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Personal Branding: cosa è e perché è importante per lo sviluppo del tuo business

Creare e mantenere un personal branding solido ti permetterà di creare una community appassionata intorno alla tua figura, composta da persone che condividono la tua vision e la tua mission.

Ma prima di andare avanti, presentiamoci!

Siamo Marketers, il più grande movimento di rivoluzione digitale nel marketing e nell’imprenditoria italiana.

Stiamo dando vita alla nuova generazione di imprenditori digitali e la nostra community, ormai composta da più di 50.000 persone, condivide consigli e strategie online, ai nostri meetup ed eventi, come il Marketers World.

marketers world 2019

Ma cos’è esattamente il personal branding? Quali sono i suoi obiettivi? Come si crea e come si sviluppa?

In questo articolo vogliamo rispondere a queste e altra domande, in modo da darti una visione a 360 gradi del personal branding, così che anche tu possa sviluppare il tuo oppure migliorarlo ulteriormente.

Ma perché vogliamo parlarti di questo?

Proprio perché Marketers, si occupa sì di formazione nel mondo del marketing digitale, ma si occupa anche di seguire imprenditori, celebrity e grandi brand nella loro crescita online.

Direi di iniziare subito: mettiti comodo e goditi questo viaggio alla scoperta del personal branding.

Cosa è il personal branding: significato e definizione

Per capire a fondo perché sia così importante strutturare un personal branding solido e credibile, è necessario fare un piccolo passo indietro e chiederci: Cosa è un brand?

Il brand è quello che viene comunemente definito “marca”, ossia tutte quelle caratteristiche e quei valori che identificano un marchio o un’azienda, differenziandola da tutte le altre.

Quando vedi questi simboli

logo nike apple mcdonald's

puoi abbinare ogni singolo logo al nome di un’azienda, a un prodotto o a un messaggio, ossia il payoff (Just do it, Think different, I’m loving it).

È proprio questo il branding.

E il personal branding? Il personal branding è qualcosa di molto simile ma invece di riferirci a un’azienda, ci riferiamo a una persona.

Per spiegarlo meglio, partiamo dalla definizione che ci offre Wikipedia:

“Il personal branding è l’attività con cui prima si consapevolizza e poi si struttura il proprio brand ovvero la propria marca personale. Può essere definito come ciò che viene detto, sentito e pensato a livello collettivo dalle persone su di voi e sui servizi che offrite, nella vostra vita professionale e non.”

Jeff Bezos ne ha creato una definizione ancora più breve e più incisa: “Branding is what people say about you when you’re not in the room“.

Il personal branding è quindi tutto ciò che riguarda la nostra reputazione, ciò che caratterizza la nostra persona, i nostri valori e il nostro sistema di credenze che creano il nostro marchio personale e ci differenziano dai nostri competitor.

Ma non solo: è anche la capacità di trasmettere questi valori e di promuovere sé stessi sul mercato.

Infine, un piccolo appunto su cosa non è il personal branding.

Il personal branding non è la modalità in cui trasmettiamo i nostri valori. Personal branding quindi non significa avere un blog né tantomeno un account su un social network.

Personal branding non significa nemmeno crearsi un personaggio molto diverso dalla nostra persona poiché rischiamo di essere artificiosi e non credibili.

Infine, avere un personal branding non significa automaticamente essere degli influencer, anche se i due concetti vanno in qualche modo a braccetto tra loro. Se il personal branding è fatto in modo impeccabile, ovvio.

Personal branding e brand positioning

Una volta che avrai creato il tuo personal branding, tu e i tuoi prodotti o servizi occuperanno una precisa posizione all’interno della mente dei tuoi utenti.

È proprio questo che si intende quando parliamo di brand positioning.

Avere un ottimo personal branding significa essere in prima posizione all’interno della scala mentale della tua audience.

Non secondi, non terzi: primi.

Un esempio che ci ha colpito molto riguardo a questo argomento è quello fatto da Al Ries e Jack Trout nel loro famoso bestseller Positioning. The battle for your mind e che voglio riproporti.

Qual è il nome della prima persona che ha camminato sulla luna? Esatto, Neil Armstrong. Adesso dimmi: qual è il nome della seconda persona che ha camminato sulla luna?

Pensa ora alla montagna più alta del mondo. Ok, era facile: l’Everest. E la seconda montagna più alta del mondo, invece, qual è?

Questo funziona esattamente nello stesso modo anche nel business.

Una volta che un brand si è posizionato in prima posizione nella mente dei consumatori, è molto difficile riuscire a spodestarlo.

Pensa agli energy drink e penserai a RedBull. Pensa ai fast-food e penserai a Mc Donald’s. Questo perché il loro brand positioning è specifico, chiaro e soprattutto distintivo rispetto a tutti i loro competitor.

Tienilo sempre a mente quando creerai il tuo personal branding.

Perché è fondamentale creare il proprio personal branding

Con queste premesse, è facile intuire perché un personal branding solido può rivoluzionare il tuo business.

Attraverso il branding puoi condividere i tuoi valori, la tua vision e la tua mission, attraendo naturalmente tutti coloro che abbracciano le tue stesse credenze.

Puoi creare relazioni, generare empatia e fiducia, differenziarti dagli altri (soprattutto dai tuoi competitor) e fare in modo che le persone si affezionino in qualche modo alla tua figura e al tuo messaggio.

Sono quindi 2 le motivazioni principali per cui è fondamentale creare ed ottimizzare il proprio personal branding:

  1. per differenziarci: dovrai quindi trovare la tua specificità nel mercato, in base alle tue competenze e dichiarare cosa puoi offrire di diverso dai tuoi competitors;
  2. per farci ricordare: il personal branding infatti non è fatto solo di contenuti da pubblicare, ma anche di carisma, cioè della tua reputazione professionale ma anche personale.

Dovrai riuscire a far pensare alle persone che ti seguono: “vorrei essere come lui”, “vorrei essere competente quanto lui” o “vorrei lavorare con lui”.

Ed è proprio tutto ciò che ti porterà a innalzarti come autorevole in una certa nicchia, ti aiuterà a trovare un lavoro migliore, contatti più autorevoli e porterà i potenziali clienti e collaboratori a desiderarti come partner, scegliendo proprio te e i tuoi servizi tra centinaia di altri competitor.

Come fare personal branding: strategia e tips

Per creare e sviluppare un personal branding nel migliore dei modi, il primo passo è senza dubbio quello di porre la nostra mente nel giusto mindset.

A livello pratico, creare il proprio personal branding non è una cosa che si può fare a tavolino, dall’oggi al domani.

Quello che puoi fare oggi invece è stabilire la strategia che ti porterà a sviluppare il tuo personal branding nel tempo.

Un altro fattore fondamentale è restare informati sui cambiamenti del mercato digitale e farsi contaminare da altri imprenditori. Per farlo ti consiglio di iscriverti a Marketers Pro, la nostra community dove troverai contenuti esclusivi e dove potrai creare una vera rete di network con altri digital marketer.

Il primo step per costruire un personal branding solido e credibile è proprio quello di fermarsi a pensare un attimo su noi stessi. Sembra scontato ma ti assicuro che tante (troppe) persone buttano tanta carne al fuoco, senza sapere nemmeno cosa stanno cuocendo.

Fermati a riflettere intensamente su queste domande.

  • Chi sono? Qual è la mia storia?
  • Quali risultati voglio raggiungere e perché?
  • Chi sono le persone che mi ispirano?
  • Chi è il mio pubblico? A chi voglio rivolgermi?
  • Quali sono i valori di cui mi faccio portavoce? Qual è la mia mission?
  • Quali sono le mie passioni?
  • In che modo trasmetterò il mio messaggio? Quali sono i canali che utilizzerò?

Queste domande ti aiuteranno a capire come differenziarti nel mercato e a farti ricordare dalle persone.

Il personal branding infatti non è altro che la percezione che le altre persone hanno di noi ed è un aspetto che non va lasciato al caso.

La nostra strategia quindi deve essere mirata nella creazione di contenuti con l’obiettivo di controllare dove vengono pubblicati e che percezione avranno gli utenti nel vederli.

La strategia migliore in assoluto è quella dell’empathy flow.

Vediamola meglio assieme.

Cos’è l’Empathy Flow

L’empathy flow è il flusso con il quale l’utente arriva ad un nostro contenuto che lo porta a vederne altri, fino a conoscere chi siamo e cosa facciamo.

Facciamo un esempio.

Una persona vede un nostro post su Instagram, magari un post sponsorizzato, da quello va a vedere il nostro profilo, le nostre story, il nostro blog, ecc.

Dopo averci conosciuto a fondo potrebbe decidere di diventare, ad esempio, nostro cliente.

Ma come possiamo costruire questo flusso?

1.    Sistema di credenze

Il sistema di credenze ti permette di entrare in empatia con le persone che ti seguono: è l’intersezione tra le tue credenze e le credenze dei tuoi utenti.

Quando le persone si riconoscono in te, e viceversa, ci sarà un incontro di tipo empatico che creerà un legame molto forte.

In Yoga Academy, ad esempio, una delle credenze è “lo yoga è per tutti”. Di conseguenza, chi non è d’accordo con questa affermazione non si avvicinerà mai alla scuola di yoga online di Denise.

Non devi quindi aver paura a lasciare qualcuno fuori, ricorda: “una comunicazione per tutti è una comunicazione per nessuno”.

2.    Format

Il format dei tuoi contenuti è il veicolo contenutistico con il quale racconterai il tuo sistema di credenze.

Il nostro consiglio è quello di scegliere un format che piaccia alla tua audience e che riesca a comunicare a pieno chi sei e cosa fai.

Non scegliere un format solo perché va di moda o solo perchè piace a te!

Il rischio è quello di creare contenuti senza effettivamente fidelizzare gli utenti e fare così un buco nell’acqua.

Creare quindi un format unico, mirato al tuo pubblico e che veicoli il tuo sistema di credenze sarà la strada migliore per il tuo personal brand.

3.    Piattaforma

Uno degli errori che si possono fare è proprio quello di buttarsi in tutte le piattaforme possibili e immaginabili, credendo di trovare così più persone.

Sicuramente è importante pubblicare i propri contenuti in più piattaforme, ma è il caso di scegliere attentamente quelle più adatte alla nostra audience e al nostro personal brand.

Se decidi di scegliere più piattaforme cerca però di capire quale sarà la tua principale e parlane negli altri canali, in modo da convogliarne gli utenti che ti scoprono da altre parti. Questo perché la tua piattaforma principale sarà proprio quella in cui pubblicherai il maggior numero di contenuti e con il valore più alto.

I 3 errori da non commettere quando si fa personal branding

Fino ad ora abbiamo visto come costruire un personal branding a regola d’arte.

Ma quali sono gli errori più comuni da non commettere?

1.   Essere per tutti

Uno degli errori che vediamo fare più spesso è proprio quello di cercare di parlare a tutti.

Saremo ripetitivi, ma è estremamente importante capire che una comunicazione per tutti sarà una comunicazione per nessuno.

Davvero: non puoi parlare a tutti.

Creare quindi una comunicazione e dei contenuti polarizzanti ti aiuteranno nel tuo personal branding.

Ma come?

In primis alle persone piace riconoscersi e si avvicineranno ad altre persone che la pensano come loro, creando una community attorno al tuo personal branding: alle persone piace prendere una posizione e identificarsi.

In secondo luogo ti sarà anche molto più chiaro di cosa dovrai parlare, senza rischiare di avere talmente tante cose di cui parlare da non sapere nemmeno da dove iniziare.

2.   Copiare i format altrui

Uno degli altri errori che si tende a commettere più spesso è quello di replicare format di altre persone.

Non tanto per l’idea di “copiare qualcuno di famoso” ma più per l’idea che “se un format a Tizio funziona così bene, farà svoltare anche la mia carriera”.

Errore.

Copiare altre personalità porta solo al risultato di non riuscire a differenziarsi e di conseguenza non trovare un’audience adeguata.

Gli utenti inizieranno a seguirti proprio perchè saprai differenziarti dagli altri proponendo contenuti e format inediti, che potranno trovare solo da te.

3.   Essere impersonali

Parlare delle tue esperienze personali ti aiuterà a non cadere nella trappola dell’impersonalità che potrebbe impedirti di costruire un personal brand solido e differenziante.

Raccontare la tua storia farà sì che le persone si avvicinino a te perché si sentono rappresentate e coinvolte dalle tue esperienze.

Ma non solo.

Raccontare storie e aneddoti della tua esperienza non farà  altro che rendere più credibile ciò che dici, ma anche più professionale, perché starai comunicando il tuo percorso professionale e personale che ti ha permesso di essere ciò che sei.

Libri personal branding: i 5 migliori da leggere

  • La Mucca Viola: questo best seller di Seth Godin spiega perfettamente “come essere una mucca viola in un mondo tutto marrone”. In poche parole Godin spiega come differenziare il proprio prodotto e il proprio personal brand per spiccare nel mercato ed avere successo come i big brand.

libro sul personal branding la mucca viola

  • You Are the Brand (Edizione in Inglese): Mike Kim spiega che non solo è possibile costruire un marchio attorno ad un messaggio ed una personalità ma che, anzi, sei proprio tu il brand. In questo libro viene ampiamente raccontata l’importanza del costruire un brand veritiero in cui l’attenzione viene guadagnata e non comprata.

libro sul personal branding you are the brand

  • Zero Concorrenti: in questo libro Marco De Veglia spiega esattamente come creare un brand che “elimini i concorrenti” nella mente dei clienti. Per essere la scelta preferita dei clienti è fondamentale attuare una strategia di brand positioning: come usarla? De Veglia lo spiega in modo esaustivo e pratico.

libro sul personal branding zero concorrenti

  • This is Marketing: aumentare la propria visibilità per aumentare il fatturato? Non solo. Seth Godin in questo libro ci racconta del marketing di ieri e di oggi, analizzando però l’ingrediente fondamentale per avere successo: avere identità e far sì che il nostro pubblico si identifichi con noi.

libro sul personal branding this is marketing

  • Fai di te stesso un Brand: Riccardo Scandellari spiega come il brand è esattamente ciò che ti viene in mente quando pensi ad un determinato prodotto, associandolo subito al marchio più famoso o ad un volto ben preciso.

Non si arriva a un certo livello dall’oggi al domani, però è bene partire dalla differenziazione sul mercato utilizzando le nostre competenze e la nostra unicità.

libro sul personal branding fai di te stesso un brand

Conclusioni

Siamo giunti alla fine di questo articolo sul personal branding.

Abbiamo spiegato cos’è, come si crea e del perché costruire un personal branding solido sia davvero fondamentale per dare una spinta verso l’alto al tuo business.

Ricordati che creare un’identità precisa ed unica è essenziale per il tuo posizionamento.

Non cercare scorciatoie o sotterfugi per la crescita del tuo personal branding.

Il tuo personal branding è dato da ciò che gli altri pensano di te. Se si accorgono che li stai manipolando, se giochi sporco o non sei sincero, se ne accorgeranno e ti volteranno le spalle.

Non dimenticarti che una volta che la tua audience perderà la fiducia nei tuoi confronti, riconquistarla sarà difficilissimo se non impossibile.

Spero davvero di avere chiarito i tuoi dubbi e le tue domande e, perché no, magari averti dato qualche spunto utile per creare o migliorare ancora di più il tuo personal branding!

Prima di salutarti però ti consigliamo queste risorse per approfondire e dare un boost al tuo personal branding:

  1. iscriviti a marketers per rimanere sempre aggiornato sul mondo del marketing digitale ricevendo le nostre mail 20/80;
  2. accedi alla nostra community per farti contaminare;
  3. entra in Marketers Pro per accedere a contenuti esclusivi e alle masterclass tra cui una dedicata al personal branding.

Alla prossima!

Marketers.

 

 

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