Nudge: la spinta gentile di cui hai bisogno

Il Nudge o "spinta gentile" è una pratica davvero interessante che dovresti seriamente prendere in considerazione! Non sai come iniziare? Nessun problema. Leggi il post ed inizia a prendere le decisioni migliori di sempre.

Nudge: la spinta gentile di cui hai bisogno

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Hai mai avuto la sensazione che le tue scelte fossero guidate da una forza esterna alla tua volontà?

Ti sei mai chiesto il perché tu abbia preso determinate decisioni che a distanza di anni si sono rivelate totalmente sbagliate?

Bene, sappi che in questo articolo scoprirai come poter evitare di fare le scelte sbagliate applicando delle semplici regole di selezione consapevole.

Finito di leggere questo post infatti, sarai in grado di:

  • Capire cosa sia il nudge
  • Scoprire come il tuo cervello prende una decisione
  • Attuare un sistema di selezione consapevole per scegliere in modo (quasi) neutrale

Adesso, iniziamo con qualche definizione così da avere tutto più chiaro.

Nudge: cos’è e perché è importante?

Il termine nudge può essere tradotto in italiano come “la spinta gentile” verso una vita fatta di decisioni più consapevoli.

A coniare questo termine sono stati Richard H. Thaler e Cass R. Sunstein all’interno del loro libro intitolato “Nudge. La spinta gentile” ed all’interno del quale definiscono in modo preciso a cosa riporti questa pratica e soprattutto quali risultati possa dare.

Ma perché è così importante conoscere questa pratica e metterla in atto?

Il motivo è molto semplice: occorre imparare a fare delle scelte più consapevoli e soprattutto orientate al benessere fisico e mentale.

A chi non piacerebbe poter compiere le giuste scelte e vivere una vita sana e della quale ha il totale controllo dopotutto?!

Ma prima di immergerci a fondo nella questione, occorre fare il punto della situazione attuale relativa all’architettura decisionale che contraddistingue ognuno di noi.

Per farlo, ti parlerò dei pensieri lenti e veloci.

Se hai già capito dove voglio arrivare, buon per te!

Pensieri lenti e veloci: perché ci prendiamo in giro da soli?

Una delle condizioni peggiori che si possa vivere, nasce dalle scelte sbagliate che facciamo durante tutta la nostra vita.

Si inizia scegliendo la pizza sbagliata al ristorante per finire con vivere una vita accanto ad una persona che non fa assolutamente per noi.

Ma perché facciamo delle scelte sbagliate?

Colpa dei bias cognitivi.

Con il termine bias faccio riferimento ad errori di valutazione che la nostra mente fa durante i processi decisionali.

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Il termine descritto all’interno del libro “Pensieri lenti e veloci” di Daniel Kahmeman, ci mostra quanto la nostra mente sia sensibile ad errori di valutazione.

Riprendiamo per un attimo l’esempio della pizza, ok?

Siamo sicuri che la margherita sia perfetta per noi, così decidiamo di ordinarla in ogni locale in cui andiamo per poi scoprire che in pochi riescono a farla come piace a noi, commettendo quindi un errore di valutazione dovuto ad una presunta esperienza.

È in questo frangente che il nostro bias cognitivo relativo all’esperienza ci gioca un tranello.

Ma come nascono i bias?

Dalle euristiche!

No, non sto cercando ci complicarti la vita, tranquillo.

Daniel Kahmeman definisce le euristiche come delle scorciatoie presenti all’interno della nostra mente che ci permettono di definire un pensiero o una azione in modo tanto veloce quanto automatico e che spesso, proprio per la loro rapidità, ci portano ai bias cognitivi, commettendo quindi un errore di valutazione.

È in questo contesto che il nudge prende spazio per permetterci di dare un senso alle nostre scelte e soprattutto di compiere esclusivamente quelle più corrette per la nostra vita, riprendendone il controllo.

Poter contare su un segnale il più possibile neutrale ci permette di decidere senza sentire alcuna pressione intorno a noi ed a vedere il nostro mondo da un punto di vista totalmente differente.

Ma come possiamo dare inizio alla pratica del nudge?

Direi che è arrivato il momento di mostrartelo.

Nudge: da un promemoria ad un obbligo

Possiamo distinguere due livelli di nudge definendo così un piano d’azione utile per tutti noi.

All’interno del primo livello possiamo inserire i remainder provenienti da tutte le app che utilizziamo.

Basta pensare a google calendar o app simili che possiamo organizzare nel modo più comodo per noi avendo come risultato finale una “spinta gentile” nel ricordare cosa bisogna fare.

Ad esempio potrei impostare un remainder una settimana prima per ricordarmi di iniziare a lavorare ad un report importante per un determinato cliente.

Potrei ancora impostare diversi promemoria nell’arco dei mesi per essere sempre in pari con le task da chiudere, con i progetti da seguire e con gli obiettivi che mi sono posto.

Qualora non utilizzassi app, sappi che puoi applicare la stessa procedura utilizzando una semplice agenda o un block notes.

Insomma, poco importa il cosa utilizzi. Ciò che conta davvero è come lo farai.

Questa pratica ricorrente ti permetterà di avere una visione di insieme più chiara e seguire un percorso strutturato piuttosto che vivere costantemente alla giornata in preda ad ansie e paure.

Superato questo primo step, potrai evolvere la tua pratica del nudging impostando delle spinte più intense relative ad obiettivi più grandi e più rilevanti.

Arrivati a questo punto sarà molto difficile compiere le scelte errate perché la strada che avrai percorso dopo la prima e leggera spinta, ti condurrà in modo naturale verso la scelta migliore della tua vita.

Ad esempio potresti iniziare a correre un chilometro al giorno dopo il lavoro con l’obiettivo di tornare piano piano in perfetta forma per poi ritrovarti a partecipare alla tua prima maratona.

Ma il nudging non si ferma semplicemente alle scelte personali, inglobando in modo “gentile” l’intero comportamento sociale.

Nugde e vita sociale

Recenti studi hanno dimostrato che la “spinta gentile” è una pratica che può essere applicata non solo al comportamento personale ma anche a quello collettivo.

La HSBC ha rilasciato una app che permette a tutti gli utenti iscritti di ricevere un report delle loro spese confrontandole con quelle dei mesi precedenti.

Questo consente agli utenti di essere maggiormente attenti su alcuni dettagli quali le spese eccessive per il caffè o per le sigarette, invogliandoli in modo naturale e consapevole a spendere meno per acquistare prodotti potenzialmente dannosi per la loro vita.

Altro esempio è quello relativo alla catena di supermercati Pay and Save dove è stato effettuato un esperimento molto semplice.

È bastato infatti posizionare delle gradi facce verdi (una sorta di smile) nei reparti dei cibi più salutari, per notare come 9 volte su 10 la scelta degli utenti ricadesse proprio su quei determinati prodotti.

Ma non è finita qui perché la pratica del nudging si spinge anche all’economia ed alla finanza personale.

Non è un caso infatti se i maggiori player finanziari stiano spingendo sempre di più verso la formazione dei propri utenti per fare in modo che i loro investimenti ed i loro movimenti finanziari siano eseguiti con competenza e consapevolezza.

Ma è davvero tutto così bello come sembra?

Forse.

La zona grigia dei nudge

Così come in tutte le cose anche i nudge hanno un rovescio della medaglia.

Infatti il mondo degli studiosi si divide essenzialmente in due realtà: una a favore ed una contro.

Fino ad ora abbiamo analizzato i lati positivi della pratica del nudging, quindi vediamo di fare una breve analisi dei suoi possibili lati negativi.

Non è strano infatti avvertire un certo senso di controllo della nostra mente, soprattutto dopo aver letto gli esempi che ti ho riportato.

Proprio su queste basi poggiano le teorie degli “anti-nudge” che propongono una visione completamente opposta a quella che abbiamo analizzato fino ad ora.

In particolare infatti, gli studiosi credono che dietro questa volontà di far del bene non ci sia altro che l’ennesimo tentativo di manipolare le nostre decisioni giocando con i nostri bias cognitivi ancora una volta.

Un esempio su tutti potrebbe essere quello legato alle ricevute del bancomat.

Sì, hai letto bene.

Non ti è mai capitato di trovarti davanti la schermata che ti consente di stampare la ricevuta?

Bene.

Di solito si hanno due alternative: stampare la ricevuta o no.

È interessante analizzare la seconda opzione.

In determinate banche ormai, accanto al pulsante del “no” appare il simbolo di un globo accompagnato dalla frase “scelta ecologica” che invoglia una determinata percentuale di utenti a non stampare la ricevuta per evitare lo spreco di carta.

Come avrai capito anche tu, ciò che sembra puramente una scelta ecosostenibile si rivela una mancanza per gli utenti che tornano a casa senza la loro ricevuta.

È una zona grigia dunque che si divide tra una serie di scelte personali che possiamo prendere con consapevolezza e delle scelte che agenti esterni ci “invitano” a fare per un bene più grande.

Quindi viene da sé che la pratica del nudging se utilizzata in modo consapevole può sicuramente essere un ottimo strumento per poter vivere una vita più sana, più chiara e maggiormente strutturata.

Conclusioni

Prima di salutarti, vorrei condividere con te alcuni testi di riferimento che ho citato in questo post ma che ti invito a prendere in considerazione per iniziare a conoscere meglio la tua mente e scoprire come prendere le decisioni migliori di sempre.

Qui i testi:

Leggili e fammi sapere cosa ne pensi.

Noi ci leggiamo alla prossima.

A presto,

Rocco.