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Cyber Security: come creare un business di successo in questo settore (le strategie delle migliori aziende)

Hai mai sentito parlare di Nobody?

Raoul Chiesa, in arte Nobody, è stato uno dei più famosi hacker italiani degli anni Ottanta. I suoi attacchi hanno portato all’occhio del grande pubblico gli enormi problemi legati alla Cybersecurity che avevano istituzioni militari, finanziarie e governative.

Le sue imprese, però, non fecero danni. Anzi, determinarono l’avvio della legislazione italiana in materia di Cybersicurezza.

Oggi, nel 2022, la cybersecurity è una faccenda sempre più seria.

Nonostante siano passati più di 25 anni dalle avventure di Raoul Chiesa, la Cyber Security sta creando un clima di incertezza e di ansia, soprattutto tra le imprese e tra chi, come noi, lavora online.

Essere sempre connessi ha cambiato il modo in cui lavoriamo e viviamo, ma ha anche aggiunto un nuovo elemento di cui ci dobbiamo preoccupare: i nostri dati.

Lo stesso discorso vale per le aziende, a cui ricevere una violazione di dati costa grosso: in media 4,24 milioni di dollari, secondo l’ultimo report di IBM, il Cost of a Data Breach Report 2021.

Potrebbe sembrare poco per aziende di grosse dimensioni, vero? Ma c’è un altro dato da tenere a mente: sono le PMI ad essere le realtà più sotto attacco. Infatti, secondo i dati Acronis, nei primi sei mesi del 2021, 4 imprese su 5 sono state oggetti di minacce informatiche.

Ma come sappiamo, per ogni nuovo problema nascono anche nuove opportunità di business. Ed è proprio di questo che parleremo in questo Marketers Insight.

Nelle prossime righe, infatti, analizzeremo nel dettaglio alcune delle più efficaci strategie messe in campo dalle aziende che hanno raggiunto il successo nel settore della Cyber Security.

Scoprirai anche quali sono i fattori differenzianti e le opportunità per nuove idee imprenditoriali analizzando i trend di mercato.

Ci sei? Partiamo.

La rotta fin qui

Hai mai pensato che navigare su internet potesse nascondere insidie e pericoli?

Beh, dovresti iniziare a farlo.

La verità è questa: essere sempre connessi incrementa in misura più che proporzionale le minacce a cui siamo sottoposti. Soprattutto quando siamo sempre più spinti a condividere i nostri dati con piattaforme e siti web.

Ma in passato la situazione era ben diversa.

I dati erano conservati in maniera fisica, su supporti cartacei o con registrazioni su nastri magnetici per cui, per impadronirsene, bisognava fotografarli o letteralmente rubarli.

Sembra assurdo pensarlo, vero?

C’è un momento che ha segnato il momento di passaggio tra un periodo storico e l'altro: era il 18 aprile 1967 quando l’ingegnere Willis Ware lanciò l’allarme per la prima volta.

Quel giorno fu un vero turn-around per l’intera umanità. Ware fece notare che poter accedere ai propri dati ovunque ci si trovi era una grande opportunità, ma anche un grosso rischio.

Il problema? Le reti internet sono come un campo di battaglia e possono essere potenzialmente bucate da più fronti. Morale della favola: il “nemico” può intrufolarsi da qualche parte, anche senza che ce ne accorgiamo.

La soluzione? Adottare degli standard di sicurezza che riducessero il rischio al minimo.

Pertanto si è sviluppata una rincorsa continua di mezzi sempre più efficaci di protezione e tentativi di violarli, tra sicurezza e hacking.

Le storie che stai per leggere offrono alcuni spunti interessanti:

  • mostrare i danni che le iniziative di hacker possono causare alle aziende
  • come la Cyber Security può sventare gli attacchi informatici

I due esempi? Il caso Solar e Emotet.

Hacker 1 - Solar Winds 0. Palla al centro.

Il “caso Solar” è un massiccio attacco hacker avvenuto nel 2020, protrattosi per diversi mesi nella prima parte dell'anno, con effetti diffusi a livello globale.

In breve, l’attacco è stato condotto ai danni di una società di software, la Solar Winds, che ha aggirato i sistemi di autenticazione posti dall'azienda a tutela dell'accesso.

Gli hacker, pertanto, ingannate le difese, hanno inserito un "trojan" all'interno di Orion, un software di gestione delle reti prodotto da Solaris, diffusissimo in tutto il mondo.

Il “trojan” non è altro che un software utile e apparentemente sicuro che l’utente esegue di sua spontanea volontà. In questa maniera, si avvierà nello stesso tempo anche il malware.

In tal modo l'attacco si è esteso a tutti i clienti che avevano scaricato gli aggiornamenti periodici forniti dalle aziende utilizzatrici, per cui Solar è stata, di fatto, il vettore occulto per tale infezione.

Nei soli Stati Uniti, ha messo in crisi il sistema di sicurezza informatica dei dipartimenti del Tesoro, del Commercio, dell’Energia e della Sicurezza nazionale, violando anche il sistema di protezione del Pentagono e degli arsenali nucleari.

Sono stati infettati ben 17.000 clienti distribuiti in tutto il mondo, anche in Italia, tra i quali amministrazioni pubbliche, banche, assicurazioni, scuole e ospedali e perfino società di software come Microsoft, Fire Eye e VM Ware.

Ecco come da una piccola falla nella sicurezza di un’azienda si possono mettere in pericolo decine e decine di sistema di sicurezza informatici in tutto il mondo.

L’inizio del 2021 ha invece segnato un risultato straordinario in positivo che mostra come la Cyber Security possa essere di grande aiuto nel mondo moderno.

Infatti, attraverso una delle più grandi operazioni di polizia informatica di sempre, che ha coinvolto settore pubblico e privato e forze di polizia internazionali, è stato di fatto distrutto Emotet, uno dei malware più duraturi in circolazione.

Per rendere il senso del pericolo corso, basti pensare che nel 2019 Emotet è stato il quinto malware più diffuso al mondo e che, solo in Italia, ha colpito il 19,13% delle organizzazioni (rispetto al 5,33% di diffusione a livello globale).

Emotet prendeva il controllo occulto del computer infettato e riusciva a raccogliere indirizzi e-mail, nomi utente, password e dati bancari.

L'azione di contrasto, coordinata da Europol e da Eurojust, è riuscita a neutralizzare, contemporaneamente, centinaia di server di comando e di controllo Emotet, così come i backup di tali infrastrutture.

I dispositivi infettati sono ora collegati a infrastrutture controllate dalle forze dell'ordine, sottraendoli all'utilizzo da parte dei criminali informatici. In tal modo, il malware non può più diffondersi e si confida che la minaccia Emotet sia stata definitivamente stroncata.

Insomma, la nostra vita entra ogni giorno di più a contatto con la Cybersecurity, ma sembra quasi che non ce ne accorgiamo. Ciò potrebbe causare un uso improprio di smartphone, tablet e PC con conseguente perdita di dati.

È arrivato il momento di agire?

Continua a leggere il Marketers Insight e presto capirai quali sono le aziende più importanti del mercato, come si sono mosse per intercettare i bisogni delle persone e contrastare le continue minacce informatiche.

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