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Aumentare la velocità sito web: ecco le 5 regole di Google

La velocità del sito web, oggi, è uno dei parametri fondamentali per due motivi: garantisce una buona User Experience ed evita problemi di posizionamento sul motore di ricerca.

Anche se, probabilmente, conosci già questa regola non scritta del web, ce ne sono molte altre che riguardano l’ottimizzazione della velocità di un sito web.

In particolare, alcune regole che il buon vecchio Google ha introdotto di recente e che potrebbero danneggiare il tuo sito web ed il tuo business, se vengono trascurate.

Quali sono i consigli da seguire per avere un sito veloce ed ottimizzato?

Prima di rispondere a questa domanda, lascia che mi presenti.

Mi chiamo Francesco Ragusa, sono un SEO Specialist e in Marketers mi occupo proprio di questo e sono direttore esecutivo del magazine che stai leggendo.

Vengo dal marketing più canonico. Sognavo di diventare un manager in giacca e cravatta, ma, dopo varie vicissitudini, mi sono rimboccato le maniche ed ho cominciato a lavorare in proprio. Siti web, piccoli e-commerce, consulenze…

La mia meticolosità e il desiderio di organizzare le cose in modo preciso mi spinsero a comprendere i criteri per cui un sito veniva premiato nei risultati di ricerca…

Ecco, quindi, come mi sono innamorato della SEO.
Ad un evento, in seguito, ho conosciuto Emanuele Amodeo e Luca Cresi Ferrari e abbiamo cominciato a collaborare.

Sono entrato in Marketers nel 2017 e, da lì in poi, non ho mai smesso di aggiornarmi sulla SEO e su tutto quello che riguarda l’ottimizzazione di siti web.

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Nelle prossime righe, risponderò alla domanda  fatta poco sopra, riprendendo argomenti che ho affrontato qualche settimana fa in una Masterclass riservata.

Ti basti sapere che quello che leggerai tra poco è qualcosa che ho provato sulla nostra pelle: su questo sito, insomma.

Vedrai screenshot e schermate e capirai la differenza tra un sito che arranca ed uno che può letteralmente prendere il volo…

Quello che ti spiegherò, infatti, riguarda quali sono e come funzionano alcune logiche di Google in termini di velocità e ottimizzazione e, soprattutto, cosa fare per rispettare determinati parametri e migliorare la velocità del sito web, operazioni che abbiamo fatto sul nostro portale poche settimane fa.

In particolare, vedremo:

  • Come abbassare la frequenza di rimbalzo, aumentando tasso di fidelizzazione e conversioni;
  • In che modo identificare i problemi che stanno affossando la velocità del tuo sito web;
  • Quali sono i migliori strumenti e plug-in per velocizzare il sito, blog o e-commerce;
  • Cos’è una CDN e come configurarla senza commettere errori;
  • Tips & Tricks da veri pro della SEO.

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Perché la velocità del tuo sito web non può essere trascurata?

A prescindere dal fatto che il tuo sito web sia un blog, un e-commerce o un sito vetrina, alcuni parametri fondamentali ne decretano la salute, anche agli occhi di Google.

Se non vuoi, quindi, incappare in spiacevoli penalizzazioni nella SERP, fai attenzione alla velocità del sito web e a tutti gli altri fattori che minano l’efficienza del tuo business online. In particolare :

  • Frequenza di rimbalzo (o bounce rate), aumenterà, poiché l’utente si spazientirà ad aspettare un sito che non si apre velocemente o che carica elementi (immagini, testi e via dicendo) lentamente.
  • Tasso di fidelizzazione (utenti nuovi/utenti di ritorno). Analogo è il discorso per chi visita il sito per la prima volta o per chi già lo conosce. La lentezza dissuade dal seguire o dal tornare su un portale web non efficiente.
  • Obiettivi di Business saranno seriamente a rischio, sia nel caso si parli di lead generation, sia nel caso di vendite.
  • Visibilità organica, infine, sarà messa a dura prova dalle metriche di Google, aggiornate di recente. Le Core Web Vitals, implementate nel 2020, ma che solo nel 2021 sono diventate dei veri e propri fattori di ranking.

Nel prossimo paragrafo, vedremo di cosa stiamo parlando e cominceremo a vedere qualche accorgimento per migliorare le performance di velocità del tuo sito web…

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Cosa sono le Core Web Vitals e come migliorare le prestazioni

In generale, possiamo definire le Core Web Vitals come parametri che misurano la qualità dell’esperienza utente su un determinato sito web, in termini di navigazione. I più importanti, ritenuti tali da Google, sono cinque e li vedremo tra poco.

Google ha introdotto questo strumento per misurare oggettivamente l’esperienza di navigazione di una pagina web.

Attraverso il rollout dell’update di Giugno 2021, infatti, l’esperienza di pagina diventa fattore integrante dell’algoritmo di Google per determinare il ranking delle risorse web.

Cosa succede se il tuo sito non rispetta queste metriche?

Te lo mostro, basandoci sull’andamento di wearemarketers.net nel mese di aprile.

Da questo grafico, che riguarda il rapporto di copertura, si nota un calo delle impression e dei clic nel periodo tra il 23 e il 29 aprile.

velocità sito web-wearemarketers.jpg

Nello stesso periodo, abbiamo avuto una penalizzazione delle posizioni in SERP,  a causa di URL che necessitavano dei miglioramenti. Una volta apportate le modifiche su questi URL, possiamo notare delle performance migliorate in Search Console.

Ecco, infatti, che si nota un incremento proporzionale delle impression e dei clic.

velocità sito web-variazione sito.jpg

 

Capisci bene, quindi, come non bisogna trascurare nessuna delle metriche di Google, perché appena ci si distrae si cade, facilmente, in una perdita delle performance.

Quali sono le metriche che Google prende in considerazione per valutare l’esperienza utente? Sono cinque:

  • FID (Grado di Interattività della Pagina) o (First Input Delay)
  • CLS (Stabilità del layout) o (Cumulative Layout Shift)
  • LCP (Velocità di caricamento) o Largest Contentful Paint
  • TTFB ( o Server response) ovvero time to first byte, il tempo che il browser attende prima di ricevere il primo byte di dati dal server. Maggiore è questo dato più il sito sarà lento, quindi.
  • INP (Interaction to Next Paint) misura la velocità di risposta di una pagina web ad un input dell’utente (clic del mouse, touch)

 

velocità sito web-metrics

Analizzeremo uno per uno questi parametri, partendo da quello più nuovo ed interessante…

TTFB: Time to First Byte

Questo parametro, già noto prima che diventasse un fattore di ranking, effettivamente è la prima cosa che si nota in un sito web.

In pratica, se prima di far visualizzare qualsiasi cosa il tuo sito ci mette una vita, non è buon segno.

Vuol dire che c’è qualche intoppo di comunicazione tra il server e il browser.
In particolare, i fattori che impattano sul TTFB sono:

  • Tempo di reindirizzamento è il tempo che impiega il browser per reindirizzare una risorsa da un punto di partenza ad un punto di arrivo. Un parametro da attenzionare, per esempio, quando si spostano risorse da un URL ad uno nuovo (redirect 301).
  • DNS Lookup o risoluzione DNS è il tempo impiegato dal browser per risolvere il nome dominio, cioè il nome del sito. Viene interrogato l’IP che risponde in un dato tempo fornendo la risorsa nomesitoweb.it
  • Connessione e Negoziazione TLS riguarda, invece, l’installazione dei protocolli SSL del sito web
  • Richiesta, fino al punto in cui è arrivato il primo byte della risposta

Per ottimizzare questi parametri e risolvere eventuali problemi ti basterà seguire qualche accorgimento ed utilizzare, almeno per questa fase di ottimizzazione, il browser Google Chrome.

Infatti, cominceremo ad utilizzare uno strumento molto potente, di cui si parla poco ma che permette di fare piccoli grandi miracoli: il Chrome Developer Tool.

Il Chrome Developer Tool è la cassetta degli attrezzi di Chrome che ti permette di rimediare a bug, errori ed ottimizzare le risorse web in poco tempo.

Per richiamare questo strumento, se non lo sapessi, basta piazzarsi sul sito web di tuo interesse e premere il tasto F12 della tastiera o, in alternativa, cliccare con il tasto destro del mouse e andare su Ispeziona.

Qui si aprirà una schermata che ti permetterà di modificare ed intervenire in linea sul sito, utilizzando i vari tab.

  • Elements ti permette di selezionare degli elementi del sito come tasti, immagini, font e modificarli in linea per verificarne l’efficacia o la resa estetica, per esempio
  • Console ti permette di modificare e risolvere dei problemi in pagina e debuggare
  • Sources (sorgente), invece, permette di vedere la struttura del sito sotto l’aspetto delle cartelle e sottocartelle con i vari elementi all’interno
  • Network permette di gestire tutti gli asset della pagina, come documenti, medi, font, codice ecc…
  • Performance ti permette di vedere come vengono caricate le pagine, ma è uno strumento che richiede molto tempo e RAM ed è un lavoro che si può fare più velocemente con PageSpeedInsight o org
  • Memory fa riferimento alla memoria riservata al sito web
  • Application ti permette di vedere quali sono i cookies installati sul sito web
  • Security informa circa il protocollo SSL installato sul sito che deve, ovviamente, essere sempre valido
  • Lighthouse è lo strumento che viene usato per i report di performance del sito
  • Recorder permette di registrare una sessione utente, in modo da verificare il flow del caricamento degli asset di pagina.

Fatta questa panoramica, puoi cominciare ad ottimizzare e pensare alla velocità del sito web.

Prima di tutto devi verificare quale sia, realmente, il TTFB del sito web che ci interessa.

Vai, quindi, su: Network > Doc > colonna Time

Qui vedrai qual è il TTFB del tuo sito espresso in secondi.

Ti ricordo che per Google il TTFB deve stare tra 0 e 200 ms.

Quindi, se il tuo sito web è fuori da questi parametri bisogna intervenire.

Ecco come…

Tempo di Reindirizzamento: elimina i redirect superflui

La prima cosa da fare è eliminare i redirect superflui o errati.

In caso di pagine con redirect, infatti, come si evince da questa schermata di esempio, sostituendo un link, il browser indirizzerà prima sull’URL originario, per poi essere reindirizzato sul nuovo URL.

Il Time della schermata Network, quindi, sarà la somma di tutto il tempo che occorre per fare i vari reindirizzamenti.

velocità sito web-ttfb

Se il tuo sito è in WordPress il metodo migliore è quello di utilizzare RankMath, che utilizziamo in Marketers e consigliamo da sempre.

In questa particolare situazione, lo strumento Redirection che ti consente di inserire URL originario e URL nuovo e sostituirlo senza troppi patimenti.

A questo punto, però, il problema nasce per i vari i link interni che rimandano a quella risorsa che adesso possiede un URL nuovo.

Bisogna, quindi, andare a sostituire tutti i link che rimandano a quella data risorsa, per evitare di avere ulteriori problemi di penalizzazione.  Anche qui abbiamo un tool che viene in nostro soccorso: Screaming Frog.

Per vedere come individuare con Screaming Frog quali link interni ricevono ancora gli URL con codice risposta 3**, sblocca il contenuto integrale della Masterclass, accedendo a Marketers Pro.
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DNS Lookup: come migliorare il tempo di risoluzione dei DNS

Altro parametro che incide sul TTFB è il tempo di risoluzione del DNS.

Cosa succede quando il tempo di risoluzione dei DNS è molto alto?

Si alza, inevitabilmente, il TTFB ma cambia anche il protocollo di trasferimento dei file del sito web.

Per farla breve, il protocollo di trasferimento attuale della maggior parte degli hosting che ospitano i siti web è HTTP2, che supporta una trasmissione sincrona dei dati. Si è già passati all’HTTP3, ma gli hosting che lo supportano sono davvero pochissimi.

Ti basta sapere che appoggiandosi ad hosting con protocollo HTTP2, il TTFB del tuo sito web ha buone possibilità di essere nei parametri, se ci si appoggia a Cloudflare.

Cloudflare è un CDN (Content Delivery Network) che si occupa di sicurezza e servizi DNS e che, nello specifico, permette di velocizzare il trasferimento dati, poiché utilizza il protocollo HTTP3.

Come spiego nella live della Masterclass riservata ai membri di Marketers Pro, la differenza di TTFB tra una pagina che si appoggia a Cloudflare ed una che non lo fa è incredibile.

In pratica, una pagina che utilizza il protocollo HHTP3 presenta, di fatto, il TTFB dimezzato, rispetto ad una pagina senza Cloudflare.

velocità sito web-cloudflare senza

 

velocità sito web-https3

 

Come si fa questo passaggio?

Nella Masterclass faccio notare i risultati della mia pagina di prova sia senza Cloudflare, sia con. Quello che fa Cloudflare è  di riprodurre una copia esatta del tuo sito web nelle diverse localizzazioni in cui sono collocati i Data Center di cloudflare (tutto il mondo).

Per comprendere quale protocollo utilizza il tuo sito web e come appoggiarti a Cloudflare per utilizzare il Protocollo HTTP3, sblocca il contenuto integrale di questa Masterclass iscrivendoti a Marketers Pro
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Connessione e Negoziazione TLS: installa SSL per velocizzare il caricamento di pagina

Per quanto riguarda il protocollo SSL, va installato.

Questo perché, come abbiamo visto prima, senza questo protocollo la trasmissione dei dati avverrebbe in HTTP1 e, quindi, non saresti in target con il TTFB.

Nel mio test, circa 2900ms

Con protocollo HTTPS, invece, siamo su 56ms.
Assolutamente in target con il TTFB.

Come installare il protocollo SSL sul tuo sito web?

Basta installare Let’s Encrypt, un protocollo gratuito, sia per gli hosting che utilizzano Plesk, sia per C-Panel.

Un’operazione molto semplice quanto importante per tenere alta la velocità del sito web.

Migliorare il tempo di risposta della pagina: abilita la cache

Altro dettaglio fondamentale per il TTFB è l’abilitazione della cache, che spesso fa tribolare.

Nella Masterclass, nel mio test sul sito senza cache ho raggiunto dei tempi di risposta altissimi: 2470ms!

 

velocità sito web-senza cache

Ti invito a vederla con i tuoi occhi, insieme ad altre masterclass verticali sui temi del digital marketing e del business, iscrivendoti a Marketers Pro.

Per evitare, quindi di avere un TTFB fuori dalla norma, bisogna avere un sistema di caching ben funzionante. Su wearemarketers.net utilizziamo un plug-in a pagamento dalle alte prestazioni: WP Rocket.

Esistono diverse alternative sul mercato, ma WP Rocket ha il vantaggio della semplicità di configurazione e un minor rischio di incappare in problematiche front end.

I tempi di risposta, dopo l’utilizzo di WP Rocket, in questo caso, sono bassissimi: 12ms

velocità sito web-con cache

Nel prossimo paragrafo, vedremo un parametro che riguarda l’interazione con gli utenti…

FID: First Input Delay

Il FID o first input delay è, come detto, il tempo che una pagina web impiega per reagire all’interazione dell’utente.

In pratica, il FID dipende, spesso, dal browser impegnato a caricare i JavaScript della pagina web.

Questo problema, purtroppo, è diffuso ed è dovuto alla presenza di molti plug-in che vi sono all’interno dei siti web. Più plug-in  ci sono, più javascript appesantiranno la pagina web in questione.

Utilizzando lo strumento PageSpeedInsight, vedremo un parametro simile al FID ma che, in realtà, misura altro. Sto parlando del FCP o first content paint.

FCP è, in pratica, misura il tempo dal momento in cui la pagina inizia a caricare i dati fino a quando il browser non stampa/visualizza il primo contenuto sullo schermo.

Il FID, come detto, si basa sul tempo in cui è possibile per l’utente interagire con i contenuti del sito (clic o scrolling).

Bene.
per migliorare questo parametro, che influisce sulla velocità del sito, avrai bisogno di:

  • Ridurre il tempo di esecuzione dei Javascript
  • Ridurre al minimo il lavoro del thread principale
  • Ridurre l’impatto del codice di terze parti.

Attraverso lo strumento di misurazione Page Speed Test, potremmo scoprire che alcuni tools possono impattare negativamente sul FID:

  • Google Analytics
  • Facebook Pixel
  • HotJar
  • Google Maps
  • Lazy Load Immagini
  • Youtube Video
  • Live Chat

Lo so, sono strumenti importanti e, in alcuni casi, necessari per monitoraggi e tracciamenti vari sul sito.

Ecco perché nella Masterclass spiego come fare per continuare ad utilizzarli senza che impattino sul tuo sito web. Iscriviti a Marketers Pro per vedere il tutorial live che ho realizzato e leggere la versione integrale di questo articolo.
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Una volta fatto questo, possiamo passare agli step successivi.

Riduci il tempo di esecuzione di JavaScript e CSS

La prima cosa da fare è minificare il JavaScript e il CSS del sito web. Quello che WP Rocket farà, di fatto, è eliminare tutti gli spazi inutili presenti nel CSS o JavaScript del sito web, per velocizzarne il caricamento.

Devi sapere, infatti, che eliminando tutti i caratteri non necessari del codice CSS o JavaScript avrai diversi vantaggi:

  • non altererai nessuna funzionalità del siti web o della pagina in questione
  • ridurrai il tempo di caricamento
  • limiterai l’utilizzo della banda (proprio perché il peso delle pagine web sarà minore)

La riduzione o modificazione di JavaScript e CSS non è un’operazione complicata ma è formata da diversi passaggi che ti consiglio di fare per ottenere, non solo una migliore velocità del sito web, ma anche una migliore esperienza utente.

Per farlo bisogna impostare correttamente WP Rocket, con alcune funzionalità che permettono in modo molto semplice di operare la minificazione di CSS e JavaScript.

Nella Masterclass caricata su Marketers Pro, potrai vedere sia gli esempi e i miglioramenti live su un sito di prova che ho predisposto per l’occasione, sia tutti i passaggi da fare per impostare in modo corretto Wp Rocket.
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Riduci al minimo il lavoro del thread principale

Cos’è il thread e a che serve?
Il thread è il lavoro compiuto dal Browser al fine di renderizzare il contenuto di pagina.

Le operazioni che servono a semplificare e minificare CSS e JavaScript, infatti, non servono altro che ad arrivare a ridurre questo parametro presente su Google Page Speed Insights.

In definitiva, quindi,:

  • minimizzare il codice
  • rimuovere o ridurre il codice non utilizzato
  • ottimizzare la cache

Sono tutte operazioni che servono a ridurre l’impatto sul thread principale e ad accrescere la velocità del sito web.

Riduci l’impatto del codice di terze parti

Un ultimo punto da tenere in considerazione è quello dell’ottimizzazione delle politiche di caching considerando anche le terze parti, come le integrazioni con Youtube, HotJar ecc…

Per farlo, nella mia esperienza di SEO Specialist, ho provato diversi tools ma il migliore, a mio avviso, è Asset CleanUp nella versione PRO.

Questo plug-in si trova già tra quelli disponibili su WordPress nella versione gratuita, puoi quindi installarlo facilmente e fare l’upgrade.

velocità sito web-asset cleanup

All’interno della Masterclass ho spiegato sia come configurare il plugin, sia come utilizzarlo per escludere dal caricamento tutte le risorse presenti in pagina che non vengono utilizzate.

Questo processo di ottimizzazione, ti permetterà di aumentare la velocità del tuo sito web in modo davvero notevole.

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Ci sei? Tra poco parleremo di qualcosa di davvero fastidioso che capita, a volte, mentre navighi su alcuni siti web…

CLS: Content Layout Shift

Infatti, il Content Layout Shift non è altro che un cambiamento improvviso nella pagina durante la navigazione o l’interazione dell’utente con la pagina web.

Hai presente quando clicchi su un elemento del sito ed hai un fastidioso spostamento del cursore?!

Solitamente, avviene durante il caricamento delle pagine o quando si seleziona un elemento che interviene sul layout della pagina stessa: form, play di un video, caricamento delle ads, ecc…

Anche in questo caso, utilizziamo il Page Speed Insight per misurare questo parametro.

Quali sono le cause del Content Layout Shift?

Ad incidere sono, fondamentalmente, due elementi:

  • il caricamento dei font
  • il caricamento degli iFrame o delle immagini

Vediamo nel dettaglio come volgere a tuo favore questi due aspetti, ottimizzandoli ed aumentando la velocità del sito web

Ottimizza il caricamento dei font

Il primo consiglio, in fatto di font, è quello di lasciar perdere i font di Google.

Ricorda che tutti i font che decidi di utilizzare per il tuo sito web possono essere utilizzati in locale, senza dover scomodare Google. Eviterai così di rallentare il caricamento delle pagine.

velocità sito web-fonts personalizzati

Se utilizzi Elementor, basta andare sul tab di WP dedicato e scegliere Font Personalizzati, potrai caricare quelli che preferisci. Il font deve essere scaricato in formato .woff2, il protocollo più recente e più performante.

Nel caso in cui non utilizzi elementor hai la possibilità di caricare font custom attraverso l’utilizzo del plugin: Custom Font,

Ovviamente, non caricare troppi font. Massimo 2 varianti per font per non appesantire il sito web.

Ora non ci resta che rimuovere i Google Fonts e velocizzare il caricamento del font in modo da evitare il fastidioso effetto di cambio font al caricamento di pagina.

Per questa operazione nella Masterclass mostro i passaggi da eseguire con Asset Clean Up e WP Rocket.

E non solo! Spiego anche nel dettaglio come ottimizzare il caricamento dei Google Fonts, per chi preferisce continuare ad utilizzarli comunque. Sblocca adesso il contenuto con Marketers PRO.

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Ottimizza gli iFrame

Per ottimizzare le immagini e gli iFrame, invece, torniamo ad utilizzare WP Rocket.

Queste operazioni, che introduco e spiego nella Masterclass, sono spesso lasciate al caso e, oltre ad essere fortemente fastidiose per l’utente, rappresentano un motivo di penalizzazione per Google.

Ecco perché bisogna che, durante il caricamento della pagina, lo spazio dedicato ad immagini o video sia già predisposto o previsto nella visualizzazione. In questo modo, l’utente non incapperà nel CLS.

Utilizzando WP Rocket, potrai abilitare alcune funzionalità che aiuteranno e valorizzeranno il caricamento della pagina.

Selezionando le giuste impostazioni di Wp Rocket, come mostro in dettaglio all’interno della Masterclass che trovi in Marketers Pro, potrai dare realmente un boost immediato alla velocità del tuo sito web.
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Specifica Width Height di immagini e riquadri ads

Andando nel dettaglio, dobbiamo specificare altezza e larghezza delle immagini, in modo che non risultino sproporzionate ma, soprattutto, che non siano di dimensioni tali da rallentare la velocità del sito web.

Come detto, per evitare che ci sia uno shift di pagina, la corretta visualizzazione deve prevedere già lo spazio in altezza e lunghezza che occuperà l’elemento video o immagine, affinché non avvenga il fastidioso effetto Layout Shift.

Le operazioni che abbiamo svolto su WP Rocket hanno proprio questo scopo specifico di ottimizzazione degli elementi multimediali delle pagine.

LCP: Largest Content Paint

Il Largest Content Paint è una metrica che misura il tempo necessario per caricare il contenuto più grande visibile, di solito la sezione principale di un sito (above the fold) la parte superiore della pagina.

Questa metrica prende in considerazione testi ed immagini nell’above the fold ed è influenzata dal tempo di caricamento dell’immagine o testo più pesante da caricare.

Capisci bene che in ottica UX questo non è il massimo e Google ce lo fa notare con questa metrica…

Per porre rimedio, quindi, bisogna intervenire sugli elementi della pagina in quella posizione:

  • Immagini
  • Video
  • Testo

Per ottimizzare la LCP, in realtà, siamo già intervenuti sul TTFB e sulla Cache, ma possiamo ancora fare qualcosa per aumentare le performance.

Ecco cos’altro puoi fare per il tuo sito web, in termini di velocità…

Velocizza il caricamento degli Asset mediante CDN

La CDN (Content Delivery Network), abbiamo già visto con Cloudflare, oltre a consentire di rispondere più velocemente ad una richiesta dal server più vicino, permette anche di velocizzare il caricamento degli asset (immagini, CSS e JavaScript) dislocandoli all’interno della CDN.

Capisci bene che, così facendo, il server sarà più leggero e libero…e darà un boost alla velocità sito web!

Per una CDN performante ed a buon prezzo vi consiglio quella che utilizziamo in Marketers per i nostri siti web: bunnycdn.

Se vuoi approfondire questo aspetto, nella Masterclass accessibile iscrivendoti a Pro, spiego come configurare WP Rocket in modo che comunichi con la CDN che hai scelto.

Questa è una delle impostazioni più interessanti da applicare subito, perché può davvero dare un boost notevole al tuo sito web!

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Comprimi e ottimizza le immagini

Anche in questo caso entra in gioco la CDN che avrai scelto.

In pratica, la CDN richiama la risorsa, in questo caso l’immagine in jpeg o png, è la converte nel formato webp, per renderla subito disponibile sul sito web.

Altro plugin interessante per comprimere ed ottimizzare le immagini è ShortPixel, che consiglio solo se hai poche immagini e non possiedi un blog grande come wearemarketers.net.

Questo plugin fa un backup sul server e rischi di ritrovarti un mucchio di roba all’interno, pertanto è da usare solo in certi casi.

Minifica CSS, JavaScript e HTML

Anche per quanto riguarda la metrica LCP, vale il discorso relativo alla minificazione di CSS, JavaScript e HTML di cui abbiamo parlato poco sopra.

Se hai già impostato queste configurazioni per la metrica del FID, non dovrai far altro che controllarle e confermarle sempre su WP Rocket.

Imposta Lazy Load, Preload e Defer Javascript

Oltre a impostare il ritardo del caricamento immagini con Lazy Load, un’altra configurazione da fare è, invece, quella relativa ai DNS Preconnect.

Questa parte si riferisce a tutti gli script esterni di monitoraggio come Hotjar, Google Tag Manager ecc…

Questi possono essere precaricati, sempre nell’ottica di snellire il caricamento delle pagine web. Anche in questo caso nella Masterclass illustro come utilizzare WP Rocket per raggiungere questo risultato.

Osservando gli screenshot  e le slide che ho preparato ti sarà più facile seguire questo discorso fatto di diversi passaggi.

Ecco perché ti consiglio ancora una volta di iscriverti a Marketers Pro e sbloccare il contenuto integrale, sia per ottimizzare la velocità di caricamento del tuo sito web, sia per superare la valutazione di Google sulle Core Web Vitals.
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Nel prossimo paragrafo, parleremo di una metrica che ha molto a che fare con l’interazione dell’utente con la pagina web…

INP: Interaction to next Paint

INP è una metrica del tutto nuova che ha bisogno ancora di qualche test, e che viene misurata anch’essa dal Page Speed Insight.

In generale però, possiamo dire che si riferisce al tempo di risposta di una pagina dopo l’input dell’utente.

Cosa succede dopo un tap o un clic del mouse?

Se la pagina presenta una sorta di preloading, quindi lascia intuire all’utente che la sua interazione sta per produrre un risultato (in tempi brevi), allora INP sarà ottimale.

Nel caso in cui, invece, non vi sia questo minimo preloading, l’utente non saprà mai se il suo input è stato recepito. Questa incertezza nella UX è fonte di penalizzazione per Google.

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Ad ogni modo, sarà nostra cura aggiornare la guida su questo punto con maggiori dettagli e approfondimenti, man mano che facciamo dei test e raggiungiamo risultati significativi.

Conclusione

Abbiamo quindi visto quanti siano importanti e diversi i fattori che influenzano la velocità sito web e che, in qualche modo, possano influenzare la UX degli utenti.

Utenti che, con queste nuove metriche, Google ha deciso di mettere al centro e che, quindi, bisogna attenzionare quando ci occupiamo di ottimizzazione del sito web, non pensando solo al motore di ricerca ma ricordandoci chi, alla fine, fruisce del sito web: gli utenti che navigano, che scelgono e che comprano.

Iscrivendoti a Pro non soltanto potrai vedere il contenuto della Masterclass in versione integrale, ma ti ricordo che avrai accesso alla community di Marketers Pro in cui potrai ricevere supporto da me e dagli altri docenti Marketers, oltre che dagli altri membri della community, riguardo a qualsiasi tematica del tuo business.

Riceverai aiuti, suggerimenti, feedback per migliorare e crescere in un Mastermind 24h su 24, 7 giorni su 7.

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