Come lavorare da freelance senza Partita IVA

Lavorare da freelance o libero professionista senza Partita IVA è possibile?

Questa è una delle domande più comuni quando ci si approccia alla libera professione.

Essere un freelance implica per la legge l’apertura della Partita IVA, un regime fiscale molto oneroso per i lavori flessibili come quelli dei freelance online e delle professioni del web.

Tra l’altro la Partita IVA richiede una pesante gestione burocratica e contabile che comporta:

  • Assoggettamento agli Indici Sintetici di affidabilità fiscale (ISA)
  • Redditometro
  • Acconti sulle tasse da pagare
  • Spese per il commercialista
  • Contributi previdenziali fissi e proporzionali ai tuoi ricavi molto salati

Ecco perché molti rinunciano al lavoro da remoto.

Anzi, per molti è quasi impossibile fare il libero professionista.

Allora che si fa? Devi rinunciare alla tua professionalità e andare a cercarti qualcuno che ti assuma per pochi euro al mese?

No, non farlo.

Adesso ti dirò come superare gli ostacoli che ci sono tra te e il lavoro che puoi fare da professionista che non si lega a nessuno, restando perfettamente nella legalità.

Andiamo con ordine.

Condizioni per essere un freelance senza Partita IVA

Se sei un freelance è perché svolgi alcune attività particolari che ti ho già descritto in questa guida su come diventare un freelance del web.

Adesso ti dico quali sono le condizioni che consentono di svolgere lavoro autonomo occasionale senza partita iva:

  • La prima è il fatturato annuo: non deve superare i 5000€ lordi (in caso contrario, si è soggetti all’iscrizione alla Gestione Separata INPS)
  • La seconda è la tipologia di lavoro: non deve essere continuativo o organizzato con orari e sedi, non deve esserci vincolo di subordinazione e l’oggetto della prestazione deve consistere in un’opera o servizio.
  • l’attività deve essere svolta in modo non continuativo.

La prestazione e il corrispettivi possono essere concordati sia in forma scritta che orale, e la redazione del contratto non è obbligatoria.

E’ invece obbligatoria la comunicazione preventiva all’INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro), a partire dal 2022, posto a carico del committente imprenditore, con riferimento all’avvio dell’attività dei lavoratori autonomi occasionali, al fine di monitorare e contrastare forme elusive nell’utilizzo di tale tipologia contrattuale.

Pertanto, una volta raggiunto l’accordo su prestazione e corrispettivo, dovrai fornire i tuoi dati affinchè il committente possa adempiere correttamente alla comunicazione in via preventiva.

Limiti e deroghe per il lavoro autonomo senza partita IVA

Ogni volta che sei chiamato da qualcuno a svolgere una prestazione professionale occasionale, alla fine del tuo lavoro non devi emettere una fattura fiscale, ma una ricevuta con l’assoggettamento a ritenuta d’acconto.

Cioè un documento in carta libera nel quale indichi:

  • i tuoi dati anagrafici e il codice fiscale
  • i dati anagrafici e fiscali del committente
  • la tipologia della prestazione svolta
  • compenso lordo, applicazione della ritenuta d'acconto sul compenso lordo (20%) e compenso netto
  • la data, il luogo dove hai svolto la prestazione e la tua firma
  • apponi una marca da bollo da 2€ se la prestazione supera 77€ e il gioco è fatto!

Se dovessi svolgere una prestazione di lavoro occasionale per un committente estero devi comunque fare una ricevuta (senza ritenuta) per prestazione occasionale.

Se il committente estero ha una sede in Italia ed è obbligato a versare le tasse nel nostro paese applica la solita ritenuta d’acconto del 20% come ti ho spiegato sopra.

Se, invece, non è tenuto a versare tasse in Italia, basta la sola ricevuta d’acconto nella quale indichi:

  • i dati tuoi dati personali più il codice fiscale
  • i dati del committente più quelli fiscali
  • la descrizione della prestazione svolta
  • l’importo percepito
  • la data, luogo e firma del prestatore che rilascia la ricevuta.

Il rimborso delle spese

L’importo della prestazione può essere separato dal rimborso delle spese sostenute per svolgerla.

Se per svolgere la tua prestazione ti sei spostato con la tua auto, hai pagato un casello autostradale, hai pranzato in un ristorare o dormito in un albergo, ad esempio, puoi ottenere il rimborso del 100% delle spese inerenti la tua attività prestata.

Per ottenerli esentasse, devi allegare alla ricevuta la cifra delle spese che hai sostenuto, accompagnata dagli scontrini e dalla nota spese che le dimostri (le spese devono essere tutte documentate). In questo modo la tua ritenuta sarà composta dalle voci che ti ho descritto prima, più quella del rimborso spese.

Il limite dei 5.000€

Ma se dovessi svolgere attività da lavoro autonomo per più di 5.000€? Che si fa?

Per prima cosa sappi che non è necessario sotterrare l’ascia di guerra ed aprire la Partita IVA.

Sempre che tu rimanga un vero Freelance, devi solo pagare le tasse sull’eccedenza, ma per essere sicuro di non sbagliare e scegliere lo strumento giusto come la gestione separata, rivolgiti ad un consulente. E noi ti consigliamo Fiscozen, a cui potrai chiedere una prima consulenza gratuita ed eventualmente, gestire la tua Partita Iva online.

Tuttavia, c’è un’altra cosa importante e spesso risolutiva che puoi fare prima.

Il contratto di prestazione occasionale

Un tempo c’erano i voucher.

Il committente poteva adempiere al compenso per prestazione occasionale “acquistando” i voucher dall’Inps. Dopo la loro abolizione c’è il contratto di prestazione occasionale.

Tuttavia la norma non specifica che debba essere obbligatoriamente scritto.

Deve comunque essere fatta l’iscrizione online all’Inps ma ci pensa il committente, a patto che sia un’azienda registrata in Italia.

Il vantaggio è di poter prestare lavoro occasionalmente fino a 10.000€ l’anno.

Hai già raggiunto il limite dei 5.000€ con le ritenute d’acconto ma hai ancora richieste di lavoro occasionale da altri committenti.

Del resto sei un Freelance no?

Riguardo il contratto di prestazione occasionale, l’INPS parla chiaro. Facciamo un riassunto:

Il contratto di prestazione occasionale è un'opzione flessibile per diverse categorie di utilizzatori, come professionisti, imprenditori, enti pubblici e privati, e settori specifici come il turismo, eventi, e sport.

Questo tipo di contratto permette di acquisire servizi lavorativi sporadici rispettando certi limiti economici annuali: fino a 5.000 euro per prestatore (da tutti gli utilizzatori), e fino a 10.000 euro per utilizzatore (da tutti i prestatori), con eccezioni specifiche per certi settori e situazioni.

Ad esempio, per settori come congressi o eventi, il limite sale a 15.000 euro per utilizzatore, e per gli steward negli stadi, il limite per prestatore è di 5.000 euro.

Importi specifici si applicano anche per categorie di prestatori come pensionati, studenti sotto i 25 anni, disoccupati, e riceventi di sussidi. Inoltre, i prestatori sono assicurati per invalidità, vecchiaia, infortuni sul lavoro e malattie professionali.

Il compenso minimo giornaliero è fissato a 36 euro (9 euro l'ora), con oneri aggiuntivi per l'utilizzatore, come contributi pensionistici e assicurazione INAIL.

Esistono limitazioni all'uso di questi contratti, specialmente per aziende con più di 10 o 25 dipendenti a tempo indeterminato, nei settori edili e agricoli, in appalti di opere o servizi, e non possono essere utilizzati con lavoratori che hanno avuto rapporti lavorativi recenti con l'utilizzatore.

Queste regole aiutano a mantenere il carattere occasionale e specifico di tali prestazioni lavorative.

E quali sono le attività principali (non sono tutte) che comprendono questo regime?

  • Traduttore
  • Blogger, autore, scrittore.
  • Fotografo
  • Programmatore
  • Architetto
  • Progettista
  • Web designer

Ed eccoci all’altra deroga rilevante che ti permette di lavorare come freelance senza aprire la partita IVA.

Se sei un freelance del web è molto probabile che la tua attività rientri tra quelle elencate sopra, oppure che abbia i requisiti per essere considerata come attività che produce:

Redditi da lavoro autonomo per diritti d'autore

Praticamente, dal momento che di certo non sei un idraulico o un elettricista, il tuo lavoro è frutto del tuo ingegno, oltreché della tua preparazione. In questo caso, il reddito da lavoro autonomo che percepisci può essere tassato con l’IRPEF ordinaria, ma usufruendo di un abbattimento forfettario a titolo di deduzione forfettaria delle spese pari al 25%, che può arrivare al 40% se il percettore ha un’età inferiore a 35 anni.

Facciamo un esempio:

Sei un traduttore o un web designer, per esempio, e hai svolto la tua attività per 1.000€.

Dal momento che questa cifra si configura come reddito di lavoro autonomo per diritti d’autore, se hai meno di 35 anni potrai godere dell’abbattimento del 40% e pagherai le tasse solo su 600€.

Se hai più di 35 anni avrai l’abbattimento del 25% e le pagherai solo su 750€.

Non male se consideri che non dovrai aprire la partita IVA e non hai nessun limite di incasso annuo.

E adesso via.

Organizza il tuo lavoro come Freelance e scegli il regime fiscale che più ti si addice

Conclusione

Eccoci arrivati alla fine di questa guida su come lavorare da freelance senza Partita IVA.

Abbiamo visto le modalità attraverso le quali i freelance possono lavorare legalmente senza la necessità di una Partita IVA in Italia.

Le condizioni principali includono un fatturato annuo inferiore ai 5.000€, un lavoro non continuativo o subordinato, e una durata di lavoro con lo stesso committente non superiore ai 30 giorni l'anno.

Ricorda che, invece di emettere fatture, i freelance devono rilasciare ricevute con ritenuta d'acconto, indicando i dati personali e quelli del committente, il compenso lordo e netto, e la tipologia della prestazione.

Per lavori occasionali con committenti esteri però, è necessario emettere ricevute simili senza ritenuta d'acconto.

Abbiamo visto anche i limiti e le deroghe per questa tipologia di lavoro e il contratto di prestazione occasionale.

Prima di salutarti, per qualsiasi dubbio e/o chiarimento, ti consigliamo di approfondire con un consulenze fiscale e commercialista. Noi non possiamo che non consigliarti i nostri amici di Fiscozen, con i quali avrai diritto ad una prima consulenza gratuita per capire le tue necessità, e con i quali potrai gestire la tua eventuale Partita IVA online, in modo semplice e veloce.

Per oggi è tutto.

Alla prossima guida!

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Nikita
Nikita
9 mesi fa

Grazie, molto utile! Ma se io lavoro come freelancer per un cliente estero, devo comunque aprire la partita IVA? Posso lavorare in modo autonomo per diritti d’autore?

Valeria Vadalà
Valeria Vadalà
Admin
Reply to  Nikita
9 mesi fa

Ciao Nikita, i nostri consigli sono di carattere generico. Per situazioni specifiche il nostro consiglio è sempre quello di rivolgersi a un servizio di commercialista online come Fiscozen o presso uno studio!

Enrico
Enrico
4 mesi fa

Buongiorno. Mi sapreste dire come ci si deve comportare nel caso in cui si offrono le proprie prestazioni a siti online di trascrizione/traduzione (es. Amberscript, Rev, Scribie, etc.)? Bisogna aprire partita iva? Dichiarare il compenso? (la maggior parte delle volte pagano via paypal). Grazie.

Valeria Vadalà
Valeria Vadalà
Admin
Reply to  Enrico
4 mesi fa

Ciao Enrico, i nostri articoli offrono delle informazioni di carattere generale, per casi specifici e personali consigliamo sempre di chiedere un parere a un commercialista esperto. Potresti contattare Fiscozen. Qui trovi un articolo approfondito sui loro servizi https://wearemarketers.net/recensione-fiscozen/ da cui puoi prenotare una consulenza gratuita e avere uno sconto sul primo anno.

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