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Coworking: la guida completa per nomadi digitali

Il nostro viaggio all’interno del nomadismo digitale continua e, questa volta, parleremo dei luoghi in cui almeno una volta nella vita hai lavorato: i coworking.

Nelle prossime righe, infatti, parleremo non solo dei luoghi e delle mete in cui ci sono i migliori coworking, ma anche dei vantaggi e di alcuni consigli per vivere l’esperienza lavorativa da coworker nel modo migliore.

Se non ci conoscessi ancora, Marketers è un’azienda fatta da nomadi digitali. Persone che vivono e lavorano in costante movimento, senza che questo influisca sull’efficienza del loro lavoro o sugli obiettivi da raggiungere.

Dario Vignali e molti di noi sono nomadi digitali ormai da oltre 7 anni.

Anzi, credo che questa libertà di spazi e di tempi sia uno dei boost che permette ad ognuno di noi di lavorare puntando sempre al meglio.

Ecco perché possiamo parlare di questo argomento a te e agli altri 70 mila circa che fanno parte della nostra community. Lavorare in questo modo ci fa apprezzare le volte in cui ci si ritrova tutti insieme per i nostri progetti e quelli dei nostri partner: Yoga Academy, Giulia Calcaterra

A differenza di ciò che si possa pensare, in termini di risorse umane, l’ambiente di lavoro è molto importante per raggiungere determinati standard lavorativi, ma lo è di più lo stato d’animo con cui si va a lavorare, però.

Questo fattore va ad incidere sulle prestazioni dei lavoratori, influenzando la loro produttività, ancor più del luogo di lavoro.

Quindi, che tu sia in ufficio insieme agli altri o in un altro angolo del mondo da cui puoi intravedere il mare, quello che fa la differenza è lo stato d’animo con cui lavori.

Pertanto, quello che leggerai, tra poco, è frutto della nostra esperienza diretta, di chi ha provato i coworking in varie città, li ha apprezzati o si è adattato, oppure li ha odiati.

Vedremo in questo articolo:

  • perché sempre più nomadi digitali e lavoratori da remoto preferiscono lavorare nei coworking,
  • quanto costano in varie città,
  • quali servizi non dovrebbero mai mancare in un coworking
  • quali sono e come trovare i migliori

Partiamo?

Via…

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Cosa sono i coworking e che vantaggi offrono

Gli spazi di coworking sono definiti come una disposizione in cui i lavoratori di diverse aziende hanno uno spazio ufficio condiviso. Ciò permette di effettuare risparmi sui costi e comodità.

E offre anche un’opportunità enorme ai nomadi digitali che sono grandi fruitori di queste realtà.

Ci sono delle vere e proprie community online incentrate sulle località preferite dai digital nomads, in cui si danno consigli sui migliori coworking della zona, le tariffe e i servizi offerti.

Ma prima di andare avanti se vuoi approfondiamo un po’ il nomadismo digitale con questo video di Dario.

Torniamo ai coworking adesso… Come incidono sui costi?

Utilizzando infrastrutture condivise:

  • apparecchiature (stampanti, proiettori, ecc..),
  • servizi pubblici,
  • servizi di reception, custodia e accettazione pacchi.
  • servizi di ristoro

Ok, messa così sembrerebbe davvero tutto molto bello…

Gli spazi di coworking sono (dovrebbero essere) ottimizzati per la produttività.

Sono realizzati per adattarsi a diversi stili di lavoro, dando diverse impostazioni e una varietà di scrivanie e sale riunioni per adattarsi a tutte le persone che lavorano.

Inoltre, gli spazi di coworking hanno ideato una soluzione per i datori di lavoro che desiderano assumere lavoratori temporanei al di fuori della loro regione.

L’ascesa del coworking, come vedremo dopo, è stata guidata dalla crescita dei lavoratori freelance e dei remote workers, ma anche dalla necessità di ambienti di lavoro più flessibili.

Il concetto di coworking è stato introdotto per la prima volta nel 2005 a San Francisco, quando un gruppo di freelance ha iniziato a lavorare insieme in una caffetteria. Da allora si è espanso rapidamente in tutto il mondo, con persone di ogni estrazione sociale che si sono unite a questi spazi per uffici condivisi.

Oltre ai vantaggi logistici ed economici, il coworking ha grandi meriti in tema di socialità e di scambio di idee.

Gli spazi di coworking offrono diversi vantaggi ai membri. Forniscono un senso di comunità e di appartenenza a coloro che altrimenti potrebbero sentirsi isolati nei loro uffici domestici. Inoltre, offrono un ambiente in cui i freelance possono collaborare con altri professionisti su diversi progetti.

Alcune ricerche hanno dimostrato che lavorare insieme ad altri in uno spazio fisico può aumentare i livelli di produttività fino al 50%.

Ciò è dovuto in parte alla possibilità di far rimbalzare le idee l’uno con l’altro, ma aiuta anche a migliorare i livelli di motivazione, in quanto si riceve il sostegno dei colleghi quando si lavora a progetti comuni.

Questo è quello che succede anche a noi della Marketers Family, quando ci riuniamo più volte all’anno per lavorare in gruppo a progetti imminenti. Quelli sono dei momenti unici, non solo professionalmente, ma anche umanamente…

Qui eravamo a Bali, qualche anno fa. Anche e, soprattutto, a lavorare.

Il vero vantaggio del coworking, se lavori da solo, è che puoi trovare un “gruppo di pari” con cui confrontarti: persone che fanno o hanno fatto il tuo stesso percorso o simile. Altri che fanno un lavoro che vorresti fare, che hanno risolto problemi che ti troverai a risolvere anche tu.

Un po’ quello che succede ogni giorno nella community Marketers Pro. Un gruppo di freelance ed imprenditori pronti a sostenersi, a scambiarsi idee e profittevoli collaborazioni. Vuoi farne parte? Dai un’occhiata qui.

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Il boom dei coworking in Italia e nel mondo

Il coworking, per come è conosciuto ad oggi, nasce nel 2005. Precisamente, dal momento in cui Brad Neuberg ha usato il termine per poter descrivere uno spazio fisico condiviso da tanti lavoratori indipendenti e dinamici.

Se si considerano solo i giorni lavorativi, in un unico anno abbiamo notato l’emergere di 4,5 nuovi spazi dedicati al coworking con 245 persone in media per giorno. Il 50% di loro si compone di liberi professionisti, il 14% da imprenditori.

In pratica, il lavorare da freelance non deve per forza relegarci in casa per giorni. Avere uno spazio di coworking è un modo per darsi un ritmo di lavoro, senza per questo timbrare un cartellino. Inoltre, è il miglior modo per vedere gente e scambiare idee e trovare collaborazioni.

Il boom dei coworking è dovuto, tuttavia, anche alla nascita delle startup. Infatti, sia nel mondo che in Italia, lo sviluppo e la facilità con cui nascono le startup ha fatto sì che si creassero questi spazi di lavoro condivisi.

Le startup spesso scelgono di affittare spazi di co-working per motivi economici. Aziende che sono ancora in uno stato primordiale della loro esistenza, infatti, tendono a risparmiare, non avendo margini di profitto elevati.

Non potendo permettersi di investire in affitto o acquisto di grandi uffici, scelgono di utilizzare spazi di coworking. Si calcola che questa scelta può far risparmiare una media di 2.700 dollari al mese (valuepenguin.com).

Una scelta intelligente che ha, certamente, influito sullo sviluppo degli spazi di lavoro condivisi.

Per renderci conto del fenomeno, basti pensare che negli Stati Uniti, il numero di spazi di coworking è aumentato enormemente tra il 2007 e il 2022. Nel 2007 c’erano solo 14 spazi, ma oggi ce ne sono più di 6.000 (statista.com).

Ci sono molte aziende che hanno investito e continuano a farlo in questo business.
Molte di queste hanno anche aperto sedi in Italia. Eccone alcune:

  • WeWork, fondata nel 2010 da Adam Neumann e Miguel McKelvey, è un’azienda globale di coworking che offre spazi ufficio e servizi personalizzabili per imprenditori, startup e piccole imprese.

L’azienda ha oltre 280 sedi in 75 città del mondo, tra cui New York City, Londra, Berlino e Tel Aviv. WeWork impiega attualmente 5.000 persone in tutto il mondo.

Tra le aziende che ne fanno parte figurano Delta, IBM, KMPG, GE, Dropbox e Samsung. Oltre il 70% dei membri di WeWork collaborano tra loro su progetti. Le sedi di WeWork sono perfette per i viaggi d’affari e offrono un alto grado di flessibilità sia per le multinazionali che per le piccole startup.

  • IWG (International Workplace Group) è una holding che possiede diverse società che operano nel settore degli spazi di lavoro flessibili. Oltre a Copernicus e Regus, fanno parte del gruppo IWG anche le reti Spaces e Signature.

E in Italia?

Stando alle stime della piattaforma Italian Coworking, ci sono circa 800 spazi coworking in tutta Italia (dati fino a gennaio 2021). Di queste, circa 40, hanno iniziato la loro attività nell’anno 2020, in piena pandemia.

C’è ancora da rilevare quante di queste strutture abbiano resistito e continuato, anche dopo la fine dei lockdown.

Facendo un piccolo bilancio, è ovvio che Roma e Milano (e hinterland) la fanno da padrone in fatto di densità di spazi di coworking, ma, in generale, la tendenza sta crescendo in tutto il nostro Paese.

I numeri del coworking in Italia 2020 italiancoworking.it

fonte: Istat e Italian Coworking

Alcune location interessanti ed importanti sono:

  • Cowo. Questa azienda vanta una rete di spazi di coworking indipendenti fondata nel 2008 che ad oggi conta più di 100 spazi in tutta Italia, 27 solo a Milano. Un altro vantaggio della rete Cowo è la suddivisione degli spazi di coworking in 10 categorie, a seconda del tipo di aziende o di freelance che li abitano. Dagli spazi di coworking per artigiani, agli spazi di coworking per start-up, dagli spazi condivisi per aziende, agli spazi di coworking per realtà digitali e creative, agli spazi di coworking per freelance e architetti.
  • Uno spazio di coworking che offre non solo un luogo per condividere il lavoro, ma anche una rete internazionale di aziende e un team di esperti in innovazione aziendale. Tutti i membri collaborano per aiutare start-up e aziende a far crescere il proprio business attraverso l’innovazione sociale: ricerca di potenziali investitori e programmi di incubazione. In Italia sono presenti due sedi: una a Milano, in zona Cenisio, e una a Roma, in zona Scalo San Lorenzo.
  • Piano C. Questo è uno spazio di coworking vicino a Milano, è stato creato per aiutare le donne e le mamme (e i papà) ad avere successo sul posto di lavoro. Infatti, ha un asilo nido annesso che permette di lavorare in modo spensierato a due passi dai tuoi piccoli.
  • BeetCommunity. BeetCommunity si trova a Palermo ed è uno spazio di coworking, di co-living e di vita in comune pensato per tutte le età e per i professionisti di tutti i settori. Non ci sono solo uffici e scrivanie, ma anche camere da letto dove riposare dopo un’intensa giornata di lavoro.

Questi sono solo alcuni dei tantissimi spazi coworking che si trovano in Italia…

Le location di coworking più amate

Se vogliamo andare ancor più nello specifico, ci sono città e luoghi in cui gli spazi di coworking si stanno diffondendo maggiormente, a fronte di una maggiore richiesta. In particolare:

  • Centro città
  • Località costiere
  • Centri commerciali: nuovo trend in crescita

Questi tre luoghi, per motivi diversi, sembrano essere le location più amate per il coworking. Vediamole in dettaglio.

  • Centro città. È il luogo in cui si recano la maggior parte delle startup e dei freelance. Ci sono molti spazi di coworking in centro e di solito sono più economici di altri luoghi.

La maggior parte di essi si trova nel centro della città, il che li rende facilmente raggiungibili da qualsiasi luogo. Inoltre, potrete incontrare altri professionisti che la pensano come voi e che vi ispireranno a continuare a portare avanti le vostre iniziative imprenditoriali.

Tuttavia, l’avere accesso a mezzi pubblici, bar, ristoranti ed altri servizi in centro città comporta un costo maggiore, rispetto ad altri spazi di coworking decentrati o fuori città.

Qui eravamo in Catalogna, in una villa a registrare Business Genetics, il corso per imprenditori e freelance che vogliono lanciare o ottimizzare il loro business digitale.

coworking in villa marketers

  • Località costiere. Le città costiere offrono un ambiente rilassato che può aiutarvi a lavorare meglio, in certi casi. In generale, tendono a essere più costose rispetto ad altri tipi di spazi di coworking, ma offrono altri vantaggi come il parcheggio gratuito e l’accesso WiFi, in modo da poter rimanere produttivi anche quando si lavora fuori casa, piuttosto che andare in ufficio ogni giorno.

In tema di mete costiere, alcune mete ideali per nomadi digitali e freelance, sono Barcelona e le Canarie. Non sempre a buon mercato ma, di certo, pieni di coworking, opportunità di fare network ed avviare nuovi business.

  • Centri commerciali: una nuova tendenza in crescita? Dal momento che non esistono regole specifiche su dove debba sorgere uno spazio di coworking, è aumentato il numero di centri commerciali che offrono questa opportunità.

Molti centri commerciali, di solito hanno spazi vuoti dove le aziende possono affittare tavoli o scrivanie per non perdere clienti o dipendenti perché non hanno abbastanza spazio nei loro uffici o nelle loro case.

Questo è il caso di Avila Spaces a Lisbona. Questo spazio coworking, al centro della città portoghese, rappresenta uno dei più accoglienti ed importanti spazi del settore a livello europeo.

Il suo fondatore, in questo video, spiega come da un semplice centro uffici ci si è evoluti in qualcosa di più, avendo una grande visione del mercato.

La fantasia non ha limiti ed anche in fatto di coworking esistono dei luoghi riadattati che rendono l’esperienza di lavoro condivisa davvero interessante.

Eccone alcuni esempi.

Tra i casi di maggior successo ci sono delle vecchie chiese luterane di Manhattan e di Brooklyn. Ma anche più spesso capita che gli alberghi siano stati scelti dalle aziende per essere usati al fine di svolgere attività di coworking all’interno di un contesto piacevole e accogliente.

Tutte le location sono state scelte e rilette quali spazi di lavoro condiviso per il co-vivere in giro per il mondo. Di solito, l’accordo è stipulato tra la catena di hotel e la società, così da consentire a tutti quanti i dipendenti di avere gli spazi di coworking sempre a disposizione.

Uno dei luoghi più atipici in cui lavorare è all’interno di container. Questo lo sanno gli imprenditori del Village Underground a Lisbona che lo hanno ideato. Il centro ha un agglomerato di container e autobus a due piani con uffici, studi di registrazione ed una sala conferenze.

Ad oggi, all’estero, sono usati anche dei vecchi edifici radiofonici, come lo storico edificio della CBS Radio di Hollywood. Ora rivolto soprattutto a tutti i creativi del cinema, del design e dell’architettura.

Ok, tutto bellissimo, ma se voglio trovare uno spazio coworking?

Per trovare uno spazio coworking esiste la piattaforma coworker.com

Basta digitare la città in cui si cerca lo spazio di lavoro condiviso, applicare o meno i filtri, e la piattaforma ti restituisce molti risultati. Stiamo parlando di una realtà già avviata:

  • oltre 5,5 milioni di utenti,
  • 25 mila spazi coworking nel mondo
  • oltre 170 paesi coperti

Un ottimo modo per trovare il tuo spazio coworking in base al tuo budget e alle tue esigenze.

Nel prossimo paragrafo, andremo sul concreto. Vedremo quanto costa una buona posizione di coworking, in media.

Quanto costa una postazione di coworking in media?

Ed eccoci giunti al paragrafo più importante, capire quale costo hanno le postazioni di coworking.

Il prezzo, ovviamente, dipende molto dalla località in cui ci si trova e dai servizi offerti dallo spazio di coworking.

Alcuni offrono più servizi di altri, ma tutti hanno caratteristiche comuni, come l’accesso a:

  • Wi-Fi
  • utilizzo di stampanti
  • sale riunioni
  • sale conferenze

Oltre ad altre risorse che consentono di svolgere il proprio lavoro senza dover pagare centinaia di euro al mese per il proprio ufficio.

Fuori Italia, il prezzo può definirsi medio.
I costi variano molto da una località all’altra, ma in media il costo dell’iscrizione a uno spazio ufficio professionale è di circa 200 dollari al mese.

Ad esempio, il prezzo per una scrivania in uno spazio ufficio condiviso a Los Angeles è di 350 dollari per 30 giorni e 275 dollari per cinque giorni. A San Francisco è di 350 dollari al mese o 50 dollari al giorno.

Per quanto riguarda il mercato italiano, esistono, generalmente, 3 tipologie di offerta:

  • mini ufficio, quindi dalle 3 alle 6 persone, che non viene delimitato da “barriere architettoniche”, nelle grandi città si va da minimo 400€ + IVA al mese, a salire. Questo varia in base alle necessità e ai servizi accessori che si scelgono;
  • desk mensile, qui si tratta di una postazione che è mantenuta dal coworker per almeno un minimo di 2/3 mesi, sempre nelle grandi città, la si trova a partire da 120€ al mese. Il prezzo può salire anche qui, inoltre, spesso conta anche quale sia la struttura ospitante, se offre eventi, supporto ai coworkers, e soprattutto, la posizione nel centro della città e se è di prestigio;
  • tariffa Flexi, infine, la terza opzione che riguarda il lavoratore che vive il coworking in modo sempre flessibile. Si tratta di 20 ore alla settimana, 2 giorni alla settimana, e via dicendo. Quasi la maggior parte di tali tariffe non ha dei vincoli contrattuali e si possono rinnovare di volta in volta senza che vi siano limiti e convenzioni di alcun tipo. Sempre nelle grandi città si parte, anche qui, minimo da 12€/15€ a giornata.

In generale, gli spazi di coworking sono meno costosi dell’affitto di un ufficio, considerando che tutte le spese accessorie come pulizie, utenze e materiale consumabile (carta e toner stampante) sono a carico dei gestori dello spazio di coworking.

Capisci bene che il vantaggio logistico ed economico è notevole.

Senza contare che, come dicevamo inizialmente, il vero valore dei coworking è la loro capacità di mettere in connessioni i coworker, le loro idee e i loro progetti.

Qualcosa di simile a quello che accade sulla nostra community esclusiva
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Quali sono i principali servizi offerti dai coworking

Abbiamo già elencato quali siano i principali servizi offerti dagli spazi di coworking, qui li riassumiamo facendo anche una distinzione tra quelli base e quelli premium.

Servizi classici

  • Postazione giornaliera. Se non avete un ufficio o volete evadere da casa, questa è un’ottima opzione. È possibile ottenere una tessera di accesso giornaliera o un abbonamento che consente di utilizzare una qualsiasi delle scrivanie disponibili negli orari in cui se ne ha bisogno.
  • Postazione dedicata. È simile alla postazione di lavoro giornaliera, ma è più permanente. È possibile affittare la stessa scrivania per alcuni giorni o settimane alla volta, di solito a un prezzo più conveniente rispetto a quello che si otterrebbe affittandola per periodi più lunghi.
  • Caffetteria e area relax. La presenza di aree comuni in cui i freelance possono pranzare insieme o fare delle pause dal lavoro per socializzare. Ciò offre l’opportunità di fare rete con altri freelance e imprenditori che condividono i vostri interessi.
  • Armadietto personale. La maggior parte degli spazi di coworking mette a disposizione degli armadietti dove i membri possono riporre i propri effetti personali mentre lavorano nella struttura. Questo aiuta a concentrarsi sui propri compiti invece di preoccuparsi di ciò che si è lasciato a casa o in macchina.
  • Meeting room. Gli spazi di coworking offrono sale riunioni per un massimo di 20 persone che possono essere prenotate in anticipo. Alcuni spazi di coworking dispongono anche di cucine, salotti e sale conferenze disponibili in base all’ordine di arrivo.
  • Area insonorizzata per le videoconferenze. Molti spazi di coworking offrono sale insonorizzate dotate di apparecchiature per videoconferenze, in modo che i freelance possano condurre riunioni con i clienti al di fuori del proprio ufficio o del proprio studio.

Servizi premium

Negli spazi coworking più importanti vi è la possibilità di avere dei servizi aggiuntivi davvero avanzati. Eccone alcuni:

  • Uffici virtuali. Gli uffici virtuali consentono di affittare un indirizzo per la propria attività. L’indirizzo dell’ufficio virtuale può essere utilizzato per l’inoltro della posta o per i punti di contatto, senza dover pagare uno spazio aggiuntivo in un altro edificio o area. È inoltre possibile utilizzare questo indirizzo quando si conducono affari al telefono o online, invece di dover fornire il proprio indirizzo di casa o il numero di cellulare personale quando si incontrano potenziali clienti o clienti su piattaforme di videoconferenza.
  • Uffici arredati. In molte strutture di coworking sono disponibili stanze ufficio già arredate, il che significa che tutti i mobili sono già pronti prima di trasferirsi nel nuovo ufficio. Questi spazi arredati spesso includono scrivanie, sedie, schedari, computer/monitor e altri accessori necessari.
  • Membership. Alcuni dei coworking internazionali, come Avila Spaces, arricchiscono e fidelizzano i coworker con sconti presso negozi o centri benessere presenti nei pressi del loro spazio di lavoro condiviso, per esempio all’interno degli stessi centri commerciali in cui si trovano.

Ognuno ha, ovviamente, le proprie abitudini di lavoro e quindi è bene capire se quello spazio di lavoro condiviso fa al caso tuo o meno.

Nel prossimo paragrafo vedremo perché i freelance e i nomadi digitali amano così tanto gli spazi di coworking…

Perché nomadi digitali e remote worker scelgono i coworking per lavorare

I nomadi digitali e i remote worker scelgono i coworking per l’ambiente di lavoro raccolto, per il tutto compreso, con un solo canone per tutti i servizi tipici di un ufficio.

Ok, ma come abbiamo detto, lo spazio di coworking è molto più della convenienza!

Dovremmo, intanto, fare una distinzione tra remote workers e i digital nomads.

I primi lavorano da remoto, quindi sono lontani dal loro ufficio, ma hanno orari e compiti ben precisi. I secondi, invece, sono quasi sempre dei liberi professionisti che hanno la possibilità di svolgere dei lavori non vincolati da orari o processi aziendali stringenti.

I nomadi digitali sono tutti quelli che scelgono una filosofia di vita in base alla quale, per merito dell’uso di tutti i sistemi ICT, possono scegliere di dedicarsi ad un lavoro flessibile, in modo che possano anche viaggiare per il mondo.

L’associazione nazionale “Nomadi Digitali Italiani” ha dichiarato che circa 10mila lavoratori italiani hanno deciso di abbracciare tale stile di vita.

Tanto che nel mondo già nel 2017 si stimavano che i digital nomads avrebbero raggiunto quota un miliardo di individui entro il 2025.

La tendenza al lavoro agile è in crescita, soprattutto se pensiamo a freelance e nomadi digitali ed al fenomeno delle grandi dimissioni.

Veicolato da questo crescente gruppo, c’è la tendenza a far coincidere il vivere e il lavorare in ambienti e luoghi differenti da quelli di origine.

Ecco perché lo spazio coworking diventa un luogo necessario e così ricercato in grandi città, ma anche in località diventate paradisi del nomadismo digitale, come Bali, le Isole Canarie, il Portogallo.

In particolare, quello che freelance e nomadi digitali ricercano è:

  • Comfort.La posizione e il budget sono gli elementi principali per cui si sceglie uno spazio coworking, anziché un altro. In genere, si sceglie uno spazio che si trovi a una distanza ragionevole da casa, con servizi come ristoranti, disponibilità di parcheggi, negozi e mezzi pubblici che facilitano l’accesso.
  • Strumenti professionali. Tutto ciò che viene messo a disposizione deve essere di alta qualità, dalle scrivanie e dalle sedie alla connessione internet e al segnale Wi-Fi. Quando si ha accesso a strumenti professionali, la giornata lavorativa diventa più produttiva ed efficiente.
  • Networking, opportunità di business e partnership. Come detto, gli spazi di coworking sono un luogo ideale per i nomadi digitali per fare rete con altri professionisti che hanno obiettivi e interessi simili. Grazie al networking, possiamo trovare partner che ci aiutino a far crescere le nostre attività o persino trovare nuovi lavori se siamo alla ricerca di una nuova sfida nella nostra carriera.
  • Eventi di business. Molti spazi di coworking ospitano eventi in cui i membri possono imparare a migliorare le loro attività o incontrare altre persone che condividono i loro stessi interessi. Questi eventi sono un ottimo modo per i nomadi digitali di accrescere le loro reti professionali e allo stesso tempo conoscere nuove persone o apprendere nuove skills.

Il primo spazio di coworking è stata una caffetteria. Può funzionare anche adesso?

Coworking space vs caffetterie

Coworking o Starbucks?
Hai mai avuto questo dubbio?

Questi luoghi sono usati di base per esigenze diverse, quindi anche se simili, rispondono ad esigenze diverse.

La caffetteria è quella che rappresenta il luogo dove lavorare per un’ora, al massimo due. Si possono inviare email e fare del lavoro che non necessita di eccessiva concentrazione.

Il coworking, invece, è un vero e proprio spazio in cui concentrarsi ed in cui sei circondato da persone che sono lì per lo stesso motivo: lavorare, produrre in modo organizzato e senza distrazioni.

Capisci bene che in caffetteria non puoi pretendere lo stesso tipo di concentrazione…

Le differenze principali sono la presenza di:

  • Rumore di fondo che in spazi di coworking è minimo;
  • Strumenti di lavoro professionali come sedie ergonomiche e stampanti;
  • Connessione internet stabile e potente che possa supportare tutte le attività;
  • Senso di appartenenza che, ovviamente, potresti trovare in uno spazio di lavoro condiviso.

Anche l’Italia, da questi ultimi anni, ha deciso di offrire degli spazi innovativi.
Oggi vi è una formula del tutto italiana e molto in voga nel  nostro paese, in particolare a Milano e Roma.

Proprio questa è la possibilità di lavorare nei caffè. Ad esempio a Milano, in via Paolo Sarpi, c’è un locale che ben si accosta a quanto detto.

Si tratta di una formula che di sicuro piace, soprattutto questa del caffè mixato con la produttività digital all’interno della forma più nomade possibile.

I coffice garantiscono tanti servizi accessori che possono anche fare la differenza, soprattutto nel momento in cui il lavoratore autonomo non va oltre l’acquisto di una tariffa flexi.

Certamente un trend da tenere d’occhio…

Sei un freelance? Lavori o vorresti lavorare nel digitale?

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Conclusione

Stiamo assistendo ad una trasformazione che riguarda il concetto di ufficio. Solamente poco tempo fa, usando questa parola si identificava il classico spazio fisico dove le persone andavano tutti i giorni a lavorare.
Post covid-19, l’ufficio si è trasformato in un luogo virtuale accessibile da ogni postazione nel mondo.

A detta di molti, il coworking sembra essere una filosofia che molti possono condividere; una filosofia che abbraccia l’idea di comunità, condivisione e collaborazione.

Sulla base di questo entusiasmo collettivo, il futuro del coworking sembra essere promettente, con la continua crescita della popolarità e dell’accessibilità a strumenti e funzionalità migliori.

Gli effetti positivi sembrano tanti. E man mano che un numero maggiore di persone si avvicina ai concetti e alle professioni digitali, si potrebbe arrivare a condividere sempre più idee e progetti.

Il Coworking, in definitiva, non è affatto solo una modalità di esecuzione del lavoro. Nell’accezione più ampia, si fa riferimento alle collaborazioni e al networking che si può instaurare con altri coworkers.

Ecco perché non dovresti considerarlo solo un luogo fisico, ma una filosofia da abbracciare per cambiare il proprio approccio alla vita, lavoro e al modo di produrre.

Buon Business,

alla prossima.

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