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  • 23 Gen 2020 (Aggiornamento)

SEO Audit: 9 step da seguire per migliorare il tuo posizionamento su Google

Impara ad effettuare un'analisi seo completa per migliorare la visibilità organica del tuo sito web.

SEO Audit: 9 step da seguire per migliorare il tuo posizionamento su Google

Quick links

La SEO Audit è l’insieme delle tecniche e analisi volte a comprendere lo stato di salute del tuo sito web in termini di ottimizzazione per i motori di ricerca.

Grazie ad un’accurata analisi dei fattori di ranking è possibile comprendere dove intervenire per migliorare il tuo posizionamento nei risultati di ricerca.

Esistono molteplici fattori che, messi insieme o isolatamente, possono influenzare la posizione di un sito web nelle SERP di proprio interesse. Per chi lavora nel settore del search engine marketing diventa indispensabile avere un metodo e uno strumento per poter tenere traccia della stato di salute del proprio un progetto.

Effettuare un’analisi seo completa è un lavoro che richiede preparazione. In questa guida troverai gli elementi essenziali che compongono il processo di auditing di un sito web.

Se, invece, desideri un’analisi completa del tuo sito web puoi richiedere la nostra consulenza SEO.

Cos’è la SEO Audit?

La SEO audit è il processo tecnico, basato su attività di analisi e verifica, volto a valutare la solidità di un sito web dal punto di vista SEO. Operativamente vengono effettuati dei check-up volti ad individuare le criticità intrinseche al sito web che ne impediscono o riducono sensibilmente la visibilità nei motori di ricerca.

Sebbene tale processo venga svolto, il più delle volte, successivamente al lancio del sito web la buona prassi sarebbe quella di farsi seguire da un esperto SEO in fase preventiva, quando cioè si stanno programmando le attività di rilascio. Il rischio, infatti, è quello di non ottenere risultati tangibili in termini di visibilità organica e conseguentemente economici con possibili aggravi di costo sulle finanze dovuti a successive consulenze specialistiche.

La maggior parte dei siti web, infatti, non rispetta le linee guida base offerte da Google. Il risultato è un progetto la cui crescita è lasciata puramente al caso. Quindi se il tuo progetto è in uno stato ancora embrionale valuta attentamente la possibilità di essere seguito da un professionista della SEO che possa dare le giuste direttive al team di sviluppo.

Per iniziare ti suggerisco di leggere l’articolo: Guida SEO: introduzione all’ottimizzazione per motori di ricerca

Quando fare una SEO Audit?

Il processo di analisi SEO andrebbe fatto quando:

  • quando si vuole lanciare un nuovo progetto web;
  • quando si vuole verificare la solidità SEO del proprio sito web;
  • quando si ha un sito con una certa anzianità e si vuole comprendere come procedere nello sviluppo;
  • quando si subiscono cali improvvisi di traffico;
  • quando si preventivano attività di restyling e/o cambio tecnologia di sviluppo;
  • quando vengono rilasciati aggiornamenti algoritmici e si ha il timore di incorrere in penalizzazioni algoritmiche o manuali;

Quali sono i risultati di una buona Audit SEO?

Questa è una domanda che non ha una risposta assoluta.
Una buona analisi SEO riesce a mettere in luce le criticità che affliggono un sito web. In generale grazie ad un audit accurata possiamo migliorare i seguenti aspetti:

  • miglioramento della struttura di un sito web;
  • miglioramento dell’architettura dell’informazione;
  • miglioramento della User Experience;
  • miglioramento delle performance in termini di velocità di caricamento;
  • miglioramento della velocità di scansione delle pagine di un sito web;
  • miglioramento della visibilità nelle SERP del sito web.

Tuttavia la SEO non è una scienza esatta. Nessun esperto SEO può affermare di conoscere al 100% i brevetti che coprono gli algoritmi di Google responsabili del ranking globale di un sito web. Nessun SEO può avere la chiave del successo di un progetto in quanto ogni settore, ogni SERP differisce da un’altra e ciò che può fare la differenza per un sito web non è detto lo faccia per un altro.

Per comprendere l’importanza di questo strumento andiamo ad analizzare gli step principali per l’elaborazione di una SEO Audit.

L’audit SEO completo in 9 passaggi

I 9 step di seguito elencati, se seguiti attentamente, possono fare la differenza nella buona riuscita del tuo progetto in termini di visibilità organica. Non dimenticare che una campagna SEO di successo è il prodotto di centinaia di fattori di ranking.

Ecco perché è fondamentale esaminare ogni aspetto tecnico del tuo sito web.
L’obiettivo non deve essere quello di avere una macchina perfetta al 100%. Ciò che invece dovrebbe essere perfettamente definito sono gli obiettivi che si vogliono raggiungere.

Iniziamo:

Step 1: quali sono i tuoi obiettivi strategici?

definizione obiettivi strategici

Scopo: determinare quali sono i tuoi obiettivi a lungo termine per la tua campagna SEO.

La SEO è un mezzo per raggiungere un fine.

Non è altro che un canale di marketing per far crescere la tua attività.

Ecco perché i tuoi obiettivi strategici dovrebbero essere definiti in base a ciò che la tua azienda/attività vuole raggiungere.

Gli obiettivi strategici chiari ti aiutano a mantenere il focus e a raggiungere i piccoli successi che pian piano vanno a costituire le basi solide per un business durevole nel tempo.

Se hai già un obiettivo strategico, allora è il momento di esaminarlo.

I tuoi obiettivi sono specifici, misurabili, raggiungibili, realistici e temporizzabili (SMART)?

Se non lo sono è necessario perfezionarli.

Se non hai obiettivi strategici per la tua campagna SEO, è il momento di crearli.

Ecco alcuni esempi di obiettivi strategici per una campagna SEO che utilizza il principio SMART:

  • “Marketers aumenterà la visibilità organica del 50% entro i prossimi 6 mesi.”
  • “Marketers passerà da 20 backlink a oltre 100 backlink entro i prossimi 6 mesi.”
  • “Marketers aumenterà il suo volume di lead dalla ricerca organica del 20% entro i prossimi 12 mesi.”

Il tuo obiettivo strategico dovrebbe essere un mix di KPI SEO e KPI aziendali.

Ora andiamo nell’analisi delle parole chiave.

Step 2: analisi delle parole chiave

analisi delle parole chiave

Scopo: determinare la validità dell’attuale strategia di keyword targeting e trovare parole chiave non sfruttate per cui potrebbe essere semplice posizionarsi.

È necessario riesaminare il set di parole chiave per cui il sito sta rankando prima di procedere con l’audit.

La prima cosa che dovresti chiederti è:

Stai puntando alle parole chiave corrette?

Spesso, le parole chiave su cui ci si focalizza sono fuori dalla nostra portata.

L’errore più comune è quello di pensare di poter rankare fin da subito per parole chiave secche, composte cioè da un unico termine per cui i volumi di ricerca sono molto elevati, ma la cui difficoltà è tale da portare al totale fallimento.

Una buona analisi SEO ti aiuterà a comprendere e determinare l’efficacia delle tue parole chiave.

Nella maggior parte dei casi il tuo sito si posizionerà per keyword long tail, parole chiave composte da più termini, con minori volumi di ricerca, più specifiche e meno competitive.

È buona norma rivedere l’insieme delle parole chiave su base trimestrale.

È sempre meglio concentrare le proprie risorse su parole chiave che hanno già buon rendimento.

Non vale la pena sprecare le proprie risorse per tentare di posizionare numerose parole chiave.

Il suggerimento che mi sento di darti e di individuare le keyword più performanti e concentrarti a migliorarne il posizionamento.

Ma ora probabilmente ti starai chiedendo:

Come faccio a sapere se sto puntando alle parole chiave “giuste”?

Pensa alle tue parole chiave in termini di obiettivi.

Ogni parola chiave che decidi di scegliere come target è un obiettivo che desideri raggiungere per la tua campagna SEO.

Ciò significa che è necessario utilizzare il principio SMART.

Specifico

Devi scegliere un set specifico di parole chiave come target.

Un elenco di mille parole chiave non è specifico.

Scegli 10, 20 o 100 parole chiave a seconda del budget e delle risorse.

Misurabile

Devi misurare il rendimento delle tue parole chiave.

Alcuni SEO affermano che non dovresti più misurare il posizionamento delle parole chiave.

E’ sicuramente vero che tracciare il ranking delle parole chiave senza avere cura delle KPI aziendali può indurti ad ottenere risultati poco efficaci.

Tuttavia, monitorare il ranking delle tue parole chiave principali è un modo eccellente per comprendere come Google stia valutando il tuo sito web.

È inoltre un buon metodo per misurare l’impatto di una campagna di acquisizione backlink.

Per misurare il rendimento delle parole chiave, utilizzo SeoZoom.

Raggiungibile

Stai puntando a parole chiave che vanno oltre le tue capacità/autorevolezza del tuo sito Web?

La verità è che i nuovi siti Web fanno fatica a posizionarsi per parole chiave competitive.

Il motivo è presto spiegato:

  1. I siti web che si posizionano per parole chiave competitive hanno una maggiore anzianità e godono del trust di Google;
  2. Gli stessi siti web sono più autorevoli del tuo in quanto ottengono backlink da molto più tempo;
  3. Dal momento che si posizionano per parole chiave competitive, avranno (nella maggior parte dei casi) un budget più elevato del tuo. Ciò consentirà loro di acquisire  link autorevoli per mantenere la loro posizione.

Devi essere realistico.

Se il tuo sito è nuovo, dovresti scegliere come target parole chiave a coda lunga.

Non lasciare che il tuo ego determini quali parole chiave posizionare.

Pertinente

Questo dovrebbe essere ovvio, ma la parola chiave dovrebbe essere pertinente a ciò che fa la tua attività.

Cercare di posizionare il tuo sito web per parole chiave con volumi di ricerca interessanti, ma non strettamente correlati alla tua nicchia potrebbe farti perdere il focus e, cosa ancora più grave, esporre il tuo sito a penalizzazioni.

Temporizzabile

Quanto tempo pensi possa essere necessario per posizionare il tuo attuale set di keyword?

Devi fissare una scadenza.

Ricorda, migliorare le prestazioni del tuo sito per una parola chiave è l’obiettivo. Dovresti cercare di raggiungere questo obiettivo il più velocemente possibile.

Il principio SMART è solo il primo passo per convalidare il set attuale di parole chiave.

Ora bisogna passare all’analisi della concorrenza per le parole chiave selezionate.

Step 3: analisi della concorrenza

analisi della concorrenza

Scopo: validare le keyword selezionate e trovare nuove opportunità per ricevere backlink.

Ecco alcuni buoni motivi per analizzare i tuoi concorrenti:

  1. Per verificare la competitività di una parola chiave;
  2. Per trovare nuove parole chiave a cui puntare;
  3. Per vedere quali tipi di contenuto stanno funzionando bene (in modo da poterli analizzare, apportare delle migliorie e riutilizzarli nel tuo sito web);
  4. Per trovare potenziali link partner.

Ricorda:

È necessario analizzare i concorrenti per convalidare il set di parole chiave .

Dovresti chiederti:

  • “Ho scelto keywords troppo ambiziose?”
  • Oppure, “Ho scelto parole chiave troppo poco ambiziose?”

L’analisi della concorrenza può essere divisa in 2 fasi.

La prima fase è una rapida analisi di PA (Page Authority) e DA (Domain Authority) nelle SERP. Metriche utilizzate da MOZ per identificare l’autorevolezza della singola pagina e del dominio complessivamente.

Per questo avrai bisogno della barra degli strumenti di Moz.

Per utilizzarla dovrai registrarti gratuitamente sul sito moz.com. Una volta effettuato l’accesso dovrai abilitare la barra facendo clic sull’icona e avendo cura di creare un nuovo profilo per Google IT.

creazione profilo Google IT Moz

Diciamo che vogliamo posizionarci per la parola chiave “social media marketing”.

Inserisci “social media marketing” in Google utilizzando una finestra di navigazione in incognito per mostrare risultati non influenzati dalle tue precedenti ricerche.

Page Authory nelle SERP

Cerchiamo siti web con un DA inferiore a 50.
In questo caso, esiste più di un risultato con Domain Authority inferiore a 50 per la parola chiave “social media marketing”.

Il DA di Moz è un buon indicatore per determinare se vale la pena competere o meno per una determinata parola chiave.

Ricorda:

La concorrenza è sempre relativa.

Ad esempio, sarebbe sciocco scegliere come target la parola “social media marketing” se il tuo sito web è stato creato recentemente. Se, invece, hai un sito web consolidato e autorevole, allora potrebbe essere una keyword da prendere in considerazione.

La seconda fase richiede maggiore accortezza in quanto riguarda la possibilità di ottenere backlink da siti tematici e autorevoli.

Non approfondiremo nel dettaglio questo aspetto. Per adesso ti basta sapere che esistono in commercio strumenti molto potenti per l’analisi dei backlink dei tuoi competitor. Personalmente faccio affidamento a Ahrefs e  Majestic.

Ci sono parole chiave semplici il cui posizionamento potrebbe essere migliorato?

Lascia che ti mostri come trovare parole chiave che con poche accortezze possono migliorare il posizionamento della tua pagina /articolo.

Per questo utilizzeremo SEMRush e Google Search Console.

  1. Vai su Google Search Console e fai clic su “Prestazioni”;
  2. Seleziona “Impressioni Totali” e “Posizione Media”;
  3. Ordina i risultati per “Posizione Media” in ordine crescente.

Come questo:

google search console risulati per posizione

Questa è la lista delle keywords che puoi facilmente migliorare.

Se il tuo sito web non è posizionato per nessuna parola chiave, dovrai utilizzare SEMRush.

  • Vai su SEMRush (seguendo questo link sponsorizzato potrai usufruire della versione GURU per 14 giorni!!);
  • Inserisci URL della concorrenza;
  • Vai su “Ricerca organica” e poi sul tab “Posizioni”;
  • Ordina lei parole chiave in modo da avere come prime quelle con il volume di ricerca più basso

Ti suggerisco di iniziare con parole chiave con volume più basso perché più semplici da posizionare. Ecco un esempio estrapolato da SEMRush facendo un’analisi su un competitor di marketers.media.

spiare keywords competitors semrush

Adesso che conosci le basi per verificare la bontà della tua strategia di keyword positioning vorrei mostrarti come eseguire l’analisi tecnica del tuo sito web.

Step 4: analisi tecnica

analisi seo tecnica

Scopo: identificare i problemi tecnici che danneggiano la user experience e compromettono il ranking del sito web sui motori di ricerca.

A secondo della loro gravità, i problemi tecnici possono compromettere le prestazioni SEO del tuo sito web.

La buona notizia è che esistono tool come Screaming Frog SEO Spider che possono facilitarti nel processo di identificazione e risoluzione dei problemi.

Pronto? Iniziamo:

Quanto è veloce il tuo sito web?

La velocità con cui il tuo sito web viene caricato influisce sull’esperienza dell’utente in modo positivo o negativo.

Ecco perché è in cima alla lista delle task da eseguire nell’analisi tecnica.

Esistono diversi tool per verificare il tempo di caricamento del tuo sito web. Ti elenco i miei preferiti in ordine di utilizzo:

Qualsiasi sito Web che richiede più di 3 secondi per caricare ha margini di miglioramento. Sarebbe ottimale riuscire ad ottenere una velocità di caricamento inferiore ad 1 secondo.

Tuttavia questi risultati sono difficili da ottenere, specialmente se non si hanno conoscenze tecniche.

Ci sono parole chiave che si cannibalizzano?

Uno dei fattori più importanti da cercare in un audit SEO è proprio la cannibalizzazione delle parole chiave.

La cannibalizzazione delle parole chiave si ravvisa quando due o più pagine dello stesso sito sono in competizione per la stessa parola chiave.

In questa situazione Google può facilmente confondersi e decidere (a propria discrezione) quale pagina risulti migliore per una determinata query di ricerca.

È sempre meglio guidare il motore di ricerca, piuttosto che lasciargli prendere decisioni arbitrarie.

Per evitare questa situazione è necessario provvedere a risolvere i problemi relativi alla cannibalizzazione.

Esistono casi ricorrenti di keyword cannibalization.

Quando ad esempio si ottimizza la pagina iniziale e una pagina secondaria per la stessa parola chiave.

Questo errore è più comune quando si tratta di ottimizzazione a livello locale.

Esempio:

Prendiamo il caso di una ditta di disinfestazioni a Milano.

Il title della homepage potrebbe essere simile al seguente:

  • “Disinfestazioni Milano | Azienda XYZ”

Allo stesso tempo potrebbe essere presente una pagina ottimizzata per il seguente title:

  • “Le migliori ditte di disinfestazioni a Milano | Azienda XYZ”

Questa situazione dovrebbe essere evitata.

Scegli la pagina da ottimizzare per la focus keyword “Disinfestazioni Milano” e deottimizza la pagina concorrente.

Non c’è nulla di sbagliato nello scrivere su argomenti simili più di una volta.

Ma se abusi di questa tecnica rischierai di indurre in confusione il motore di ricerca.

Google farà fatica ad identificare la pagina più autorevole per una determinata parola chiave.

Ancora più importante, Google vuole che tu scriva contenuti completi, originali e ben strutturati.

Contenuti completi ed esaustivi, non contenuti scarni con poco o nessun valore aggiunto.

Chiaramente esistono eccezioni alla regola, ma i contenuti scani dovrebbero essere evitati nella maggior parte dei casi.

Ricorda che i contenuti SEO ben strutturati avranno prestazioni migliori in termini di ranking e di coinvolgimento degli utenti.

Al contrario, la pubblicazione di contenuti scarni e poco sviluppati porterà, nella migliore delle ipotesi, alla cannibalizzazione delle parole chiave. Nel peggiore dei casi Google potrebbe interpretare la tua attività come keyword stuffing per parole chiave di lunga coda.

In tal caso, l’algoritmo Panda potrebbe penalizzare il tuo sito web.

Detto ciò, vediamo come identificare rapidamente i problemi di cannibalizzazione delle parole chiave:

Apri Screaming Frog SEO Spider.

Inserisci il tuo sito Web e avvia la scansione:

screaming frog analisi dominio

Vai alla sezione Page Titles:

titoli di pagina screaming frog

Inserisci una delle tue parole chiave principali nella barra di ricerca (in modo tale da mostrare le pagine in competizione per la medesima keyword).

Cerca tra i titoli ed identifica le pagine che potrebbero competere per le stesse parole chiave.

Ci sono problemi di reindirizzamento?

Esistono quattro tipi di reindirizzamenti che possono danneggiare le prestazioni SEO di un sito Web:

  • redirect 302;
  • catene di reindirizzamento;
  • versione del dominio non preferita che non viene reindirizzata tramite 301 alla versione preferita
  • versione non protetta del domino che non viene reindirizzata tramite 301 alla versione sicura
  • 301 non necessari

Cominciamo con i redirect 302.

Redirects 302

I redirects 302 sono reindirizzamenti “temporanei” e secondo opinione condivisa nella community SEO non passerebbero Page Rank da una pagina all’altra.

Sebbene questa opinione sia stata più volte smentita da Gary Illyes e John Mueller come mostrano i seguenti Tweet:

 

è buona norma cambiare i redirect 302 in reindirizzamenti 301 per avere certezza assoluta di passare Page Rank alla pagina di destinazione.

Questo sempre se e solo se avete deciso di cambiare definitivamente la pagina finale da mostrare agli utenti. Se volete veicolare il traffico temporaneamente su un’altra pagina allora il codice 302 fa al caso vostro.

Per vedere se il tuo sito fa utilizzo di 302, apri Screaming Frog SEO Spider.

  • Inserisci l’URL del sito web da sottoporre a scansione;
  • Vai alla scheda “Response Codes”;
  • Fai clic sul menu a discesa “Filter” e seleziona “Redirect 3xx”
  • Fai clic su “Export” per esportare tutti i reindirizzamenti

redirect 3xx screaming frog

Catene di Redirect

Una catena di reindirizzamento si verifica quando esiste più di un reindirizzamento tra l’URL iniziale e l’URL di destinazione. Quando un URL viene reindirizzato, dovrebbe avere un singolo reindirizzamento 301 in atto.

Eliminando la catena di redirect non perderai parte del Page Rank che viene trasferito alle risorse intermedie, trasferendo maggiore valore alla risorsa finale.

Per trovare le catene di redirect utilizza Screaming Frog:

  • Vai su “Configuration” e fai clic su “Spider”
  • Fai clic su “Advanced” e seleziona “Alway Follow Redirects”, clicca ok
  • Inserisci l’URL del dominio da analizzare
  • A scansione ultimata vai sul tab “Reports” e clicca su “Redirects” e poi su “Redirect Chains”

individuare catene di redirect screming frog

La versione del dominio non preferita viene correttamente reindirizzata alla versione preferita tramite redirect 301?

Ogni proprietario di un sito Web deve decidere quale versione del sito Web desidera mostrare ai propri utenti.

Alcune persone preferiscono il “www” mentre altre preferiscono la versione priva del www. Dal punto di vista SEO non fa alcuna differenza. Le due versione verranno trattate allo stesso modo da Google. Pertanto è solo una questione di preferenza.

I problemi sorgono se non la versione non utilizzata non reindirizza correttamente alla versione preferita.

Ad esempio, supponiamo che scelga di utilizzare la versione del dominio “www.ilmiosito.it”.

In tal senso la versione www è rappresenta la mia preferenza.

A questo punto la versione priva del www diventa la versione che non mi interessa mostrare.

E’ chiaro, quindi, che la versione priva del www dovrà reindirizzare alla versione con il www, altrimenti il rischio sarà quello di avere due siti web duplicati nei contenuti, perdendo di autorità agli occhi del motore di ricerca.

Molto spesso questo problema si ravvisa su siti web basati su tecnologie proprietarie, che cioè utilizzano soluzioni custom per lo sviluppo del progetto web.

Spesso gli sviluppatori sottovalutano le ripercussioni di mantenere attive due versioni dello stesso sito.

Puoi utilizzare questo strumento per verificare se il tuo sito esegua correttamente il reindirizzamento dalla versione non preferita a quella preferita.

redirect checker

La versione non protetta del domino viene reindirizzata tramite 301 alla versione sicura?

La scelta di migrare i siti web alla versione SSL, complici gli alert di Chrome e le indicazioni di Google, ha portato non pochi problemi a diversi proprietari di siti web.

Molti siti Web hanno preso la decisione di proteggere i propri siti con un certificato SSL.

In alcuni casi, durante questo delicato passaggio, ci si dimentica di reindirizzare tramite codice 301 il sito non sicuro (http) verso quello sicuro (https). Ciò ha un effetto simile nel non reindirizzare un dominio non preferito al dominio preferito.

Per identificare questo problema è sufficiente eseguire i seguenti step:

  1. digita la URL del tuo sito web: https://wearemarketers.net;
  2. in un’altra finestra digita l’indirizzo del tuo sito web, stavolta privo della “s”: https://wearemarketers.net

La versione http dovrebbe reindirizzare alla versione https. In caso contrario occorre sistemare il problema.

Puoi usare il tool precedentemente indicato per fare un check o utilizzare Screming Frog per un controllo globale delle risorse presenti sul tuo sito web:

  • digita la URL da sottoporre a scansione;
  • clicca sul tab “Reports” poi su “Insecure Content”

A questo punto potrai analizzare la lista delle URL non correttamente reindirizzate tramite 301 alla versione sicura.

Il sito viene correttamente indicizzato?

Perchè il tuo sito ottenga traffico è necessario che le sue pagine vengano correttamente indicizzate su Google. Ecco perché è sempre buona prassi verificare periodicamente lo stato di indicizzazione dei contenuti.

Un buon punto di partenza è l’analisi del file robots.txt.

Robots.txt

Per farlo è sufficiente digitare il tuo indirizzo seguito dalla dicitura robots.txt, ad esempio “www.miodominio.it/robots.txt”.

Presta attenzione alla voce “Disallow:”. Le risorse contenute dopo la dicitura sono quelle che non vogliamo indicizzare.

robots txt

Se usi in modo errato il file robots, potresti impedire ai motori di ricerca di eseguire la scansione del tuo sito.

Inoltre, nel caso in cui utilizzi WordPress, fai sempre attenzione alle impostazioni di lettura situate in Impostazioni > Lettura. Verifica che la dicitura “Scoraggia i motori di ricerca ad effettuare l’indicizzazione di questo sito” non sia selezionata.

noindex dominio da wordpress

In questo modo sarai certo che gli spider di Google avranno la possibilità di scansionare i contenuti del tuo sito web.

Sitemap

Il tuo sito web dovrebbe sempre avere una sitemap. La sua presenza rende più semplice il processo di indicizzazione ed aiuta gli spider a scoprire le nuove pagine pubblicate e/o aggiornate.

Se usi WordPress, puoi facilmente abilitare l’utilizzo delle sitemap tramite Yoast o Rank Math (personalmente prediligo il secondo).

Se non utilizzi nessuno dei due plugin puoi installare il plug-in XML Sitemap.

Nel caso in cui il tuo sito non utilizzi WordPress puoi utilizzare risorse come XML-Sitemaps.com.

Usa il comando “site:”

Vai alla schemata iniziale di google.com e digita “site:www.ilmiosito.it”

verifica pagine indicizzate su google

Il numero in alto ti mostrerà quante pagine del tuo sito web sono attualmente presenti nell’indice di Google.

Se il tuo sito non viene mostrato come primo risultato è probabile che sarai stato colpito da una penalizzazione o che stai inibendo l’indicizzazione dei contenuti.

Sono presenti dati duplicati?

Se presenti, i contenuti duplicati, possono incidere negativamente sul ranking del tuo sito web ed esporlo a possibili penalizzazioni da parte dell’algoritmo di Panda.

I siti di e-commerce sono solitamente più esposti a questo genere di penalità, in quanto spesso copiano le descrizioni dei prodotti direttamente dai siti produttori.

Inoltre fanno spesso utilizzo delle medesime META dati, amplificando ulteriormente l’effetto negativo correlato a tale prassi.

Vediamo come subito come verificare se il tuo sito sta utilizzando META informazioni duplicate.

META Dati duplicati

I META dati duplicati sono uno dei problemi che affligge gli e-commerce.

Questo perché molti siti Web e-commerce hanno pagine con prodotti simili.

Di conseguenza, si lascia spazio alla pigrizia e spesso vengono copiati ed incollati META dati su pagine simili.

Ti consiglio di abbandonare immediatamente questa pratica.

Se il tuo e-commerce ha molte pagine simili, dovresti prendere in considerazione l’opzione di consolidarle. Non c’è alcun motivo di creare pagine diverse per colori o dimensioni dello stesso prodotto.

Una volta risolto questo problema, devi scrivere descrizioni e titoli unici per ogni singola pagina.

Sì, hai capito bene. Ogni singola pagina.

Dovresti cercare di avere META dati e contenuti unici su ogni singola pagina del tuo sito web.

Ciò richiederà un sacco di sforzi e risorse, ma alla fine i risultati arriveranno credimi.

Ricorda: non devi terminare questo lavoro in un giorno.

Se migliorerai anche solo 10 pagine al giorno, avrai 3.650 pagine ottimizzate entro la fine dell’anno.

Per trovare META description duplicate puoi usare Screaming Frog.

  • Inserisci il tuo URL e avvia la scansione
  • Vai al tab “Meta Description”, nel menu a discesa “Filter” seleziona “Duplicate”, e clicca “Export”.

meta description duplicate

Per trovare titoli di pagina duplicati:

  • Inserisci il tuo URL e avvia la scansione
  • vai al tab “Page Titles”, nel menu a discesa “Filter” seleziona “Duplicate”, e clicca “Export”.

meta title duplicati

Contenuti duplicati nelle pagine

Una volta identificati i META dati duplicati passiamo ad identificare i contenuti duplicati tra le pagine.

Per effettuare questa operazione abbiamo bisogno di un tool web gratuito, Siteliner.com.

Questo tool ti mostrerà le pagine che hanno in comune contenuti uguali o molto simili.

  • vai su siteliner
  • inserisci URL del tuo sito web e lancia la scansione
  • terminata la scansione clicca su “Duplicate Content” ed analizza le pagine interessate

analisi contenuti duplicati siteliner

Il tool non è sempre precisissimo nell’analisi. Ad esempio non prende in considerazione le pagine in “noindex”, classificando come duplicati anche contenuti che non devono essere sottoposti a scansione. Quindi utilizzalo consapevolmente.

Ci sono errori 404 (con Page Rank)?

Non tutti gli errori 404 sono uguali.

Prima di tutto, lasciami sfatare un mito comune secondo cui “tutti gli errori 404 sono dannosi per la SEO”.

Non è assolutamente vero.

I 404 sono uno strumento efficace per dire al motore di ricerca che la pagina non esiste più.

Quando un motore di ricerca come Google trova un 404, rimuoverà quella pagina dall’indice.

Pensaci: vorresti che qualcuno trovasse una pagina 404 attraverso una ricerca su Google?

Ovviamente no.

Ecco perché Google li rimuove perché non è utile per l’utente.

Esistono errori 404 che possono danneggiare le prestazioni del tuo sito, ossia le pagine 404 che ricevono backlink.

Questi tipi di 404 fanno perdere autorità al tuo sito.

Quello che dovresti fare è recuperare le URLs che ricevono backlinks e reindirizzarle tramite codice 301 ad una pagina pertinente del tuo sito web.

Se non è presente una pagina pertinente, potrai reindirizzare alla home page.

Per trovare gli errori 404, ti consiglio di utilizzare la Google Search Console:

Vai su “Indice” e poi su “Copertura”. Fai clic sul tab “Errore” poi clicca su “”URL inviato non trovato (404)”  per visualizzare gli errori 404 del tuo sito:

ricerca errori 404 Google Search Console

L’architettura del tuo sito è efficiente per il SEO?

Molti SEO tralasciano un aspetto che ritengo fondamentale per il successo nel posizionamento sui motori di ricerca, ossia l’analisi dell’architettura del sito.

Infatti, nella maggior parte dei casi i siti Web non vengono progettati pensando alla SEO.

Diversamente da quanto si pensa, non sempre questa scelta è errata. Molte aziende, infatti, creano il proprio sito Web basandosi su ciò che suppongono l’utente desideri.

La tua strategia SEO dovrebbe sempre essere incentrata sull’utente finale..

Tuttavia, devi ricordarti di soddisfare le linee guida del motore di ricerca.

Una buona architettura del sito soddisferà in egual misura sia gli utenti che i motori di ricerca.

Quando si esamina l’architettura del sito bisogna porgersi le seguenti domande:

  • La navigazione è semplice o criptica e troppo profonda?
  • I link interni utilizzano testo di ancoraggio efficace?
  • Puoi migliorare la navigazione per facilitare gli utenti e i motori di ricerca?

Le strutture URL sono ottimizzate in ottica SEO?

Analizzate sempre la struttura delle URL in fase di audit per assicurarvi che siano SEO friendly.

Ma prestiamo attenzione anche in questa fase.

Non occorre in alcun modo modificare la struttura delle URL se il sito in questione ranka bene.

Questo perchè, altrimenti ti troveresti a dover gestire numerosi redirect 301 al fine di evitare che le vecchie pagine vadano in 404, comportando un potenziale calo di ranking.

Inoltre i redirect 301 non sempre trasmettono completamente il Page Rank dalla vecchia risorsa alla nuova, il che comporterà un calo di trust e authority per il tuo sito web.

Un’ottimizzazione della struttura delle URL (laddove sia richiesto) aiuterà a migliorare le prestazioni del tuo sito web nel medio-lungo termine.

Devi solo essere disposto a perdere un pò di traffico organico in fase iniziale. In alternativa, puoi semplicemente evitare di modificare l’URL.

Voglio mostrarti i benefici che il cambio di struttura URL ha portato a marketers.media:

cambio struttura URL sito web

Come puoi notare il cambio di struttura ha portato ad un iniziale calo di oltre l’80% del traffico e delle keywords posizionate. Il trend successivo ai primi 6 mesi ci ha però dato ragione nella scelta.

Il suggerimento che mi sento di darti è quello di ottimizzare sempre le URL del sito web che stai analizzando se questo non ranka per alcuna keywords.

Utilizza a tua discrezione questa potente arma, ma ricorda di usare il buon senso. Se il sito funziona non occorre intervenire.

URL troppo ottimizzati

Nel tentativo di ottimizzare il sito per il motore di ricerca, alcuni SEO e non commettono l’errore di sovraottimizzare la struttura delle URL in modo da riempirle di keywords. Questa scelta comprometterà le tue performance piuttosto che migliorarle.

Ecco un esempio di una URL ultra ottimizzata per una parola chiave:

https://wearemarketers.net/marketers/marketers-world

Noterai che “marketers” è nell’URL tre volte. La scelta di una simile struttura potrebbe danneggiare le prestazioni della relativa pagina.

In questo caso potrete optare per rimuovere la sottocartella “marketers” in modo che la URL diventi:

https://wearemarketers.net/marketers-world

La linking interna è uno degli strumenti più potenti per e sottovalutato per migliorare il posizionamento di un sito web. Collegamenti interni non ottimizzati possono indurre in errore il motore di ricerca. I collegamenti interni dovrebbero essere sempre chiari e dovrebbero usare delle anchor text (testo di ancoraggio) in corrispondenza esatta.

Se hai una pagina ottimizzata per la parola chiave “web marketing”, allora “web marketing” dovrebbe essere l’anchor text da utilizzare per linkarla.

Il concetto potrebbe sembrarti banale e scontato.

Sfortunatamente, questo problema è più frequente di quanto possa pensare.

Trovare link interni non ottimizzati non è affatto semplice …

Devi analizzare pagina per pagina per essere sicuro di identificarli e risolverli.

Questa è una delle ottimizzazioni SEO che forse richiede più tempo.

Per evitare questo genere di problematiche, assicurati di utilizzare di seguire sempre delle best practices.

Il mio consiglio è quello di utilizzare anchor text per link interni a corrispondenza esatta o parziale.

Step 5: analisi a SEO On-page

analisi seo on page

Scopo: assicurarsi che ogni pagina keyword oriented sia ottimizzata efficacemente.

In fase di auditing bisogna prestare attenzione alla qualità del contenuto e all’ottimizzazione di ogni pagina.

Avere dei contenuti eccezionali senza che questi siano ottimizzati non ti assicurerà risultati di posizionamento, anzi avrai solo sprecato il tuo tempo ed il tuo denaro. Allo stesso modo nemmeno i contenuti scadenti si potranno posizionare anche se ben ottimizzati.

Perchè le pagine del tuo sito web ottengano posizionamenti interessanti occorre che presentino contenuti eccezionali ed un’ottimizzazione adeguata.

La prima domanda che dovresti porgerti per verificare lo stato di ottimizzazione di una pagine dovrebbe essere:

Questa pagina soddisfa l’intento di ricerca?

Soddisfare l’intento di ricerca è fondamentale per il tuo posizionamento in Google. Non importa quanto siano lunghi i tuoi contenuti. Ciò che conta è quanto siano in grado di soddisfare l’intento di ricerca.

Leggi la guida sull parole chiave per comprendere maggiormente cos’è il search intent e come sfruttarlo a tuo favore.

Il prossimo passo da eseguire è quello di analizzare la pagina attraverso il tool Copyscape.

Il contenuto è stato copiato?

Effettuare un’analisi dei contenuti tramite Copyscape ti aiuterà a comprendere se ci sono parti (o contenuti interi) che sono stati copiati dal sito web analizzato o che il sito web ha estrapolato da altre parti.

Laddove dovessi trovare un tuo contenuto duplicato su un altro sito web puoi utilizzare il rapporto DMCA di Google. Attraverso questo strumento il team di Google potrà essere informato dell’accaduto e, laddove i presupposti esistano, provvedere alla rimozione del contenuto duplicato dall’indice di ricerca.

Dopo aver eseguito sottoposto ad esame ogni pagina presente sul sito tramite Copyscape, esaminiamo le ottimizzazioni di base.

La parola chiave è presente nel titolo?

La parola chiave target per la pagina deve essere presente nel titolo. Inoltre, la parola chiave deve apparire solo una volta.

È tutto!

La parola chiave è presente nella META description?

Assicurarti che la parola chiave target sia nella META description. Non aggiungerla più di una volta.

La parola chiave target è presente nei primi paragrafi del testo?

La parola chiave principale dovrebbe essere presente all’inizio del tuo contenuto, in modo da  rafforzare la rilevanza della pagina per la keyword.

L’URL è ottimizzato e SEO Friendly?

La pagina includere la parola chiave nell’URL e l’URL deve essere breve e pulito.

Il tag ALT sulla prima immagine della pagina contiene la parola chiave target?

Tutti i tag ALT dovrebbero essere compilati, ma la parola chiave principale della pagina dovrebbe apparire nel tag ALT della prima immagine.

La conclusione del contenuto include la parola chiave target?

La conclusione di un contenuto è un’occasione per consolidare la rilevanza della pagina per la focus keyword. Assicurati di includerla.

Ci sono collegamenti interni? In tal caso, sono posizionati nel modo giusto?

Come accennato in precedenza, se si dispone di link interni, bisogna assicurarsi che stiano utilizzando un’anchor text a corrispondenza esatta.

Questo è tutto ciò quello che dovresti analizzare a livello di pagina. Adesso passiamo all’analisi qualitativa dei contenuti.

Step 6: analisi seo dei contenuti

analisi seo dei contenuti

Scopo: determinare se l’attuale strategia nell’elaborazione dei cotenuti funziona o meno. Determinare inoltre che cosa deve essere migliorato per ottenere miglioramenti di ranking.

L’analisi del contenuti deve prendere in esame si le pagine di con targeting specifico per parole chiave sia i contenuti del blog.

L’analisi dei contenuti, come già detto, è la parte più dispendiosa in termini di tempo in un audit SEO.

Questo perché è una delle parti più importanti dell’intera analisi.

Puoi effettuare correttamente tutte ottimizzazioni precedentemente elencate, ma se i tuoi contenuti sono poveri, i tuoi risultati saranno altrettanto scadenti.

Hai bisogno di una prospettiva esterna

È fondamentale coinvolgere una terza persona per analizzare la strategia di content marketing.

Perché?

Perché hai bisogno di un punto di vista esterno. È difficile auto-criticare i tuoi contenuti perché sarai sempre di parte.

Hai bisogno di una persona esterna per conoscere la verità.

La maggior parte delle aziende applica strategie di content marketing efficaci.

In effetti, nella maggior parte dei casi non hanno nemmeno una “strategia”.

Ecco le domande che devi porti durante l’analisi dei contenuti:

Il contenuto è unico e originale?

Questa parte dovrebbe essere la più semplice in quanto il contenuto del sito web dovrebbe essere semplicemente unico ed originale

Ciò significa usare la creatività per buttare giù delle idee interessanti. Te nè lascio qualcuna da cui prendere spunto:

Non perdere tempo nel creare contenuti immondizia. Fare uno sforzo iniziale maggiore ripagherà il tuo impegno.

Il tuo contenuto è utile e informativo?

Oltre al contenuto originale, devi anche assicurarti che sia utile e informativo.

Ciò significa che dovrebbe informare, istruire o risolvere un problema per le tue personas.

Devi sempre pensare al tuo utente ideale durante la creazione dei contenuti.

Il contenuto del tuo sito non serve per stupire i tuoi colleghi.

Il tuo contenuto è lì per servire e aiutare i tuoi potenziali clienti.

I tuoi contenuti sono migliori dei tuoi concorrenti?

Non ha senso creare nuovi contenuti a meno che non credi di poter realizzare qualcosa di migliore rispetto a quello che è attualmente presente nelle SERP.

Ogni singolo contenuto presente nel sito web dovrebbe avere l’obiettivo di battere i tuoi concorrenti.

Altrimenti, stai perdendo tempo.

Il tuo contenuto è coinvolgente?

I tuoi utenti devono sentirsi come se stessi parlando direttamente con loro. “Tu” e “tuo” devono diventare le tue parole preferite.

Le tue informazioni sono accurate?

Non inventare fatti o statistiche e non falsificare le informazioni.

Il contenuto è abbastanza lungo?

I contenuti più lunghi hanno migliori prestazioni su Google, puoi leggere a tal proposito l’articolo di Nail Patel.

Puoi anche effettuare le tue ricerche e averne la riprova attraverso l’analisi dei contenuti presenti nelle SERP.

Ci sono errori grammaticali e/o ortografici?

La correttezza grammatica influisce sulle performance del tuoi contenuti. I tuoi utenti potrebbero infastidirsi nel leggere un testo sgrammaticato ed abbandonare il tuo sito.

Per sempre.

Google odia trovare link non funzionanti all’interno dei tuoi contenuti perché danneggiano la User Experience. Effettua un’analisi accurata delle tue pagine, accertandoti che non siano presenti collegamenti non funzionanti.

Puoi utilizzare questo strumento gratuito per il controllo dei link. Nel caso in cui utilizzi WordPress puoi utilizzare:

  • Broken Link Checker: un plugin che ti consente di scansionare periodicamente ed in modo automatico il tuo sito web alla ricerca di link rotti, notificandoti via email quando ne vengono scovati di nuovi;
  • Rank Math: abilitando la funzione “404 Monitor” potrai tenere sotto controllo le URL che restituiscono codice 404-

Il tuo sito fa uso intrusivo di pubblicità?

L’uso eccessivo di annunci pubblicitari può spingere gli utenti ad abbandonare il tuo sito web, se utilizzati in modo intrusivo e tali da compromettere l’usabilità.

Se i tuoi utenti odiano il tuo sito Web, anche Google lo odierà.

Un utilizzo eccessivo di annunci pubblicitari potrebbe comportare anche una penalizzazione ad opera dell’algoritmo Panda.

Stai moderando i tuoi commenti sul blog?

Gli spammer amano iniettare link nei commenti dei blog.

Ecco perché devi assicurarti che i tuoi siano adeguatamente moderati.

Assicurati di mantenere pulita la sezione dei commenti.

Le domande che vengono esposte sono uno dei primi indicatori per comprendere se la tua strategia di content marketing sta funzionando o meno.

Step 7: analisi dell’esperienza utente

analisi user experience

Scopo:  verificare come gli utenti interagiscono con i tuoi contenuti ed il tuo sito web nel suo insieme.

È impossibile sapere cosa pensa ogni utente del tuo sito web.

Fortunatamente, puoi ottenere un quadro generale dell’esperienza utente in base ai dati contenuti in Google Analytics .

Esistono alcuni dati che, se analizzati, possono rappresentare un buon indicatore dell’esperienza utente:

Frequenza di rimbalzo

Probabilmente ti starai chiedendo: “qual è una buona frequenza di rimbalzo?”

Sfortunatamente, non esiste una risposta assoluta.

La frequenza di rimbalzo è relativa e dipende sempre dal tipo di sito Web analizzato.

Ad esempio, un sito Web di “immagini di gattini divertenti” avrà presumibilmente una frequenza di rimbalzo molto elevata.

Questo perché le persone vanno nella pagina, ridono dell’immagine e vanno via.

Siti come questo avranno una frequenza di rimbalzo inferiore, in quanto si presuppone che l’utente legga ed approfondisca i contenuti in esso contenuti.

Detto questo, una frequenza di rimbalzo tra il 60% e l’80% è ottimale.

Tra 80% – 90% occorre riesaminare i contenuti ed i comportamenti nelle pagine.

Se è superiore al 90%, occorre dare priorità assoluta di intervento, in quanto indicatore di scarsa ottimizzazione.

Tempo medio di permanenza sul sito

Più gli utenti restano sul tuo sito, maggiore sarà la possibilità di convertirli.

Come la frequenza di rimbalzo, il tempo medio di permanenza sul sito è relativo.

Se il tempo medio di permanenza sul sito è inferiore ad 1 minuto, allora avrai bisogno di esaminare attentamente il motivo.

Come regola generale, gli utenti trascorreranno più tempo sul tuo sito Web se sono presenti contenuti di valore da leggere.

Ad esempio, i nostri lettori trascorrono in media 2:12 minuti sul blog.

Esiste un elemento che più in assoluto porterà la repulsione degli utenti:

La mancanza di contenuti di qualità.

Un tempo medio di permanenza basso è solitamente sintomatico di siti di imprese locali, in quanto per l’appunto privi di contenuto di valore.

Questo perché chiunque stia cercando ad esempio un “idraulico a Milano” con molta probabilità sarà alla ricerca del prezzo migliore per il medesimo servizio.

Gli utenti passeranno da un risultato ad un altro nella speranza di trovare il migliore affare.

Il modo migliore per combattere questo problema a livello locale è produrre contenuti più utili.

Dovresti concentrarti sull’educazione dei tuoi potenziali clienti.

L’istruzione e la trasparenza portano sempre alla fiducia.

La fiducia porta alla vendita.

Concentrati sul dare più valore rispetto ai tuoi concorrenti.

Ciò migliorerà la frequenza di rimbalzo e costringerà gli utenti a rimanere sul tuo sito più a lungo.

Pensa questo:  se qualcuno volesse confrontarti con te, potrebbe imparare di più in 30 secondi o in 3 minuti?

Più gli utenti rimangono sul tuo sito e digeriscono i tuoi contenuti, più sentiranno di conoscerti e potersi fidare delle tue competenze e dei tuoi prodotti e/o servizi.

Completamento obiettivi

Il monitoraggio delle conversioni è la metrica più importante in Google Analytics.

L’unica ragione per cui la tua azienda dovrebbe avere un sito Web è quello di ottenere conversioni.

Non importa se la frequenza di rimbalzo è bassa o se le persone rimangono sul tuo sito Web per ore. Se i visitatori non convertono diventando lead, generando vendite o iscrizioni allora stai perdendo il tuo tempo.

L’obiettivo di migliorare le metriche precedentemente analizzate è quello di farti guadagnare di più!

Ricorda, la SEO è solo un mezzo per raggiungere un fine. La SEO da sola non fa soldi.

Guadagni vendendo.

Puoi avere il miglior SEO sul pianeta, ma se non vendi, non servirà a nulla.

La parola “vendere” ha chiaramente una declinazione diversa a seconda del business che stai sviluppando.

Ma c’è una cosa che ogni business online ha in comune:

Devi saper vendere attraverso il copywriting o la strategia di content marketing messa in campo. Se ignori questo passaggio, nessuno acquisterà i tuoi prodotti o nessuno diventerà un tuo lead.

Detto questo, nel caso in cui le metriche di completamento obiettivo siano scadenti dovresti chiederti:

  • È facile raggiungere i tuoi contatti per gli utenti?
  • Ci sono abbastanza informazioni sul prodotto/servizio che vendi?
  • Hai sviluppato un’adeguata riprova sociale tale per cui gli utenti si fidino di te?

Pagine di uscita

Identificare quali pagine gli utenti abbandonano maggiormente è il primo passo per risolvere il problema. Analizzare frequentemente le pagine in uscita può aiutarti a comprendere dove andare ad ottimizzare.

Dovresti porti una domanda semplice “perché gli utenti stanno lasciando questa pagina specifica più delle altre?”

Che ci crediate o no, non è sempre una brutta cosa avere un alto tasso di abbandono su una pagina.

A volte il contenuto fa il suo lavoro per il lettore e li costringe a uscire e a compiere l’azione desiderata.

Non pensare che gli utenti lascino sempre una pagina perché non è di loro gradimento.

Se il contenuto risolve il problema in modo esaustivo, l’utente lascerà la pagina soddisfatto per l’informazione recepita.

C’è una cosa molto importante da prendere in considerazione quando si esamina la percentuale di abbandono in Google Analytics.

Non dovresti guardare il numero complessivo di “Uscite”.

Il numero complessivo di uscite sarà sempre maggiore nelle pagine che ottengono maggiore traffico.

Il numero che dovresti prendere in considerazione è “% uscita”.

Ordina i tuoi dati dalla percentuale più alta alla più bassa.

Una percentuale di uscita “alta” si attesta intorno all’80%. Una percentuale di uscita “normale” è di attesta intorno al 50-65%.

Il problema fondamentale che costringe gli utenti a lasciare una pagina è l’incapacità di quest’ultima di risolvere il loro problema.

Ci sono altri fattori che possono spingere le persone a lasciare una pagina (come ad esempio il design), ma il contenuto è quasi sempre il principale indiziato.

Vai alla pagina con il tasso di uscita più elevato e chiediti:

  • Questa pagina risolve il problema o risponde a una domanda specifica nel migliore dei modi?
  • Ci sono ancora domande senza risposta?
  • Come reputi la leggibilità del contenuto?
  • Ci sono troppi blocchi di testo che riducono la leggibilità?
  • Sono presenti immagini troppo piccole?
  • Sono presenti immagini rotte?
  • La pagina si carica lentamente?
  • Ci sono elementi influiscono negativamente sull’esperienza utente come la presenza di pubblicità intrusiva?
  • Stai impostando i link esterni in modo tale che si aprano in una nuova scheda (in caso contrario, dovresti farlo)?

Queste domande dovrebbero essere più che sufficienti per arrivare alla risoluzione del problema. Segui questo processo per ogni singola pagina che presenta un’elevata percentuale di uscita.

Visitatori di ritorno

La quantità di visitatori che ritornano sul tuo sito web è un indicatore estremamente positivo.

Vuol dire che vale la pena rivedere il tuo sito Web o i tuoi contenuti.

I visitatori di ritorno sono ottimali anche dal punto di vista della conversione potenziale in quanto ti offrono nuova possibilità per trasformarli in lead o clienti acquisiti.

Se non hai una buona percentuale di visitatori di ritorno, questo potrebbe essere un chiaro segnale di mancanza di contenuto di valore.

Ricerche con chiavi brand

Come i visitatori di ritorno, le ricerche con il tuo brand indicano chiaramente che le persone sono interessate al tuo sito Web e al tuo marchio.

Se stai producendo ottimi contenuti e il tuo sito web è stato creato pensando agli utenti, le persone vorranno tornare. Ciò significa che andranno su Google e cercheranno il tuo brand.

Per vedere se stai procedendo nel verso giusto puoi analizzare i dati della Search Console.

Vai su “Prestazioni” e ordina per “Clic” in modo che la query di ricerca con il maggior numero di clic sia in prima posizione.

ricerche keyword brand

I clic sul tuo brand dovrebbero essere tra i maggiori rispetto alle query filtrate.

Segnali sociali

I segnali sociali da soli non sono potenti.

Ma, se combinati con le altre metriche utente, il tuo sito Web riceverà una boost incredibile nel ranking.

Ottenere segnali sociali REALI dovrebbe essere una priorità per ogni azienda. L’unico modo per ottenerli è attraverso la creazione di contenuti fantastici e la soddisfazione degli utenti. Puoi anche prendere in considerazione l’utilizzo di plugin di social locking come Bloom.

Ora è il momento di dare un’occhiata al tuo profilo backlink.

analisi seo backlink

Scopo:  identificare i punti di forza e di debolezza del profilo backlink.

Come hai già sicuramente sentito dire, i backlink possono migliorare o distruggere una campagna SEO. Per questo motivo occorre essere particolarmente attenti ed oculati nella fase di auditing del profilo link. Per questo tipo di analisi utilizzo sempre Ahrefs, Majestic e Google Search Console.

Ora probabilmente la domanda che ti starai facendo è: cosa devo analizzare?

Dovresti esaminare diversi fattori:

La pertinenza dei link in entrata è fondamentale quando si vuole realizzare una campagna di backlink.

È questo il punto di partenza da cui inizio la mia analisi.

Non necessario che il 100% dei tuoi backlink siano pertinenti, ma la maggior parte dovrebbero esserlo.

Per identificare rapidamente la pertinenza del profilo dei backlink di un sito web, è sufficiente esportare tutti i link esterni da Ahrefs e utilizzare lo strumento di controllo massivo su Majestic.

Quando esporti da Ahrefs, assicurati di esportare la lista dei domini referral in questo modo:

analisi domini referral backlink

Una volta scaricata la lista completa dei domini linkanti potrete utilizzare il tool di controllo massivo dei backlink di Majestic per misurare la metrica “Topical Trust Flow Topics”.

Sebbene non sia perfetta, rappresenta l’unica metrica scalabile per l’analisi massiva della tematicità dei domini.

Controllare manualmente la pertinenza di ciascun sito linkante sarebbe una perdita di tempo incredibile.

Lo scopo di questa analisi è ottenere un’immagine generale della pertinenza dei domini linkanti rispetto al tema trattato dal sito linkato.

Dirigetevi alla sezione Tools > Link Map Tools > Bulk Backlinks.

analisi pertinenza backlink

Incollate i domini scaricati da Ahrefs e date il via all’analisi. Al termine scaricate i risultati ottenuti in formato CSV. Ordinate il file CSV in base al Topical Trust Flow Topics.

Identificate quali domini sono completamente off topic rispetto al tema trattato dal sito linkato.

Se ad esempio il vostro sito tratta di alimenti per animali domestici e ottiene backlink da numerosi domini con Topical Trust Flow per l’argomento “Travel”, capisci bene che qualcosa non và ed occorrerà lavorare per migliorare la tematicità e la pertinenza dei link in entrata.

Contrassegna tutti i backlink che sono irrilevanti rispetto al tema trattato. Ciò non vuol dire che questi link dovranno essere necessariamente rimossi.

Questo report ti aiuterà a contattare velocemente i siti web non tematici rispetto al tuo laddove dovessi essere colpito da una penalità algoritmica o manuale. In quel caso potrebbe essere utile rinnegare questi backlink attraverso lo Strumento di Rimozione URL della Search Console o contattando direttamente la redazione.

Una volta analizzata la pertinenza dei backlink bisogna passare all’analisi della loro authority.

Il fatto che un link sia autorevole non vuol dire che sia per forza di cose pertinente.

Secondo il mio modesto punto di vista e la mia personale esperienza in campagne di backlink è preferibile di gran lunga un backlink pertinente ma poco autorevole piuttosto che un backlink autorevole ma scarsamente  (se non per nulla) pertinente. In questo modo puoi stare certo che il tuo sito non verrà colpito da eventuali penalizzazioni dovute ad aggiornamenti algoritmici.

Ma ciascuno ha il proprio pensiero e la propria esperienza a tal proposito!

Esistono diversi modi per scoprire quanto siano “autorevoli” i tuoi backlink.

È possibile eseguire un controllo globale sia su Majestic che su Ahrefs.

Ahrefs utilizza l’indicatore “Domain Rating” (DR) per misurare l’authority di un dominio.

Questo indice, a mio avviso, è molto più preciso del PA (Page Authority) e del DA (Domain Authority) di MOZ in quanto viene aggiornato più frequentemente.

I dati di Link Explorer (ex Open Site Explorer) si aggiornano a passo di lumanca e sono inaccurati per la maggior parte del tempo.

Un’altra metrica importante da prendere in considerazione è il “Trend del traffico” di SEMRush.

Questo perché si basa sui reali risultati di ricerca organica.

trend traffico organico semrush

SEMRush utilizza il proprio algoritmo per determinare quanto vale il traffico organico.

Non è una metrica perfetta, ma è una metrica che può essere utilizzate per determinare la qualità dei potenziali backlink.

Link Diversity

Diversificare i tuoi backlink rende il tuo profilo più “naturale”.

Esistono diversi “tipi” di backlink tra cui:

  • backlink contextual (contenuti all’interno dell’articolo o della pagina)
  • backlink sitewide provenienti da footer/sidebar
  • backlink da directory
  • backlink da resource page
  • backlink da siti della tua stessa nicchia
  • backlink da forum
  • backlink da commenti di blog rilevanti

Oltre alla “tipologia” di backlink, dovresti avere un profilo diversificato in termini di link Follow e NoFollow.

In questa fase devi semplicemente chiederti:

“Il mio profilo backlink è abbastanza diversificato?”

Un altro importante fattore da prendere in considerazione quando si analizza il profilo backlink è il rapporto tra i link alla homepage rispetto ai deep link (ossia i link a risorse specifiche presenti nel tuo sito web).

Se stai utilizzando un approccio SEO incentrato sui contenuti , la maggior parte dei tuoi backlink dovrebbero essere indirizzati alle deep page.

In ogni caso, indipendentemente dall’approccio che stai utilizzando, è sempre buona norma distribuire i backlink nell’intero sito web.

Ciò rafforzerà l’authority generale del sito e migliorerà la possibilità di ottenere risultati SEO.

Diversificazione del testo di ancoraggio

Abusa con l’utilizzo di testi di ancoraggio di tipo manipolativo è, ahimè, una prassi assai diffusa. Ecco perchè occorre controllare il proprio profilo backlink per comprendere la percentuale di backlink provenienti da ancore manipolative e quelle provenienti da parole chiave brand o URL nudo.

La prima verifica che dobbiamo effettuare è la percentuale di link con anchor text manipolativo, cioè con corrispondenza esatta. Ad esempio se voglio posizionarmi per la parola chiave web marketing è plausibile trovare nel profilo backlink l’anchor text “web marketing” o affini. Il problema sorge quando questa tecnica viene abusata.

Successivamente, dobbiamo verificare il rapporto tra anchor text di tipo manipolativo rispetto a quelle di tipo brand, ossia riportanti il nostro nome a dominio o il brand aziendale.

Se la percentuale di ancore manipolative supera quella delle ancore brand, allora ti suggerisco un drastico cambio di strategia.

Come forse saprai, la maggior parte del tuo profilo di testo di ancoraggio dovrebbe essere ancore di marca.

Le ancore manipolative dovrebbero essere usate in modo sporadico in quanto rappresentano un forte segnale di spam per Google.

Per analizzare le ancore dei backlink ricevuti puoi usare Ahrefs.

Digita il dominio che vuoi analizzare e poi clicca su “Ancore”.

analisi anchor text backlink

Se il sito analizzato è pieno di ancore manipolative ci sono due alternative:

  • Creare nuovi backlink che utilizzino come testo di ancoraggio chiavi a brand o URL nudo;
  • Se hai la possibilità di contattare i siti linkanti prova a chiedere di modificare l’anchor text trasformandola in chiave a brand o URL nudo.

Domini Referral

Ricevere link da domini diversi è sicuramente meglio di ottenere 100 link dallo stesso dominio. Questo perché un link esprime un “voto di qualità”. Credi abbia più valore avere un un voto di qualità sempre dalla stesso dominio o da domini differenti?

La risposta è abbastanza scontata.

L’analisi da svolgere in questo caso è un confronto diretto con i competitor di alto profilo.

L’obiettivo in questo caso è:

Ottieni backlink più pertinenti e di alta qualità da domini univoci.

La loro velocità nell’acquisizione dei backlink è stata costante nel corso della storia del sito web o ha subito picchi irregolari?

Il calo drastico di backlink da un periodo all’altro può essere interpretato come sospetto e costringere l’algoritmo ad analizzare la natura dei vostri backlink.

Un profilo backlink naturale raramente subisce cali drastici.

crescita profilo backlink

Il tuo obiettivo dovrebbe essere quello di ottenere una crescita costante dei backlink come mostrato nell’immagine sopra.

Ora che sai come analizzare il tuo profilo backlink, passiamo ad analizzare le citazioni.

Step 9: analisi delle citazioni

analisi seo delle citazioni

Scopo: verificare se il sito web dispone o meno di informazioni NAP-W coerenti in tutti i siti in cui viene citato. Identificare, inoltre, le directory aziendali in cui il sito non è ancora citato.

L’analisi delle citazioni viene effettuata per siti web che hanno un bacino di utenza a carattere locale.

Tuttavia, può essere utilizzato per qualsiasi azienda che desideri mantenere alta la coerenza delle informazioni presenti online.

Il mio consiglio è quello di effettuare un audit delle citazioni anche se non si sta facendo focus sulla Local SEO.

La buona notizia è che il controllo e la correzione delle citazioni è un’attività una tantum.

Lascia che ti mostri cosa bisogna cercare durante la fase di analisi delle citazioni:

Coerenza NAP-W

L’obiettivo principale è quello di avere informazioni coerenti inerenti al NAP-W (name, address, telephone, website). La coerenza è uno dei fattori principali per il ranking su Google Local.

Esistono diversi strumenti per controllare le tue citazioni come:

Directory Aziendali non utilizzate

Esistono centinaia di directory aziendali dove poter inserire il proprio sito web. Bisogna sempre valutare la qualità di questi siti prima di procedere alla pubblicazione.

In generale non soffermarti solo sulle directory che danno la possibilità di inserire link diretto al tuo sito web. Le citazioni sono tali in quanto si parla della tua attività al di là della presenza o meno di un link.

Ciò di cui devi preoccuparti è la correttezza delle informazioni NAP-W.

Conclusione

Finalmente siamo arrivati alla conclusione di questo articolo infinito. Perdona la lunghezza ma volevo essere sicuro di darti informazioni complete in modo tale da consentirti di effettuare un audit SEO in autonomia ogni qualvolta ne sentirai il bisogno.

PS Se vuoi richiedere un audit SEO professionale del tuo sito web puoi richiedere la nostra consulenza specialistica compilando il form presente a questo indirizzo.