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Come si diventa nomade digitale? La guida Marketers per lavorare viaggiando

Chi è davvero un nomade digitale? E come lo si diventa?

In questa guida troverai la risposta a questa e altre domande. Vedremo cosa ti serve realmente per vivere viaggiando e come risolvere i problemi più comuni che ti troverai ad affrontare.

Quello che stai per leggere è frutto della nostra esperienza sul campo.

In Marketers non abbiamo uffici e tutti possono decidere quando e dove lavorare. Negli anni molti di noi hanno scelto di lavorare viaggiando.

Dal ponte di una barca, in uno Starbucks di una capitale europea o da una casa dall’altra parte del mondo: per noi il lavoro non ha frontiere.

Eppure non è tutto oro ciò che luccica.

Nelle prossime righe parleremo anche di quelli che sono i problemi che potresti trovarti ad affrontare e che, spesso, non vengono trattati.

Ecco alcune cose che vedremo:

  • 5 strategie e carriere che puoi intraprendere per diventare un nomade digitale
  • Le cose che non puoi ignorare quando scegli un luogo per lavorare da remoto
  • Come risolvere in anticipo i problemi che potresti avere in remote working
  • 10 mete per nomadi digitali consigliate dalla Marketers Family

Ci sei?

Partiamo.

 

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Presto saremo tutti nomadi digitali?

Quando nel 2015 Marketers è nata, “smart working” era una parola sconosciuta ai più e per praticamente tutti lavorare significava andare in ufficio ogni mattina, timbrare il cartellino alle 9, pausa pranzo e poi via a casa alle 17.

Dario Vignali e Luca Ferrari fondatori di Marketers

Dario Vignali e Luca Cresi Ferrari, i due co-founder di Marketers, si sono trovati davanti a una grande scelta: prendere gli uffici a Milano o no?

MARKETERS WORLD 2022
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La prima sarebbe stata la decisione più intuitiva, ma anche quella meno in linea con quelli che sono i nostri valori.

Devi sapere che la missione di Marketers è proprio permettere a chiunque lo voglia di vivere una vita che meriti di essere vissuta.

Siamo convinti perciò che non possiamo ristagnare nella ripetitività di un’esistenza sempre uguale.

Sveglia alla mattina presto, vai in auto o con la metro all’ufficio, passa delle ore lì, torna a casa. Poi ripeti, ogni giorno, all’infinito.

È davvero questa l’unica possibilità?

Sono passati 7 anni dalla decisione che ti abbiamo appena raccontato.

Questi 7 anni sono stati ricchi di traguardi professionali – oggi Marketers è il movimento di imprenditori digitali e creator più grande d’Italia – ma soprattutto di grandi esperienze.

Assieme alla Marketers Family, il gruppo di persone che rende possibile tutto quello che facciamo, abbiamo vissuto momenti indimenticabili.

Qui, per esempio, eravamo tutti a Bali per lavorare assieme:

Oggi possiamo dire che tanti di noi vivono da nomadi digitali, ma c’è un’importante distinzione da fare.

Spesso i nomadi digitali hanno come obiettivo quello di campare un altro mese e non hanno una missione.

Noi, invece, siamo profondamente convinti che la vita sia avere una missione e dirigersi verso un obiettivo, riuscire a realizzare qualcosa di grande e che ci renda fieri.

C’è però un valore che condividiamo profondamente col movimento del nomadismo digitale: l’idea che la qualità della nostra vita è definita dalla somma dei ricordi e delle esperienze che abbiamo vissuto.

Viaggiare è senza dubbio uno dei migliori modi in cui possiamo arricchire il nostro bagaglio di vita.

E a quanto pare non siamo gli unici a pensarlo…

Il 2022 è il primo di tanti YOLA

Airbnb ha ribattezzato il 2022 come l’anno dello YOLA: Year of Living Anywhere, l’anno in cui è diventato possibile vivere ovunque.

A inizio anno Brian Chesky, il CEO di Airbnb, ha annunciato che avrebbe vissuto per i seguenti 12 mesi ovunque nel mondo prenotando alloggi sulla piattaforma.

Brian chesky nomade digitale

È diventato un nomade digitale a tutti gli effetti.

Il buon Brian, a quanto pare, non è nemmeno l’unico ad aver deciso di vivere un’esperienza simile.

Stando ai dati di Airbnb, le persone stanno prenotando per periodi sempre più lunghi.

Sempre più gente decide di sperimentare un periodo di vita da nomade digitale in giro per il mondo.

Il Covid, che ha di fatto sdoganato lo smart working, è stato un acceleratore e un momento di nuova consapevolezza per molti.

Effettivamente è logico.

Perché spendere tanti soldi per l’affitto in una grande città italiana o europea quando, con gli stessi soldi o anche meno, si può vivere in un’altra parte del mondo e godere di una migliore qualità di vita?

Magari non ancora tutte le aziende permettono di lavorare da remoto, ma presto dovranno adeguarsi al cambiamento per restare competitive.

Il 2022 è stato anche l’anno delle “grandi dimissioni”.

Dopo la pandemia le persone hanno cominciato ad abbandonare il posto fisso  per lanciare un business online o lavorare da freelance.

La consapevolezza di fare cose non ordinarie per vivere vite straordinarie è cresciuta e diventata sempre più comune.

Ma come si fa?

Sì, insomma, in che modo si può mollare tutto e cominciare a vivere da nomade digitale?

Ora ci arriviamo…

Come diventare nomade digitale? 5 strategie per vivere viaggiando

Prima di tutto, chiariamo una volta per tutte chi è un nomade digitale.

Il nomade digitale non è semplicemente una persona che viaggia tanto. Lo stesso termine “nomade digitale” dice tutto.

È nomade poiché è qualcuno che è riuscito a costruirsi un lavoro che non richiede la sua presenza fisica in un luogo.

È digitale perché lavorare online è la strada migliore per lavorare quando vuoi e soprattutto da dove vuoi.

Questo è un vero e proprio cambio di paradigma nel come intendiamo il lavoro.

Cambiare vita e sperimentare il nomadismo digitale va dunque pianificato con cura. Questa guida è pensata proprio per aiutarti a farlo.

Sicuramente la prima cosa importante è crearsi una carriera digitale, che ti permetta di liberarti da ufficio o studio.

Ci sono 5 strade che puoi intraprendere per riuscirci. Vediamole insieme.

Trovare un lavoro mentre si viaggia

Premessa: non condividiamo particolarmente questo tipo di nomadismo digitale.

È vero, ci sono diversi nomadi digitali che viaggiano e, man mano, trovano lavori per portare avanti il proprio stile di vita.

Spesso il loro obiettivo è vivere da eterni Peter Pan, cioè puntano semplicemente a guadagnare quei soldi che permetteranno loro di vivere un mese in più in giro.

Questo però porta con sé alcuni problemi.

Il primo è che, saltando da un lavoretto all’altro, sarà molto difficile crearsi una vera carriera, un business o comunque qualcosa di duraturo.

L’altro problema è che, cambiando di frequente il luogo in cui viviamo, costruirai ogni volta per distruggere.

Vai in un posto, conosci persone interessanti, ti trovi un bel lavoro, ma poi cambi e ti ritrovi a cominciare da zero.

Tutto questo può essere molto limitante.

Sapere che stiamo costruendo qualcosa che ci piace davvero ci dà orgoglio.

Avere una certa indipendenza economica, che può derivare dall’aver costruito una carriera o un business solido, ci dà ovviamente tranquillità.

Dunque trovare lavoro mentre viaggi può essere un’opzione, ma non è di certo la migliore né l’unica.

Vediamo subito alcune alternative.

Lavorare come nomade digitale da dipendente in smart working

Certo, non è detto che l’azienda per cui lavori o per cui lavorerai ti concederà sin da subito questa possibilità.

Eppure i dati degli ultimi due anni stanno dimostrando che le persone in smart working tendono a essere più efficienti, a lavorare di più e meglio.

Effettivamente è normale, se ci pensi.

Lavorare da remoto va a eliminare tutte quelle piccole distrazioni che possono esserci in ufficio.

Quando sei in controllo del tuo tempo puoi arrivare a lavorare meglio e anche meno ore per poi avere tutto il resto della giornata da gestire come desideri.

Come si chiede lo smart working al proprio capo?

Si dice spesso che per ottenere ciò che non hai mai avuto devi fare ciò che non hai mai fatto.

Questo vale anche per il lavoro.

Le persone che stupiscono in un’azienda sono quelle che non aspettano un ordine dall’alto per agire, oppure fanno qualcosa di inaspettato.

Ecco, per stupire il tuo capo o il tuo manager dimostra di saper trovare in autonomia il modo migliore per raggiungere un obiettivo e magari proponi idee che possano portare un beneficio all’azienda.

Molto spesso, al di là poi dei risultati che quell’idea porterà, ciò che conta è l’aver dimostrato entusiasmo e la volontà di aiutare a fare un passo in avanti.

Quello che devi fare è inviare “segnali positivi” così che, quando chiederei di poter lavorare da remoto, ci saranno più probabilità di ricevere un sì.

Chiaramente quando poi magari sarai a Bali con il tuo computer dovrai saper anteporre il dovere al piacere, ma questo è un tema che approfondiremo più avanti.

Lavorare da freelance

Per definizione il freelance è una persona che dipende unicamente da sé stessa.

Decide con chi lavorare e a che condizioni, dunque può essere una strada migliore per chi vuole vivere da nomade digitale.

Se non sei ancora un freelance, sappi che ci sono alcune carriere che sono più adatte al nomadismo digitale.

Per esempio puoi imparare il copywriting oppure le Facebook Ads e trovare qualche cliente sulla nostra Job Board, dove ogni settimana trovi nuove offerte per lavori da remoto, per poi cominciare a vivere viaggiando.

È chiaro però che, se sei già un libero professionista, potresti trovare difficile fare questo salto.

Per un geometra o un architetto, tanto per fare due esempi, sarà più difficile svincolarsi dalla presenza fisica in un determinato luogo.

Un’idea può essere allora quella di ragionare su come modificare il minimo indispensabile la propria carriera per renderla più adatta al nomadismo.

Un architetto potrebbe specializzarsi in modellazione e rendering 3D, che spesso si può fare anche in remote working.

In altri casi considera anche che la rivoluzione digitale sta cambiando tanti lavori.

Fino a pochi anni fa era impensabile che uno psicologo potesse fare delle sedute online via Skype o Zoom.

C’è anche un’alternativa che forse non hai considerato…

Creare un business online proprio

Esatto, potresti anche trasformare la tua competenza in un progetto imprenditoriale vero e proprio.

È quello che molto spesso facciamo per i clienti e partner di Marketers.

Prendi la storia di Denise Dellagiacoma, che è la fondatrice di yoga academy, la prima scuola online di yoga nonché una delle aziende digitali che abbiamo lanciato negli ultimi anni.

Denise Dellagiacoma fondatrice di Yoga Academy

Denise insegnava yoga dal vivo, come tante persone, mentre oggi con la sua scuola online ha migliaia di studenti e studentesse che praticano con lei.

Questo fa sì che yoga academy sia un business profittevole e allo stesso tempo le permette di viaggiare.

Certo, nel breve periodo creare un business online è più complesso del lanciarsi in una carriera da freelance, ma nel tempo ti può permettere di una libertà ben diversa da quella che puoi avere da freelance.

Finché lavori da freelance, per quanta libertà di scelta tu possa avere, saranno comunque i clienti a scandire i tuoi tempi e le tue priorità.

Il discorso è diverso quando diventi imprenditore.

Se ti interessa approfondire questo discorso e sapere quali sono gli step da seguire per lanciare un business online, Dario ha preparato un webinar gratuito per te.

Al suo interno troverai diversi consigli per capire cosa e come fare per avviare il tuo progetto online nel miglior modo possibile.

Ti puoi iscrivere facendo click qui.

Vediamo però anche la quinta e ultima possibilità che potresti considerare.

Lavorare viaggiando come travel blogger o travel influencer

E se potessi creare un business legato ai viaggi o comunque guadagnare viaggiando?

Ascolta qui, troverai alcuni spunti molto interessanti:

Dove andare a vivere da nomadi digitali? 5 consigli per non sbagliare

Diciamolo, la scelta del luogo dove andare a lavorare da remoto fa tutta la differenza del mondo.

Se non ci piace il posto in cui siamo, la qualità della vita è bassa e magari Internet va pure male, il nomadismo digitale può diventare impossibile.

In questi anni le abbiamo passate un po’ tutte. E siamo arrivati alla conclusione che ci sono alcune cose imprescindibili per decidere mete e città per nomadi digitali.

Prima quindi di vedere quali sono i posti che ci sono piaciuti di più, concentriamoci su alcuni principi da tenere sempre a mente.

Pianifica lo smart working

Quando ti troverai in un nuovo posto potresti essere meno produttivo. È normale, ma va previsto.

Quello che dovresti fare è smaltire carichi di lavoro urgenti e che richiedono grande concentrazione prima di partire.

Una volta che sarai in viaggio dovrai poi avere disciplina e volontà ferrea.

Al mattino, o quando deciderai di farlo, ti prenderai il tempo che ti serve per portare a termine le tue priorità e solo dopo ti concederai lo svago che desideri.

Un altro piccolo trucco è bloccarsi dei periodi di lavoro focalizzato, in cui resterai più o meno a lungo nello stesso luogo per portare a termine progetti importanti.

Nulla ti vieta di farlo in bei posti, dove di tanto in tanto prendersi dei momenti di relax.

È esattamente quello che facciamo anche in Marketers:

Marketers famili nomadi digitali

Qui eravamo a Badalona, dove avevamo affittato un’intera villa per registrare Business Genetics, il nostro corso dedicato a chi vuole creare un business digitale.

Airbnb > Hotel

Ecco, questo è da non sottovalutare.

Quando viaggiamo insieme o anche da soli siamo soliti affittare delle case invece che una camera d’albergo.

Stare in una stanza d’hotel, per quanto bella possa essere, sarebbe impensabile, soprattutto se si è in più persone.

In una casa è molto più semplice avere degli spazi di lavoro, dove potersi isolare e concentrarsi su quello che c’è da fare.

Ci sarà chi deve portare avanti una task importantissima e chi, allo stesso tempo, deve fare una chiamata oppure registrare un video o un podcast.

L’altro aspetto importante è la libertà che una casa ci può concedere.

Per quanto su Instagram vedi glorificare solo gli aspetti positivi del nomadismo digitale ti capiterà, come capita a tutti, di passare intere giornate chiuso in casa per lavorare.

È proprio allora che essere in una bella casa, con persone con cui ti trovi bene, sarà impagabile.

Di solito per trovarle usiamo Airbnb, che permette anche di filtrare le abitazioni secondo alcuni criteri fondamentali per nomadi digitali.

Di certo non può mancare il Wi-Fi. Prima di prenotare ti consigliamo di scrivere all’host per farti inviare uno speed test, così da valutare la velocità della connessione.

Per il resto piscina, palestra in casa e altri benefit simili sono un bel plus da valutare quando si pianifica un periodo di remote working.

Non stai organizzando la vacanza estiva

Ricordalo sempre.

Se stai iniziando da poco fare smart working o ad approcciarti al nomadismo digitale, cerca di evitare l’alta stagione.

Non andare a giugno, luglio o agosto in mete particolarmente frequentate dai turisti.

Andare nei posti nei periodi fuori stagione ti permetterà di entrare in contatto reale con la cultura locale, conoscere persone del posto e aumentare anche le chance di incontrare altri nomadi digitali.

E, ovviamente, costa molto meno.

A proposito, se vuoi farti un’idea del costo della vita in un determinato posto, prova Numbeo.

È uno strumento gratuito che ti permette di farti un’idea di quanto ti possa costare vivere in

un posto sulla base dei prezzi di alcuni beni fondamentali.

Un altro tool che non può mancare nella tua cassetta degli attrezzi è Opensignal, che ti consente di controllare la copertura di Internet nei diversi paesi.

Coinvolgi anche altre persone

Possono essere dei tuoi amici, colleghi oppure collaboratori, se hai un’azienda.

Come hai appena visto, noi di solito prendiamo case su Airbnb per ritrovarci e fare team building, portare avanti dei progetti e restare focalizzati.

I vantaggi sono molteplici. Il primo e più scontato riguarda i costi. Una villa a Bali come questa, con piscina, 3 camere da letto e tutti i comfort, viene circa 135€ al giorno:

case per nomadi digitali a bali

Capisci bene che andando in 4 o 5 persone quel costo si abbassa di molto e diventa più accessibile.

Essere in compagnia, tuttavia, non abbatte solo i costi.

Annulla anche quella paura di partire da soli che, specialmente all’inizio della propria avventura da nomade digitale, è normale provare.

E ci garantisce anche la possibilità di vivere momenti divertenti e spensierati assieme ai nostri compagni di viaggio.

Come funziona con le tasse?

Questo è un argomento su cui si fa spesso confusione.

Gli amici di Fiscozen, in un articolo sul loro blog, hanno portato un po’ di chiarezza.

Vediamo cosa ti serve sapere su come funziona la tassazione per i nomadi digitali.

Chiaramente questo discorso vale se vuoi intraprendere una carriera da freelance o imprenditore, che sono le carriere più comuni tra i digital nomad.

C’è una prima e sostanziale differenza da tenere in conto:

  • chi lavora all’estero per meno di 183 giorni all’anno rimane soggetto alle leggi italiane
  • chi, invece, lavora all’estero per più di 183 giorni all’anno può scegliere di pagare le tasse all’estero

In ogni caso, tuttavia, ti servirà aprire la partita IVAin questo articolo trovi tutto quello che ti serve per farlo.

Bene, ci siamo. Ora possiamo passare al sodo di questa guida…

Le 10 migliori mete e città per nomadi digitali secondo la Marketers Family

Abbiamo visto cosa significa sperimentare il nomadismo digitale, come si fa a diventare nomadi digitali e abbiamo anche condiviso alcuni consigli per scegliere dove andare.

Già, quindi… dove andare?

Abbiamo chiesto ai membri della Marketers Family di scegliere i posti migliori dove sono stati a fare smart working.

Questi sono i 10 luoghi che hanno ricevuto il maggior numero di “voti” da parte nostra.

In questa lista troverai alcune mete più note e altre molto più particolari o alle quali magari non avevi ancora pensato.

Partiamo subito.

Bali

L’abbiamo già nominata spesso fin qui e probabilmente è per eccellenza l’isola per nomadi digitali.

Ubud e Canggu sono due delle cittadine che puoi scegliere per sperimentare la vita balinese.

Se vuoi farti un’idea di come si viva a Bali da nomadi digitali, puoi guardare questo vlog di Dario:

Barcellona

Barcellona meta amatissima dai nomadi digitali

Se vuoi restare in Europa, è una delle migliori scelte possibili.

Chi già ci vive da nomade digitale non avrà problemi a dirti che in questa città magica ci si sente subito a casa.

Barcellona è senza dubbio una delle capitali del remote working europeo.

Di conseguenza ti sarà molto semplice conoscere altri nomadi digitali, fare network e avere nuove opportunità.

Il tutto in un contesto straordinario, con grandi spiagge a due passi dal centro, bel tempo, buona cucina e una vivace vita notturna.

Isole Canarie

Spiagge incontaminate e natura selvaggia dominano in queste isole, che si prestano benissimo a qualsiasi tipo di sport.

Tenerife, Fuerteventura e Las Palmas sono tre delle mete preferite dei digital nomad europei, specialmente per il loro clima mite tutto l’anno.

I coworking abbondano e anche il mondo delle startup è molto attivo.

Lisbona

Lisbona attrae sempre più nomadi digitali da tutto il mondo

È una grande città, ma al tempo stesso è un riparo sicuro dalla frenesia delle metropoli.

Lisbona è perfetta per stimolare creatività e immaginazione: con i suoi paesaggi suggestivi ti basterà alzare gli occhi dal pc per immergerti nella sua anima calma e innovativa.

Il clima è mite e anche qui, come a Barcellona, le spiagge sono facilmente raggiungibili. Perfette per una nuotata mattutina o per staccare e rilassarsi nel tardo pomeriggio.

Berlino

Forse non è la prima città che ti viene in mente quando pensi al nomadismo digitale, ma Berlino è una scelta da tenere in considerazione.

È la città ideale se vuoi catapultarti in una realtà che incentiva la creazione di business e che ti offre infrastrutture e burocrazia di alto livello per partire alla grande.

Berlino

Al di là di questo, Berlino straborda di nuovi stimoli, è cosmopolita e sempre in evoluzione.

Un piccolo consiglio: nella zona periferica della città è possibile trovare affitti economici, pur considerando che è una grande capitale.

Londra

Londra

Questa è un’altra città spesso non considerata dai digital nomads. Certo, 19 milioni di turisti all’anno e costi della vita non troppo accessibili possono essere un bel ostacolo.

Tuttavia, se non ti spaventano, sappi che Londra sarà una continua scoperta, oltre che un assaggio del futuro che ci aspetta.

Ci sono tutti (ma proprio tutti) i servizi necessari al lavoro da remoto.

La rete di trasporti è straordinaria e ti consente di esplorare a pieno la città quando non lavori.

Puoi anche trovare tantissimi coworking che ti faranno integrare nella comunità nomade e partecipare a meetup e conferenze.

Malta

Una piccola oasi per vivere il proprio nomadismo digitale in un’atmosfera rilassata ma in continuo sviluppo.

Malta è l’ideale per chi ha appena intrapreso questa modalità di lavoro da remoto: in meno di un’ora di volo sei di nuovo in Italia per qualsiasi necessità.

Malta nuova meta per i remote workers

Le bellissime spiagge di sabbia dorata e l’acqua cristallina ti assicureranno relax nei momenti in cui staccherai.

E, per i più giovani o chi è alla ricerca di divertimento, Malta saprà non farti mancare nulla.

Tallin

Per chi non ama le mete troppo gettonate e vuole distaccarsi per un po’ dalla monotonia delle grandi metropoli, senza rinunciare a viste mozzafiato, laghi incredibili e foreste tutte da esplorare.

La capitale dell’Estonia ti offrirà foreste incontaminate e laghi spettacolari. Il tuo feed Instagram esploderà di bellezza.

A parte questo, a Tallin potrai godere di un’ottima connessione a Internet, numerosi spazi di coworking e la e-Residency estone.

Tallin è sempre più apprezzata tra nomadi digitali

La e-Residency è praticamente un programma di “residenza digitale”, ottimo per i nomadi, che ti permetterà di usufruire di diverse agevolazioni e incentivi ad hoc.

Madeira

Un gioiello ancora incontaminato subito diventato una meta amata dai nomadi, grazie anche a villaggi e organizzazioni dedicate ai professionisti del digital.

Ecco perché non dovrai preoccuparti della solitudine, anche se dovessi decidere di non partire in compagnia. Sarà impossibile non fare buone conoscenze.

Madeira meta nascente dei digital nomads

Ti sentirai sul set di un film da protagonista grazie a isole vulcaniche e cornici naturalistiche mozzafiato.

Se ci aggiungi costi accessibili e grande qualità della vita quotidiana, a Madeira trovi tutto ciò che un nomade digitale sogna.

Sud Italia e isole

Quando si parla di nomadismo digitale si pensa spesso a mete esotiche o comunque lontane.

Il Sud dell’Italia e le nostre isole, tuttavia, possono essere destinazioni ideali per chi desidera viaggiare e vivere alla grande con budget ridotti.

3 nomadi digitali italiani su 4, secondo un recente studio, gradiscono il Sud per lavorare da remoto.

I motivi? Sono tanti: eventi, contatto con la natura, esperienze originali e possibilità di interagire con la comunità locale.

L’ostacolo principale rimane la qualità della connessione a Internet, ma niente di irrisolvibile con un buon hotspot.

Mattia Bonetti Project Management di Marketers nomade digitale ad Alghero

Conclusione

Siamo arrivati alla fine.

La vita da nomade digitale ti attira? Adesso sai davvero tutto quello che ti serve per intraprenderla.

Prima di salutarci, lascia darti giusto un ultimo consiglio.

Se vuoi sperimentare il nomadismo digitale, è fondamentale circondarti di persone simili a te.

Certo, non è sempre facile conoscere altri nomadi digitali che possano aiutarti nell’adottare questo stile di vita.

Il consiglio che possiamo darti però è quello di unirti a Marketers Pro, la nostra membership dedicata a imprenditori digitali, creativi e professionisti del marketing.

Nella nostra community privata potrai conoscere altri nomadi digitali, che potranno aiutarti a scoprire meglio questo stile di vita.

Se ti interessa saperne di più, scopri la community privata cliccando qui.

Ci vediamo in giro per il mondo. Un abbraccio,

la Marketers Family

marketers-life-remote-palermo

Remote: la vita da nomade digitale Palermo

Proveremo a rispondere a una domanda che ti sarai posto – o che ti porrai, prima o poi –: dove potrei andare a vivere in regime di smart working? Il focus sarà sulla Sicilia, e in particolare su Palermo.

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