ero in preda all’indecisione tra un cono pistacchio e cocco o pistacchio e liquirizia.

Potete immaginare, con questi presupposti, che fine abbia fatto il mio primo blog.

Al di là di questo però, quell’esperienza mi fece conoscere – virtualmente – prima Dario e poi Luca.

A dirla tutta, testarda come sono, ho letto le guide di Dario e poi ho deciso di fare di testa mia. Diciamo che non è andata benissimo.

Luca, invece, all’epoca aveva un podcast. Era circa il 2015.

Loro due comunque mi fecero buttare l’occhio su un nuovo mondo.

Era un mondo diverso da quello – teorico e astratto – dove mi ero rassegnata a rimanere. Un mondo fatto di cose concrete, progetti entusiasmanti…

E poi? Beh, di motivi ce ne sarebbero tanti, ma dopo quella scoperta caddi in un blocco totale.

Nonostante tutto mi rintanai in quella che mi sembrava la normalità.

Dal 2015 al 2018 mi sono trascinata dietro una vita che non mi soddisfaceva, andando verso un futuro che non mi entusiasmava.

Questo fino al 6 febbraio 2018.

Probabilmente stavo cazzeggiando su Facebook, in una “pausa” dallo studio per l’esame di Diritto privato.

Ero iscritta a WE ARE MARKETERS da tempo. Scorrendo il feed, lessi un post dove si annunciava la ricerca di nuovi Jedi.

Ora, voglio essere onesta: non sapevo neanche che cosa fossero i Jedi.

Tuttavia quella mi sembrò l’occasione per dare una sterzata alle cose. Mi dissi “ma sì, proviamoci”…

Per la vostra gioia, ho recuperato la mia candidatura. L’avevo chiusa così:

“Male che vada, mi candido come donna delle pulizie visto che siete dei casinisti fenomenali. Posso anche cucinare”.

Sì, mi sono candidata come donna delle pulizie di un’azienda senza uffici. Un vero genio, eh?

Al di là di questo, rileggere quella candidatura mi ha fatta sorridere e riflettere. Queste parole in particolare le sento ancora mie, a distanza di anni:

“La normalità, la monotonia non fa per me. Voi siete un concentrato di ciò che vorrei vivere. E poi, ho tanta voglia di mettere in pratica ciò che ho imparato, così come ho voglia di continuare a imparare e darvi fastidio”.

Non so perché, ma la mia candidatura fu accettata.

Dopo 2 anni sono ancora qui a dare fastidio e ho raggiunto un traguardo di cui sono fiera…

Oggi sono Community Manager in Marketers e dirigo la squadra dei miei fantastici, pazzi Jedi.

Finalmente posso rispondere:

Cosa voglio fare da grande?

Prima di tutto, non voglio smettere di sorprendermi e scoprire nuovi mondi.

E sì, voglio continuare ad aiutare i miei Jedi, ragazze e ragazzi da tutta Italia che moderano i gruppi Marketers, a trovare la propria strada. Magari lontana da quella che per gli altri è la “normalità”.

Perché, se c’è una cosa che ho imparato negli ultimi anni, è proprio questa:

La vita è troppo breve per lasciarsi dire cosa farne da una persona diversa da sé.

Un abbraccio,
Ida

Francesco Grisoni

Francesco Grisoni

Leggi la storia di Francesco

La mia storia inizia più di un quarto di secolo fa in una gelida mattinata di marzo a quanto dicono i miei genitori.

Ma a volte penso che la vera avventura sia iniziata consapevolmente e con una sua precisa direzione solo nel mio 24esimo anno di età.

Al tempo ero terribilmente frustrato.

Mi guardavo intorno e sentivo di non appartenere alla realtà che mi ricordava.

Mi resi conto che avevo inserito il pilota automatico, imboccando una strada universitaria tra le tante senza convinzione e vocazione solo per seguire l’esempio di amici e famigliari.

Accadde che la frustrazione raggiunse un livello tale che il dolore fu troppo grande e decisi di voler cambiare. Decisi di iniziare dalle basi dell’appagamento: la crescita personale.

Mi scaraventati fuori dalla mia comfort zone iniziando a prendere lezioni di canto. Fu proprio la terapia adatta di cui la mia anima inespressa aveva bisogno.

Non sapevo che da lì a poco salire su un palco di teatro di fronte a più di cento di persone per cantare mi avrebbe sconvolto l’esistenza.

Ma così fu.

Oggi guardandomi allo specchio vedo una persona completamente diversa a tratti irriconoscibile.

Da quel momento la mia vita ha iniziato a prendere la piega giusta. Anche la fortuna ebbe il suo ruolo.

Più o meno a inizio 2018 fui incuriosito da un’inserzione su Instagram che avevo installato da poco.

All’ora non potevo sapere che il 2018 sarebbe stato l’anno della rinascita della fenice dalle proprie ceneri: la mia rinascita.

Benedetto/a chi gestiva le ads di Dario a quel tempo. Mi si aprì un mondo nuovo.

Marketing, digital entrepreneurs, visioni di vita alternative.

Iniziai a studiare, ritrovai l’interesse per la lettura (leaders are readers :) ) e riscoprii la passione per la psicologia che avevo accantonato con l’inizio di Ingegneria.

Man mano mi isolai nella mia bolla di crescita per dedicare tutta la mia concentrazione a capire cosa fossero i funnel e il copy, le tecniche e gli strumenti del marketing tradizionale e odierno grazie ai contenuti infiniti che la community proponeva.

Ma la presa di coscienza arrivò dall’offline.

Fu il Marketers World a definire il mio avvenire.

L’evento fu una cosa pazzesca. Memorabile come Woodstock, un piccolo grande passo per me.

Non dimenticherò mai le emozioni e le sensazioni che mi accompagnarono al Palariccione quei giorni di settembre.

Soprattutto all’aperitivo quando vidi in carne ed ossa Vitto, Dario e tutti gli altri membri della Family e potei interagire con loro finalmente come persone reali senza filtri da schermo blu.

Ero partito da solo, ma ero tornato a casa con un sacco di amicizie preziose e di nuove conoscenze.

Ma soprattutto con più consapevolezza di chi volevo essere e dove volevo andare.

Tornato a casa la carica dell’evento mi permise di buttare giù alcune credenze limitanti nella mia mente e iniziare ad agire nel mondo esterno.

Oltre che investire tempo nella mia formazione con corsi marketers e offline, iniziai anche a investire soldi che avevo risparmiato grazie al mio lavoretto universitario da portapizze.

Non c’era tempo da perdere mi cercai anche i primi lavori per mettere finalmente in pratica ciò che sapevo e per sperimentare ciò che conoscevo solo teoricamente in modo da crearmi il mio bagaglio di competenze T-shaped.

Sono proprio queste competenze che mi hanno condotto dove sono oggi.

Ingenuamente quando scelsi la carriera ingegneristica (che sto pianificando di portare a termine – never give up!) fui condizionato nella scelta dai discorsi sulla sicurezza economica della mia famiglia.

Però io pensavo più in grande. E penso in grande tutt’ora.

Non so se hai mai letto “Padre ricco, padre povero”, ma ho imparato che non mi farò più guidare dalla mentalità “lavoro per i soldi”.

Con Marketers ho compreso che rincorrendo i propri obiettivi si diventa qualcosa di più grande di quello che si aveva immaginato e che il coraggio e i legami speciali con altre persone arricchiscono veramente la vita.

Il mio desiderio è fare parte di qualcosa che si regga in piedi su queste fondamenta.

Qualcosa che si elevi al di sopra di un’azienda e diventi un movimento di appartenenza proprio come ha fatto e sta facendo Marketers.

Questa è una vittoria senza tempo.

Una vittoria che avrà sempre valore perché impatta positivamente la vita di chiunque entri nell’ecosistema virtuoso di Marketers.

Credo che sono proprio questo genere di vittorie che ci fanno sentire meno in balia del caos e soprattutto, anche se solo per un momento, ci fanno sentire immortali.

Elo Usai

Leggi la storia di Elo

“È così facile che anche mia nonna potrebbe farlo”.

Sulla carta era tutto perfetto. Ero il marketing manager di un’azienda internazionale. Una casa editrice oltretutto (seppure a tema medico), con quella parvenza di lavoro creativo.

Quando però il primo giorno entrai in ufficio con la borsa della palestra in spalla, la capa mi accolse così:

“Si vede che sei all’inizio, vedrai tra qualche mese come ti passerà la voglia”.

Non aveva torto. Capii presto che scrivere newsletter per aziende dentali e medicali non faceva per me. E più crebbe questa consapevolezza, più mi allontanai fisicamente ed emotivamente dall’ufficio.

Iniziai (come tanti) chiedendo di lavorare da casa.

Vivevo e vivo con mia nonna, come molti ora sanno. Ho perso mia madre quando ero piccolo, mio nonno allora era gravemente malato e mi sentivo di dover fare di più per loro.

In quei giorni sentivo nonna in cucina che si annoiava, mentre io stavo al computer a fare cose che non mi rendevano felice.

Eravamo vicini ma distanti. Qualcosa con cui oggi molti di noi possono relazionarsi.

Successe poi un giorno che mi trovai impegnato nel “sensazionale” compito di dover promuovere tubi ricondizionati per colonscopie, e lì sentii il campanello suonare: non potevo continuare a perdere tempo con quelle cose.

Iniziò quasi per gioco. Seguivo i podcast di Dario, avevo già divorato Copymastery e iniziai a studiare anche Instadvanced. Un mese dopo l’acquisto del corso aprii un profilo Instagram.

Ora, la cosa buffa è che non lo aprii per me, ma per mia nonna Licia, di quasi 90 anni.

Lo feci per distrarla dalla depressione in cui era caduta. Parliamoci chiaro, chi l’avrebbe seguita?

E invece (contro ogni previsione) ora mia nonna è un’influencer, con quasi 100.000 follower.

Il profilo è cresciuto velocemente e sono arrivate le prime proposte di collaborazione. Poi da quando è stata chiamata come modella per un brand di gioielli polacco, è finita su tutti i giornali e in tv a Le Iene.

36 mila follower in 4 ore.

Il segreto? Nessuno pensava che si potesse fare. Che una donna novantenne potesse crearsi un seguito sui social. Questo unito a un rapporto incredibilmente forte con la nostra audience, che abbiamo costruito col tempo.

Per quanto possa sembrare folle, un giorno decidemmo infatti non solo di rispondere a tutti i dm, ma di creare un video di risposta per ogni singolo messaggio che nonna riceveva.

Immaginate di scrivere a una persona che seguite sui social, e di ricevere una risposta attraverso un video apposta per voi, in cui vi ringrazia personalmente.

Il confronto con Renato Gioia in tutto questo è stato fondamentale, è stato il mio mentore a tutti gli effetti. E lo stesso vale per Marketers, sia a livello di strategie, che di community, di aiuto e confronto continuo. Al Marketers World poi ho conosciuto persone stupende con cui sono ancora in contatto e che è stato meraviglioso incontrare anche “nella vita offline”.

La cosa curiosa è che inseguendo un sogno sono arrivato a risultati professionali che non avrei mai raggiunto se fossi rimasto nell’ambiente standard in cui mi trovavo prima.

Ora vengo citato in articoli ovunque come esperto di digital marketing, sono docente allo IED e al Gambero Rosso, sia io che nonna veniamo contattati per iniziative stupende e sto realizzando tanti altri sogni che avevo da tutta la vita nel cassetto (alcuni ancora top secret). Se prima ero io a dover cercare arrancando le opportunità, ora sono loro a bussare alla porta.

Può sembrare un cliché, ma credo che la strada incerta sia quella che può dare più gratificazioni.

Se penso al senso di sofferenza che provavo allora e alla solitudine di mia nonna, che aveva perso il marito dopo una brutta malattia, capisco che questa storia ha cambiato due vite, non una. E anzi, forse molte di più.

E ora? Il passo successivo è creare un blog di invecchiamento positivo, rivolto agli over 70 e a chi ha il compito di prendersi cura di loro. Un progetto che spero avrà un impatto positivo sulla vita di tante altre persone.

Si parlerà di temi spesso trascurati, come alimentazione per anziani, sicurezza domestica e domotica, così come di argomenti più leggeri, quali moda e viaggi per over 70.

I feedback che già mi danno più soddisfazione sono quelli di persone giovani che, ispirate da noi, ci scrivono che hanno compreso l’importanza di passare più tempo con i propri nonni. A questo proposito abbiamo anche partecipato da poco a un’iniziativa chiamata “adotta un nonno”, con l’obiettivo di connettere maggiormente anziani e nipoti.

La scoperta più straordinaria è poi che, facendo un’analisi dei nostri follower, abbiamo scoperto che ci sono tante persone anziane, che molto raramente sono su Instagram.

E questo non ci fa mai mancare il divertimento.

Ci sono settantenni che scrivono alla nonna per consigli sui rossetti. Nonna recentemente è stata anche invitata da Barbara D’Urso su Canale 5 e presentata come “la regina di Tik Tok” (piattaforma dove abbiamo video che superano il milione di views).

Credo che, al di là dei singoli risultati che abbiamo ottenuto, dare vita a un progetto insieme a una persona cara sia meraviglioso.

E la cosa più importante è sempre iniziare. Ho postato la prima foto di nonna su Instagram un mese dopo l’acquisto di Instadvanced. E le cose sono andate molto più velocemente di quanto potessi pensare.

Se posso dare un messaggio positivo per concludere questa storia, è quello di non limitarvi alla “strada sicura”.

Se posso darne un secondo: ricordatevi dei nostri nonni, non lasciateli da soli.

Ma soprattutto: se li andate a trovare, cercate di non limitarvi a scattarvi un selfie con loro, per poi passare il tempo davanti al telefono. Ascoltateli, trascorrete davvero momenti di qualità insieme alle persone a voi care.

Vi stupirete di quanta saggezza e vitalità possono darvi, anche alla tenera età di 90 anni.

Spero che questa storia possa ispirarvi. Non c’è tempo per essere tristi.

Elo

Irene Bosi

Leggi la storia di Irene

Carriera vs Vita.

Perché dovremmo scegliere?

Già dall’università di economia ti insegnano a competere con gli altri.

La curva gaussiana dei voti dice che se aiuterai il tuo vicino di banco sarai tu a rimetterci.

Il mondo del lavoro tradizionale poi è spesso il proseguimento di tutto ciò, soprattutto in Italia.

È un mondo in cui se vuoi avere successo devi dedicare al lavoro il 110% della tua vita.

Stare in ufficio fino alle 9 anche se non hai niente da fare.

Avere un atteggiamento freddo e formale con colleghi e superiori.

Rendere il tuo capo felice prima ancora di pensare a come portare risultati.

Io da un lato ho sempre amato moltissimo il mio lavoro.

Ma dall’altro queste dinamiche mi hanno sempre fatto sentire inquieta dietro a una scrivania.

Per tanto tempo ho vissuto in una città che non faceva per me.

Ho avuto poco tempo per tutte le mie passioni.

Ho timbrato cartellini su cartellini.

Chiedendomi perché dobbiamo rinunciare alla libertà di viaggiare quando vogliamo, ai nostri interessi e alla nostra personalità per poter fare carriera.

Un giorno ho deciso di cambiare vita.

Mi seguivo su Instagram con Luca Cresi Ferrari.

Lui mi vedeva uscire dall’ufficio in skate, io lo vedevo condividere contenuti di business, lavorare dalla barca, mentre era a sciare o in viaggio.

Mi sono detta: vuoi vedere che questa vita esiste davvero?

Gli ho scritto facendogli una semplice domanda:

“Come fai?”

Qualche giorno dopo ci siamo sentiti al telefono. Ricordo che mentre mi parlava di Marketers e Yoga Academy mi brillavano gli occhi.

All’epoca ero brand manager in una multinazionale e stavo per cambiare lavoro: una posizione importante e una bella carriera davanti.

Quel giorno ho deciso di pancia. Sapevo poco di Marketers, ma ho rinunciato a una scelta sicura per abbracciare l’ambiente e le persone giuste.

Oggi ciò che non mi manca del mondo corporate è che nel momento in cui entri in ufficio smetti di essere una persona.

Cambi modo di parlare, di agire, di pensare.

Per questo non potrei essere più felice della scelta di diventare brand manager di Yoga Academy.

Oggi posso viaggiare, fare sport e allo stesso tempo lavorare ottenendo risultati e gestendo progetti complessi.

Posso spingere sempre più in su l’asticella della carriera, senza rinunciare alla mia vita, ma anzi: godendomela a pieno.

Progetti per il futuro?

Continuare a far crescere Yoga Academy e parallelamente dedicarmi a ciò che ho dovuto trascurare negli ultimi anni.

Da 5 anni ogni estate mi ritaglio a fatica un po’ di tempo per andare in Sud America e fare volontariato, applicando il marketing in contesti completamente diversi dal nostro.

Sono attività che mi aiutano a diventare una persona migliore e più creativa: mi mettono alla prova come essere umano.

Concludere questa storia è difficile, perché sento che è ancora tutta da scrivere. Ma voglio invitare tutti voi a rimanere persone anche nel contesto lavorativo.

Il mondo è cambiato molto nel 2020.

Con il covid tante persone hanno messo in dubbio il modo in cui gestivano la propria vita, rendendosi conto che è bello avere tempo per se stessi.

Mentre altre si sono annoiate ad avere più tempo libero. E probabilmente torneranno a lavorare in ufficio fino alle 10, inseguendo la chimera della carriera.

Penso che sia bello ritagliarsi spazio e tempo per vivere a pieno la propria vita, secondo le proprie regole.

Per questo spero che sempre più persone decidano di farlo.

Una cosa è certa: è di queste persone che amo circondarmi.

Paolo Nenci

Leggi la storia di Paolo

“L’ombra del noce è come quella del padrone: non è buona per nulla”.

Nonno Franco lo ripete da quando sono bambino. Per anni non ho capito davvero cosa volesse dire.

Nel dopoguerra nonno aveva fondato la sua piccola azienda agricola.

Lo presero per pazzo, perché per farlo rifiutò 3 bei lavori. Non per spirito imprenditoriale o altro:

Nonno voleva vivere la vita a modo suo, con le sue galline, le sue uova, i suoi conigli…

Io sono cresciuto guardandolo come esempio e appena diplomato in agricoltura mi sono fiondato a lavorare con lui.

Era il 2010 e prestissimo ho scoperto alcune cose:

La prima? Vivere di sola agricoltura è un bel sogno, ma oggi è impossibile.

Sì, hai sempre da mangiare, però rimangono bollette da pagare e spese da sostenere.

L’altra era che in azienda non avrei potuto innovare come volevo.

Mio nonno era giustamente affezionato a quello che aveva costruito con le sue mani.

Ancora però non sapevo tutta la verità…

In ogni caso, dopo un po’, decisi di andare a lavorare da dipendente per altre aziende agricole, arrivando a guadagnare un buono stipendio.

Nonostante ciò nel 2017 ho preso una decisione inaspettata.

Mio babbo e mia mamma lavorano in altri settori, mai avrebbero potuto portare avanti l’attività di famiglia.

Così lasciai stipendio assicurato, ferie e zero responsabilità per affiancare di nuovo nonno Franco.

Ero folle?

No, adesso capivo cosa aveva sempre voluto dirmi:

Così come sotto l’ombra del noce è impossibile coltivare qualcosa, “sotto il padrone” è complicato liberare la propria natura e costruire i propri sogni…

Io sognavo in grande, ma la vita si mise di traverso.

Prima di tutto scoprii che l’azienda era in rosso.

Ogni anno nonno ci rimetteva migliaia di euro dalla sua pensione. Non potevo immaginarlo.

Vi lascio pensare come ci rimasi.

Oltre a questo, proprio a inizio 2017, venni a sapere che la mia ragazza di allora mi tradiva.

Stavamo insieme da 8 anni e convivevamo da 5.

Per mesi non uscii di casa e persi 10 chili. Non dimenticherò mai cosa mi disse suo padre:

“Paolo, devi capirla. State insieme da quando avete finito le superiori e ancora non si sa cosa vuoi fare da grande.

Vuoi fare il contadino? Ma che futuro le può dare un contadino?”.

Questa fu la scossa interiore che mi serviva ad affrontare paure e dubbi.

Soldi non ce n’erano, quindi mi rimboccai le maniche.

Con passione, dedizione e tanta umiltà andavo a curare i terreni di altri per investire qualcosina nell’ormai mia azienda agricola.

Intanto ebbi un’illuminazione…

Nei mesi passati chiuso in casa avevo scoperto diversi lifecoach italiani e, forse con una sponsorizzata, anche un ragazzotto della mia età.

Vedevo le cose che faceva questo Dario Vignali e pensavo: “Che bello!”.

All’epoca non potevo certo comprare corsi o altro.

Allora divorai letteralmente ogni suo contenuto gratuito: articoli del blog, post sui social, gruppi Facebook, video…

A una certa mi si accese una lampadina:

Ogni volta che su Facebook pubblicavo una mia foto ottenevo pochi like. Quando invece parlavo del mio lavoro in campagna c’era tanto più interesse.

Feci una piccola ricerca di mercato.

Mi resi conto che nessuno raccontava il lavoro dietro i prodotti che ogni giorno arrivano sulla nostra tavola.

Pensai quindi un format molto semplice: delle dirette Facebook mentre potavo, facevo la vendemmia e quant’altro.

Chi veniva in live mi teneva compagnia mentre scopriva qualcosa di nuovo.

Le cose iniziarono a girare.

Quei piccoli risultati mi diedero la benzina per mettermi davvero sotto nel 2018.

Feci il grande passo, comprando Instadvanced.

La notte studiavo, la mattina lavoravo in campagna e applicavo ciò che imparavo.

Per un intero anno ho fatto almeno 1 live e 1 post al giorno su Instagram.

In 12 mesi arrivai a 15,000 follower.

Certo, all’epoca si potevano ancora applicare strategie per crescere più fretta. Ma quelle strategie da sole non bastavano per costruirsi un vero seguito.

Invece io notavo che le persone si stavano affezionando a me e a quello che facevo.

Dopo poco cominciai anche a ricevere tante richieste per acquistare i miei prodotti.

Continuando a studiare e applicare, costruii il mio primo, artigianale e-commerce.

Gli altri imprenditori mi prendevano anche un po’ in giro.

In home non c’era la classica foto della campagna toscana, ma un mio primo piano e qualche riga dove raccontavo chi sono.

Era quanto di più diverso dai classici e-commerce di vini e prodotti agricoli.

La verità?

Grazie a Marketers ero riuscito a vedere dove loro ancora non guardavano.

Pur commettendo tanti errori, com’è normale che sia, ho tagliato traguardi impensabili per me:

Nel 2018, in soli 3 mesi, sono riuscito a vendere le stesse bottiglie di vino che prima vendevamo in più di un anno. Non solo: nel 2019 Gambero Rosso mi ha nominato “il primo contadino digitale italiano”.

Sono riuscito a ottenere più di quanto mai mi sarei aspettato, più di quanto avessi mai ottenuto.

Stringendo i denti, lontano dall’ombra del noce, ma a modo mio. Con la soddisfazione di star costruendo il mio sogno.

Fiero di essere un umile contadino,
Paolo.

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Federica Mutti

Leggi la storia di Federica

Al primo giorno in ufficio ho avuto un pugno nello stomaco.
Chi me l’ha dato?

Tutto quello che non avevo mai avuto il coraggio di ammettere, nemmeno a me stessa.

Dal giorno in cui sono venuta al mondo fino a pochi mesi fa la mia strada sembrava delineata:

Studia, laureati, trovati un buon lavoro, restaci finché puoi. Possibilmente a tempo indeterminato.

I miei genitori, entrambi impiegati nell’industria assicurativa, me l’avranno ripetuto migliaia di volte.


Ho finito per crederci.


Così quel giorno di circa 4 anni fa, quando ho preso la metro per andare all’ufficio di quella grossa agenzia di comunicazione per il mio stage, mi sembrava di star compiendo un percorso.
Asettico.


Quell’ufficio però mi sembrò asettico, appena ci misi piede.


Ricordo ancora le pareti tutte bianche, le grosse scrivanie e le persone chine sui loro computer a lavorare come se il mondo fuori non esistesse.


Ora, vi anticipo che nella mia storia non c’è nessun momento magico e nessun colpo di scena.


All’epoca pensai che semplicemente quell’azienda non facesse per me.


Non poteva che essere così, no?


Così mi misi alla ricerca e cominciai a lavorare per alcune startup.


Nel frattempo però mi si era riaccesa una vecchia scintilla.


Dovete sapere che, sin da quando avevo circa 13 anni, mi ero innamorata di Internet.

Passavo il tempo a costruire pagine in HTML e poi piccole community su Facebook.


Il digitale non era pop come oggi, la mia famiglia – molto “tradizionale” quando si parlava di lavoro – non poteva capire perché lo facessi.


Quelle ore al computer, per tutti, erano un gioco e poco più.


La voglia di fare e costruire cose mie è rimasta intrappolata in un cassetto.


Poi un giorno mi si presentò un’occasione.


Duranti gli anni del liceo mi ero immersa nel mondo digitale. Erano gli anni in cui Chiara Ferragni aveva appena aperto il suo blog…


Io intanto avevo scoperto anche quelli di Dario Vignali e di Andrea Giuliodori.


Erano ogni volta una scoperta.
Mi davano una carica incredibile e passavo da un progetto all’altro. Ovviamente senza portare mai granché a termine.


Tra le tante cose, nel 2018 – il mio ultimo anno di studi – finalmente aprii un canale YouTube…


L’estate dopo la mia laurea capitò che trovai un annuncio su Facebook: Marketers cercava Jedi.


Ora, da una parte ero incuriosita e dall’altra volevo dare qualcosa indietro a Dario e tutta la community che mi aveva ispirato così tanto.


Marketers mi aveva finalmente fatto sentire meno sola.


Per anni avevo pensato fossi quella strana, perché nessuno intorno a me era così entusiasta del digitale.


Dentro questo movimento, invece, avevo trovato tanti simili e anche tanto coraggio.
Beh, ve la faccio breve.


Quello era un periodo un po’ incasinato della mia vita, ma l’esperienza da Jedi fu indimenticabile. Soprattutto per due motivi…


Il primo, quello più evidente, è stata la possibilità di sbirciare nel dietro le quinte di Marketers.


Vedere con i miei occhi come nascevano progetti, venivano curati e portati a termine.


L’altro, che non mi aspettavo minimamente, fu il Marketers World.


Quell’anno – era il 2018 – ci sarebbe stata la prima edizione. Io fui invitata, come Jedi.


Avevo un po’ paura, paura di uscire dalla mia zona di comfort. Alla fine però ci andai.
Non trovo ancora le parole per descriverlo. Fu illuminante:
Nei mesi avevo accantonato il mio canale YouTube. Ero impegnata tanto in startup e pensavo che quello fosse un semplice passatempo.


Non era mai stata un’opzione che diventasse una cosa seria e tantomeno un lavoro.


Al World vidi persone in carne e ossa, invece, che ci avevano creduto e ora si svegliavano la mattina potendo costruire qualcosa di completamente proprio.


Quello che, cominciai timidamente ad ammettere, volevo fare anch’io.
Se andate a vedere gli analytics del mio canale, dopo quell’evento c’è un chiaro picco.


Un anno dopo ero di nuovo lì, ma completamente cambiata.
Al World 2019 avevo un canale YouTube ben avviato e probabilmente lì ho trovato una spinta inconscia a fare ciò che sarebbe successo qualche mese dopo.


Ho iniziato il 2020 scrivendo i miei obiettivi in agenda. Il primo?


Lavorare di più e meglio nella startup.


In fondo non mi ci trovavo male, anche se avevo sempre quell’idea rumorosa in testa.

Sotto sotto sapevo che un giorno avrei fatto il grande passo e sarei diventata freelance. Volevo farlo.
Aspettavo il momento giusto…
Non potevo sapere che il momento giusto sarebbe arrivato dopo una riunione con un collega, una mattina di febbraio.


Sì, proprio prima del lockdown.


Uscii da quella stanza con la consapevolezza che il momento era arrivato.


Diedi finalmente un senso a quel pugno nello stomaco del primo giorno in ufficio.


Era una spinta a saltare, lanciarmi verso ciò che mi faceva paura e che, come tutte le cose che fanno paura, nascondeva la meraviglia.


La meraviglia, ora posso dirlo, di fare il lavoro che davvero sognavo.


Il mio viaggio è appena iniziato. Non in ritardo, al mio tempo.


Quella di Federica Mutti è la nuova meravigliosa storia di Humans Of Marketers.