Essere artigiani nei lavori digitali: ma quanto paghi?

Avere partita IVA agevolata con un negozio per riparare computer?Si ma aprendo partita IVA con contribuzione previdenziale da artigiano e non da freelance. Le differenze sono tante!

Essere artigiani nei lavori digitali Coloro che lavorano nel mondo digitale sono sempre e solo liberi professionisti? No, e oggi scopriamo il regime fiscale e la posizione previdenziale di questi artigiani digitali.

Lavori digitali artigiani

Non tutte le attività digitali sono gestite dalla Gestione Separata INPS. I contributi previdenziali, infatti, sono assoggettabili a due categorie principali, oltre alle casse specifiche. Oltre alla Gestione Separata INPS dove confluiscono tutti coloro che non hanno una cassa previdenziale di riferimento e i freelance, c’è anche la Gestione Artigiani e Commercianti.

Sono certo che ti starai chiedendo perché chi lavora nel digitale debba essere considerato un artigiano o un commerciante. Oggi lo scoprirai. Non tutte le professioni sono da libero professionista. Molto spesso chi lavora a progetti digitali può seguire due strade diverse. La prima è quella di avere una sede, con dipendenti e altri adempimenti che fanno di lui un esercizio d’impresa vera e propria. Come un bar per intenderci.

La seconda via da poter scegliere è quella della società. Un ottimo modo per dividersi oneri e moneta.

Come funziona per le società?

Se l’attività commerciale è svolta in forma di società, l’iscrizione all’INPS commercianti è obbligatorio per i soci che partecipino al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza. Nello specifico, possono essere iscritti i soci:

  • di società in nome collettivo (Snc) ed i loro familiari coadiutori
  • di società di fatto
  • accomandatari di società in accomandita semplice (Sas)
  • accomandanti delle società in accomandita semplice che siano familiari coadiutori degli accomandatari
  • di società a responsabilità limitata (Srl); per questi ultimi non è richiesto il requisito del possesso della piena responsabilità dell’impresa, né dell’assunzione di tutti gli oneri e rischi relativi alla sua gestione.

Partita IVA e regime fiscale per artigiani

Affrontando questo tema dobbiamo però prima parlare della differenza che sussiste tra libero professionista e ditta individuale. Una differenza che probabilmente non ti sei posto di analizzare ma che invece è davvero importante.

La differenza tra le due risiede nella tipologia di contribuzione previdenziale da pagare e altre tasse!

Definiamo ditta individuale l’attività autonoma di artigiani o commercianti e liberi professionisti i lavoratori autonomi che svolgono una attività prevalentemente intellettuale. Le ditte individuali possono essere dei lavori autonomi, eh, mica lo stiamo escludendo, ma svolgono attività manuale o professionale in modo artigiano.

Il libero professionista invece è colui che lavora in modo autonomo e che svolge un’attività intellettuale e non manuale. Quindi se tu, per esempio, hai un negozio che vende e ripara computer cosa sei? Un libero professionista digitale perché ti occupi di vendere software o di aggiustare pc, o una ditta individuale? Ovviamente sei una ditta individuale e dovrai, oltre ad aprire partita IVA, anche iscriverti alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS.

La gestione commercianti prevede che vengano versati due tipologie di contributi:

  • Fissi
  • A percentuale

I contributi fissi devono essere versati indipendentemente dal reddito maturato durante l’anno. I contributi si suddividono in rate trimestrali e sono pari a quanto riportato in tabella:

Contribuenti Artigiani Commercianti
Età superiore ai 21 anni € 3.818,16 (3.810,72 IVS + 7,44 maternità) € 3.832,45 (3.825,01 IVS + 7,44 maternità)
Età non superiore ai 21 anni € 3.413,27 (3.405,83 IVS + 7,44 maternità) € 3.427,56 (3.420,12 IVS + 7,44 maternità)

Il reddito massimo da raggiungere è pari a 15.878 euro. Tutto l’eccedenza tale reddito viene poi tassato a percentuale diversa in base all’età, come riportato in tabella:

Contribuenti Artigiani Commercianti
Età superiore ai 21 anni 24% 24,09%
Età non superiore ai 21 anni 21,45% 21,54%

Conclusioni

Cosa ti resta di fare? Ovviamente di aprire partita IVA con regime forfettario. Inizierai cosi a risparmiare sulle tue tasse, potrai avere la tua attività commerciale in serenità pagando le giuste tasse!

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