Che cos’è perplexity ai
Perplexity AI è un motore di ricerca di nuova generazione basato sull’intelligenza artificiale.
La sua particolarità?
Non ti restituisce una lista infinita di link da cliccare, ma una risposta sintetica, strutturata, e costruita in linguaggio naturale, corredata da fonti attendibili e aggiornate.
In pratica, funziona come un ibrido tra un motore di ricerca e un assistente virtuale intelligente.
A differenza dei tradizionali motori di ricerca, Perplexity non si limita a indicizzare e ordinare contenuti: interpreta la tua domanda in modo semantico, consulta il web in tempo reale e genera una risposta unica, come farebbe un esperto che ha appena finito di fare ricerca per te.
E questa è una rivoluzione nel modo in cui accediamo all’informazione online.
Il progetto nasce nel 2022 da un team composto da ex ingegneri di OpenAI, Meta, Quora e DeepMind.
A guidare il tutto c’è Aravind Srinivas, oggi CEO di Perplexity, con un’idea molto chiara in testa: rendere la conoscenza online più accessibile, affidabile e comprensibile per chiunque.
Non solo un motore che trova link. Un motore che pensa, sintetizza, spiega.
La differenza rispetto a Google? È netta.
Google mostra link. Perplexity costruisce risposte.
Google lavora sull’indicizzazione. Perplexity lavora sulla comprensione.
E lo fa usando modelli linguistici avanzati (come GPT-4) e una tecnologia chiamata retrieval-augmented generation, che gli permette di generare testo partendo da fonti reali e citate.
In breve: Perplexity è pensato per chi cerca risposte, non per chi vuole semplicemente navigare. Ecco perché sta diventando uno degli strumenti più interessanti nel panorama dell’AI generativa applicata al search.
Come funziona Perplexity AI
Capire come funziona Perplexity AI significa entrare nel cuore di una tecnologia che non si limita a “fare domande a un chatbot”.
Dietro le sue risposte c’è un sistema complesso che combina modelli linguistici avanzati, aggiornamento in tempo reale e un approccio molto diverso da quello a cui siamo abituati con strumenti come ChatGPT.
Per iniziare: Perplexity si basa su modelli di intelligenza artificiale di ultima generazione, come GPT-3.5, GPT-4 e, in alcuni casi, anche Claude di Anthropic. A seconda della richiesta, la piattaforma seleziona il modello più adatto per generare la risposta in modo veloce, accurato e naturale.
Ma il vero punto forte è la sua capacità di lavorare in tempo reale.
Quando fai una domanda, Perplexity non attinge solo al modello addestrato (come fa ChatGPT nella sua versione base), ma effettua una vera e propria ricerca sul web, consulta le fonti aggiornate, e le usa per costruire una risposta solida, con tanto di link cliccabili e riferimenti diretti.
È un processo chiamato retrieval-augmented generation: prima recupera, poi genera.
Il sistema filtra e seleziona fonti attendibili, articoli, blog, paper scientifici, siti istituzionali, ecc. e te le mostra in modo trasparente.
Non stai leggendo un’opinione dell’AI, ma un riassunto basato su fonti verificate, come se un editor digitale ti avesse appena costruito una sintesi su misura.
Perplexity, è sempre connesso al web. Le sue risposte evolvono in base a quello che succede nel mondo, proprio come farebbe un essere umano che legge, si aggiorna e poi ti spiega.
Come usare Perplexity in modo pratico
Ok, hai capito cos’è Perplexity e perché sta cambiando il modo in cui cerchiamo informazioni.
Ora vediamo come si usa davvero, nella vita di tutti i giorni.
Non importa che tu stia lavorando a un progetto, scrivendo contenuti, facendo ricerca o semplicemente cercando risposte migliori, usare Perplexity è più semplice di quanto pensi e ti accorgerai subito di quanto può farti risparmiare tempo (e clic inutili).
Accesso e utilizzo tramite web e app
Per iniziare a usare Perplexity non serve installare nulla di complicato o configurare chissà quale estensione.
Basta andare su perplexity.ai e iniziare a scrivere la tua domanda.

Sì, è tutto lì. Nessun login obbligatorio, nessuna barriera all’ingresso: apri il sito, chiedi quello che vuoi e ottieni subito una risposta.
Se invece preferisci usarlo da mobile, puoi scaricare l’app ufficiale sia per iOS che per Android.
L’interfaccia è praticamente identica alla versione desktop: pulita, essenziale, pensata per farti scrivere (o dettare) una domanda e leggere la risposta nel giro di pochi secondi.
Una volta dentro, puoi scegliere se usare la versione gratuita o passare a Perplexity Pro, che ti dà accesso a modelli più avanzati (come GPT-4 Turbo o Claude) e a funzionalità extra come Copilot, di cui parleremo più avanti.
In ogni caso, non c’è curva di apprendimento: è un motore di ricerca, ma potenziato.
Se sai usare Google, puoi usare Perplexity. Solo che ti dà molto di più.
Interfaccia e user experience
Uno dei motivi per cui Perplexity conquista fin dal primo utilizzo è la sua interfaccia minimal ma funzionale.
Zero distrazioni, niente pubblicità, nessun elemento superfluo: al centro della schermata c’è una semplice barra di ricerca, pronta a ricevere la tua domanda. Fine.
Appena inserisci un prompt, la risposta viene generata in pochi secondi, accompagnata da fonti linkate, evidenziate in tempo reale man mano che il testo si compone.
C'è anche una tab specifica sulle fonti, basta cliccarci sopra e ti compariranno in maniera ordinata.

Hai tutto sotto controllo: il contenuto, da dove arriva, e la possibilità di approfondire con un clic.
Una delle funzioni più comode è quella che permette di fare follow-up automatici: puoi continuare a conversare, fare una domanda successiva, chiedere chiarimenti o approfondimenti, proprio come faresti con un assistente umano.
E se sei un po’ più geek, apprezzerai anche la modalità “focus”, che ti consente di impostare un contesto più preciso prima ancora di iniziare la conversazione.
In sintesi potremmo dire che è un’esperienza che ti toglie il rumore e ti restituisce il senso.
Altre due sezioni molto interessanti, accessibili se loggati all'interno della piattaforma sono:
la sezione scopri: che è una sorta di feed con differenti categorie, che puoi personalizzare in base ai tuoi interessi.

la sezione spazi: utilissima per inserire istruzioni e dettagli sulle tue ricerche per ottenere il meglio dallo strumento.

Esempi di prompt e domande efficaci
Perplexity non ha bisogno di prompt complicati o formule magiche per funzionare. Ma come ogni strumento AI, dà il meglio quando gli fai le domande giuste.
Non serve “parlare in codice”: basta scrivere come penseresti.
Più sei chiaro su cosa vuoi sapere, più la risposta sarà utile, mirata e facile da usare.
Ad esempio, se vuoi una panoramica su un argomento, puoi chiedere “Spiegami cos’è il neuromarketing con esempi concreti” oppure “Quali sono le differenze tra inbound e outbound marketing?”.
Perplexity capisce il tono, interpreta il contesto, e ti restituisce una risposta con link a fonti autorevoli, suddivisa per punti se serve, o arricchita da grafici e riferimenti esterni.
Puoi usarlo anche per attività più operative: “Crea un calendario editoriale per una pagina Instagram nel settore fitness”, oppure “Quali sono i competitor di Airbnb nel mercato asiatico?”.
Più sei specifico, più la risposta si avvicina a quello che avresti chiesto a un collega esperto, solo che arriva in dieci secondi.
Non serve imparare un nuovo linguaggio. Serve imparare a chiedere meglio.
Ed è questo che rende Perplexity uno strumento davvero potente per chi lavora con le idee, i contenuti e i dati.
Come usare Perplexity AI in italiano
Anche se Perplexity è nato in inglese, puoi usarlo tranquillamente anche in italiano. Basta scrivere la tua domanda nella nostra lingua e l’AI capisce, interpreta e risponde senza problemi.
Le risposte generate saranno coerenti e fluide, anche se in alcuni casi, specie con prompt più complessi o tecnici, potresti ricevere risposte miste: testo in italiano, ma con link o riferimenti da fonti internazionali in inglese. Questo non è un limite vero e proprio, ma il risultato del fatto che Perplexity attinge a contenuti globali.
Per ottenere risultati migliori in italiano, è utile:
- formulare la domanda in modo semplice e diretto, evitando ambiguità;
- specificare, se necessario, “in italiano” nel prompt (es. “Scrivimi un’introduzione alla SEO per principianti, in italiano”).
Se hai bisogno di risposte totalmente localizzate, ad esempio con esempi italiani, riferimenti normativi o dati di mercato nazionali, aggiungi un contesto più chiaro nella domanda.
Perplexity è in grado di seguire la conversazione e adattarsi, proprio come faresti con un collega.
Cos’è la modalità copilot e come funziona
Se usi Perplexity nella sua versione gratuita, ti basta scrivere una domanda e leggere la risposta. Ma se vuoi fare un salto di livello, la funzione che devi conoscere è Copilot.
Copilot è una modalità interattiva che ti guida passo dopo passo nella costruzione della tua ricerca.
Immagina di non dover sapere esattamente come fare una domanda, perché è l’AI a chiederti chiarimenti, dettagli e contesto per darti la risposta più precisa possibile.
È come parlare con un esperto che ti fa le domande giuste per capire meglio cosa ti serve davvero.
Ad esempio, se scrivi “Mi serve una strategia per lanciare un nuovo prodotto”, Copilot non si limita a darti una risposta generica.
Ti chiederà: In che settore? Qual è il target? Budget? Tempistiche?
E solo dopo aver raccolto queste info ti costruisce una risposta su misura.
Puoi attivare Copilot solo nella versione Pro di Perplexity, ma se lavori spesso con ricerche complesse o contenuti strategici, può davvero farti risparmiare ore di tempo.
È come avere un mini consulente AI che ti aiuta a fare domande migliori – e quindi a ottenere risposte migliori.
E sì, una volta che lo provi, difficilmente torni indietro.
Vantaggi e limiti di Perplexity AI
Come ogni strumento, anche Perplexity AI ha i suoi punti di forza… e qualche limite.
Il suo vero superpotere è la capacità di restituire risposte chiare, sintetiche e supportate da fonti reali, in pochissimi secondi. È veloce, affidabile (soprattutto per ricerche attuali) e pensato per chi vuole informarsi senza perdersi nei meandri del web.
Conviene usarlo quando:
- devi fare una ricerca veloce ma approfondita;
- vuoi capire un argomento in modo semplice, senza dover aprire dieci tab;
- hai bisogno di risposte aggiornate e ben contestualizzate;
- stai cercando un’alternativa più “umana” ai classici motori di ricerca.
In tutti questi casi, Perplexity ti fa risparmiare tempo e ti restituisce contenuti che puoi effettivamente usare.
È perfetto per chi crea contenuti, fa strategia, lavora con i dati o deve tenersi aggiornato su temi in evoluzione.
E quando non conviene usarlo?
Se stai cercando informazioni altamente tecniche o verticali (es. codice, normative, riferimenti scientifici complessi), il livello di dettaglio può non essere sempre sufficiente.
Oppure se ti servono approfondimenti creativi, idee originali o brainstorming, strumenti come ChatGPT – allenati per generare – possono essere più flessibili.
Infine, va detto: Perplexity non “pensa” da solo. Risponde in base a ciò che trova. Quindi, se fai domande ambigue o troppo generiche, anche la risposta sarà più debole.
La regola d’oro? Usalo quando vuoi risposte concrete, veloci e ben documentate. Non aspettarti creatività o opinioni.
Per quello, ci sono altri strumenti. Ma se ti serve chiarezza, Perplexity è una delle migliori opzioni che puoi avere sotto mano.
Pro: velocità, sintesi, fonti citate
Il primo vantaggio evidente di Perplexity AI è la velocità.
Appena scrivi una domanda e premi invio, il sistema impiega pochi secondi per generare una risposta chiara e ben costruita. Non devi aspettare, né filtrare tra decine di risultati come su un motore di ricerca classico: hai subito ciò che ti serve, senza passaggi intermedi.
Ma la velocità non sarebbe nulla senza la sintesi.
Perplexity non si perde in giri di parole: va dritto al punto, seleziona le informazioni più rilevanti e le organizza in modo leggibile, spesso con una struttura a paragrafi o punti chiave. È perfetto se devi farti un’idea chiara in poco tempo.
E poi c’è un altro aspetto fondamentale: le fonti.
Ogni risposta è accompagnata da link diretti ai contenuti da cui sono state estratte le informazioni.
Sai da dove arriva ogni frase, puoi approfondire, verificare, cliccare. È un approccio che dà trasparenza al processo e ti permette di fidarti davvero di quello che leggi.
Contro: limiti linguistici, dipendenza dai modelli
Per quanto Perplexity AI sia uno strumento potente e innovativo, non è esente da limiti.Il primo riguarda la lingua: anche se funziona bene in italiano, il sistema è chiaramente pensato per l’inglese.
Le risposte nella nostra lingua sono corrette e comprensibili, ma a volte possono risultare un po’ rigide o meno naturali rispetto all’equivalente inglese. E le fonti? Spesso sono internazionali, quindi in inglese anche loro.
Altro punto critico: la dipendenza dai modelli AI sottostanti.
Perplexity non “pensa” con logica propria, ma genera risposte basate su ciò che trovano i modelli linguistici a cui si appoggia (come GPT-4, Claude, ecc.).
Questo significa che:
- se il modello non è aggiornato o ha un bias, lo ritrovi nella risposta;
- se il prompt è poco chiaro, anche la qualità del risultato ne risente;
- in alcuni casi possono esserci ripetizioni, semplificazioni eccessive o errori di interpretazione.
Perplexity nel contesto dei motori di ricerca
Quando si parla di Perplexity AI, la domanda sorge spontanea: ma quindi può davvero sostituire Google?
La risposta breve è no, non ancora. Ma la risposta vera è: dipende da cosa cerchi.
Perplexity AI è spesso presentato come un’alternativa a Google perché cambia radicalmente il modo in cui otteniamo le informazioni.
Google ti mostra una lista di link. Perplexity ti risponde direttamente. È un passaggio da motore che “cerca” a uno che “capisce”.
Questa evoluzione è parte di un cambiamento più ampio: l’ingresso dell’intelligenza artificiale nel mondo della search.
Non si tratta più solo di indicizzare pagine, ma di interpretare domande, sintetizzare concetti e restituire risposte pronte da usare.
È qui che nasce la differenza tra i motori classici e quelli generativi.
Negli ultimi mesi, strumenti come Bing Chat (con GPT-4 integrato), Gemini (ex Bard) di Google e You.com hanno iniziato a muoversi nella stessa direzione. Ma la filosofia è diversa:
- Bing resta un ibrido tra ricerca classica e AI,
- Gemini si inserisce nell’ecosistema Google ma con alcune limitazioni,
- com punta sull’esperienza personalizzata ma con interfaccia meno fluida.
Perplexity, invece, ha fatto una scelta radicale: eliminare la complessità dell’interfaccia e mettere l’utente faccia a faccia con la risposta.
È questo approccio che sta conquistando sempre più utenti – soprattutto tra chi lavora nel digitale e ha bisogno di risposte affidabili, rapide e verificabili.
La vera domanda, quindi, non è se Perplexity sostituirà Google. Ma per quali attività Google non sarà più la prima scelta.
E in molti casi, quel momento è già arrivato.
Quanto costa Perplexity AI
Perplexity AI offre un modello freemium, con una versione gratuita e una versione Pro a pagamento.

Vediamo le differenze principali:
Versione free
La versione gratuita di Perplexity è ideale per un utilizzo occasionale o per chi desidera esplorare le funzionalità base. Include:
- Ricerche rapide illimitate: per ottenere risposte immediate a domande semplici.
- 5 ricerche Pro al giorno: accesso limitato a funzionalità avanzate per testare le capacità della versione Pro.
- Modello AI standard: ottimizzato per velocità e qualità nelle risposte.
- Personalizzazione: possibilità di creare un profilo per salvare la cronologia delle ricerche e personalizzare l’esperienza.
Questa versione è perfetta per chi è alle prime armi con gli strumenti di ricerca basati su AI o ha bisogno di risposte rapide senza funzionalità avanzate.
Versione Pro
La versione Pro di Perplexity, al costo di $20 al mese, è pensata per utenti che necessitano di funzionalità avanzate e un utilizzo intensivo. Include:
- Oltre 300 ricerche Pro al giorno: ideale per ricerche approfondite e complesse.
- Accesso a modelli AI avanzati: possibilità di scegliere tra GPT-4, Claude-3, Sonar Large (Llama 3.4) e altri, ciascuno con caratteristiche uniche.
- Caricamento e analisi di file illimitati: supporto per documenti come PDF e CSV.
- Generazione di immagini: utilizzo di strumenti come DALL·E e SDXL per output visivi.
- $5 di credito mensile per l’API: accesso a modelli AI open-source e personalizzati per progetti personali.
La versione Pro è ideale per ricercatori, studenti e professionisti che necessitano di informazioni dettagliate e desiderano esplorare le capacità più avanzate dell’AI.
Perplexity AI e la privacy
Quando si parla di strumenti basati sull’intelligenza artificiale, una delle prime domande che viene in mente è: “Ma i miei dati sono al sicuro?”
Nel caso di Perplexity AI, la risposta è chiara: sì, ma con alcune precisazioni importanti da conoscere.
Perplexity non utilizza i dati personali degli utenti per addestrare i suoi modelli. Le tue ricerche non vengono associate alla tua identità e puoi usare la piattaforma anche senza creare un account.
Inoltre, l’azienda dichiara apertamente di non condividere i dati degli utenti con terze parti a fini pubblicitari o di profilazione.
Dal punto di vista tecnico, tutte le interazioni sono criptate e gestite secondo standard di sicurezza conformi alle normative vigenti.
Ma come sempre con strumenti di questo tipo, la privacy assoluta dipende anche da come li usi: se carichi un file sensibile o fai una domanda che contiene dati personali, sta a te decidere fin dove vuoi arrivare.
Un aspetto che Perplexity comunica bene è la trasparenza: ogni fonte citata è accessibile, ogni modello usato viene indicato (es. GPT-4, Claude, ecc.) e viene sempre specificato se la risposta è stata generata in tempo reale o meno.
Questo aiuta a capire da dove arriva l’informazione e quanto possiamo fidarci.
Rispetto ad altri strumenti AI – come ChatGPT, Bard (ora Gemini) o strumenti integrati nei browser – Perplexity si distingue per un approccio più snello e meno invasivo: non chiede troppi dati, non personalizza in modo aggressivo e lascia all’utente il pieno controllo dell’esperienza.
È chiaro: come per tutti gli strumenti digitali, il tema etico resta aperto.
Ma se cerchi un motore AI che mette riservatezza e trasparenza al centro, Perplexity è tra le opzioni più affidabili oggi disponibili.
Conclusione
Dopo averlo provato, è difficile tornare indietro.
Perplexity AI non è solo un altro strumento da aggiungere alla lista, ma un nuovo modo di accedere, capire e usare le informazioni online.
È veloce, affidabile, trasparente e, soprattutto, realmente utile per chi lavora con i contenuti, i dati o la strategia digitale.
Vale la pena provarlo oggi perché:
- ti semplifica la vita (e le ricerche),
- migliora la qualità delle risposte che ricevi,
- ti fa risparmiare tempo vero, ogni giorno.
Se lavori nel digitale, nel marketing o nella formazione, questo tipo di tool non è più un “extra”, ma qualcosa che può fare la differenza tra un output buono e uno eccellente.
Per approfondire, ecco alcune risorse utili che trovi qui su Marketers:
- la nostra guida ai migliori strumenti di intelligenza artificiale per il lavoro
- la pagina di presentazione del corso live AI4Marketers
In un mondo dove tutto cambia in fretta, capire come usare bene l’intelligenza artificiale è già un vantaggio competitivo.
E Perplexity può essere un ottimo punto di partenza.
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Anche dopo aver scoperto Marketers non si torna indietro! 🙂
ehehe grazie per questo bellissimo commento Irene! E benvenuta in Famiglia!
Per le ricerche che faccio e’ splendida ho provato esempio con soddisfazione precedendo con un contesto chiaro tra poco penso passero alla versione pro complimenti a voi