Dirette Facebook: la guida dalla A alla Z

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Era il 2016 e tutto sembrava tranquillo.

Ad un certo punto però Facebook ha inserito una funzionalità che di lì a poco sarebbe diventata la più utilizzata dalla maggior parte dei suoi utenti.

Di quale funzionalità parlo?

Ovviamente di Facebook live.

In questo post infatti analizzeremo insieme il loro funzionamento nello specifico.

Impareremo come poter creare una live dando origine ad un metodo che possa portarci da un punto A nella quale iniziare a riflettere sul tema da trattare, fino al punto Z in cui cliccare sul pulsante di fine registrazione e tirare le somme della nostra live!

Capiremo insieme perché siano importanti e soprattutto quanto possa essere importante inserire le dirette Facebook all’interno di un piano editoriale fitto di contenuti.

Inoltre, ti consiglierò degli accessori particolari con i quali trasformare ogni diretta in un contenuto davvero interessante per te e per il tuo pubblico.

Ma non andiamo oltre.

È arrivato il momento di iniziare!

Cosa sono le dirette Facebook?

Prima di tutto cerchiamo di definire le dirette Facebook, ok?

Quando parliamo di dirette Facebook facciamo riferimento al servizio di streaming che il social ha messo a disposizione già dal 2016.

Facebook live (questo il nome) nasce per dare la possibilità a tutti gli utenti iscritti regolarmente sulla piattaforma, di poter condividere in tempo reale ciò che stanno facendo o semplicemente ciò che hanno da dire.

Per andare live infatti non serve utilizzare apparecchi professionali di qualità ma basta semplicemente uno smartphone o un pc con una webcam ed una connessione internet.

Quindi come avrai già capito, non occorre essere dei registi hollywoodiani per andare live su Facebook.

Ciò che conta è avere qualcosa di interessante ed utile da dire al pubblico che guarderà la tua diretta.

Perché è importante utilizzare le live su Facebook?

Utilizzare le live su Facebook oggi è fondamentale.

Il motivo è molto semplice: ti permettono di accorciare la distanza tra te ed il tuo pubblico.

Le live sono una finestra di “contatto diretto” all’interno del mondo digitale e soprattutto sono uno strumento utile con cui poter interagire in tempo reale con il pubblico che ti segue.

Inoltre le live, se utilizzate nel modo corretto aumenteranno di molto il tuo valore professionale agli occhi del tuo pubblico perché potrai costruire un piccolo talk show digitale trasformandolo in un appuntamento ricco di valore al quale sarà impossibile mancare.

Come creare la tua prima diretta

Per dare inizio alla tua prima diretta Facebook non ti servirà nessuna pratica particolare.

Ti basterà selezionare il pulsante con scritto “video in diretta” che trovi proprio nell’immagine qui sotto.

pulsante-diretta-facebook

Ma procediamo con ordine.

Non basta esclusivamente cliccare su quel comando per andare in onda ma occorre seguire i giusti step per rendere la tua diretta eccellente fin dalla prima “puntata”.

Prima di tutto c’è una cosa che devi fare: definire un obiettivo.

Perché realizzare una diretta?

Qualche riga sopra ho spiegato quanto possa essere importante utilizzare una diretta Facebook per accorciare la distanza tra te ed il tuo pubblico e quanto soprattutto possa farti diventare con costanza e volontà, un punto di riferimento per loro.

Ma prima di tutto devi avere chiaro il tuo obiettivo, ponendo a te stesso la giusta domanda.

Chiediti prima perché dovresti andare live su Facebook.

La risposta è più che personale, ma senza avere chiaro il motivo per il quale vuoi esporti così tanto non potrai andare molto lontano.

Andare live su Facebook significa avere ben chiaro un obiettivo da raggiungere dove la diretta rappresenta solo uno dei tanti strumenti che potrai utilizzare.

Quindi ricordati: prima di premere quel tasto, ricorda perché lo stai facendo.

Creare un piano editoriale

Così come i post sul tuo blog o i post programmati sulla tua pagina, anche una diretta va inserita all’interno di un piano editoriale ben definito.

Se non sapessi ancora cosa sia un piano editoriale, permettimi di spiegartelo.

Quando parliamo piano editoriale facciamo riferimento ad un documento che può assumere la forma di un foglio excel (per i più spartani) o di un documento realizzato con una grafica accattivante.

Al suo interno dovrai inserire i contenuti da pubblicare e da creare rispettando una tabella di marcia temporale specifica.

Utilizzare un calendario editoriale renderà la vita più semplice anche al tuo Team perché sarà costantemente aggiornato sulla pubblicazione e soprattutto sul tipo di contenuti che dovranno essere pubblicati.

Riesci a comprendere quanto l’utilizzo di un piano editoriale possa essere determinante anche per inserire all’interno della settimana o del mese di pubblicazione un contenuto corposo come una live su Facebook, no?

Il piano editoriale ti darà la serenità di programmare a priori i contenuti che dovrai produrre, avendo costantemente sotto controllo il flusso produttivo.

Ricorda che il 70% di un buon contenuto è merito di un ottimo piano editoriale.

Condurre una diretta Facebook: 4 step pratici

Hai trovato il tuo obiettivo.

Hai imparato ad utilizzare un piano editoriale alla perfezione.

Adesso non ti resta che andare live.

Ma sei sicuro di poterci riuscire senza commettere errori?

Per rispondere a questa domanda (e per renderti meno nervoso) ho creato questi 4 step pratici che sono sicuro ti saranno di grandissimo aiuto per sfondare alla tua prima live e per dare inizio ad un ciclo produttivo davvero interessante!

Proporre la live in anticipo

Il primo step di cui dovrai ricordarti è di proporre la tua live in anticipo rispetto alla data prefissata.

Questa notifica servirà al tuo pubblico per segnare la data e per ricordarsi di seguirti.

In fondo pensaci un attimo: nessuno si aspetterebbe una tua live senza alcun preavviso.

Proporre la tua live in anticipo sarà un gesto che il tuo pubblico apprezzerà perché permetterai loro di organizzarsi a seconda dell’orario o del tema che tratterai.

A proposito del tema della live…

Prepara la diretta

Il secondo step riguarda proprio il tema della diretta.

Proponendo in anticipo la tua live ed il contenuto di cui vorrai parlare, sarà semplice attirare l’attenzione di un pubblico interessato all’argomento.

Proprio per questo, nel momento in cui proporrai la live tramite i tuoi canali social ti consiglio di esporre brevemente di cosa parlerai.

La suspense in questi casi non è l’arma migliore da utilizzare.

Definire in anticipo il tema della diretta, permetterà al tuo pubblico di informarsi in tempo per porti le domande alle quali tu dovrai rispondere.

Quindi ricorda sempre di proporre il giorno ed il tema della live al tuo pubblico!

Non iniziare subito, dai tempo al tempo

Uno dei problemi principali delle dirette risiede nella lentezza delle notifiche che Facebook invia al tuo pubblico.

Proprio per questo ti consiglio di iniziare con una breve introduzione nella quale saluti gli utenti e chiedi loro soprattutto se la live si senta e si veda bene, esponendo loro il tema che tratterai ma senza scendere troppo nello specifico.

Utilizza i primi minuti di live per essere certo che la trasmissione sia qualitativamente valida.

Questo gesto non solo aumenterà l’interazione fin dai primi secondi ma ti darà la sicurezza di poter condurre la tua live senza alcun problema tecnico.

Altro piccolo consiglio che posso darti è sicuramente di iniziare qualche minuto prima rispetto all’orario prefissato.

Ovviamente ciò non significa puntare una live per le 21:00 ed iniziare alle 20:30.

Bastano anche 5 o 10 minuti prima dell’orario prefissato.

In questo modo darai più tempo ai tuoi utenti di connettersi alla live fin dai primi minuti.

La location è parte della diretta

Terzo step di cui dovrai ricordarti riguarda appunto la location.

Non puoi fare una diretta se intorno a te c’è un rumore assordante o se ti trovi nel bel mezzo della folla.

Quindi assicurati che l’ambiente sia abbastanza silenzioso e che le luci al suo interno siano adeguate per permettere al tuo pubblico di fruire del contenuto nel migliore dei modi possibili.

In fondo nessuno guarderebbe una live piena di rumori e con una illuminazione scadente, non credi?

Puoi anche provare a ricreare una sorta di “scenografia” per la tua live.

Magari trasmettendo da una stanza luminosa dove entri parecchia luce solare.

Potresti trasmettere da una camera con delle luci calde ricreando l’atmosfera di un vecchio bar.

Potresti utilizzare delle piante particolari o utilizzare delle stampe vintage da appendere dietro il muro posto alle tue spalle.

Insomma le possibilità sono infinite ma la location insieme al contenuto che veicolerai con la tua live sono due facce della stessa medaglia, non dimenticarlo!

Interagisci il più possibile

Quarto step riguarda il tuo pubblico.

Per quanto gli utenti possano essere connessi per te per il tuo contenuto, molti di loro sono lì con te per avere delle risposte a delle domande ben precise.

Quindi ricorda sempre di lasciare uno spazio per loro, magari 15 minuti prima della fine di ogni live un Q&A (question and answer) all’interno del quale potrai dare massima libertà al tuo pubblico e rispondere in modo diretto alle loro domande.

Inoltre ringrazia sempre per gli apprezzamenti, i commenti positivi e per i like che i tuoi utenti lasceranno durante la diretta.

Ricordati sempre che loro sono lì per te e per i tuoi contenuti di valore!

App per le dirette

Siamo riusciti a definire il contesto nel quale poter andare live, adesso è arrivato il momento di capire come procedere operativamente per dare inizio alla tua diretta.

Sul web esistono moltissime app per smartphone e desktop che puoi utilizzare ed in questo articolo ti parlerò di tre in particolare: obs studio, Facebook e BeLive.

Obs studio: uno studio televisivo sul tuo pc

Quando parliamo di Obs studio facciamo rifermento ad uno dei software opensource più professionali di sempre.

Per iniziare ad utilizzarlo ti basterà visitare la pagina ufficiale del software e scaricare la versione più adatta al tuo sistema operativo.

Una volta scaricato ed installato, dovrai impostare la sorgente video ed audio attraverso le impostazioni di sistema ed andare live.

La sua forza risiede sicuramente nella possibilità di trasmettere la diretta utilizzando le stesse impostazioni di uno studio televisivo.

Potrai quindi registrare il tuo audio attraverso un microfono esterno (nel prossimo paragrafo te ne consiglierò un paio) ed utilizzare la funzione “picture-in-picture” che ti consentirà di mostrare non solo la visuale da webcam, ma anche cosa c’è sullo schermo del pc.

Questa funzione è più che interessante soprattutto se stai registrando un webinar o un tutorial per il quale avrai bisogno di avere più di uno schermo all’interno della stessa live.

Facebook live official: la diretta in casa

La seconda app che ti consiglio di utilizzare è proprio quella integrata all’interno di Facebook.

Per utilizzarla non avrai bisogno di altri strumenti, ma potrai sempre decidere se utilizzare una webcam o camera esterna ed un microfono migliore di quello presente sul tuo pc o sul tuo smartphone.

La sua qualità risiede principalmente nella velocità di utilizzo e nella semplicità.

Come ti ho mostrato sopra, ti basterà infatti cliccare sul tasto “video in diretta” e aggiungere il titolo della diretta e la descrizione all’interno della quale potrai taggare possibili ospiti o amici.

Ovviamente così come Facebook live, anche OBS studio è free e quindi non dovrai sobbarcarti altri costi per andare in diretta.

BeLive: la tua diretta al top

BeLive ha lo stesso funzionamento di OBS studio ma con qualcosa in più.

Questa piattaforma di streaming ti consentirà di andare live in split screen (un pò tipo le interviste doppie delle iene) fino a 4 utenti connessi contemporaneamente.

In questo caso bisognerà pagare una fee mensile.

Il pacchetto standard parte da 19$ al mese.

Ovviamente a questo prezzo corrispondono anche una serie di personalizzazioni davvero efficaci.

Potrai infatti far apparire all’interno dello schermo le domande degli utenti, condividere link testuali e cambiare il colore della tua diretta inserendo anche il tuo logo.

Per maggiori informazioni ti consiglio di visitare la pagina ufficiale di BeLive.

Gli accessori per andare live!

Come ti ho già accennato, programmare una live ed andare davvero in diretta comporta anche l’utilizzo di strumenti adatti e di una location che possa far risaltare al meglio la qualità video del tuo contenuto.

Proprio per questo, lascia che ti consigli alcuni accessori indispensabili per dare il meglio in una diretta da desktop e da mobile!

Cavalletti per andare in diretta

Se avessi già deciso di utilizzare il tuo smartphone per andare live, non potrai fare a meno di un cavalletto versatile che possa adattarsi a qualunque situazione.

Cosa c’è di meglio di un Gorillapod?

Pratico, comodo e mobile, ti permetterà di trasmettere da qualunque parte del mondo ed inoltre potrai letteralmente agganciarlo ovunque mantenendo sempre la massima presa!

Di seguito trovi una lista dei migliori Gorillapod:

OffertaBestseller No. 1
JOBY Kit GorillaPod 3K, Treppiede Leggero Flessibile con Testa a Sfera per Fotocamere DSLR e CSC/Mirrorless, Portata Max 3 kg, JB01507-BWW
  • Flessibile: può stare in piedi, aggrappato o avvolto, le gambe avvolgibili permettono di fissare l'attrezzatura fotografica professionale praticamente su qualsiasi superficie
  • Preciso: appoggio per panoramica a 360.gradi, inclinazione a 90 gradi e livella a bolla per un ottimale controllo della posizione
  • Modulare: funziona con accessori professionali Joby, tra cui Grip Tight, braccia Gorillapod e adattatore per mozzo che consente il montaggio di adattatori per GoPro adattatori, flash, luci e microfoni
  • Kit Joby JB01507-BWW GorillaPod 3.K, nero/grigio antracite, materiali: plastica ABS, alluminio, acciaio inossidabile, TPE
  • Tipo di Attacco: 1/4"-20 standard tripod mount
OffertaBestseller No. 2
JOBY Kit GorillaPod 1K, Treppiede Compatto Flessibile con Testa a Sfera per Fotocamere Compatte Avanzate e CSC/Mirrorless, Portata Max 1 kg, JB01503-BWW
  • FLESSIBILE: può stare in piedi, aggrappato o avvolto, le gambe avvolgibili permettono di fissare l'attrezzatura fotografica professionale praticamente su qualsiasi superficie
  • PRECISO: appoggio per panoramica a 360 gradi, inclinazione a 90 gradi e livella a bolla per un ottimale controllo della posizione
  • FORTE: regge dispositivi pesanti fino ad 1 kg
  • SICUREZZA: Ghiere e piedini rivestiti in gomma per una elevata aderenza
  • KIT COMPLETO: Testa a sfera inclusa
OffertaBestseller No. 3
Rhodesy RT-01 Treppiede portatile Octopus Style con Supporto per iPhone, Qualsiasi Smartphone, Videocamera con Clip Universale
  • Progettato per essere altamente funzionale e durevole per prestazioni di alto livello.
  • Stile polpo per catturare perfettamente i livelli di livello su qualsiasi superficie, basta avvolgere le gambe flessibili del treppiede attorno a una sedia/ramo/pilastro.
  • Il treppiede leggero può essere facilmente portato ovunque, sia in valigia che in borsa, occupa pochissimo spazio.
  • Installa questo mini treppiede sulle ginocchia, sul tavolo o sul divano, puoi facilmente scattare foto o registrare video da solo con esso. Nel frattempo, è perfetto per guardare film sul telefono, inclusi iPhone 11, XS, XS Max, XR, X, 8, 8 Plus, 7, 7 Plus, 6, 6S, 5, Samsung Galaxy S7, S6, S5 o qualsiasi altro smartphone o fotocamera (GoPro Hero 8 Hero 7/6/5/4 Nero, DJI OSMO).
  • Le gambe ruotabili a 360 gradi e pieghevoli offrono una maggiore possibilità di applicazioni più ampie, il che significa che può essere anche un supporto per libri e iPad.

Ovviamente potrai utilizzarlo anche per la tua videocamera qualora volessi utilizzarla come webcam poiché la vite posta sulla testa mobile è compatibile con la maggior parte di compatte presenti sul mercato.

Se volessi invece puntare a qualcosa di più compatto e meno ingombrante, potresti optare per uno stand Manfrotto.

Di seguito una lista dei migliori manfrotto:

Bestseller No. 1
Manfrotto MTPIXIEVO-BK Treppiedi da Tavolo a 2 Sezioni, per Fotocamere Compatte, Mirrorless, ALluminio, Nero
  • Mini treppiedi per DSLR entry level con lenti fino a 200 mm
  • Due differenti angolazioni per scattare a livello del terreno
  • Due sezioni delle gambe regolabili in 5 passi per superfici irregolari
  • Possibilità di scattare in modalità ritratto
OffertaBestseller No. 2
Manfrotto MKCOMPACTACN-BK Treppiede con Borsa, Testa Ibrida per Fotografia e Video, 5 Sezioni in Alluminio, Nero
  • Piastra Quick Release circolare per un setup ottimo
  • Selettore foto/video per cambiare la modalità
  • Compatto e facile da trasportare
  • Disponibile in 3 colorazioni differenti
OffertaBestseller No. 3
Manfrotto MTPIXI-B Treppiede da Tavolo per Fotocamere CSC e DSLR ed Impugnatura per Video, Materiale Adapto, Nero
  • Attacco superiore: vite da 1/4"
  • Meccanismo di bloccaggio a pressione per un facile set-up
  • Rotazione panoramica a 360°
  • Materiale del prodotto: alluminio a tecnopolimero
  • Peso del prodotto: 190 g

Anche in questo caso, potrai contare sulla massima qualità, resistenza e durabilità.

Inoltre il tasto sul quale è presente il logo Manfrotto, ti darà la possibilità di ruotare la testina superiore come meglio preferisci ed i tre “piedi” ti daranno il massimo della stabilità.

Se dovessi trovare un difetto in questo mini cavalletto, direi che non ti permette di essere “libero” tanto quanto un gorillapod, ma ovviamente la scelta spetta a te.

Luci per andare live

Ne abbiamo già parlato: le luci sono un must have.

Impostare la giusta illuminazione all’interno del tuo spazio aumenterà di gran lunga la qualità della tua diretta, trasmettendo serenità e professionalità al tuo pubblico.

In fondo a nessuno piace una diretta dove l’unica luce è quella del tuo laptop o del tuo smartphone, no?

Hai due possibilità in questo caso: una scelta più classica ed una più smart.

Tra le scelte classiche ci sono le softbox.

Se non conoscessi ancora le softbox, ti basti pensare che sono dei semplici diffusori di illuminazione.
Qui una lista dei migliori softbox:

Bestseller No. 1
ESDDI Softbox Set Luci Studio Fotografico Luce Continua Studio Kit 85W Lampade Fotografia Soft Box Illuminazione
  • 50cmx70cm Softbox: riflettore argentato con lavorazione groffata con texture simil-pietra per ridurre ulteriormente i rimbalzi di luce e permettere di ammorbidire ulteriormente la luce
  • 200cm treppiede per Luci: altezza personalizzabile da 68 fino a 200 cm,lunghezza del cavo di alimentazione fino a 228 cm,peso contenuto, apertura semplice e alta portabilità
  • 85W Lampadine CFL a Luce Diurna: luce diurna a 5500K bilanciata per un bianco puro, attacco E27 per uso generico, risparmia fino all'80% di energia e vita utile approssimativa di 8000 ore
  • Semplice da Montare e Richiudere: offrono una luce soffusa naturale per qualsiasi stile fotografico, porta le tue fotografie al livello successivo e ottieni un aspetto più omogeneo nelle riprese video
  • Kit Includere:1x softbox, 1x stativi, 1x lampadine, 1x borsa;
Bestseller No. 2
GEEKOTO Softbox Kit di Illuminazione 50 x 70cm, Luci da Studio Fotografico con 2 Lampadine E27 85W 5500K, 2m Supporti Regolabili per Ritratti in Studio, Fotografia Prodotti, Foto di Moda, Video, ecc.
  • Foto Softbox di Alta Qualità: Riflettore in nylon con motivi a pietra goffrati può minimizzare la perdita di luce e massimizzare la diffusione di luce per intensificare il riflesso di luce, e il pannello diffusore rimovibile in fibra PET addolcisce ulteriormente la luce. Pertanto, il softbox può diffondere la luce, fornire il flusso di luce morbida ultima e rimuovere le ombre per ottenere riprese perfette; inoltre, ridurrà la sovraesposizione e i punti caldi per soddisfare i tuoi varie esigenze
  • Alta Efficienza e Risparmio Energetico: Con la presa E27 standard, è possibile collegare direttamente la lampadina, la lampada fluorescente o il flash dipendente per offrire la luce. Due lampadine CFL da 85W fornite equivalgono alla lampadina a incandescenza da 850W in totale per risparmiare 80% dell'energia e durare circa 8000 ore, con temperatura di colore di 5500K, producono l'illuminazione diurna pura ed equilibrata, nonché la luce uniforme e continua, fornendo un buon ambiente fotografico
  • Il Migliore Partner: Il kit studio è un set di kit di luci continue che può creare un grande effetto di Illuminazione, la scelta migliore per gli appassionati di fotografia, principianti, fotografi semi-professionisti e professionisti, perfetto per ritratti in studio, prodotti pubblicitari, foto-arte, foto di nozze, fotografia di prodotto, fotografia interna, scientifica e tecnica, riproduzione fotografica, registrazione video ed editoriale, e qualsiasi ogni altra situazione con soggetti umani
  • Kit Completo e Trasporto Facile: Il kit luci studio fotografico include due riflettori da 50 x 70cm, due pannelli diffusori, due E27 lampadine CFL 85W 5500K, due supporti di 2m e una borsa da trasporto. Il studio softbox può essere installato e smontato facilmente e rapidamente, e la borsa in nylon resistente protegge gli oggetti professionali da sporco, umidità, polvere e danni, conveniente per conservazione e trasporto semplici. I nostri prodotti garantiscono 24 mesi, acquista con fiducia!
  • Testa e Supporto Regolabili: Con un blòcco indipendente, il softbox può ruotare di 210° per darti la luce adatta in più angolazioni per soddisfare le tue diverse esigenze di scattare foto. Costruito in lega di alluminio, il supporto offre resistenza e stabilità eccezionali per lavori pesanti, mentre i piedi in gomma lo mantengono stabile sulla superficie del terreno; il design della colonna a 3 sezioni con blòcco a singola azione consente una regolazione dell'altezza rapida e precisa di 68-200cm
OffertaBestseller No. 3
Amzdeal Softbox kit 2 Professionale Illuminazione 1124W, Luce Continua 5500K con 2 x Lampade 50 x 70cm, 2 x Supporto e 1x scatola d'imbagaglio, Per la Fotografia di Prodotti e Ripresa di Video
  • 【2 * SOFTBOX 50X70CM PROFESSIONALE】 Amzdeal kit softbox crea un effetto luminoso particolare grazie alla sua grande superficie di 50 * 70cm con una alta potenza di riflessione, il materiale di tessitura irregolare che serve per aumentare l'effetto riflettente, e la vernice fresca all'interno per creare una luce più uniforme e chiara.
  • 【2 * LAMPADINA 135W 5500K E27】 La lampadina da 135W in ceramica che è uguale alla lampada alogena da 1124W, il primo può resistere alle alte temperature, quindi ha una lunga durata di vita ed allo stesso tempo permette di risparmiare 80% dell'energia. La temperatura 5500Kdi colore è simile alla luce naturale che è professionale per la fotografia
  • 【2*2m TREPPIEDE UNIVERSALE】Supporto di fondo di alta qualità è realizzata in alluminio, abbastanza leggero, perciò è pratica da trasportare. Più stabile e solido per sostenere un peso superiore a 6 kg. I treppiedi sono dotati d'una bullone universale 1/4 " e possono essere usato come supporto comune.
  • 【ANGOLO DI illuminazione REGOLABILE】 Un solo pulsante per aprire rapidamente la softbox, la direzione può essere facilmente modificata da 180 gradi per regolare l'angolo di illuminazione. L'altezza del treppiedi può essere facilmente regolata per soddisfare le diverse esigenze fotografiche.
  • 【 VASTA GAMMA DI UTILIZZO】 Softbox è piccolo e leggero, facile da trasportare e assemblare con un sacchetto . In grado di essere utilizzato in diveri luoghi. Questa è la scelta migliore per gli appassionati di fotografia, i participanti, semi-pro, i fotografi professionisti. Perfetto per ritratti, oggetti e registrazione video, etc.

Come puoi vedere anche tu dall’immagine qui sopra, potrai utilizzare le softbox per distribuire la luce nel migliore dei modi.

Inoltre grazie alla sua struttura, potrai evitare che la luce sia troppo forte donandoti quindi un ambiente luminoso ma non sovraesposto.

La scelta più smart invece si riguarda la ring light.

Come dice la parola stessa, non è altro che un anello composto da più strisce al led.
Eccoti una lista dei migliori ring light:

OffertaBestseller No. 1
Neewer Luce ad Anello LED 48cm Esterno 55W 5500K Dimmerabile con Stativo di Luce, Ricevitore Bluetooth per Smartphone, Youtube, Vine, Autoritratto
  • Sono inclusi nel kit: (1) 48cm Esterno Anello Luce LED + (1) 155cm Cavalletto + (1) Braccetto flessibile + (1) Kit di Filtri (Arancione + Bianco) + (1) Adattatore hotshoe per treppiedi + (1) Ricevitore Bluetooth + (1) Adattatore con Spina per UK/UE/USA + (1) Supporto per cellulare + (1) Borsa
  • Anello luce LED da 48cm 55W 5500K 240 bulbi dimmerabile con la regolazione ampia tra 1% - 100%; Grazie al design speciale LED SMD, la luce è leggera e portatile.
  • Lo stativo 155cm è costruito in lega di alluminio che gli offre forza eccezionale.
  • Il braccio flessibile aiuta a regolare gli angoli dell'anello flash per la posizione ottima. I filtri di colore bianco e arancione sono realizzati in plastica di alta trasmissione, per la temperatura di colore costante e la bassa perdita di luce.
  • L'adattatore hotshoe per treppiedi è compatibile con la maggior parte di reflex digitali, mentre il supporto per cellulare con quasi tutti gli smartphone (iPhone 6 plus/6/5/5S, Samsung Galaxy S6 Edge/S6/S5 ecc.). N.B. la fotocamera e lo smartphone NON sono inclusi!
OffertaBestseller No. 2
Luce ad Anello Dimmerabile, MACTREM Ring Light 6" con Treppiede E Supporto per Telefono Cellulare Luce Selfie Anello Modalità a 3 Luci per Trucco, Fotografia, Selfie e Video YouTube, Streaming Live
  • Funzioni multiple: Il design 2-in-1 combina insieme il supporto del telefono e la luce ad anello selfie, è uno strumento professionale per la creazione di video dal vivo / registrazione con smartphone o computer. Perfetta luce extra per il trucco, streaming live, posa piatta, foto selfie, riprese, registrazione video, insegnamento online, scenari oscuri, vlog, ecc.
  • Luce Anello dimmerabile: Il cavalletto con luci ad anello da 6 pollici.3 modalità di illuminazione a colori: bianco, giallo caldo e bianco caldo. Ogni modalità di illuminazione ha 11 luminosità regolabile tra cui scegliere, soddisfare tutte le esigenze in diverse circostanze. È la perfetta illuminazione dimmerabile diurna per portare via tutte le ombre poco lusinghiere!
  • Luce LED Powered USB: Le porte USB possono essere utilizzate con più dispositivi, ad esempio l'host del computer, il laptop, l'alimentazione mobile e il caricatore USB.
  • Supporto Universale per telefoni: Il supporto telefonico è compatibile con la maggior parte dei telefoni, adatto per iphone 7 plus, 7, 6, 6s, 5, 5s, 4, 4s/iPod touch/Samsung S8 S8 Plus note 8/LG G5 G6 /Huawei P20 P20 Lite /HTC,ect.
  • Ampia Gamma di Applicazioni: - 1. Lavoro come lampada da terra accanto al letto per la lettura o nel soggiorno per l'illuminazione notturna. Perfetto anche per i tuoi video di yoga o fitness. 2. Lavora come una lampada da tavolo per il trucco o altri insegnamenti online che dovresti completare sulla scrivania. Funziona perfettamente anche come luce da scrivania per bambini. 3. Funziona come un bastone selfie con qualsiasi supporto telefonico.
Bestseller No. 3
Ring Light KinCam LED Luce ad Anello Specchio Dimmerabile Riempire Treppiede Leggero con Telecomando 3 Modalità 10 Livelli di Luminosità Specchio cosmetico per Trucco, Selfie e Video YouTube
  • 【Telecomando Bluetooth per riprendere video e immagini】 Il telecomando incluso può essere collegato al telefono cellulare Bluetooth, che può soddisfare le esigenze di ripresa remota. La distanza massima a distanza è: 10 metri. Il supporto per telefono cellulare incorporato può fissare il telefono cellulare sulla staffa e regolare l'angolazione migliore della trasmissione in diretta.
  • 【Specchio regolabile rimovibile, supporto per telefono cellulare e luce ad anello】 Il supporto per luce ad anello è un supporto regolabile e rimovibile. L'anello luminoso può essere regolato e ruotato.Il telefono può essere ruotato di 360 ° sul supporto del telefono cellulare. La staffa dell'anello luminoso può regolare l'altezza di utilizzo. La maggiore flessibilità può aiutarti a trovare l'angolazione migliore quando si riprendono video e immagini come luce di riempimento.
  • 【Specchio da 5,7 pollici e luce anulare a LED regolabile】 Il LED ad anello ha 3 modalità di luce regolabili e 10 diverse regolazioni della luminosità, nonché uno specchio rimovibile. 3 tipi di modalità luce: bianco / bianco caldo / giallo caldo, ogni colore ha 10 tipi di luminosità, può soddisfare una varietà di occasioni, una varietà di persone che usano. Che tu stia registrando con la tua famiglia, dal vivo o con il trucco, si adatta perfettamente sia all'obiettivo che allo specchio per il tru
  • 【Supporto universale per telefono cellulare】 Il più grande supporto per telefono cellulare largo 3,73 pollici è compatibile con quasi tutti gli smartphone con o senza cover protettiva. Adatto per iPhone X / 7 Plus, 7, 8, 8 Plus, X, 6, 6s, 5, 5s, 4, 4s / Samsung Note 8, S8 / S9 / LG / HTC.
  • 【Buon servizio post-vendita】 Se avete domande, non esitate a contattarci. Questa è la nostra e-mail post-vendita: [email protected]

La sua caratteristica principale è di essere fissata su un cavalletto al quale potrai agganciare il tuo smartphone o la tua fotocamera, avendo quindi una luce frontale che non sia troppo aggressiva per te e per la qualità dei tuoi video!

Passiamo all’audio adesso.

I microfoni perfetti per andare in diretta

Anche la gestione dell’audio distingue una live di ottima qualità da una dalla qualità discreta.

In questo caso puoi decidere di utilizzare un microfono lavalier (o a clip) o un microfono a condensatore.

Nel primo caso, ti basterà inserire il jack all’interno della porta audio del tuo pc o se utilizzi uno smartphone potrai inserire il jack del microfono dove inserisci quello per le cuffie.

Scegli tra la lista dei migliori microfono lavalier:

Bestseller No. 1
GeekerChip 3.5mm Mini Microfono a Condensatore Omnidirezionale con 2 Adattatore per Registrazione di Interviste/Conferenza Video/Podcast/Voice Dictation/Phone
  • Registrazione di Alta Qualità: Il microfono lavaier ha un'ampia risposta in frequenza e un'alta sensibilità.offrirebbe un effetto di riduzione del rumore migliore , con il microfono GeekerChip, puoi masterizzare i file audio e video perfetti sullo smartphone e sul tablet senza sforzo.
  • Prestazione perfetta: Esegue significativamente migliore rispetto maggior parte dei microfoni integrati. Non sono necessarie batterie. Plug and play, nessun extra attrezzi necessari. Design compatto e mini consente di impostare facilmente alla vostra camicia, cravatta o tasca
  • 2 Adattatori e Alta Compatibilità: Con 2 adattatori, 3,5 mm cavo di estensione, adattatore jack per microfono 3,5 mm per computer e fotocamera SLR. È per uso vocale o video con iPhone, iPad, iPod Touch, Android, smartphone Windows, tablet, PC e registratore Line-in, ecc. Non c'è bisogno di spine o batterie aggiuntive.
  • 4 in 1 Valore Pacchetto Per No Hassle: Inoltre gettiamo in un contenitore di stoccaggio aggiuntivo in modo da poter portare con sicurezza il tuo mic ovunque tu vada!
  • Versatilità: è adatto a film, interviste, televisione, auditorium e Aula impostazione, chiacchierando con QQ, MSN, SKYPE e cantando su internet, e dove può essere necessario registrare l'audio in qualità broadcast.
Bestseller No. 2
Gyvazla 3.5mm Lavaier Microfono Condensatore Omnidirezionale con adattatore Con Easy Clip sul sistema, per Registrazione di Interviste/Conferenza Video/Podcast/Voice Dictation/Phone
  • CANCELLAZIONE DI NOISE: aitesco microfoni Lavalier registrano un suono pulito e chiaro per risultati professionali; Usa per Youtube Podcasting, GarageBand, o addirittura per registrare il tuo rap!
  • 3.5 mm TRRS COMPATIBLE JACK: Basta collegare il microfono al tuo smartphone Apple MacBook, iPad, iPod, iPhone, Android o Windows e aggiungerti alla tua camicia. Ora puoi riprodurre immediatamente la tua voce, senza bisogno di spine o batterie aggiuntive. Compatibile con PC e laptop, compatibile con quelle macchine fotografiche che non richiedono il microfono attivo (con batterie).
  • 3 in 1 VALORE PACCHETTO PER NO HASSLE: Ogni acquisto include un cavo di prolunga da 5,6 mm per poter spostare la stanza senza scollegare il microfono. Inoltre gettiamo in un contenitore di stoccaggio aggiuntivo in modo da poter portare con sicurezza il tuo mic ovunque tu vada!
  • NON COMPRARE IMITAZIONI DI CAMBIO: Abbiamo creato i nostri microfoni con le parti di qualità più elevate perché sappiamo quanto dipendono dai nostri utenti. I nostri piccoli microfoni sono costruiti per registrare la voce da più direzioni, in grandi sale e anche all'aperto!
  • Usando l'avviso: alcuni dispositivi funzionano bene bisogno di utilizzare l'adattatore per collegare il microfono e il dispositivo, si prega di non ignorare gli adattatori che nel pacchetto. Per qualsiasi domanda vi preghiamo di inviarci l'e-mail dal vostro ordine Amazon, vorremmo offrire il miglior servizio.
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AGPTEK Lavaier Microfono per PC con Clip e Un Parabrezza Incluso Adattatore Tipo-c Ideale per Youtuber/Intervista/Conferenza Video/Podcast Cavo da 2M,Nero
  • 【 Registrazione di Alta Qualità 】Il microfono lavaier ha un'ampia risposta in frequenza e un'alta sensibilità. Grazie anche al disegno della parabrezza , offrirebbe un effetto di riduzione del rumore migliore , con il microfono AGPTEK, puoi masterizzare i file audio e video perfetti sullo smartphone e sul tablet senza sforzo.
  • 【 3 Adattatori e Alta Compatibilità】Con 3 adattatori, adattatore tipo C, standard da 3,5 mm, cavo per computer e fotocamera SLR. È per uso vocale o video con iPhone, iPad, iPod Touch, Android, smartphone Windows, tablet, PC e registratore Line-in, ecc. Non c'è bisogno di spine o batterie aggiuntive.
  • 【 Lunghezza Adeguata e Duratura】Il microfono ha 2 m di cavo, quindi è possibile spostarsi nella stanza senza scollegare il microfono. È realizzato in un involucro di metallo, che è robusto e può proteggere il nucleo del microfono incorporato.
  • 【 Facile da Trasportare e Conservare】Il microfono a risvolto ha una dimensione piccola e leggera, abbiamo una speciale custodia in PU in modo che il cavo non sia "fastidioso". Il materiale PU è più resistente all'umidità e ai graffi, protegge meglio il microfono.
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Inoltre, ricordati sempre che almeno agli inizi potrai utilizzare anche gli auricolari del tuo smartphone se la loro qualità è accettabile.

Se invece volessi davvero fare sul serio ti consiglio di utilizzare un microfono a condensatore.

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TONOR BM-700 Microfono a Condensatore Kit di Microfono con Alimentatore 48V Phantom, NW-35 Stand Asta di Sospensione Braccio a Forbici con Supporto Anti-vibrazione, Cavo XLR a 3.5mm Blu
  • NOTA: La scheda audio è incluso. non è compatibile con cellulare e tablet.
  • PATTERN DI RIPRESA: Pattern polare a cardioide, riprende la voce eliminando i sorgenti vocali indesiderati. Ideale per podcasting/streaming/youtube video/registrazione/studio professionale ecc.
  • RESISTENZA E SOLIDITA: Robusto e solido, buona capacità dell'eliminazione di vibrazioni grazie alla dotazione di accessori ben fatti.
  • PHANTOM POWER: Il phantom power è dotato di porta XLR , prevede la compatibilità con diversi microfoni a condensatori.
  • ALL-IN-ONE: La confezione comprende 1× microfono, 1× shock mount, 1× braccio a forbice regolabile, 1×morsetto, 1×filtro antipop, 1× filtro antivento, 1×phantom power, 1× cavo xlr a 3.5mm, cavo xlr maschio a femmina, 1× scheda audio e manuale.
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TONOR USB Microfono di Registrazione a Condensatore per Computer Desktop per Laptop MAC o Windows Microfono Cardioide per Conversazione Studio di Registrazione YouTube Voice Over
  • PLUG AND PLAY - Con porta USB 2.0, il microfono TONOR Q9 è facile da collegare sia ad un computer Mac che ad un dispositivo Windows, senza bisogno di software driver aggiuntivi o schede audio. È perfetto per registrare musica, video, podcast, live streaming o chattare online.
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  • DESIGN INTUITIVO - Grazie al comodo pulsante per il volume, il nuovo microfono per la registrazione TONOR è molto più facile da usare. Premere 3 secondi per accendere il prodotto e collegarlo, il prodotto sarà pronto quando il LED indicatore integrato si illuminerà di blu. In stato di lavoro, premere brevemente il tasto per regolare il livello di guadagno del microfono.
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Neewer NW-800 Professionale Studio Radiotelevisivo & Registrazione Microfono Set include (1) NW-800 Microfono a Condensatore+(1) Shock Mount+(1) Tappo Anti-vento+(1) Cavo di Alimentazione (Nero)
  • Il professionale microfono a condensatore adotta il circuito di controllo elettronico e una unica capsula. Catturare il suono intenso e corposo dalla fonte che è davanti al microfono.
  • Il shock mount può riduce il rumore effettivamente.
  • Il tappo di schiuma a sfera anti-vento può proteggere il microfono contro il disturbo del vento e il sputo dei cantanti.
  • Non può essere utilizzato con Mac!!!
  • Set include (1) Nero Professionale Microfono a Condensatore + (1) Microfono Shock Mount + (1) Tappo di Schiuma a Sfera Anti-vento+ (1) Microfono Cavo di Alimentazione.NOTA: 1. Il microfono a condensatore funziona solo con il dispositivo in grado di fornire energia sufficiente (Tensione Richiesa: 5V) per esso. Quando è collegato con il computer desktop, il microfono potrebbe essere utilizzato da solo, Quando è collegato con un computer portatile, collegare il portatile alla presa elettrica, oppure utilizzare un potere phantom 48V per ottenere energia sufficiente se il suono non è chiaro e alto . 2 Se il dispositivo non ha potuto fornire energia sufficiente (se usato con l'amplificatore o mixer, ecc), il volume del suono registrato potrebbe essere bassa, e si prega di utilizzare un adattatore di alimentazione phantom 48V supplementare per collegarlo. (adattatore di alimentazione phantom non è incluso) .3 .Il microfono non può essere utilizzato con il cellulare e desktop computer.4.If volete suono migliore, una scheda audio dovrebbe essere urilizzato.5.Quando fare la registrazione, si prega di mettere il microfono lontano dall'amplificatore per impedire la registrazione di rumore a causa di amplificatore .

In questo caso dovrai connetterlo al tuo pc ed utilizzare un mixer virtuale per gestire al 100% la qualità audio.

E poi vuoi mettere lo stile che avrai utilizzando un microfono del genere?

Ma ricordati sempre di controllare che il microfono non occupi troppo spazio sullo schermo.

Energia per la tua diretta

Ultimo accessorio che ti consiglio qualora dovessi utilizzare il tuo smartphone per andare live è sicuramente un powerbank.

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AUKEY Powerbank 20000mah, Caricabatterie Portatile 2 Ingressi, Caricatore Portatile per iPhone 11Pro/ XS Max/XR/ 8/7/ 6s, iPad, Samsung, Tablet ECC. (Grigio Scuro)
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  • Dei dispositivi di sicurezza incorporati proteggeranno il tuo dispositivo da pericoli di sovracorrente, surriscaldamento e sovraccarico
  • Contenuti del Pacchetto:AUKEY Batteria Portatile da 20000mAh, Cavo Micro-USB (20cm), Manuale d'Istruzioni, Garanzia di 24 Mesi
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  • 【Facile da leggere】Display LED mostra l'energia rimanente in percentuale anche la tensione e intensità di corrente. Assicura un controllo facile e una capacità della batteria accurata, mantiene i dispositivi sufficientemente alimentati in qualsiasi momento critico.
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Ti consiglio di affidarti a qualcosa di veramente corposo che possa reggere almeno un’ora di carica continua senza andare in panne al termine della tua diretta.

Quindi cerca di scegliere un powerbank che abbia una capacità compresa tra i 20000 ed i 30000mAh.

Conclusioni

Siamo giunti alla fine si questo articolo sulle dirette Facebook.

È stato un post ricco di particolari ed al suo interno abbiamo analizzato gli aspetti più utili e pratici ed operativi che bisogna conoscere per realizzare una diretta che spacchi fin dalla sua prima “puntata”.

Prima di salutarti, permettimi di fare un breve riassunto!

Per rendere top la tua live ricordati sempre:

  • Del perché vai live
  • Del piano editoriale
  • Di promuovere la diretta in anticipo
  • Preparare un tema per la diretta ed un format
  • Di andare live qualche minuto prima dell’orario ufficiale
  • Di creare la giusta atmosfera utilizzando gli accessori di cui ti ho parlato
  • Interagire con il tuo pubblico riservando una sezione della diretta stessa
  • Di utilizzare le giuste App
  • Di utilizzare la giusta attrezzatura

Adesso prendi questa lista, stampala o copiala su un foglio ed utilizzala fino a quando non la ricorderai a memoria.

Seguendo questi consigli, sono sicuro che la tua live sarà un successo senza pari!

Noi ci leggiamo alla prossima.

Un abbraccio,

Rocco.

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Irene Bosi

Leggi la storia di Irene

Carriera vs Vita.

Perché dovremmo scegliere?

Già dall’università di economia ti insegnano a competere con gli altri.

La curva gaussiana dei voti dice che se aiuterai il tuo vicino di banco sarai tu a rimetterci.

Il mondo del lavoro tradizionale poi è spesso il proseguimento di tutto ciò, soprattutto in Italia.

È un mondo in cui se vuoi avere successo devi dedicare al lavoro il 110% della tua vita.

Stare in ufficio fino alle 9 anche se non hai niente da fare.

Avere un atteggiamento freddo e formale con colleghi e superiori.

Rendere il tuo capo felice prima ancora di pensare a come portare risultati.

Io da un lato ho sempre amato moltissimo il mio lavoro.

Ma dall’altro queste dinamiche mi hanno sempre fatto sentire inquieta dietro a una scrivania.

Per tanto tempo ho vissuto in una città che non faceva per me.

Ho avuto poco tempo per tutte le mie passioni.

Ho timbrato cartellini su cartellini.

Chiedendomi perché dobbiamo rinunciare alla libertà di viaggiare quando vogliamo, ai nostri interessi e alla nostra personalità per poter fare carriera.

Un giorno ho deciso di cambiare vita.

Mi seguivo su Instagram con Luca Cresi Ferrari.

Lui mi vedeva uscire dall’ufficio in skate, io lo vedevo condividere contenuti di business, lavorare dalla barca, mentre era a sciare o in viaggio.

Mi sono detta: vuoi vedere che questa vita esiste davvero?

Gli ho scritto facendogli una semplice domanda:

“Come fai?”

Qualche giorno dopo ci siamo sentiti al telefono. Ricordo che mentre mi parlava di Marketers e Yoga Academy mi brillavano gli occhi.

All’epoca ero brand manager in una multinazionale e stavo per cambiare lavoro: una posizione importante e una bella carriera davanti.

Quel giorno ho deciso di pancia. Sapevo poco di Marketers, ma ho rinunciato a una scelta sicura per abbracciare l’ambiente e le persone giuste.

Oggi ciò che non mi manca del mondo corporate è che nel momento in cui entri in ufficio smetti di essere una persona.

Cambi modo di parlare, di agire, di pensare.

Per questo non potrei essere più felice della scelta di diventare brand manager di Yoga Academy.

Oggi posso viaggiare, fare sport e allo stesso tempo lavorare ottenendo risultati e gestendo progetti complessi.

Posso spingere sempre più in su l’asticella della carriera, senza rinunciare alla mia vita, ma anzi: godendomela a pieno.

Progetti per il futuro?

Continuare a far crescere Yoga Academy e parallelamente dedicarmi a ciò che ho dovuto trascurare negli ultimi anni.

Da 5 anni ogni estate mi ritaglio a fatica un po’ di tempo per andare in Sud America e fare volontariato, applicando il marketing in contesti completamente diversi dal nostro.

Sono attività che mi aiutano a diventare una persona migliore e più creativa: mi mettono alla prova come essere umano.

Concludere questa storia è difficile, perché sento che è ancora tutta da scrivere. Ma voglio invitare tutti voi a rimanere persone anche nel contesto lavorativo.

Il mondo è cambiato molto nel 2020.

Con il covid tante persone hanno messo in dubbio il modo in cui gestivano la propria vita, rendendosi conto che è bello avere tempo per se stessi.

Mentre altre si sono annoiate ad avere più tempo libero. E probabilmente torneranno a lavorare in ufficio fino alle 10, inseguendo la chimera della carriera.

Penso che sia bello ritagliarsi spazio e tempo per vivere a pieno la propria vita, secondo le proprie regole.

Per questo spero che sempre più persone decidano di farlo.

Una cosa è certa: è di queste persone che amo circondarmi.

Elo Usai

Leggi la storia di Elo

“È così facile che anche mia nonna potrebbe farlo”.

Sulla carta era tutto perfetto. Ero il marketing manager di un’azienda internazionale. Una casa editrice oltretutto (seppure a tema medico), con quella parvenza di lavoro creativo.

Quando però il primo giorno entrai in ufficio con la borsa della palestra in spalla, la capa mi accolse così:

“Si vede che sei all’inizio, vedrai tra qualche mese come ti passerà la voglia”.

Non aveva torto. Capii presto che scrivere newsletter per aziende dentali e medicali non faceva per me. E più crebbe questa consapevolezza, più mi allontanai fisicamente ed emotivamente dall’ufficio.

Iniziai (come tanti) chiedendo di lavorare da casa.

Vivevo e vivo con mia nonna, come molti ora sanno. Ho perso mia madre quando ero piccolo, mio nonno allora era gravemente malato e mi sentivo di dover fare di più per loro.

In quei giorni sentivo nonna in cucina che si annoiava, mentre io stavo al computer a fare cose che non mi rendevano felice.

Eravamo vicini ma distanti. Qualcosa con cui oggi molti di noi possono relazionarsi.

Successe poi un giorno che mi trovai impegnato nel “sensazionale” compito di dover promuovere tubi ricondizionati per colonscopie, e lì sentii il campanello suonare: non potevo continuare a perdere tempo con quelle cose.

Iniziò quasi per gioco. Seguivo i podcast di Dario, avevo già divorato Copymastery e iniziai a studiare anche Instadvanced. Un mese dopo l’acquisto del corso aprii un profilo Instagram.

Ora, la cosa buffa è che non lo aprii per me, ma per mia nonna Licia, di quasi 90 anni.

Lo feci per distrarla dalla depressione in cui era caduta. Parliamoci chiaro, chi l’avrebbe seguita?

E invece (contro ogni previsione) ora mia nonna è un’influencer, con quasi 100.000 follower.

Il profilo è cresciuto velocemente e sono arrivate le prime proposte di collaborazione. Poi da quando è stata chiamata come modella per un brand di gioielli polacco, è finita su tutti i giornali e in tv a Le Iene.

36 mila follower in 4 ore.

Il segreto? Nessuno pensava che si potesse fare. Che una donna novantenne potesse crearsi un seguito sui social. Questo unito a un rapporto incredibilmente forte con la nostra audience, che abbiamo costruito col tempo.

Per quanto possa sembrare folle, un giorno decidemmo infatti non solo di rispondere a tutti i dm, ma di creare un video di risposta per ogni singolo messaggio che nonna riceveva.

Immaginate di scrivere a una persona che seguite sui social, e di ricevere una risposta attraverso un video apposta per voi, in cui vi ringrazia personalmente.

Il confronto con Renato Gioia in tutto questo è stato fondamentale, è stato il mio mentore a tutti gli effetti. E lo stesso vale per Marketers, sia a livello di strategie, che di community, di aiuto e confronto continuo. Al Marketers World poi ho conosciuto persone stupende con cui sono ancora in contatto e che è stato meraviglioso incontrare anche “nella vita offline”.

La cosa curiosa è che inseguendo un sogno sono arrivato a risultati professionali che non avrei mai raggiunto se fossi rimasto nell’ambiente standard in cui mi trovavo prima.

Ora vengo citato in articoli ovunque come esperto di digital marketing, sono docente allo IED e al Gambero Rosso, sia io che nonna veniamo contattati per iniziative stupende e sto realizzando tanti altri sogni che avevo da tutta la vita nel cassetto (alcuni ancora top secret). Se prima ero io a dover cercare arrancando le opportunità, ora sono loro a bussare alla porta.

Può sembrare un cliché, ma credo che la strada incerta sia quella che può dare più gratificazioni.

Se penso al senso di sofferenza che provavo allora e alla solitudine di mia nonna, che aveva perso il marito dopo una brutta malattia, capisco che questa storia ha cambiato due vite, non una. E anzi, forse molte di più.

E ora? Il passo successivo è creare un blog di invecchiamento positivo, rivolto agli over 70 e a chi ha il compito di prendersi cura di loro. Un progetto che spero avrà un impatto positivo sulla vita di tante altre persone.

Si parlerà di temi spesso trascurati, come alimentazione per anziani, sicurezza domestica e domotica, così come di argomenti più leggeri, quali moda e viaggi per over 70.

I feedback che già mi danno più soddisfazione sono quelli di persone giovani che, ispirate da noi, ci scrivono che hanno compreso l’importanza di passare più tempo con i propri nonni. A questo proposito abbiamo anche partecipato da poco a un’iniziativa chiamata “adotta un nonno”, con l’obiettivo di connettere maggiormente anziani e nipoti.

La scoperta più straordinaria è poi che, facendo un’analisi dei nostri follower, abbiamo scoperto che ci sono tante persone anziane, che molto raramente sono su Instagram.

E questo non ci fa mai mancare il divertimento.

Ci sono settantenni che scrivono alla nonna per consigli sui rossetti. Nonna recentemente è stata anche invitata da Barbara D’Urso su Canale 5 e presentata come “la regina di Tik Tok” (piattaforma dove abbiamo video che superano il milione di views).

Credo che, al di là dei singoli risultati che abbiamo ottenuto, dare vita a un progetto insieme a una persona cara sia meraviglioso.

E la cosa più importante è sempre iniziare. Ho postato la prima foto di nonna su Instagram un mese dopo l’acquisto di Instadvanced. E le cose sono andate molto più velocemente di quanto potessi pensare.

Se posso dare un messaggio positivo per concludere questa storia, è quello di non limitarvi alla “strada sicura”.

Se posso darne un secondo: ricordatevi dei nostri nonni, non lasciateli da soli.

Ma soprattutto: se li andate a trovare, cercate di non limitarvi a scattarvi un selfie con loro, per poi passare il tempo davanti al telefono. Ascoltateli, trascorrete davvero momenti di qualità insieme alle persone a voi care.

Vi stupirete di quanta saggezza e vitalità possono darvi, anche alla tenera età di 90 anni.

Spero che questa storia possa ispirarvi. Non c’è tempo per essere tristi.

Elo

Francesco Grisoni

Francesco Grisoni

Leggi la storia di Francesco

La mia storia inizia più di un quarto di secolo fa in una gelida mattinata di marzo a quanto dicono i miei genitori.

Ma a volte penso che la vera avventura sia iniziata consapevolmente e con una sua precisa direzione solo nel mio 24esimo anno di età.

Al tempo ero terribilmente frustrato.

Mi guardavo intorno e sentivo di non appartenere alla realtà che mi ricordava.

Mi resi conto che avevo inserito il pilota automatico, imboccando una strada universitaria tra le tante senza convinzione e vocazione solo per seguire l’esempio di amici e famigliari.

Accadde che la frustrazione raggiunse un livello tale che il dolore fu troppo grande e decisi di voler cambiare. Decisi di iniziare dalle basi dell’appagamento: la crescita personale.

Mi scaraventati fuori dalla mia comfort zone iniziando a prendere lezioni di canto. Fu proprio la terapia adatta di cui la mia anima inespressa aveva bisogno.

Non sapevo che da lì a poco salire su un palco di teatro di fronte a più di cento di persone per cantare mi avrebbe sconvolto l’esistenza.

Ma così fu.

Oggi guardandomi allo specchio vedo una persona completamente diversa a tratti irriconoscibile.

Da quel momento la mia vita ha iniziato a prendere la piega giusta. Anche la fortuna ebbe il suo ruolo.

Più o meno a inizio 2018 fui incuriosito da un’inserzione su Instagram che avevo installato da poco.

All’ora non potevo sapere che il 2018 sarebbe stato l’anno della rinascita della fenice dalle proprie ceneri: la mia rinascita.

Benedetto/a chi gestiva le ads di Dario a quel tempo. Mi si aprì un mondo nuovo.

Marketing, digital entrepreneurs, visioni di vita alternative.

Iniziai a studiare, ritrovai l’interesse per la lettura (leaders are readers :) ) e riscoprii la passione per la psicologia che avevo accantonato con l’inizio di Ingegneria.

Man mano mi isolai nella mia bolla di crescita per dedicare tutta la mia concentrazione a capire cosa fossero i funnel e il copy, le tecniche e gli strumenti del marketing tradizionale e odierno grazie ai contenuti infiniti che la community proponeva.

Ma la presa di coscienza arrivò dall’offline.

Fu il Marketers World a definire il mio avvenire.

L’evento fu una cosa pazzesca. Memorabile come Woodstock, un piccolo grande passo per me.

Non dimenticherò mai le emozioni e le sensazioni che mi accompagnarono al Palariccione quei giorni di settembre.

Soprattutto all’aperitivo quando vidi in carne ed ossa Vitto, Dario e tutti gli altri membri della Family e potei interagire con loro finalmente come persone reali senza filtri da schermo blu.

Ero partito da solo, ma ero tornato a casa con un sacco di amicizie preziose e di nuove conoscenze.

Ma soprattutto con più consapevolezza di chi volevo essere e dove volevo andare.

Tornato a casa la carica dell’evento mi permise di buttare giù alcune credenze limitanti nella mia mente e iniziare ad agire nel mondo esterno.

Oltre che investire tempo nella mia formazione con corsi marketers e offline, iniziai anche a investire soldi che avevo risparmiato grazie al mio lavoretto universitario da portapizze.

Non c’era tempo da perdere mi cercai anche i primi lavori per mettere finalmente in pratica ciò che sapevo e per sperimentare ciò che conoscevo solo teoricamente in modo da crearmi il mio bagaglio di competenze T-shaped.

Sono proprio queste competenze che mi hanno condotto dove sono oggi.

Ingenuamente quando scelsi la carriera ingegneristica (che sto pianificando di portare a termine – never give up!) fui condizionato nella scelta dai discorsi sulla sicurezza economica della mia famiglia.

Però io pensavo più in grande. E penso in grande tutt’ora.

Non so se hai mai letto “Padre ricco, padre povero”, ma ho imparato che non mi farò più guidare dalla mentalità “lavoro per i soldi”.

Con Marketers ho compreso che rincorrendo i propri obiettivi si diventa qualcosa di più grande di quello che si aveva immaginato e che il coraggio e i legami speciali con altre persone arricchiscono veramente la vita.

Il mio desiderio è fare parte di qualcosa che si regga in piedi su queste fondamenta.

Qualcosa che si elevi al di sopra di un’azienda e diventi un movimento di appartenenza proprio come ha fatto e sta facendo Marketers.

Questa è una vittoria senza tempo.

Una vittoria che avrà sempre valore perché impatta positivamente la vita di chiunque entri nell’ecosistema virtuoso di Marketers.

Credo che sono proprio questo genere di vittorie che ci fanno sentire meno in balia del caos e soprattutto, anche se solo per un momento, ci fanno sentire immortali.

Ida Dalicante

Leggi la storia di Ida

LA TRAPPOLA DELLA NORMALITA’

C’è sempre stata una domanda a cui non sapevo rispondere:

Cosa vorresti fare da grande?

Può sembrare sciocco ora, ma non avere una risposta mi faceva pensare che ci fosse qualcosa di sbagliato in me.

Mi ero ormai rassegnata a portare termine ciò che avevo iniziato (la laurea in Economia) e poi chissà…

Sin da piccola, per i miei parenti e conoscenti, ero sempre stata “quella che sa cantare”.

Nel 2009 avevo anche iniziato a pubblicare su YouTube le mie cover di canzoni famose. Fecero qualche migliaia di views, non poche per l’epoca.

Però quella definizione mi stava stretta.

Ero “quella che sa cantare”, ma le mie ambizioni mi portavano altrove.

Avete presente quei programmi televisivi sugli imprenditori americani?

Ecco, non so bene perché, ma avevano fatto nascere in me il fascino dell’imprenditoria.

L’idea di organizzare un gruppo di persone intorno a un’idea per trasformarla in realtà mi attraeva.

Anche per questo motivo, nel 2012, mi ero iscritta a Economia.

Presto mi resi conto che volevo fare, non solo riempirmi il cervello di teoria. Continuavo a non capire cosa cavolo volessi combinare nella vita…

L’esame di marketing mi illuminò o, almeno, così mi sembrava allora. A me piaceva (e piace) il business della moda. La mia mente pensò:

“Perché non aprire un blog dove parlare di marketing e moda?”

Ecco come nacque “Pistacchio e Liquirizia”.

La storia di questo nome? Beh, dietro c’è stata una lunga ricerca di mercato, brainstorming infiniti…

In gelateria. Sì, in realtà l’ho pensato in gelateria, mentre ero in preda all’indecisione tra un cono pistacchio e cocco o pistacchio e liquirizia.

Potete immaginare, con questi presupposti, che fine abbia fatto il mio primo blog.

Al di là di questo però, quell’esperienza mi fece conoscere – virtualmente – prima Dario e poi Luca.

A dirla tutta, testarda come sono, ho letto le guide di Dario e poi ho deciso di fare di testa mia. Diciamo che non è andata benissimo.

Luca, invece, all’epoca aveva un podcast. Era circa il 2015.

Loro due comunque mi fecero buttare l’occhio su un nuovo mondo.

Era un mondo diverso da quello – teorico e astratto – dove mi ero rassegnata a rimanere. Un mondo fatto di cose concrete, progetti entusiasmanti…

E poi? Beh, di motivi ce ne sarebbero tanti, ma dopo quella scoperta caddi in un blocco totale.

Nonostante tutto mi rintanai in quella che mi sembrava la normalità.

Dal 2015 al 2018 mi sono trascinata dietro una vita che non mi soddisfaceva, andando verso un futuro che non mi entusiasmava.

Questo fino al 6 febbraio 2018.

Probabilmente stavo cazzeggiando su Facebook, in una “pausa” dallo studio per l’esame di Diritto privato.

Ero iscritta a WE ARE MARKETERS da tempo. Scorrendo il feed, lessi un post dove si annunciava la ricerca di nuovi Jedi.

Ora, voglio essere onesta: non sapevo neanche che cosa fossero i Jedi.

Tuttavia quella mi sembrò l’occasione per dare una sterzata alle cose. Mi dissi “ma sì, proviamoci”…

Per la vostra gioia, ho recuperato la mia candidatura. L’avevo chiusa così:

“Male che vada, mi candido come donna delle pulizie visto che siete dei casinisti fenomenali. Posso anche cucinare”.

Sì, mi sono candidata come donna delle pulizie di un’azienda senza uffici. Un vero genio, eh?

Al di là di questo, rileggere quella candidatura mi ha fatta sorridere e riflettere. Queste parole in particolare le sento ancora mie, a distanza di anni:

“La normalità, la monotonia non fa per me. Voi siete un concentrato di ciò che vorrei vivere. E poi, ho tanta voglia di mettere in pratica ciò che ho imparato, così come ho voglia di continuare a imparare e darvi fastidio”.

Non so perché, ma la mia candidatura fu accettata.

Dopo 2 anni sono ancora qui a dare fastidio e ho raggiunto un traguardo di cui sono fiera…

Oggi sono Community Manager in Marketers e dirigo la squadra dei miei fantastici, pazzi Jedi.

Finalmente posso rispondere:

Cosa voglio fare da grande?

Prima di tutto, non voglio smettere di sorprendermi e scoprire nuovi mondi.

E sì, voglio continuare ad aiutare i miei Jedi, ragazze e ragazzi da tutta Italia che moderano i gruppi Marketers, a trovare la propria strada. Magari lontana da quella che per gli altri è la “normalità”.

Perché, se c’è una cosa che ho imparato negli ultimi anni, è proprio questa:

La vita è troppo breve per lasciarsi dire cosa farne da una persona diversa da sé.

Un abbraccio,
Ida

Francesco Delle Femmine

Leggi la storia di Francesco

BREVE DIARIO DI UN MARKETER NICHILISTA

Sarebbe stata una traversata da 11 ore e 40 minuti.

Salendo sul Flixbus per Milano Lampugnano non sapevo cosa aspettarmi. Avrei passato la notte lì, seduto al mio posto pagato 1€, per arrivare a destinazione alle 8 della mattina dopo.

E poi? Tutto questo per un aperitivo? In quanti mi avrebbero capito?

Era il 2015, trascinavo la mia vita tra l’università e la prospettiva di una carriera che mi soffocava al solo pensiero.

Sono un nichilista convinto, ma da un po’ avevo scoperto un gruppo di ragazzi che sognavano e mi facevano sognare in grande.

Quando sentii parlare di un aperitivo a Milano, dove per la prima volta si sarebbero ritrovati tutti i Marketers, decisi di andarci. A ogni costo.

Il problema?

Abitavo (e abito) in provincia di Caserta, a circa 748km da Milano. E all’epoca avevo poche decine di euro da parte…

Dopo essermi formato online, anche grazie al blog di Dario, avevo trovato il mio spazio per sperimentare.

Un amico aveva un’agenzia di marketing offline e, con lui, iniziammo a proporre i primi servizi digitali.

I budget erano risicatissimi, ma è stata una palestra formidabile. Me ne dovevo inventare di ogni per raggiungere gli obiettivi…

Ricordo che, nel periodo di quel primo aperitivo Marketers, Instagram aveva introdotto la localizzazione dei post.

Io ci avevo costruito una strategia per un piccolo ristorante (segno del destino?).

Oggi aggiungere la localizzazione è la cosa più naturale del mondo, allora ci portò una copertura pazzesca e altri buoni risultati.

Quel piccolo successo mi aveva fatto capire che c’era un futuro per quello che facevo…

Mi serviva però sentirmelo dire da persone simili. Allora, giù da me, non avevo l’approvazione di nessuno.

Quell’1€ speso per il Flixbus (l’unico mezzo di trasporto che mi potevo permettere) fu il miglior investimento che potessi fare.

Arrivato a Milano, mi fiondai nella stanza che avevo preso. Diciamo che non era per niente di lusso.

Anche il mio budget personale era risicatissimo.

Passai la serata chiacchierando con Dario, Luca, Vittorio e tutti gli altri. Mi aprirono la testa con le loro storie e i loro consigli.

Appena ci salutammo, mi precipitai di nuovo a Lampugnano. Nuovo bus, nuova traversata, ma dentro di me era scattato qualcosa.

A casa mi aspettavano la vita di sempre e l’università. 5 anni fa non era così “mainstream” lasciarla.

Non potevo rimandare più: Dovevo prendere la mia vita in mano. In fondo lo sapevo già:

Avrai abbandonato l’università per sempre. Volevo dedicarmi al digital marketing.

Quando mi decisi definitivamente i miei non la presero benissimo, ma ormai non si poteva tornare indietro.

A Milano tutti mi avevano dato un consiglio, riassumibile così:

“Trovati un co-working dove esprimere le tue potenzialità e conoscere gente”.

Quando tornai a Caserta fu la prima cosa che feci con i pochi spicci che mi rimanevano…

Fu la scelta migliore che potessi fare, dopo quell’investimento di 1€ per il Flixbus per Milano.

In quel co-working sono cresciuto, ho conosciuto persone pazzesche e trovato clienti incredibili. Proprio lì nacque Alfonsino, un progetto di food delivery focalizzato su piccole città.

Erano passati anni da quell’aperitivo, ma mi imbarcai in questo viaggio con lo stesso spirito. Dove mi avrebbe portato?

Ve la faccio breve.

Dopo 3 anni dalla fondazione, Alfonsino è in oltre 400 centri in Italia e stiamo progettando una nuova espansione.

Per 2 anni mi sono occupato del customer service. Poi mi sono spostato sempre più sul marketing e tutt’ora me ne occupo per Alfonsino e altri clienti (di cui magari vi racconterò in futuro).

Marketers è stato un compagno di percorso immancabile. Ho comprato e divorato praticamente ogni corso.

Al di là delle singole strategie, ciò che mi è rimasto è una mentalità che applico ogni giorno nel mio lavoro.

Proprio qualche settimana fa, insieme a tutto il team di Alfonsino, abbiamo chiuso un crowdfunding da 350,000€.

Era il secondo per noi (il primo era da 150,000€).

Eravamo indecisi se provarci o no. Alla fine ci siamo lanciati, applicando il puro Metodo Marketers:

Abbiamo aperto una community, l’abbiamo popolata di potenziali investitori e dato valore a ciascuno di loro (in base alle diverse esigenze).

In pochissimo tempo siamo arrivati al goal. Così, ora è ufficiale, nei prossimi 24 mesi apriremo in 24 nuove città.

Questo è stato uno dei miei traguardi personali, che mi ha insegnato tanto in questo anno così complesso.

Un anno che, nonostante io rimanga un nichilista convinto, mi ha insegnato una cosa:

Non importa quanto duro e lungo sembri il viaggio, il cammino spesso ti porterà dove non ti aspetti e ti lascerà più ricco di esperienza e conoscenza.

A presto. Un abbraccio,
Francesco

Debora Carofiglio

Leggi la storia di Debora

COLPISCI PIÙ FORTE

La grande crisi del 2008 si è portata via l’azienda di famiglia. Un anno prima era venuto a mancare mio padre.

Ho sentito la terra venir meno sotto ai piedi.

In azienda mi ero sempre occupata di organizzazione e logistica. Parallelamente però mi affascinava il mondo di internet.

Allora era tutto così rudimentale. Nel 1998 avevo creato il mio primo sito web, da lì non ho mai smesso di buttare un occhio a quel nuovo mondo.

La passione è rimasta. Così come la voglia di mettermi in gioco…

Quando però la vita ci si mette, sa colpire forte.

Nel 2012 ho affrontato un divorzio. Da lì i soldi hanno iniziato a scarseggiare sul serio.

Intanto avevo trovato un nuovo lavoro, ma lo stipendio mi durava poco più di una settimana: metà se ne andava per l’affitto, in più avevo un figlio di 10 anni da mantenere.

È stata dura.

Potrebbe sembrare esagerato, ma un post mi ha svoltato la vita.

La passione per la rete non se n’era mai andata e mi ha tirato fuori da quell’incubo. In un angolo di me stessa, coltivavo il sogno di avere un mio business digitale.

Non perché volessi guadagnare chissà quanto o avere il macchinone e la villa a Dubai.

Semplicemente volevo poter lavorare senza vincoli di orario e luogo per poter stare quanto più possibile vicina a mio figlio.

Ecco perché quando per la prima volta ho sentito parlare di Business Genetics mi si è accesa una lampadina (il mio istinto aveva ragione).

Prima però c’era qualche altro ostacolo da affrontare a testa alta.

Ho sempre studiato quando potevo, spesso di notte. Leggevo il blog di Dario e seguivo anche Marcello Marchese.

Era ormai il 2016 e la mia vita, per il resto, continuava a essere un mare in tempesta. Proprio un annuncio di Marcello arrivò nel momento giusto, quando ero disoccupata ormai da un po’:

Cercava una persona per il customer service di un suo progetto.

Mandai la mia candidatura, pochi giorni dopo ero già a colloquio. Finalmente da remoto.

Finalmente avevo trovato qualcuno che non mi dicesse che ero “troppo qualificata per il ruolo” (sì, mi è capitato più volte e ogni volta mi veniva sbattuta la porta in faccia).

Anzi, nel giro di una settimana mi trovai a gestire l’e-commerce nonché l’intero customer service.

La faccio breve.

La mia nuova avventura andava a gonfie vele. Dopo tante difficoltà, una boccata d’aria.

Negli anni seguenti mi sono guadagnata sempre più spazio, fino a diventare manager.

Nel 2019 però qualcosa s’è rotto. Mi sono resa conto che i miei ideali non combaciavano più con quelli dell’azienda e sentivo forte la voglia di costruire qualcosa di mio.

Presi una decisione, insieme al mio nuovo compagno, senza immaginare minimamente dove ci avrebbe portati in pochissimo tempo.

Era una sfida, ma nessuna sfida ormai poteva essere più ostica di quelle che avevo combattuto fin lì.

L’idea che mi frullava per la testa era questa: costruire una società di logistica diversa, che desse supporto totale a e-commerce e network di affiliazione.

Non si sarebbe occupata solo di spedizioni, ma anche di assistenza dei clienti, gestione delle giacenze e dei reclami e conferma dell’ordine telefonica.

Da questo sogno è nata Momoka. C’era però un “piccolo” problema.

Vi ho detto che si trattava di una sfida…

Durante la mia precedente esperienza avevo stretto rapporti con tanti proprietari di e-commerce e affiliate marketer.

Appena seppero della mia nuova azienda, vollero lavorare con me.

Bello, no? Sì, senza considerare però che volevano partire subito.

Era marzo 2019 e, in un solo mese, avremmo dovuto costituire legalmente l’azienda, fare un business plan, pensare a un tariffario, stendere i contratti, trovare i collaboratori, un gestionale, un VOIP, un magazzino e i corrieri.

Non vi nascondo che è stato un mese di poche ore dormite, tanta preoccupazione. E una tonnellata di voglia di farcela.

Fatto sta che il 2 maggio 2019 abbiamo fatto le nostre prime 200 spedizioni. Niente rispetto a quello che sarebbe successo esattamente 1 anno dopo…

Durante lo scorso lockdown abbiamo dovuto cambiare magazzino. Era troppo piccolo per gestire il boom di richieste.

Ne abbiamo preso uno da 800 mq.

Per fortuna nel mezzo avevo trovato un alleato. Un alleato blu.

Come ho detto, ho sempre studiato quando potevo. E volevo continuare a farlo. Cercavo però qualcosa di diverso dai soliti infoprodotti che promettono guadagni mirabolanti.

Così, in occasione del suo primo lancio, ho acquistato Business Genetics.

Business Genetics è stata una scoperta. Prima di tutto, di me stessa.

Ha stravolto la mia crescita personale e ancora oggi sto lavorando per mettere in pratica tutto ciò che ho imparato al suo interno.

Era proprio ciò che cercavo.

Oltre all’enorme carica di crescita personale, questo corso mi ha trasmesso il super-potere dell’imprenditore: la delega.

Probabilmente senza non sarei mai riuscita a scalare Momoka nel giro di qualche settimana.

Le 200 spedizioni iniziali sono diventate 40,000 in appena 2 mesi (marzo e aprile).

E di certo senza Business Genetics non riuscirei a sognare il futuro che ora immagino per la mia creatura.

Oggi manteniamo ancora la media di circa 20,000 spedizioni al mese e a fine ottobre siamo arrivati a 1 milione di euro di fatturato (uno dei miei grandi obiettivi quando ho preso BG).

Siamo ancora all’inizio. Sono sicura che ne vedremo delle belle. E ve le racconterò…

Sono una persona abbastanza timida, ma ho deciso di uscire dalla mia comfort zone. Per un motivo molto semplice.

In tutta questa negatività abbiamo bisogno di fermarci, guardare dentro di noi e trovare la forza di fare qualcosa di bello.

Spero che le mie parole possano aiutarvi anche solo un po’ a riuscirci.

Ricordate:

“Quando la vita ci si mette, colpisce forte. Ma tu, beh, colpisci più forte”.

Un bacio,
Debora.

Giorgia Colavita

Leggi la storia di Giorgia

Mi prendo la responsabilità di ciò che sto per dire.

Sarà impopolare e molti mi odieranno. Ma sarà anche profondamente vero.

Credo che il marketing digitale non dovrebbe essere di tutti.

Prima di inca***rvi, pensateci:

Abbiamo trattato l’ecosistema online come l’ambiente più democratico della storia.

Il luogo dove ognuno può farcela e dar vita al proprio sogno. Vendere qualsiasi cosa e vivere una vita meravigliosa.

Qual è il risultato?

Da un lato ci sono tantissime persone creative che si sono inventate vite e lavori, e ciò è fantastico.

Dall’altro, l’online si è riempito di gente che scimmiotta strategie altrui per promuovere roba scadente.

Gente che vede un ad e la copia. Vede un funnel e lo copia. Questo perché per replicare un prodotto servono anni di lavoro, per replicare una strategia di marketing le barriere sono inesistenti.

Per questo credo che sia il momento di stringere la tenaglia. Il momento di non fare entrare in questo mondo chi non ha un codice etico. Chi usa in modo improprio ciò che viene insegnato in ambienti come Marketers, e che ha un valore così elevato.

Parlando di valore, credo non esista nessun percorso in Italia che ne ha così tanto come Business Genetics.

Ma lasciatemi fare un passo indietro.

Lavoro nel mondo del marketing da una decina d’anni, gestendo diversi team in diverse aziende.

Parliamoci chiaro, non mi sono mai sentita una dipendente. Quando i progetti nascono da te, diventi una sorta di imprenditore dentro l’azienda.

E io sono sempre stata una persona ambiziosa. Ho sempre creduto che il desiderio di eccellere fosse un’inquietudine positiva, una “fame di vita” necessaria.

Ma per quanto me la raccontassi, quella che facevo anni fa non era una vita sana. I ritmi folli mi assorbivano e dormivo due ore a notte.

Finché un giorno non mi hanno ricoverata. Avevo 190 battiti a riposo, i medici temevano che avessi un aneurisma e rimasi in ospedale per 10 giorni.

Quella fame mi stavano uccidendo.

Uscita dall’ospedale mi licenziai.

Decisi di cambiare vita e iniziai a lavorare in una copisteria di Reggio Emilia. Un’azienda ferma agli anni ’80.

Una tela bianca dove potevo sbizzarrirmi e ripartire da zero.

Creai il sito, la veste grafica, il marketing. All’epoca avevo già fatto Instadvanced, Copymastery e Facebook Advanced.

E dopo?

Il (buon) lavoro paga sempre.

La copisteria inizia quindi a crescere e tutto va alla grande. Ma quando arrivo all’obiettivo che mi sono posta, capisco che ho bisogno di nutrirmi di altro.

Un giorno mi contatta un noto brand. Sono una S.p.a., io la ragazza della copisteria di Reggio Emilia. Facciamo un paio di incontri, in cui mi dicono che stanno cercando una nuova agenzia di marketing.

Mi fanno una proposta da 10k al mese. I miei capi si spaventano. Troppo fatturato, troppe tasse. Troppa crescita troppo velocemente.

Realizzo che ho trasformato quella piccola copisteria in un’agenzia di marketing capace di riscuotere l’interesse di brand enormi.

Io e la mia collega Antonella ci guardiamo in faccia: non possiamo dire di no a un contratto del genere. Che fare?

La prima cosa che faccio è comprare Business Genetics. La seconda è licenziarmi (insieme alla mia collega e ora mia socia). La terza è partire in viaggio per San Francisco.

2 settimane dopo, al mio ritorno in Italia, la mia fame aveva divorato il corso da cima a fondo.

Prima avevo un’idea di business, che mi avrebbe portato a fare molti errori. Errori che Business Genetics mi ha impedito di commettere.

Non so come avrei iniziato da zero. Sarei stata una dipendente con molte qualità, non un’imprenditrice.

Quello che è successo è che un giorno dopo essermi licenziata sono passata da 30k l’anno come dipendente a un giro d’affari di 140k.

E la cosa divertente è che ho anche detto di no a quel grosso cliente.

L’ho fatto per salvaguardare la mia salute. Non volevo rimanere incastrata nelle dinamiche da agenzia. Avrei finito per lavorare solo per loro e non sarei stata libera.

Ho aperto un’agenzia (Arketing Studio), perché è ciò che so fare bene. Ma so anche che non è ciò che vorrò fare per sempre.

È il mio 20/80 capace di darmi la vita e le soddisfazioni che voglio, per poter lavorare su ciò che già mi ronza in testa.

Oggi in Arketing non siamo più in 2, ma in 7. È ormai una realtà solida, strutturata e in crescita.

E questo dopo neanche 12 mesi.

Licenziandomi ho fatto all in, ho messo tutto sul piatto. E ora mi trovo spesso a pensare:

“perché non l’ho fatto 10 anni prima?”

La qualità della mia vita è esplosa, oltre ogni immaginazione. Posso dire sì e no quando voglio. E dico molti più no che sì.

E ora?

Sto cercando di creare un prodotto che abbia dei forti valori etici al centro.

Non voglio far parte della schiera di persone che si lamentano, ma essere tra quelle che fanno qualcosa per migliorare il nostro pianeta.

Voglio unire business, etica e scalabilità in un progetto che continui ad emozionarmi e che sia in costante crescita.

Pur continuando a prendermi cura della realtà che ho creato e di cui sono estremamente fiera.

Realtà che è come un bambino, che ho accudito e che ora è quasi pronto a camminare con le proprie gambe.

La verità è che ho voglia di dedicarmi a qualcosa che non tocchi solo me.

Ho l’esigenza di restituire qualcosa indietro, perché sento di aver avuto tanto dalla vita. Ho fatto tante esperienze, e anche ciò che mi è successo di negativo è stato un grande regalo.

Ora se non restituisco tutto ciò esplodo. Sento questa gratitudine immensa che se ci penso mi fa commuovere.

Ho fame, da sempre. Ma questa fame finalmente ha smesso di logorarmi, e ha iniziato a nutrirmi.

Malìa Vibes

Leggi la storia di Marta e Giulia

Siamo un po’ lo yin e lo yang.
Giulia – romana, advertiser in Marketers Company – timida e introversa, Marta – da Milano, media content specialist in Shift – un vulcano di parole e risate. In pochi mesi le nostre vite si sono mescolate in maniera del tutto imprevista e imprevedibile.

Tutto è nato durante l’ultimo Team Party con la Family. Amiamo quei momenti, siamo un’azienda totalmente da remoto e perciò il condividere momenti si trasforma in una gioia pura.

È come ritrovarsi con amici che non vedi da tanto tempo.

L’ultima volta, prima della pandemia, abbiamo affittato un intero agriturismo nelle campagne toscane. È stato proprio lì che, per la prima volta, ci siamo incontrate offline.

“Marta mi raccontò di aver programmato un bel tour del Sud Italia. Io ascolto, prendo e porto a casa. Allora eravamo due semplici colleghe, poi durante la quarantena abbiamo iniziato a sentirci spesso.

In pieno lockdown le ho girato una proposta: mi avevano invitato a passare qualche mese a Palermo in estate. Neanche 24 ore dopo abbiamo prenotato una casa per 35 notti, da quasi sconosciute”.

“In Sicilia abbiamo scoperto che io e Giulia siamo opposte ma complementari. Io amo stare al centro dell’attenzione, lei cerca di evitarlo; lei che programma e pianifica, io che vivo nel mio caos”.

Dopo le prime settimane di Vucciria, Taverna Azzurra e serate “ritmo e atmosfera” abbiamo deciso di iniziare a raccontare la nostra avventura su Instagram.

Abbiamo notato che ci scriveva in privato tanta gente, magari persone che non sentivamo da anni o a cui pensavamo non interessasse. Invece si ricordavano cose che avevamo detto o fatto settimane prima.

Così abbiamo aperto un profilo dedicato dove stiamo continuando questo racconto. Già, perché intanto abbiamo preso una decisione… di cuore.

Man mano che si avvicinava il giorno della partenza sentivamo il “mal di Sicilia”. Non volevamo andarcene.

Abbiamo incontrato la persona giusta al momento giusto: una ragazza, durante una serata, ci racconta che cercava casa e inquiline. Noi, che ci eravamo già ripromesse di tornare a Palermo, non ce lo siamo fatte ripetere due volte e siamo andate a vedere degli appartamenti con lei.

Il finale? Abbiamo affittato un appartamento per i prossimi 12 mesi.

Molti potrebbero chiedersi il motivo di questa scelta improvvisa. Beh, un vero motivo non c’è. Lo abbiamo detto, è stata una decisione dettata dal cuore e dalle emozioni.

Abbiamo la fortuna di lavorare in realtà aziendali che abbracciano il remote working. Ecosistemi dove ciascuno ti spinge, anche inconsapevolmente, a vivere davvero la vita che si desidera.

Non è scontato. Molto spesso ci raccontiamo storielle per evitare di prendere scelte coraggiose e, perché no, un po’ pazze. Sono quelle però che ti fanno imboccare la strada di un’esistenza piena.

Ecco, il bello del lavoro che facciamo è che ci dà continue opportunità per dimostrare – in primis a noi stesse – di essere libere, autonome e indipendenti nel fare ciò che ci piace quando ci piace farlo.

Per noi il lavoro da remoto è questo. Non lavorare in pigiama tutto il giorno (a volte anche quello), ma lasciare ogni zavorra alle spalle e liberarsi da ogni sciocco vincolo che ci creiamo.

A volte basta lanciarsi e godersi il viaggio…

Quando guardiamo fuori dalla finestra della nostra ormai nuova casa ringraziamo di averlo fatto. E lo rifaremmo ancora.

P.S.: Ah, e abbiamo un terrazzo super-figo. Se passate di qui, scriveteci, da noi non manca mai ospitalità e un bicchiere di rosso.

Un abbraccio dalla Sicilia,
Marta e Giulia (Malia)

L'Altra Riabilitazione

Leggi la storia di Marcello

Volevo uscire da quelle 4 mura.

Ho sempre fatto il fisioterapista classico: aprivo lo studio alle 8 di mattina e lo chiudevo alle 8 di sera.

Era la mia vita? No.

Come ne sarei uscito? Bella domanda.

Sentivo l’inquietudine crescere, ma non ambivo a stravolgere tutto.

Non sognavo auto di lusso o una vita dall’altra parte del mondo. Volevo semplicemente uscire dai limiti fisici del mio paesino e arrivare ovunque, anche solo con le parole.

Ho iniziato agendo, senza un vero e proprio piano in mano.

All’inizio aprii un sito web in cui parlavo di riabilitazione. Facevo un migliaio di visitatori al giorno, ma non avevo idea di come monetizzare il traffico.

Poi mi imbattei in Dario e Andrea Giuliodori (che considero i miei mentori), e cambiò tutto.

Articoli, ebook, videocorsi: capii che il digitale mi permetteva di comunicare ciò che sapevo fare non più solo davanti a un singolo paziente, ma a decine di migliaia di persone alla volta.

A distanza di qualche anno, oggi il mio canale Youtube ha 200.000 iscritti e il sito genera circa 20.000 visitatori al giorno.

Ma soprattutto, l’anno scorso ho raggiunto i 100.000 euro di fatturato online, superando le entrate che facevo (e che continuo a fare) col mio studio.

Quando anni fa leggevo questi casi studio sul blog di Dario mi sembravano irrealizzabili, mentre ora sono la normalità.

Come ho fatto? Se dovessi trovare una formula direi:

Arrivare prima + comunicare bene + avere costanza.

Sono stato il primo a fare il fisioterapista online e il primo a metterci la faccia. E questo ha reso fondamentale saper comunicare ciò che amavo e sapevo fare.

Qui Copymastery è stata la fulminazione sulla via di Damasco. Il copy mi ha insegnato come arrivare al cuore e alla mente delle persone, online e offline.

Tutto questo però senza la costanza non sarebbe bastato. Io nel digitale ho visto la vita: arrivavo in studio alle 8 del mattino con già un paio di ore di lavoro sul mio sito alle spalle.

Non mi pesava affatto, mi svegliavo entusiasta.

Ci sono stati momenti difficili, certo. Forse è sempre un momento difficile se hai il coraggio di metterti in discussione.

Quando non stai seguendo una via tracciata, ma ti stai inventando la tua professione giorno per giorno, è normale avere paura.

Io poi vengo da una famiglia di imprenditori e fin da piccolo ho assistito a riunioni di famiglia in cui si parlava solo di problemi e di banche.

Involontariamente associavo l’attività imprenditoriale a tutto quello.

Ho scoperto però che online le barriere sono diverse. Un tempo ci volevano generazioni per scalare un’azienda, oggi può andare tutto molto velocemente. E dipende da te farlo durare nel tempo.

Sembra strano, ma ci vuole coraggio per ammettere che puoi creare un business dirompente in pochissimo tempo. L’assenza di limiti a volte è disorientante.

Soprattutto quando non sei circondato da persone che fanno già quella vita, come nel mio caso.

Ho iniziato a lavorare online a 33 anni, con già un figlio e vivendo in un paesino in provincia di Piacenza.

Intorno a me nessuno capiva cosa stavo facendo e perché.

Oltre ai Meetup e al Marketers World (da cui ho tratto un grande beneficio), ricordo quindi molto bene quando ho incontrato Dario e la Marketers Family a Barcellona.

Quel giorno ho finalmente realizzato di essere circondato da persone che non solo mi capivano, ma che erano ancora più avanti di me.

Poi sono sincero: per me oggi la libertà dell’online non ha prezzo.

Se avessi avuto solo il mio studio avrei passato il lockdown con le mani tra i capelli. Invece ho potuto godermi lunghi momenti di relax nel giardino di casa, ho avuto la libertà di riflettere sulla mia vita serenamente.

Senza l’ansia di capire come andare avanti e anzi, vedendo il mio fatturato aumentare invece che diminuire.

Progetti per il futuro?

Sognare ciò che verrà dopo non è sempre facile.

5 anni fa avrei pensato che questo fosse il massimo pensabile. Poi ci sono arrivato e ho capito di non essere alla fine, ma all’inizio.

Ora sto per pubblicare un libro con una grande casa editrice, e questa cosa mi riempie di soddisfazione. Sto anche cercando il coraggio di reinventarmi di nuovo. Di andare di nuovo dove gli altri non si sono ancora avventurati.

A questo proposito ricordo Dario sul palco del Marketers World 2018, quando parlando di Musical.ly (allora non era ancora diventato Tik Tok), disse: “se pensi che sia una cosa da bambini, significa che stai già diventando vecchio”.

Ecco, mi auguro metaforicamente di non diventare mai vecchio. Se non dal punto di vista biologico, almeno dal punto di vista imprenditoriale.

Filosofia e Caffeina

Leggi la storia di Benedetta

Questa storia sarà piena di digressioni, non avrà un inizio né una fine.

Ad essere sincera non volevo neanche raccontarla, perché a pensarci non sono arrivata da nessuna parte.

Non sono famosa (anche se mia madre lo pensa) e non sono ricca. Forse però sono un po’ più felice e realizzata. Quindi, visto che insistete, eccola qua.

Lavoravo come cassiera in un centro commerciale. Ma prima ancora facevo la psicologa coi ragazzi in difficoltà. Guadagnavo una miseria, avevo un capo che mi trattava come una pezza e che mi rendeva impossibile lavorare.

Un giorno, durante una notte insonne a Milano, mi resi conto che volevo uscirne. Mi chiesi: cosa farei se fossi totalmente libera di decidere che vita vivere?

Mi trovavo in una camera d’albergo e sul letto di fianco a me c’era “Così parlò Zarathustra” di Nietzsche. Ogni volta che mi allontano dalla mia città (Brescia) porto sempre un libro di filosofia con me.

La risposta che cercavo era lì sul letto, nell’amore di tutta una vita. In quel momento pensai a Socrate, che preferì farsi uccidere piuttosto che rinunciare alla filosofia.
Neanche io volevo rinunciarvi.

Tornai a Brescia e affrontai il mio capo, dicendogli che avrei lasciato quel lavoro e sarei tornata a studiare, mi sarei iscritta a filosofia.

Lui rispose alle mie dimissioni con queste esatte parole:

“Benedetta, dove pensi di andare? Tornerai strisciando”.

Molti pensarono che mi sarei trovata sotto a un ponte, e iniziai a temerlo anche io.

Andai a lavorare come cassiera: 10 ore in piedi a servire i clienti.

Facevo anche 190 scontrini al giorno e il mio incubo era incontrare gli ex colleghi o i vecchi compagni di università e leggere l’espressione sul loro volto.

Ovviamente successe: un giorno arrivò un ex collega, che mi guardò in faccia e disse: “che tristezza ridursi così”.

Quello stesso giorno il mio superiore aveva detto a tutto lo staff: “Mi raccomando, sorridete e proponete la borsina a 1 euro e 50”.
E quindi la mia unica risposta fu (tentando di sorridere): “vuoi la borsina?”

Ricordo che la sera rimasi da sola qualche minuto nel parcheggio del centro commerciale, tentando di scrollarmi di dosso l’identità da studentessa di filosofia (con già una laurea, un master e un tirocinio in tasca), che passava le giornate a lavorare come cassiera.

Per fortuna la filosofia mi ha sempre nutrito. Non è qualcosa che ti dà risultati immediati, ma che ti fa fiorire giorno dopo giorno.

E ora? Ora sono entrata nel meraviglioso mondo dell’insegnamento precario, in cui mi dicono anno per anno cosa insegnare. Quest’anno ho fatto educazione fisica e alternativa a religione, quindi in pratica ho insegnato filosofia alle elementari, anche ai bambini con problemi.

Se vi aspettavate quindi un viaggio dell’eroe, rimarrete delusi.

Non è una storia che parte dal basso e arriva in alto.

La vita è fatta di alti e bassi, di montagne russe che non finiscono mai. Non arrivi alla vittoria finale, semplicemente procedi verso la tua direzione.

Sì, ho ottenuto risultati impensabili, e li devo soprattutto a Marketers. Avevo già studiato Copymastery e Instadvanced. Ma sedermi in prima fila al Marketers World è stato il vero spartiacque.

Mi sono detta: “Benny, ti sei giocata le vacanze per essere qui, ora devi combinare qualcosa”.

E a distanza di mesi posso dire che qualcosa l’ho combinata.

Parlo di filosofia sui social, davanti a decine di migliaia di persone (non l’avrei mai creduto possibile), e ho avuto anche qualche grande soddisfazione (tra cui una richiesta di collaborazione da parte di Mondadori).

Ma ciò che conta davvero sono le relazioni.

Sono le persone che seguivo e che ora vogliono collaborare con me. I ragazzi che mi dicono che stanno amando la filosofia per la prima volta in vita loro, che si confidano in dm, che mi mandano storie bellissime.

Mi toglie il respiro pensare che ero la ragazzina che passava i pomeriggi chiusa in casa sulla “Fenomenologia dello spirito” di Hegel, convinta che nessuno avrebbe mai capito quanto fosse meravigliosa.

Credo che ognuno di noi abbia un filo rosso da individuare e da seguire.

Io da piccola giocavo con un libro di filosofia, non sapevo ancora leggere ma mi piaceva da impazzire la copertina. Ai miei occhi era una sorta di libro magico.

Quest’estate l’ho ritrovato, l’ho aperto e ne ho letto il titolo:

“Storia della filosofia occidentale”, di Bertrand Russell.

Tutta la mia vita successiva era già in quel libro che sfogliavo da bambina, senza che sapessi ancora leggere.

Il prossimo video di Filosofia e Caffeina (il mio profilo Tik Tok)? Lo farò su Leopardi.

Leopardi passò la vita a Recanati, finché non organizzò una fuga in gran segreto, che molti studiosi oggi ritengono “patetica”.

Ebbene, voglio invitare le persone a essere patetiche. Perché patetico deriva da pathos, ossia passione. E una vita senza passione non merita di essere vissuta.

Leopardi morì mangiando un gelato, che non poteva mangiare per le proprie fragili condizioni di salute.

Dopo anni di privazioni, fece ciò che gli andava di fare, prendendosene anche i rischi.

C’è tanta bellezza da comunicare nelle vite e nelle parole di chi ha vissuto migliaia di anni fa. Mettere tutto ciò in un video di un minuto sui social è una sfida, ma credo che ne valga la pena.

Mi torna in mente il mio prof di greco che si metteva a piangere leggendo testi di 2000 anni fa. Il fatto che 2000 anni dopo quelle parole facciano ancora piangere le persone è meraviglioso.

Dimostra la connessione eterna tra esseri umani. Che parte da Socrate e arriva (perché no?) fino a un video su Tik Tok.

UP Marketing

Leggi la storia di Tony

“Tony, le estetiste sono ignoranti! Si fanno vendere di tutto”.

Ho passato l’infanzia al Sud, in una casa con quattro donne, tra cui una parrucchiera e un’estetista.

Immaginate la mia rabbia quando anni dopo il mio capo continuava a sminuire quei lavori.

Ogni volta mi prudevano le mani.

Cosa mi tratteneva in quella preistorica agenzia di comunicazione? Me lo chiedevo spesso, ma l’affitto a Roma non si paga da solo e buttavo giù bocconi amari.

Ero destinato a esplodere. Puntualmente avvenne, dopo l’ennesima richiesta assurda. Me ne andai sbattendo la porta.

Non ve lo nascondo, avevo paura.

Avrei trovato lavoro? Come sarei andato avanti? E se fossi dovuto tornare a casa mia?

Ero disoccupato in una delle città più care d’Italia.

Un giorno feci ciò che dovevo, da tempo. Chiamai le vecchie clienti dell’agenzia, raccontai loro cosa fosse successo.

Molte mi confessarono di sentirsi limoni da spremere in mano al mio ex capo.

Ve la faccio breve, diverse estetiste apprezzarono la mia sincerità e mi invitarono a curare il loro marketing. Così ricominciai.

Non potevo immaginare che quello sarebbe stato l’inizio di un percorso che mi ha portato a realizzare fatturati a sei zeri per decine di centri estetici.

All’epoca sapevo solo di aver fatto la scelta giusta.

Conoscere Marketers mi aveva aperto un nuovo mondo, dove ho incontrato persone simili a me, alla ricerca di una strada più etica per fare marketing e business.

Senza bisogno di raggirare i clienti in ogni modo.

Negli anni ho studiato, assorbito e fatto mio il Metodo Marketers. La svolta arrivò nel 2018, quando a un evento in cui ero stato speaker mi fermò una delle estetiste che mi aveva ascoltato.

Allora era la proprietaria di un grosso centro di bellezza, oggi è una delle imprenditrici estetiche più famose in Italia.

Mi chiese se con l’agenzia che intanto avevo aperto avessimo potuto seguirla. Beh, il traguardo che tagliammo insieme mi aprì gli occhi.

Si poteva fare. In appena 12 mesi abbiamo portato il fatturato del suo centro da 500k a 1 milione, trasformandola in una star per il suo pubblico.

Avevamo declinato il Metodo nel mercato dell’estetica e ben presto è diventato il marchio di fabbrica di Up, la mia agenzia.

In poco più di 2 anni siamo diventati un punto di riferimento nel settore, aiutando decine di imprenditrici a moltiplicare i loro fatturati e migliorare le proprie vite.

Proprio grazie a questi successi, nel 2019, sono salito sul palco del World per essere premiato con il Marketers Award.

Sarò sempre grato a Dario, oggi mio amico e mentore, e alla Family per avermi aperto una strada quando vedevo solo ostacoli.
Viceversa non sarei qui, fiero e felice di aiutare migliaia di estetiste-imprenditrici – oggi membri di UMA, la nostra community, dove condividiamo strategie, consigli e tips di marketing.

Voglio chiudere con una riflessione per chi è ancora indeciso e non sa che strada prendere.

Sporcatevi le mani, non temete di andare nella direzione che sentite vostra. L’etica, coniugata alla competenza e all’esecuzione, è l’antidoto più potente alla paura.

Gli occhi saranno spesso stanchi, ma il sorriso sarà sempre leggero.

Daje!

Tony

Enrico Florentino

Leggi la storia di Enrico

Ho 50 anni e mi sento lo zio di Marketers.

Ho vissuto una vita intensa, mossa dalla curiosità.

Sono nato in banca, almeno dal punto di vista professionale.

Dopo 7 anni ho cambiato lavoro e ho imparato il mestiere del consulente finanziario.

Dopo altri 7 anni (un numero che ricorre spesso nella mia vita) sono diventato manager di altri consulenti.

Li aiutavo a raggiungere i loro obiettivi aziendali, guadagnavo bene e mi ero iscritto a un master in business administration.

Bella vita, bello stipendio.

Ma una mattina è cambiato tutto.

Mi sveglio, mi guardo allo specchio e mi dico:

“Enrico, sei felice?”

Ogni giorno tutto si faceva più pesante e difficile.

La risposta:

Se non lo faccio ora (a 45 anni) non lo farò più.

Nonostante avessi un lavoro sicuro, quel giorno ho deciso di cambiare vita. Rinunciando ai tanti agi conquistati, per puntare unicamente su me stesso.

Volevo creare una mia academy, una scuola che potesse formare migliaia di consulenti finanziari e cambiare la loro vita. Volevo farlo a modo mio.

Come al solito (quando mi metto nei casini da solo) mi sono detto:

“Flore, e mo’ so’ ca**i tuoi”.

Ora ho imparato che quando ti bruci le navi dietro, puoi solo andare avanti.

Subentra l’istinto di sopravvivenza. E non dormi la notte finché non ci riesci.

Allora però non lo sapevo, è una consapevolezza che va allenata col tempo.

Sapevo solo che rimanere dov’ero mi avrebbe portato a raccontarmi solamente delle grandi balle, a credere di non potercela fare.

La doccia fredda ti sveglia.

Tornando a noi, all’inizio (per andare avanti senza bruciarmi i risparmi) ho iniziato a tenere giornate di formazione a rappresentanti di… materassi.

Parallelamente bussavo alle porte dei miei possibili clienti, con la classica overconfidence dell’imprenditore veneto stampata in faccia.

Faccia che riceveva porte sbattute, una dopo l’altra.

Mi presentavo come un outsider, uno con idee innovative da realizzare, uno che desiderava fare la differenza per i consulenti finanziari.

Peccato che, come per tutti gli outsider, di spazio ce ne fosse poco.

Tutto veniva affidato alle solite noiose, ma affidabili, società di formazione già presenti sul mercato.

Io ero meglio, avevo di più da offrire, eppure… niente.

Mi sono detto: “vuoi vedere che è la prima volta che fai una scelta così importante (con la tua famiglia da mantenere) e hai fatto fiasco?”

Dovevo aumentare la mia autorevolezza. Ma come?

Decisi di scrivere un libro.

Invece però che iniziare scrivendolo, andai sul sito di 3 case editrici importanti e proposi a tutte e 3 di pubblicare un libro che non avevo ancora scritto (omettendo saggiamente l’ultima parte).

Mi presentai quindi davanti agli editori con una cartellina contenente tutta la strategia di promozione del libro (in quello ero bravo), ma arrivò finalmente il momento della fatidica domanda:

“Ma il libro è pronto, vero?”

E la mia risposta: “certo, è QUASI pronto”.

Ho venduto il libro allo scoperto (come si dice nell’ambiente della Borsa). Ossia prima ancora di averlo scritto.

E firmando il contratto arrivai a ripetermi di nuovo:

“Flore, e mo’ so’ ca**i tuoi”.

Un’altra doccia fredda.

Iniziai a svegliarmi alle 5 ogni mattina per scrivere il libro. Ogni singolo giorno, dalle 5 alle 7, scrivevo.

In 3 mesi era pronto, e una volta pubblicato divenne un caso editoriale nel mondo dei consulenti finanziari.

Ci sono 30.000 consulenti finanziari in Italia, e “L’Imprendipromotore” ha venduto 3.500 copie.

Che poi (sono un amante della musica classica) la mossa di vendere allo scoperto la faceva anche Rossini.

Si faceva dare un grande anticipo per le sue opere senza averle ancora scritte. Poi univa nuove creazioni a materiale vecchio e remixava il tutto.

2 secoli prima dei dj.

Comunque, ricordo quando ho aperto per la prima volta le vendite della mia academy. Era mezzanotte, e a mezzanotte e 3 minuti arrivò il primo iscritto.

Una gioia indescrivibile.

Dai 30 partecipanti di quella edizione siamo arrivati ora a 240 consulenti nell’ultimo anno.

Io voglio cambiare questo mondo. Voglio aiutare i consulenti finanziari ad essere consapevoli di rappresentare l’anello più importante della catena del valore nel settore finanziario.

Oggi tutti i miei collaboratori hanno 20-30 anni in meno di me e circondarmi di ragazzi giovani è incredibile.

Quanti anni posso avere davanti, professionalmente? 15? 20? Un ragazzo ha ancora 3 vite da vivere, con degli strumenti in mano che non si sono mai visti nella storia.

Business Genetics in tutto questo è stata una ventata di aria fresca. Ho imparato tantissime cose nuove, nonostante le mie 50 primavere alle spalle.

La lezione sulla mappa del potere e quella sulla decostruzione dell’impero mi hanno aperto la mente.

Ho compreso il valore dell’impatto che un imprenditore è in grado di generare nella società e nel mondo.

Ossia ciò che, più di tutto, ogni giorno mi sprona ad alzarmi dal letto e fare del mio meglio.

Dovete sapere che ho una moneta sempre in tasca, con scritto “memento mori”, ossia “ricordati che devi morire”.

Può sembrare triste, ma abbiamo una vita sola, ognuno di noi.

E questa moneta mi ricorda di fare ogni sera un bilancio e chiedermi se ho fatto qualcosa per rendere il nuovo giorno migliore di quello precedente.

Per concludere questa storia, voglio dirvi che non esistono le linee rette.

Non vai mai dal punto A al punto B.

La vita è fatta di tanti segmenti e l’importante è proseguire, sempre.

Come diceva Paolo Conte: “era un mondo adulto e si sbagliava da professionisti”.

O come dico io: “Flore, e mo’ so’ cazzi tuoi”.

Nonna Licia

Leggi la storia di Licia

Questo sarà un post diverso dagli altri.

Diverso perché la protagonista della storia è una giovane donna di 90 anni.

Diverso perché, fino a due anni fa, questa donna non aveva profili social di alcun tipo, e ora è un’influencer con quasi 100.000 follower.

Quella di Nonna Licia è una storia tanto incredibile quanto vera. Abbiamo avuto il privilegio di fare una chiacchierata con lei nei giorni scorsi, e pensiamo che le sue parole possano essere di profonda ispirazione per tutti.

Soprattutto per chi pensa che ormai il meglio sia alle nostre spalle, come il momento giusto per iniziare un progetto, per dare vita a un sogno, per riprendere in mano la nostra vita e darle quel tocco di colore in più.

Oggi riportiamo testualmente ciò che ci ha detto Licia (anche perché non c’è una virgola che cambieremmo).

——

“È una cosa molto interessante. Prima ero una persona tranquilla, che pensava esclusivamente alla famiglia e al marito malato da tanti anni.

Poi la situazione si è rovesciata.

Ho ripreso in mano la mia vita, come quando ero giovane (certo, con qualche piccola differenza) e non mi sono mai arresa. Sono sempre in movimento, pronta a qualsiasi cosa che arriverà.

Mi ha fatto tanto piacere tutto ciò che è successo durante questa avventura online.

Prima ero più scorbutica, non capivo che senso potesse avere mostrare la mia vita agli altri.

Ora vedo il progresso, l’importanza di proseguire. Mi rendo conto che è bello andare sempre avanti, in qualsiasi momento e qualsiasi cosa ci capiti.

Sfidarsi sempre e non disperare mai, anche quando ci tocca stringere i denti.

Questo progetto per me ha cambiato tutto. Mi ha fatto ritrovare la vita, che dalla depressione dopo la morte di mio marito stentavo a riprendermi.

Ho capito che la vita è bella, che non bisogna mai abbattersi e che c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. È importante non fermarsi mai.

Certo, soltanto adesso sono un “pochetto ferma” a causa del coronavirus, ma passerà anche questa. Ne ho passate tante altre.

Così come è venuto, se ne andrà.

A chi vuole fare il mio mestiere di influencer direi di essere prima di tutto spontanei, di dire la verità e non prendere in giro nessuno.

Non siate ipocriti, perché la gente oggi capisce chi è sincero e chi no. Basta guardare le persone in faccia, si capisce.

Andate avanti, sfidatevi. Mettetevi in discussione e siate sempre sinceri. Sempre voi stessi.

Pronti per la prossima meravigliosa avventura”.

Licia

Federica Mutti

Leggi la storia di Federica

Al primo giorno in ufficio ho avuto un pugno nello stomaco.
Chi me l’ha dato?

Tutto quello che non avevo mai avuto il coraggio di ammettere, nemmeno a me stessa.

Dal giorno in cui sono venuta al mondo fino a pochi mesi fa la mia strada sembrava delineata:

Studia, laureati, trovati un buon lavoro, restaci finché puoi. Possibilmente a tempo indeterminato.

I miei genitori, entrambi impiegati nell’industria assicurativa, me l’avranno ripetuto migliaia di volte.


Ho finito per crederci.


Così quel giorno di circa 4 anni fa, quando ho preso la metro per andare all’ufficio di quella grossa agenzia di comunicazione per il mio stage, mi sembrava di star compiendo un percorso.
Asettico.


Quell’ufficio però mi sembrò asettico, appena ci misi piede.


Ricordo ancora le pareti tutte bianche, le grosse scrivanie e le persone chine sui loro computer a lavorare come se il mondo fuori non esistesse.


Ora, vi anticipo che nella mia storia non c’è nessun momento magico e nessun colpo di scena.


All’epoca pensai che semplicemente quell’azienda non facesse per me.


Non poteva che essere così, no?


Così mi misi alla ricerca e cominciai a lavorare per alcune startup.


Nel frattempo però mi si era riaccesa una vecchia scintilla.


Dovete sapere che, sin da quando avevo circa 13 anni, mi ero innamorata di Internet.

Passavo il tempo a costruire pagine in HTML e poi piccole community su Facebook.


Il digitale non era pop come oggi, la mia famiglia – molto “tradizionale” quando si parlava di lavoro – non poteva capire perché lo facessi.


Quelle ore al computer, per tutti, erano un gioco e poco più.


La voglia di fare e costruire cose mie è rimasta intrappolata in un cassetto.


Poi un giorno mi si presentò un’occasione.


Duranti gli anni del liceo mi ero immersa nel mondo digitale. Erano gli anni in cui Chiara Ferragni aveva appena aperto il suo blog…


Io intanto avevo scoperto anche quelli di Dario Vignali e di Andrea Giuliodori.


Erano ogni volta una scoperta.
Mi davano una carica incredibile e passavo da un progetto all’altro. Ovviamente senza portare mai granché a termine.


Tra le tante cose, nel 2018 – il mio ultimo anno di studi – finalmente aprii un canale YouTube…


L’estate dopo la mia laurea capitò che trovai un annuncio su Facebook: Marketers cercava Jedi.


Ora, da una parte ero incuriosita e dall’altra volevo dare qualcosa indietro a Dario e tutta la community che mi aveva ispirato così tanto.


Marketers mi aveva finalmente fatto sentire meno sola.


Per anni avevo pensato fossi quella strana, perché nessuno intorno a me era così entusiasta del digitale.


Dentro questo movimento, invece, avevo trovato tanti simili e anche tanto coraggio.
Beh, ve la faccio breve.


Quello era un periodo un po’ incasinato della mia vita, ma l’esperienza da Jedi fu indimenticabile. Soprattutto per due motivi…


Il primo, quello più evidente, è stata la possibilità di sbirciare nel dietro le quinte di Marketers.


Vedere con i miei occhi come nascevano progetti, venivano curati e portati a termine.


L’altro, che non mi aspettavo minimamente, fu il Marketers World.


Quell’anno – era il 2018 – ci sarebbe stata la prima edizione. Io fui invitata, come Jedi.


Avevo un po’ paura, paura di uscire dalla mia zona di comfort. Alla fine però ci andai.
Non trovo ancora le parole per descriverlo. Fu illuminante:
Nei mesi avevo accantonato il mio canale YouTube. Ero impegnata tanto in startup e pensavo che quello fosse un semplice passatempo.


Non era mai stata un’opzione che diventasse una cosa seria e tantomeno un lavoro.


Al World vidi persone in carne e ossa, invece, che ci avevano creduto e ora si svegliavano la mattina potendo costruire qualcosa di completamente proprio.


Quello che, cominciai timidamente ad ammettere, volevo fare anch’io.
Se andate a vedere gli analytics del mio canale, dopo quell’evento c’è un chiaro picco.


Un anno dopo ero di nuovo lì, ma completamente cambiata.
Al World 2019 avevo un canale YouTube ben avviato e probabilmente lì ho trovato una spinta inconscia a fare ciò che sarebbe successo qualche mese dopo.


Ho iniziato il 2020 scrivendo i miei obiettivi in agenda. Il primo?


Lavorare di più e meglio nella startup.


In fondo non mi ci trovavo male, anche se avevo sempre quell’idea rumorosa in testa.

Sotto sotto sapevo che un giorno avrei fatto il grande passo e sarei diventata freelance. Volevo farlo.
Aspettavo il momento giusto…
Non potevo sapere che il momento giusto sarebbe arrivato dopo una riunione con un collega, una mattina di febbraio.


Sì, proprio prima del lockdown.


Uscii da quella stanza con la consapevolezza che il momento era arrivato.


Diedi finalmente un senso a quel pugno nello stomaco del primo giorno in ufficio.


Era una spinta a saltare, lanciarmi verso ciò che mi faceva paura e che, come tutte le cose che fanno paura, nascondeva la meraviglia.


La meraviglia, ora posso dirlo, di fare il lavoro che davvero sognavo.


Il mio viaggio è appena iniziato. Non in ritardo, al mio tempo.


Quella di Federica Mutti è la nuova meravigliosa storia di Humans Of Marketers.