Piano editoriale Instagram

Piano editoriale Instagram: come lo costruiamo in Marketers

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“Un piano editoriale per Instagram? E’ solo una pratica inutile e perditempo.”

Beh stai commettendo un grosso errore.

Lo sai bene.

Instagram è tra le piattaforme social più utilizzate: ha una potenza enorme.

Fare parte della community di Instagram è molto semplice e pubblicare i contenuti al suo interno è veloce ed intuitivo.

Ma allora ti sei mai chiesto perché non tutti ottengono risultati?

Perché non basta condividere qualche bella foto ogni tanto.

Sicuramente, creare contenuti che attirano l’attenzione, coinvolgenti ed adatti alla tua audience è la base di partenza per un marketing efficace.

Ma lasciatelo dire: non solo per Instagram.

Una volta che hai creato i tuoi “contenuti bomba” dovrai anche pubblicarli nel modo giusto al momento giusto nel formato giusto.

No, non sto parlando di nessun tipo di algoritmo, guarda oltre.

Voglio semplicemente dirti che i contenuti vanno pianificati, nella maniera corretta.

Non fraintendermi.

Non esistono ingredienti segreti, orari speciali e nemmeno un numero preciso di contenuti da pubblicare.

Però ti sto dicendo che creare un piano editoriale è essenziale, non ci sono scuse.

Sempre, se vuoi migliorare le tue performance.

Ma se sei qui, direi che questo è il tuo obiettivo.

Se sei alle prime armi non ti preoccupare, ti spiegherò tutto.

Ora ti dirò come creare un piano editoriale a prova Marketers.

 

Piano editoriale Instagram: ecco come lo usiamo noi Marketers

Partiamo dalle basi: cos’è un piano editoriale?

Prima di leggere questo contenuto, se non lo hai ancora fatto, ti suggerisco di leggere la nostra guida su Instagram.

Il piano editoriale è un documento, un calendario vero e proprio, nel quale ad ogni data corrisponde il contenuto che decidiamo di voler pubblicare.

Questo ha lo scopo di migliorare l’organizzazione e quindi ottenere risultati migliori.

Avrai quindi una tabella nella quale ad ogni data inserirai i contenuti che verranno pubblicati suddivisi per ogni piattaforma a cui lavori.

Ogni giorno avrà quindi all’interno:

  • macro argomento da sviluppare (es: instagram);
  • tema da sviluppare (es: i 5 pilastri per un piano editoriale efficace);
  • format di pubblicazione (es: carosello).

Il team andrà poi a sviluppare questa traccia inserendo all’interno di ogni cartella:

  • i media da pubblicare (es: 7 immagini da inserire nel carosello);
  • copy del post
  • hashtag

Si si hai letto bene.

Gli hashtag non sono ancora passati di moda: se usati nel modo corretto possono aumentare notevolmente le interazioni, leggi qui.

piano editoriale in creator studio

Creator studio per esempio, ti permette di organizzare i contenuti della tua pagina Instagram e della pagina Facebook collegata.

Senza un piano editoriale ben strutturato rischi di:

  • non avere il materiale pronto per la pubblicazione;
  • dimenticare argomenti importanti;
  • pubblicare troppo poco facendo perdere l’interesse alla tua audience;
  • perdere di vista il tuo focus, nonché il tuo obiettivo comunicativo;
  • perdere la traccia dei contenuti alto performanti.

Ci avevi mai pensato?

Per crearlo fisicamente puoi utilizzare un file Excel, un’agenda digitale o una delle tante piattaforme nate proprio per questo scopo.

plan for 2021: survive

Voglio darti subito un consiglio:

orientati in qualcosa di semplice, veloce e soprattutto condivisibile in tempo reale con i membri del tuo team e i tuoi clienti.

Chiunque lavori con te deve sapere cosa e quando pubblicherai un determinato contenuto, questo aiuta la sincronia e la coesione del team.

Il piano editoriale va concordato e discusso assieme, dopodiché ad ognuno il suo compito:

  • il grafico penserà ai media da pubblicare;
  • il copywriter fornirà il testo;
  • il social media manager penserà alle strategie migliori da attuare per quel post.

Quindi, la scelta del programma da utilizzare per il piano editoriale, dovrà orientarsi anche in base a che tipo di lavoro svolgi: in solitaria o team?

Se lavori da solo, per il tuo profilo personale oppure per il tuo small business, ti consiglio di utilizzare un semplice file Excel senza complicarti troppo la vita.

Vuoi sapere cosa usiamo noi Marketers?

Te lo dico subito: Trello.

piano editoriale con Trello

Ok, ora ho capito cosa posso utilizzare per crearlo, ma come faccio a decidere cosa pubblicare quando?

Per decidere cosa pubblicare devi tenere conto di molteplici fattori, che approfondiremo step by step ma, come prima cosa, devi rispondere ad una domanda:

qual è il tuo obiettivo di marketing?

Cioè: cosa vuoi comunicare e con quale fine?

Ecco, la risposta è esattamente il tema centrale attorno al quale dovranno ruotare i tuoi contenuti.

Es: “Marketers è il più grande movimento italiano di imprenditori digitali.”

Il mio piano editoriale dovrà quindi trattare sempre di marketing digitale e di imprenditoria, divagare sarebbe un clamoroso autogol, calerebbe l’interesse degli utenti che mi seguono per questo e creerei in loro solo confusione.

Tu ci seguiresti comunque se parlassi degli ultimi tormentoni estivi?

mmm

Ecco, andiamo avanti.

Diamo un’occhiata alla nostra pagina instagram wearemarketers.

instagram di wearemarketers

Instagram è il social visivo per eccellenza e per questo l’aspetto del feed è importante ma non è l’unica cosa che conta.

Non puntare solo ad un feed ordinato e perfetto, ragiona prima sul contenuto.

In ogni caso il piano editoriale dovrà essere strutturato anche in funzione del feed finale della tua pagina: è preferibile evitare di pubblicare contenuti uguali vicini, meglio preferire un alternanza di temi e di grafiche ma che comunque devono essere in armonia tra di loro.

Ci vuole un buon equilibrio: nel marketing è importante come, dove e con quale mezzo comunichi.

Differenziare i contenuti in base al target

Creare contenuti in base al target che vogliamo raggiungere è la prima cosa da tener conto.

Avere la propria nicchia specifica è un elemento fondamentale per una crescita costante.

Come faccio per identificare il mio target?

Devi chiederti a quale utente tipo ti stai rivolgendo: a chi vuoi parlare?

Facciamo un esempio.

Marketers a chi si rivolge?

Ad un pubblico tendenzialmente giovane, dinamico e freelance.

“Imprenditori che vivono vite straordinarie facendo cose non ordinarie”.

Chi preferisce il classico posto fisso difficilmente ci seguirà, se lo fa è perché ha voglia di cambiamento o perché incuriosito, ma ci potrebbe essere l’ipotesi che non vada troppo in profondità nei nostri contenuti.

Parliamoci chiaro, questo non significa denigrare chi non ci segue fedelmente e quindi non rientra nel nostro target.

Ma significa centrare e sfamare il proprio target: è grazie a quella nicchia che otterrò i maggiori risultati.

Che guarda caso “target” significa proprio “bersaglio”.

Nelle prossime righe capirai ancora meglio perché il piano editoriale è essenziale per colpire il centro di questo bersaglio.

E ti spiegherò anche come fare.

bersaglio con freccetta

Target esterno vs target interno

“E’ impossibile non comunicare”.

Questo è il primo dogma della comunicazione, ed è così, ricordati che non puoi smettere di comunicare.

Mi spiego meglio.

Quando attui una strategia di comunicazione non comunichi solamente al tuo pubblico, ma anche al tuo team di lavoro, piccolo o grande che sia.

Infatti si dice che ogni tipo di comunicazione, in ambito lavorativo, ha due direzioni:

  • rivolta verso l’interno: quindi verso i dipendenti, azionisti, dirigenti, proprietari.. chiunque lavori per l’azienda.
  • rivolta verso l’esterno: quindi rivolta ai clienti, potenziali clienti, fornitori, competitor…

La modalità di comunicazione quindi varia anche all’interno della stessa azienda, o team di lavoro, perché prende due direzioni differenti orientati a target diversi.

Cambia cosa, come e dove lo dici.

Nella comunicazione interna ti dovrai infatti assicurare di aggiornare i membri del tuo team rendendoli partecipi dei progetti, dovrai tenere alta la motivazione, instaurare e consolidare i rapporti umani al suo interno.

Questo lo farai anche con la comunicazione esterna, ma in modalità differente.

Ricorda che anche con i tuoi clienti dovrai fare leva sulla motivazione, la partecipazione e la creazione di un legame ma cambia il tuo fine ultimo, che in questo caso è la vendita.

Sicuramente non includerai, nella comunicazione esterna, lanci imminenti, problemi aziendali, strategie o il piano editoriale: questi sono elementi da condividere esclusivamente con il tuo team.

Con i tuoi collaboratori invece il fine ultimo sarà sempre quello di farli sentire a casa.

Di farli sentire in family.

Marketers family

Ricordati che i membri del tuo team sono i tuoi primi brand Ambassador.

Comunica bene con loro, rendili orgogliosi di lavorare con te e saranno il tuo primo motore di marketing.

Cadrò anche nel banale: una persona felice e grata lavora meglio.

Contenuti di superficie

Ora però andiamo avanti.

Concentriamoci sulla comunicazione esterna, quella rivolta ai tuoi utenti e quindi potenziali clienti.

Come abbiamo già detto Instagram è il social visivo per eccellenza: chi apre instagram deve essere rapito da un’immagine in una frazione di secondo, altrimenti scrollerà la home.

Potrà capitare infatti che alcuni utenti scrollando la home lascino qua e là dei like semplicemente perché sono stati colpiti dall’immagine, senza badare troppo al contenuto del post.

I like non sono l’unica fonte di crescita su Instagram anche perché sai bene che ora, con gli ultimi aggiornamenti, un utente può scegliere se vedere o no il numero di like dei post dei profili che segue, ed essere quindi meno influenzato a reagire ad un contenuto.

In ogni caso non sottovalutare i like, si tratta comunque di interazione ed è un dato di gradimento dei tuoi contenuti.

Per questo ti consiglio la lettura del nostro articolo che parla proprio delle strategie da attuare per aumentare i mi piace su Instagram.

Torniamo a noi.

Una volta che hai rapito l’utente, grazie alla grafica, l’attenzione si concentrerà sul contenuto dell’immagine e, se siamo stati bravi, anche al copy del post.

Ok, quindi a cosa devo fare attenzione?

Quando crei un post deve essere prima di tutto chiaro e diretto al tema che vuoi trattare:

  • storia del brand;
  • news;
  • tips e curiosità;
  • prodotti;
  • interviste;
  • ..

Definire i temi e sotto temi da trattare nella tua pagina instagram è la prima fase del piano editoriale: prima andrai a decidere in quali giorni pubblicherai un determinato tipo di post per poi decidere l’argomento, che fa parte di quel tema, da trattare.

Potrai anche decidere di creare uno stile grafico diverso per ogni tema così, a colpo d’occhio, i tuoi utenti potranno capire subito di cosa stai parlando.

Esempio contenuti di superficie: la slide singola

Nel prossimo step dovrai porti una domanda: questo contenuto quali necessità ha?

Mi spiego meglio.

Avrai contenuti a cui basta associare un’immagine e nessun approfondimento, per esempio un meme o una piccola curiosità.

Mentre avrai altri tipi di contenuti che, per farli comprendere al meglio, necessitano di maggior approfondimento e magari anche di un supporto grafico diverso da una semplice immagine.

Ecco perché si parla di contenuto di superficie: quando crei un post composto da una singola immagine non hai la possibilità di approfondire tanto quel tema e l’utente, inconsciamente, sa già che si tratta di un contenuto rapido.

Anche perché, ricorda una cosa: Instagram non da la possibilità di inserire link nel copy del post, ma solo nella biografia, e non è quindi possibile approfondire argomenti tramite link.

E’ importante quindi che tu decida per quali argomenti è sufficiente un immagine e poche righe di copy.

immagine singola Instagram

L’unica immagine che pubblichi deve essere chiara, interessante e spingere l’utente ad una reazione come un like, una condivisione o un commento.

Questo non significa che se vuoi parlare di tanto dovrai concentrare tutto in un’unica immagine e copy, sarebbe troppo.

Ricordati che la semplicità premia sempre.

Evita assolutamente quelle immagini troppo caotiche e quei copy troppo lunghi da dover essere completati nei commenti, è disordinato e per nulla efficiente.

E poi ripeti questo mantra con me: “instagram è un social visivo”.

Ok, ma quindi cosa devo fare per quei contenuti che necessitano di maggior approfondimento?

Ora ti spiego tutto.

Contenuti di profondità

Instagram, soprattutto negli ultimi mesi, ha introdotto diverse novità per quanto riguarda i formati di contenuti che puoi pubblicare.

Ha capito che 1 foto non era abbastanza, che bisognava dare all’utente la possibilità di approfondire maggiormente le tematiche.

format di contenuti instagram

Sono arrivate quasi subito le storie, contenuti diversi dai post, per dare la possibilità di farsi vedere in azione, di farsi conoscere meglio e di far vedere i retroscena creando contenuti che scompaiono in 24h ma dando eventualmente la possibilità di salvarle in evidenza.

Ah proposito di stories.

Sei sicuro di usarle nel modo corretto?

Ti consiglio di leggere l’articolo per creare Instagram stories come un vero Marketers.

Ok, andiamo avanti.

Poi arrivarono le dirette che aiutano a creare un legame fortissimo con il pubblico, con il quale è possibile aprire un dibattito o mostrare in tempo reale cosa accade attorno a te.

Ma le storie durano troppo poco e le dirette potrebbero perdersi, ed ecco che arrivano reels e le IGTV dando la possibilità di girare dei veri e propri video e corti, della tua vita, della tua azienda dei tuoi prodotti, di quello che vuoi.

Un bel video vale più di mille foto.

E se uno volesse approfondire un tema scritto? ecco arrivare la possibilità di scrivere guide, articoli, una sorta di blog di Instagram.

A proposito, chi di voi legge la nostra rivista “Backdoor” su instagram?

guide instagram

Ti ho fatto questa carrellata di mezzi di comunicazione, che ti mette a disposizione Instagram, per farti capire l’importanza di utilizzare il giusto mezzo per il giusto tema.

Ma cosa c’entra con il piano editoriale?

Te lo dico subito.

Intanto specifica sempre nel tuo piano editoriale come verrà pubblicato quel tema, perché:

  • il grafico del tuo team saprà a cosa dovrà lavorare;
  • il copy preparerà un testa adeguato al mezzo;
  • non rischi di pubblicare in maniera sbilanciata: troppi post e troppe poche storie, per esempio.

Ricordati bene che anche qui non ci sono regole, non esistono formule magiche, non a tutti funziona meglio un supporto rispetto ad un altro: dipende esclusivamente dal tuo target.

Davvero, non credere al guru che ti dice: “per crescere su Instagram devi fare solo reels adesso”.

Non è vero, tu devi pubblicare per il tuo pubblico non per l’algoritmo.

Esempio contenuti di profondità: il carosello

Vorrei soffermarmi però su un tipo di contenuto ancora utilizzato non a pieno delle sue potenzialità.

Ti sto parlando del carosello, lo conosci?

Quando abbiamo la necessità di approfondire maggiormente l’argomento che vogliamo trattare possiamo utilizzare più immagini, andando ad inserirle nello stesso post, creando così un carosello.

Un carosello diventerà quindi un post con immagini scorrevoli, al massimo 10, simili ad una galleria di immagini di un sito o del telefono, che ci permettono di approfondire maggiormente un tema e non restare solamente nella superficie.

Può essere per esempio il caso di un’intervista, della storia del brand o di pillole formative di marketing…

Immaginati una sorta di presentazione PowerPoint, una racconto, in formato Instagram.

Noi notiamo spesso che questo tipo di post vengono salvati dagli utenti, e questo è un ottimo feedback per capire che stiamo creando contenuti utili e coinvolgenti.

Tra poco ti parlerò proprio dell’importanza del feedback nei contenuti instagram.

Ma torniamo a noi.

Prima di farti vedere come sviluppare un carosello vorrei farti capire il perché della sua utilità.

Guarda qui:

immagine copertina di un carosello

Questa è l’immagine di partenza di uno dei nostri caroselli, avremmo potuto usare solo questa andando a sviluppare il tema all’interno del copy, non trovi?

Bene, e facendo così l’avresti letto tutto?

Sincero.

Forse no o forse sì se ti interessa veramente l’argomento, ma sicuramente sarebbe stato molto più noioso rispetto a questo:

le 9 immagini del carosello su instagram

Con il carosello sono sicuro che anche a chi non interessa questo tema lo avrebbe comunque letto, o per lo meno sfogliato.

Si tratta di un contenuto semplice, fresco, veloce.

L’immagine, soprattutto se interattiva come un carosello, cattura molto di più l’attenzione rispetto ad un muro di testo.

Per renderlo davvero efficace però, ti consiglio di applicare un modello di comunicazione del marketing.

Parecchio antico eh, pensa che ha 123 anni, ma ancora molto forte.

Sto parlando del modello AIDA, nato nel 1898.

Questo modello ci insegna semplicemente come comporre una campagna di marketing:

Attenzione – Interesse – Desiderio – Azione

Questo metodo ti permette di creare un contenuto che rubi l’attenzione dell’utente portandolo ad avere interesse verso il tuo contenuto in quanto fornisce valore e desiderio di avere quel qualcosa di cui gli stai parlando, portando il consumatore a compiere l’azione finale che noi vogliamo che compia.

Per azione intendiamo un’interazione al post oppure l’acquisto di un tuo prodotto, anche se ricordati che il fine ultimo di Instagram non deve essere la vendita, ma possiamo comunque considerarla una conseguenza di un buon lavoro di branding svolto in questa piattaforma.

Questo modello è ottimo da applicare in qualsiasi campagna marketing: dal copy di un post ad un carosello ad un video.

Ti consiglio di studiarla bene e metterla in pratica, noterai subito i risultati.

esempio di modello AIDA nel copy di un post

Ti ho parlato di questo modello perché ti aiuta a focalizzare il tuo obiettivo di marketing, che non deve essere mai perso di vista.

Il piano editoriale e i contenuti al suo interno devono andare tutti nella stessa direzione.

Controlla quindi che ogni post del tuo piano editoriale punti verso il centro del tuo bersaglio!

Un piano editoriale aiuta proprio in questo, ad avere una mappa, una bussola, che ti guida verso il tuo obiettivo.

Modifica dei contenuti in base al feedback degli utenti

Avere un piano editoriale consente anche di avere traccia dei contenuti pubblicati potendo così analizzare quali contenuti funzionano meglio di altri.

I feedback sono uno strumento potente che ti permettono di cambiare rotta ed avvicinarti sempre di più a ciò che piace e vuole l’utente dal tuo profilo.

Sarò ripetitivo: stai pubblicando per il tuo target, non per te.

Ti potrebbe capitare di creare un contenuto che per te è perfetto, ma al momento della pubblicazione non riscontra il successo sperato.

Devi cambiare, aggiustarlo, per ottenere il risultato che ti sei prefissato.

Non focalizzarti e intestardirti, se non funziona non funziona, cambia e vai avanti.

Ok ma come posso cambiarlo?

Prendi esempio dai tuoi contenuti che funzionano, chiediti: perché questo funziona?

feedback positivo

Applicalo anche ai contenuti che non funzionano.

Colpa della grafica poco accattivante? Migliorala.

Colpa del tema trattato? non proporlo più o testa un altro modo per proporlo.

Testa anche diverse modalità di pubblicazione: post singolo? carosello? video?

Lo sai, te lo dico sempre: testa, modifica, riprova.. fino ad ottenere risultati.

E il piano editoriale è essenziale anche per monitorare questi cambiamenti senza divagare, mantenendo la rotta giusta.

L’importanza del tempo di permanenza

Mi ripeto.

Pubblicare contenuti che rubino l’attenzione del tuo utente non basta.

Questi contenuti dovranno anche suscitare interesse aumentando così il suo tempo di permanenza nella tua pagina Instagram.

Più tempo l’utente passerà sulla tua pagina e all’interno dei tuoi contenuti e maggiore sarà la possibilità che il suo desiderio (che tu sei riuscito a suscitare) diventerà reale e passerà così all’azione.

Ed ecco che boooom, farà quello che vuoi tu.

Interagirà, comprerà un tuo prodotto o ti condividerà.

Questo succede perché trova utili i tuoi contenuti, si sta immedesimando nella tua identità aziendale e vuole farla sua.

Ti sto proprio dicendo quello che stai pensando.

clessidra

Il tempo di permanenza di un utente può influire sulla tua immagine ed eventualmente sul tuo portafoglio.

Non ti sto dicendo però che questo è sempre possibile, dipende ovviamente da quello che pubblichi e dallo scopo che hai deciso di dare con la tua pagina Instagram.

Se il tuo scopo è quello di informare puramente sulle ultime news non avrai un ritorno economico, potresti avere però un ritorno in termini di visibilità.

Ma se decidi di informare sulle ultime news in campo marketing perché tu hai un’agenzia di marketing, quindi la tua pagina Instagram è, giustamente, una vetrina della tua attività principale, beh, allora si, può sicuramente influire.

Voglio però che sia chiaro un concetto.

Se utilizzi Instagram come fosse un e-commerce, stai sbagliando.

Se utilizzi Instagram esclusivamente per portare i tuoi utenti fuori da Instagram e verso il tuo sito, stai sbagliando.

Instagram serve per farti conoscere, migliorare la tua immagine, portare gli utenti a fidarsi di te aumentando la tua credibilità.

Ok, tutto chiaro, ma come posso fare per centrare questo obiettivo?

Crea contenuti che portino la tua audience ad interagire, devi creare un legame con loro.

E’ proprio grazie all’interazione che potrai crescere su Instagram.

Generalmente i contenuti nei quali avrai maggior interazione sono i post con un più alto tempo di permanenza.

Mi spiego meglio.

Se il tuo utente trova interessante un contenuto lo guarderà più a lungo, lo leggerà anche più volte, magari salvandolo tra i preferiti per riprenderlo fuori quando crede di averne bisogno.

Questo accade soprattutto con post motivazionali, con post educativi e anche con le ricette di un buon dolce a dirla tutta.

Il punto è che l’utente sarà portato a passare più tempo all’interno di quei post che trova utili.

Ok, ma nella pratica, come devo agire?

Ora lo vediamo subito.

Hai identificato quei temi, rubriche o contenuti che sono particolarmente graditi ai tuoi utenti?

Presente quei contenuti nel quale ricevi qualche centinaia di like, commenti e condivisioni in pochi secondi o minuti?

Eccoli.

Quelli sono i contenuti su cui devi puntare, contenuti che hanno centrato a pieno la tua audience e che non possono assolutamente mancare nella tua pagina.

Non pensare minimamente di accantonare o modificarli, al momento, vanno bene così!

Ora prendi quel tipo di contenuto e spalmalo nel tuo piano editoriale come se non ci fosse un domani:

esempio di ripetizione post instagram

Ok, non esagerare eh, non tutti i giorni.

Ma potresti per esempio prevedere un giorno fisso a settimana in cui pubblicherai esattamente quel tipo di contenuto.

Sii ciclico e ripetitivo nei tuoi contenuti migliori ed agganciali tra di loro.

Quelli più affezionati aspetteranno quel giorno come un appuntamento fisso, come il TG delle 19,00, per vedere il loro post preferito!

Non deludere la tua audience, potresti perderla per sempre.

Ti sto dicendo che il piano editoriale serve proprio a questo: a sfamare i tuoi consumatori, a sfamare la tua audience.

Tips: tecniche di content loop

Mi correggo: gli utenti di Instagram sono dei consumatori di informazioni.

Instagram non serve per vendere, Instagram serve per creare una relazione con il proprio target, per farsi conoscere: Instagram è una vetrina.

Se ti sembra inutile, stai sbagliando tutto.

Un bravo Marketers sa che è essenziale creare relazione, interazione e far provare emozioni al proprio pubblico.

Ok, ma oltre alle storie dove ci metto la faccia e parlo, cosa posso fare?

Puoi creare un funnel, un percorso, che la tua audience deve seguire: devi farli entrare nel loop dei tuoi contenuti.

il funnel del content loop

Mi spiego meglio analizzando questo post pubblicato nella pagina Instagram di Dario qualche tempo fa:

  1. awareness: ti accorgi che l’attenzione del tuo utente viene colpita da un determinato contenuto, ora prendi quel contenuto e spalmalo nel tuo piano editoriale ma, attenzione, utilizza ogni format che Instagram ti mette a disposizione (storie, post, ecc.);
  2. interesse: trova quel contenuto che condiviso in un determinato formato crea interesse nella tua audience;
  3. desiderio: spingi su quell’argomento, crea desiderio di scoperta nel tuo utente, sfruttando proprio quell’interesse che ha dimostrato per quei contenuti;
  4.  azione: sfruttando il desiderio della tua audience spingilo ad agire con qualsiasi tipo di interazione che conosci accompagnandolo così verso la fase finale di questo funnel;
  5. ottimizzazione: potrai creare molteplici content loop, anche intrecciati tra di loro.

Conclusioni

Arrivati qui spero di averti fatto capire l’importanza del piano editoriale di Instagram.

Ho cercato di farti comprendere come un piano editoriale non è solo utile da un punto di vista organizzativo ma è proprio essenziale per navigare meglio all’interno di un mare sconfinato come Instagram.

Sarò ripetitivo:

Un piano editoriale ben fatto ti permette di costruire un percorso verso l’ottimizzazione dei tuoi contenuti.

Non sottovalutarlo, non è una perdita di tempo.

L’unica perdita di tempo è continuare ad utilizzare Instagram senza una pianificazione ben strutturata che tenga conto dei feedback della tua audience.

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