Artisti Adesso: come creare una membership a pagamento (profittevole) nel mondo della musica

Quanto costa fare un passo indietro?

Spesso si pensa che la strada del successo sia un rettilineo su cui andare a tutto gas.

Si accelera per superare tutti gli altri che ci provano (a farcela), si accelera perché non si ha altra scelta, perché non si vede altra uscita.

Nel settore della musica, Gabriele Aprile ci ha raccontato di come lui sia uscito da questo stereotipo.

Abbandonando “l’unica via”, quella del cantautore famoso, ha ottenuto in 3 mesi molto più di quanto abbia fatto in 3 anni.

Oggi Gabriele è qui per raccontarci di come ce l’ha fatta, di come ha trovato il suo posto nel mondo della musica e di come stia aiutando gli altri artisti bloccati su quella stessa strada.

Lasciamo a lui il microfono per raccontare questo case study.

Artisti Adesso: come creare una membership a pagamento (profittevole) nel mondo della musica 1

Vivere di musica: ad un certo punto della mia carriera di cantautore più che mai questa espressione sembrava un’utopia.

Cosa accidenti significa vivere di musica?

Sto per raccontarvi una cosa che avrei voluto capire molti anni fa.

Mi sarei risparmiato almeno 15 anni di confusione e dolori.

Vivere di musica significa essenzialmente fare una di queste due cose:

  • L’artista a tempo pieno;
  • Il supporto all’artista a tempo pieno.

Ho impiegato gran parte della mia vita ad inseguire l’opzione 1 e ho fallito.

Qualcuno potrebbe dire che non ero artisticamente valido: può essere, sti cazzi, onestamente ognuno può pensare quello che vuole.

Certo, prima di giudicare sarebbe opportuno capire come funziona l’industria musicale e che il modello di business attuale, sia dello streaming che della musica dal vivo, rende il mestiere sostenibile solo per gli artisti che fanno numeri stratosferici.

E che quindi vale più che mai la morandiana allegoria: uno su mille ce la fa.

Ma tutti gli altri 999?

Bene, io faccio parte di quei 999, e per continuare a sognare e permettermi di vivere di musica ho deciso di abbracciare l’opzione 2: offrire un supporto ad altri artisti.

Da un gruppo Facebook gratuito a una membership a pagamento

Era il lontano 2017 quando aprivo il gruppo facebook “Social Music Marketing“.

La mission era chiara: condividere con i miei colleghi artisti i traguardi che nel frattempo ottenevo sui social.

Traguardi che ottenevo applicando tutto ciò che imparavo grazie ai corsi di Dario (leggendario fu “Instagram On Fire”, oggi diventato Instarebels, che ricordo con la stessa nostalgia con cui penso ai film anni ’80 😃).

Era un periodo di estremo entusiasmo: in breve superai i 3000 iscritti e ciò mi gasava tantissimo.

Nella mia testa iniziava a manifestarsi l’idea di fare l’inverso di ciò che aveva fatto Dario, diventando una rockstar del marketing: ebbene io avrei creato il Marketers della musica.

In poco tempo scoprii la soddisfazione di diventare un punto di riferimento per altre persone.

Tuttavia, nonostante l’entusiasmo, ammetto che non avevo ben chiaro il modello di business che poteva rendere sostenibile un’attività divulgativa che in quel momento avveniva per passione.

Restai in questo limbo per i 3 anni successivi e con il senno di poi credo che le cause di questo stallo fossero due:

  • una sensazionale sindrome dell’impostore: nel mondo della musica è pesante e stressante l’idea che se non hai avuto successo non ti puoi permettere di insegnare alcunché. Adesso so bene che il successo è un’idea effimera o quantomeno soggettiva: conosco artisti famosi e anche ricchi che sono profondamente infelici. È successo questo?  Comunque, per anni, l’idea di dover aderire all’idea stereotipata di successo ha mortificato la mia autostima, la mia capacità di darmi credito e in definitiva la mia predisposizione ad agire.
  • ero ancora troppo pieno di EGO: quello che facevo non era ancora genuinamente mosso dal risolvere un problema delle persone… ma dal risolvere il mio problema. Che era quello di farmi conoscere, avere visibilità, per poi promuovere la mia musica.

Questa ossessione di promuovere l’arte sarà la morte dell’arte, e degli artisti.

Sono felice di essermi salvato e di esserci riuscito anche grazie al Metodo Marketers.

Creare una community attorno a un’idea: la storia di Artisti Adesso

È grazie a Marketers che ho capito profondamente cosa significa dare vita a un brand.

Per pensare di poter vivere nel settore musicale aiutando altri artisti, dovevo fare un salto fuori da me, oltre i miei bisogni e calarmi profondamente nella relazione con gli altri.

Mi sono chiesto: cosa potevo rappresentare per altri artisti come me?

E la risposta ha iniziato lentamente a coincidere con la stessa maturità che stavo acquisendo: la possibilità di smettere di aspettare che qualcuno ti scopra e crearti qualcosa di tuo.

La possibilità di essere adesso l’artista che sei sempre stato.

Ecco dunque il nome del brand che avrei creato.

Artisti Adesso.

Semplice, diretto, suonava anche bene.

E in più mi dava la possibilità di “chiamare” direttamente il mio pubblico.

Come per “Marketers”, volevo che il brand avesse al suo interno la parola chiave in cui la mia target audience si riconosce, quindi “artista”.

Creare una community dal nome “Artisti” non era solo un’idea pretenziosa ma anche insufficiente: serviva qualcosa di semplice che contenesse un valore per me fondante, ovvero quello del “tempo da non sprecare”.

Ecco quindi gli Artisti Adesso: sono gli artisti che smettono di procrastinare e decidono di agire, con i mezzi che questa epoca mette loro a disposizione, per essere riconosciuti e felici DA VIVƏ.

Introdussi anche lo “schwa”, perché volevo essere il più inclusivo possibile.

A questo punto mi rimboccai le maniche e decisi di creare un’esperienza di studio + community.

Era il 2020, pieno lockdown: in circa 3 mesi realizzai l’area studio con WordPress e creai un nuovo gruppo Facebook, stavolta segreto, che avrebbe ospitato gli iscritti.

Artisti Adesso: come creare una membership a pagamento (profittevole) nel mondo della musica 2

Avevo questo pallino di voler testare il modello della subscription: non starò qui a dirvi che avevo speso ore e ore in ricerca di mercato, era proprio un pallino.

Nella mia testa, il servizio formazione + supporto doveva costare 9.99€ al mese o 99€ l’anno (adesso costa anche di più).

Era un’idea fissa e, invece di tentare di scrostarmela, la seguii, ovviamente creandomi il problema: come trasformo chi mi segue in clienti?

Metodo Marketers: Valore

Instagram divenne il mio laboratorio: da settembre 2020 iniziai a pubblicare solo contenuti motivazionali e di music marketing.

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Nota importante: decisi di non creare, all’inizio, un account “aziendale”, ma di promuovere Artisti Adesso dal mio profilo personale.

Credo sia stata una delle motivazioni principali del suo successo.

All’inizio pubblicavo principalmente caroselli, poi iniziai a metterci la faccia e a sperimentare con i reel.

Nel metterci la faccia mi resi conto che il rischio di finire nella schiera dei fuffaguru, anche solo percepiti come tali, era altissimo.

La mia sindrome dell’impostore iniziava a farsi sentire, ma iniziai a notare due pattern ricorrenti:

  • Finché mi limitavo a condividere “consigli”, “tip” o “how to”, ero attaccabile: gli haters si mobilitavano in massa al coro di “chi sei tu per dare consigli?”;
  • Quando invece condividevo esperienze personali ero inattaccabile, ma non solo: la qualità e la quantità delle conversazioni aumentavano a dismisura.

Le conversazioni divennero la mia “metrica pilota”, quella che mi guidava, molto più dei like e dei follower.

Stavo iniziando a capire che ciò che il mio pubblico target ideale davvero percepiva come di valore non erano tanto i contenuti utili, ma quelli ispirazionali o motivazionali.

Il che mi aiutò anche a prendere coscienza del mio più grande traguardo, quello che potevo insegnare ad altri artisti a compiere: l’essermi emancipato dai meccanismi “classici” dell’industria musicale.

È una cosa che non avrei mai capito se non avessi pubblicato tanto e a lungo: da settembre 2020 a dicembre 2020 pubblicai quasi ogni giorno, tra caroselli, reel (da poco introdotti tra l’altro) e storie, preparando il terreno all’apertura delle iscrizioni ad Artisti Adesso, prevista per fine anno.

Quindi il Metodo Marketers, con l’idea di dover dare valore prima di chiederlo è come se mi avesse forzato a scoprire il mio valore, ed è forse una conquista ancora più grande.

È come se pubblicare sui social fosse un continuo, interminabile, test di mercato, alla ricerca di un allineamento tra ciò che sei, ciò che vuoi essere e ciò che gli altri percepiscono di te.

Quando queste tre sfere si allineano, congiungono, è come in The Witcher: accadono magie.

Metodo Marketers: Acquisizione

Durante lo stesso periodo in cui ci davo dentro con i contenuti (settembre-dicembre 2020), acquisivo contatti email attraverso una lista d’attesa.

La landing page appariva così, purtroppo non sono riuscito a trovare uno screenshot ad alta definizione ma è tutto abbastanza leggibile 👇

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Il principio adottato è quindi molto semplice: si definisce l’idea e si crea una lista d’attesa con l’invito ad iscriversi per… ricevere l’invito ad iscriversi quando l’idea sarà realizzata.

Sembra una supercazzola, lo so 😂

Questa strategia consente di validare le idee PRIMA di realizzarle: decidi infatti di realizzarla, solo se hai sufficienti iscritti.

Con questo approccio riuscii a raccogliere circa 700 contatti di artisti interessati.

Le iscrizioni non furono tutte organiche: decisi di investire in pubblicità attivando campagne di lead generation su Instagram e Facebook, con obiettivo Conversione, scegliendo Lead come evento da ottimizzare e impostando come target sia pubblico freddo che pubblico di retargeting (persone che interagivano con i miei contenuti organici).

All’epoca non c’erano ancora tutte le restrizioni sulla privacy che ci sono adesso, quindi campagne di questo tipo funzionavano abbastanza bene anche portando traffico fuori dalle piattaforme e ottimizzando tutto tramite il pixel installato su landing page e thank you page.

Risultato: lead a 1-2€, molto caldi e qualificati.

Non posso ovviamente non citare il fatto che avessi a disposizione un’altra lista contatti, quella ottenuta tramite il primo gruppo Facebook, quello gratuito, Social Music Marketing.

Parliamo lì di oltre 3000 contatti, acquisiti in circa 3 anni di lavoro, sia organicamente che tramite ads.

Diciamo che grazie al Metodo Marketers, in 3 mesi stavo replicando quello che avevo fatto, più o meno inconsapevolmente, nei 3 anni precedenti.

Metodo Marketers: Community

La fine dell’anno si avvicinava e così il lancio di Artisti Adesso: potete immaginare la mia fibrillazione 😬

Mi ero letteralmente messo alle strette: in gioco c’era tutto, dalla mia reputazione alle centinaia di ore spese a costruire l’offerta formativa, oltre che agli investimenti pubblicitari usciti dalle mie tasche.

A confortarmi c’era qualcosa di importante: la percezione di avere realmente una community.

E qui voglio essere molto chiaro: non parlo di follower, ma di conversazioni.

Il numero di follower, oggi più che mai, è inutile.

Le conversazioni sono tutto.

E in quei mesi la situazione era decisamente “on fire”: ricevevo decine di messaggi privati in DM, note vocali e risposte alle email.

Settimanalmente mandavo delle email, di stampo assolutamente valoriale, spesso erano approfondimenti dei contenuti brevi pubblicati sui social.

Credo che gli elementi che abbiano contributo a consolidare il senso di community siano stati essenzialmente 3:

  • Il fatto di avere una data di “scadenza”: la fine dell’anno non era solo la fine di qualcosa, ma l’inizio di un’opportunità, attorno alla quale stavo riuscendo ad aggregare centinaia di persone;
  • Il fatto che ci stessi mettendo la faccia, nel bene e nel male: spesso rispondevo ai commenti su Facebook con dei video e ai messaggi privati con note audio, tanto per farvi intuire la mia dedizione 😃
  • L’aver orientato tutta la comunicazione su un’idea di alto valore psicologico/spirituale: per cui non stava uscendo l’ennesimo video corso ma un’esperienza di trasformazione.

Questa è una lezione importantissima, che negli anni è stata davvero la svolta e mi ha permesso di scalare anche economicamente.

Metodo Marketers: Conversione

Le iscrizioni si sono aperte il 20 dicembre 2020 e si sono chiuse il primo gennaio 2021.

In questo periodo ho attivato diverse campagne pubblicitarie, principalmente di retargeting, con obiettivo Conversioni ed evento Acquisti.

La creatività che ha portato più acquisti è stata un video che appariva più o meno così:

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A riguardarmi ero proprio un pischello, ma il tutto funzionò quindi ancora una volta… sticazzi 😃

Che significa che “funzionò”?

Che quel primo lancio generò profitto, a fronte di un investimento economico totale di circa 1900€, suddiviso tra spesa pubblicitaria e tool utilizzati.

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La cosa più interessante è sicuramente quel RMR, ovvero “Ricavi Mensili Ricorrenti”, che Stripe era già in grado di calcolarmi in base al numero di abbonati.

Qui per trasparenza voglio condividerti proprio la dashboard di Stripe relativa a quel periodo.

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Per me fu un risultato incredibile.

Ma ancora non avevo idea di dove mi avrebbe davvero portato.

Metodo Marketers: Scalabilità

Questa storia che vi ho raccontato risale al 2020 ed è ciò da cui tutto ebbe inizio.

Come potete immaginare in questi anni sono successe migliaia di cose, tra cui:

  • L’offerta formativa di Artisti Adesso si è ampliata, ospitando anche moduli di terze parti, non solo curati da me;
  • Ogni settimana ho introdotto le call di gruppo, call su Google Meet che rappresentano forse uno dei selling point più importanti e diversificanti (rendono Artisti Adesso il vero Clubhouse della musica);
  • Ho lanciato un programma di affiliazione che dal 2022 ha già erogato più di 1000€ di commissioni (cosa abbastanza inedita nel settore);
  • Ho aumentato i prezzi, due volte: da 9.99€ al mese siamo passati a 14.99, fino agli attuali 29.99€.

C’è una cosa però che stranamente non cambiava e non riuscivo a capacitarmene.

Gli RMR rimanevano sempre intorno ai 1500€, nonostante i miei sforzi non riuscivo ad abbassare il churn rate e devo dire che è un problema che affronto ancora.

Avevo davanti tutti i limiti e le difficoltà del modello di subscription, finché alla fine del 2022 non ho deciso di fare un passaggio paradigmatico: switchare sull’high ticket.

È stato lì che ho capito che il mio modello di subscription low ticket non era un modello di business, ma una strategia di acquisizione.

Fatto questo passaggio sono finalmente riuscito a rompere il tetto di cristallo dei 10.000€ al mese e ora sono alla ricerca… del mio Luca Cresi Ferrari per capire come fare a scalare alla grande.

Ma questa è una storia da raccontare in un’altra occasione, a traguardo raggiunto 😃

Conclusione

Questa è la storia di come da cantautore fallito mi sono trasformato in imprenditore di me stesso.

Spero ti sia stata d’ispirazione.

Il Metodo Marketers è stato per me linfa vitale: in un momento della mia vita in cui le opzioni davanti a me erano rinunciare a un sogno oppure rinunciare alla felicità… mi ha dato profonda speranza.

La speranza ti torna quando vedi le cose chiaramente e il Metodo ti aiuta a ottenere esattamente la chiarezza che ti serve per iniziare il prima possibile.

Perché non serve fare le cose esattamente come andrebbero fatte: serve agire, punto.

Al di là di tutti gli stereotipi e le malelingue, quelle che tormentano gli artisti, certo, ma in realtà chiunque abbia la lucida follia di sfidare lo status quo ed investire su sé stessə.

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