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Il mercato del turismo post pandemia. Impariamo da come le big hanno reagito.

Avete presente la frase più famosa del Gattopardo?

In soldoni, si traduce così: per cambiare tutto c’è bisogno che cambi nulla.

Ecco, studiando la materia, vi renderete conto che il marketing del turismo è un mondo cangiante e in continua evoluzione. E poi?

Il fine resta sempre lo stesso: è la forma a modificarsi.

Il marketing dei viaggi è un’esecuzione sistematica e coordinata delle politiche commerciali: se ne possono occupare privati, possono farlo organizzazioni pubbliche che operano a livello locale, regionale, nazionale o internazionale.

Il ‘goal’ finale è questo: raggiungere la soddisfazione ottimale delle esigenze di gruppi turistici identificabili. E nel farlo, ottenere un ritorno adeguato.

Ora, le agenzie di viaggio (e parliamo dell’era pre-deregolamentazione, pre-liberalizzazione e pre-globalizzazione) erano spesso contese per approfittare di qualsiasi affare in arrivo; vendevano sulla base di una commissione diretta.

E tutto sommato, il lavoro era semplice: la portata dell’operazione piccola e per nulla complessa.

Ma come sono cambiate oggi? E come cambieranno in un’era (finalmente) post pandemica?

Intanto, chi ha fatto loro il funerale, si sta pian piano ricredendo: oggi le compagnie di viaggio stanno diventando più grandi, più sofisticate, più automatizzate nella gestione.

Allo stesso modo, i clienti e i turisti stanno diventando più preparati, esperti, eruditi. Pertanto, esigono servizi e pacchetti di qualità superiore.

In quest’ambiente sempre più volatile, la conoscenza e l’abilità del marketing sono ingredienti più necessari della conoscenza del prodotto e dell’entusiasmo.

Chiaramente, il marketing turistico, specialmente il modo in cui si è sviluppato, è tutta invenzione recente.

Tanti cambiamenti hanno anche portato alla costruzione di infrastrutture, alloggi, trasporti e altre strutture ricreative.

In un periodo di tempo relativamente breve, i viaggi e il turismo sono diventati una delle industrie più importanti e leader nel mondo.

E allora, l’evoluzione è stata non solo netta: è diventata necessaria!

È stata una reazione aziendale ai cambiamenti dell’ambiente socio-economico.

Le aziende turistiche di maggior successo, o gli enti turistici in particolare, hanno dimostrato un acuto sesto senso, riuscendo a fornire la giusta struttura organizzativa e l’offerta di prodotti per i visitatori-turisti.

È interessante notare che le aziende turistiche abbiano poi riconosciuto l’importanza di fattori chiave come i bisogni, i desideri e la soddisfazione nella pianificazione e progettazione del prodotto turistico.

In questo tipo d’industria, ogni turista vuole essere trattato come un cliente speciale. E qualsiasi organizzazione che si occupi di questo aspetto, sarà naturalmente in testa a ogni competitor.

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Ma come e cos’è cambiato con il Covid?

Viaggiare è stato bandito ancor prima del ‘toccarsi’. Mettiamola così, con un sottilissimo velo d’ironia in un mondo in cui c’è stato ben poco da ridere. Per almeno due anni e chissà per quanto ancora.

E’ stata certamente la prova più dura, pesante, impattante per tutto il mondo del turismo. Piegato sin dagli albori della pandemia.

Del resto, basta fare un rapido recap: voli cancellati, eventi annullati, destinazioni irraggiungibili e viaggi di fatto banditi.

Com’era possibile andare avanti, se non con i sussidi previsti?

E spesso neanche sono bastati.

La stessa riprogrammazione del lavoro è sembrata a tratti impossibile: ogni giorno, il bollettino dei contagi la faceva da padrone indiscusso.

Finché abbiamo realizzato, tutti: non sarebbe stata questione di settimane, anzi.

Ogni azienda ha affrontato la questione a modo suo, tutte si sono dovute fermare e per lo stesso motivo.

Qui vi mostriamo 3 casi particolari di grandi marchi del turismo che hanno scelto di reagire alla crisi.

Airbnb

Dopo anni di crescita esponenziale, e ancor prima che – in Italia, ad esempio – liberassero l’estate, Airbnb, famoso portale in cui si affittano case private, ha deciso di realizzare un progetto intrigante.

Non più una casa a disposizione, ma un evento di loro interesse e organizzato dai vari host che con Airbnb collaborano attivamente.

E allora, avete voglia di un’escape room? Di una caccia al tesoro?

Possibilità anche di fare tour virtuali in qualche parte del mondo, ma anche semplicemente di svagarsi.

Sul portale erano infatti presenti lezioni di yoga, cucina, aperitivi e tanto altro.

Lonely Planet

È la casa delle guide turistiche, famosa in tutto il mondo, e intermediaria tra utente e tour operator.

Come l’ha presa nel marzo 2020? Basta dare un’occhiata ai social.

Nessuna promozione di mete esotiche, nessuna sponsorizzata delle loro guide.

Ma una serie di immagini generiche.

Del tipo? Animali. Montagne. Paesaggi. Con un messaggio ben preciso: la vita continua nonostante e a prescindere dalla pandemia.

Hanno creato inoltre una serie di rubriche, così da organizzare viaggi a distanza.

“Wildlife webcam streams”, “slow tv travel videos” e tanti altri focus legati ai viaggi e al tema ambientale.

Alimentando la voglia non solo di tornare a viaggiare, ma di seguire le norme per uscirne quanto prima.

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Trivago

Alberghi, b&b, ostelli. Dall’inizio della pandemia, Trivago ha perso praticamente ogni prodotto da vendere. 

Il primo pensiero è stato quello di pubblicare regolarmente notizie su come sarebbe cambiato il modo di stare in albergo.

I temi erano legati ai bambini, alla privacy, alle strutture e a quelle più sicure. Controllate proprio da membri Trivago.

Un mondo alla rovescia, che hanno provato a raccontare proprio con un tono di rassicurazione. In un momento di pochissime certezze, un tipo di strategia mostratasi vincente.

A cosa bisogna fare attenzione adesso?

Ecco, proprio in tal senso: cos’è che un utente può cercare in questo momento storico?

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